“L’introduzione di un’educazione alla comprensione del prossimo nell’ambiente scolastico, ridurrebbe di molto comportamenti cattivi ed azioni cattive” Edgar Morin

Il rispetto della proprietà intellettuale fa parte degli insegnamenti della Pubblica Istruzione. Ma in pratica, non è sempre semplice rispettarla. In Francia, nel 2008, secondo uno studio diretto dallo IAE di Nantes (Istituto di Amministrazione d’Impresa), soltanto due allievi su quattro erano stati formati nell’ambito della ricerca documentaria. Una carenza di metodologia, che potrebbe portare alcuni allievi a fare ricorso al plagio, ovverosia a copiare testi scritti da altri.

Ma cosa fare di fronte ad un lavoro visibilmente copiato?

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Serve un’educazione al plagio fatta a monte

Il plagio, è il fatto di riprendere, parola per parola, una frase  o un testo scritto da altri, senza citarne il nome o il riferimento. A volte, questo tipo di « copia » può essere difficile da capire per alcuni allievi: mentre citare delle frasi senza citarne l’autore, sembrerebbe facile da gestire, è più difficile comprendere il furto di idee.

E’ fondamentale insegnare al più presto ai propri alunni a non copiare dal proprio compagno di banco

In effetti, il plagio, non si ferma unicamente al furto di parole. E’ prima di tutto un furto intellettuale. Può accadere quindi che gli allievi riprendano delle grandi idee di autori, senza citarne il riferimento, la fonte. E questo è vietato. E’ vero che il confine è un po’ labile e gli allievi a volte non sanno come gestire le fonti e le informazioni.

L’avvento di Internet ovviamente non ha aiutato la situazione. Gli allievi si sono abituati a fare le loro ricerche online e ad utilizzare il famoso “copia e incolla”. I casi di plagio, sono quindi sempre più frequenti, sia per reale volontà di imbrogliare, che per ingenuità.

Ecco perché è fondamentale, dalla parte degli insegnanti, educare gli allievi alla ricerca documentaria e al plagio. Gli allievi devono capire bene la differenza fra ciò che è consentito, come ad esempio riprendere delle frasi citandone gli autori, e ciò che non lo è.

Nell’ambito della Pubblica Istruzione, si tratta spesso del ruolo dell’insegnante di Italiano, oppure dei bibliotecari…. Vengono organizzate delle sessioni affinché ogni allievo possa cimentarsi nella ricerca documentaria, sui libri o su Internet nelle migliori condizioni ed accompagnato da un adulto che lo guidi.

Nell’ambito dei corsi privati, non fa mai male rivedere la metodologia documentaria per essere certo che il tuo allievo abbia una buona conoscenza delle basi.

Cerca di capire perché il tuo allievo ha copiato

Gli alunni che ricorrono al plagio, hanno sempre una ragione. L’importante è capire quale è stata questa ragione, per risolvere il problema, e far sì che l’alunno non vi ricorra più.

Mentre molti insegnanti hanno la tendenza a pensare che un compito “copiato” sia necessariamente un desiderio di “imbrogliare” da parte dell’allievo, è meglio prendere il tempo per confrontarsi con lui, con lo scopo di discutere per capire meglio.

In alcuni casi, il plagio è innanzitutto una “ingenuità” da parte dell’allievo. Può aver dimenticato le virgolette, o il nome dell’autore. Oppure può aver pensato che fosse sufficiente parafrasare il testo di un autore, per astenersi dal citarne il nome. Può anche succedere che non volesse lasciare queste frasi nel testo, ma che le avesse lasciate momentaneamente per ricordarsi dell’idea principale. Tutte queste “goffaggini” possono essere vere, e richiedono soprattutto una riformulazione sulle ricerche documentarie e le citazioni per l’allievo.

Paura della pagina bianca? Capire perché un allievo ha copiato permette di risolvere il problema

Utilizzare il plagio può anche rivelare una mancanza di fiducia in sé stesso da parte dell’alunno. Poiché l’idea è talmente ben scritta da qualcun altro, perché riformularla? Alcuni allievi si sentono incapaci di riscrivere delle idee in modo diverso, perché non hanno fiducia nella loro capacità di scrittura. Ecco che allora preferiscono andare a pescare delle frasi altrove per costruire i propri compiti.

Certamente, esiste poi invece una parte di alunni che utilizzano il plagio volontariamente, con l’obiettivo di imbrogliare.  Questo si spiega con varie ragioni. L’alunno può ricopiare dei testi per pigrizia mentale, per non formulare un pensiero proprio. Sono quindi felici di trovare temi e compiti online da ricopiare soltanto. (Spesso Wikipedia è loro amico)

Altri ancora imbrogliano per mancanza di tempo per fare i propri compiti. In questo caso la soluzione sarebbe prima di tutto rivedere l’organizzazione dell’alunno e capire perché quest’ultimo non trova il tempo per fare i suoi compiti. Per distrazione? Per obblighi in famiglia? Per mancanza di metodo?

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Rifai il punto, in caso di plagio comprovato

In quanto insegnante, che tu sia nella Scuola Pubblica o privato, è necessario reagire nei casi di plagio e non lasciar passare questo genere di comportamento da parte degli allievi. Non si tratta di punirlo per aver imbrogliato, quanto di indurlo a prendere delle buone abitudini per non essere ancor più penalizzato nei suoi studi universitari.

Mentre copiare alle elementari o alle medie può portare ad una semplice punizione, una volta all’Università, plagiare un lavoro può portare a conseguenze gravi al futuro accademico dello studente.

Prendere delle buone abitudini quindi è essenziale sin dai primi compiti.

Se è comprovato che un allievo ha imbrogliato, conviene allora capire perché quest’ultimo ha copiato, ma anche rifare il punto con lui su che cosa significa plagio e come evitarlo.

Rivedere i metodi di ricerca documentaria e di citazione delle fonti, sembra quindi fondamentale perché l’allievo non ripeta l’errore una prossima volta. Questo briefing può essere realizzato in un’ora o assumere la forma di esercizi durante tutto l’anno.

Le punizioni da mettere in atto contro il plagio

Come accennato in precedenza, è anche possibile che gli allievi utilizzino il plagio di forma assolutamente intenzionale, allo scopo di imbrogliare su un lavoro per avere un voto migliore, o per fare prima.

Quale punizione per un allievo che ha copiato da Internet?

In questo caso, e se i plagi si ripetono, si possono mettere in atto delle sanzioni da parte dell’insegnante. Queste sanzioni saranno più efficaci solo se sarnno costruttive ed educative.

La prima sanzione potrebbe essere di fare rifare il compito per il quale l’allievo ha copiato. In questo modo, l’alunno può rivedere il suo metodo di lavoro e fare un reale lavoro di riflessione. E’ anche l’occasione per l’insegnante di rivedere con lui come evitare il plagio.

Un’altra sanzione potrebbe consistere nel chiedere all’allievo di preparare un lavoro sul plagio, una specie di dossier/tema, affinchè l’allievo faccia delle ricerche da solo su quello che è il plagio e sulle sue conseguenze. Trovando lui stesso delle informazioni su che cosa significa veramente il plagio e sulle sue conseguenze. Trovando da sè le informazioni sul plagio, l’allievo integra più facilmente queste informazioni.

L’essenziale ovviamente è di reagire in maniera proporzionale. Un plagio occasionale per un allievo serio non è la stessa situazione che il plagio di un dossier da presentare per ottenere un diploma.

Bisogna dichiarare il plagio di un allievo ?

Il plagio è un’azione molto grave ed implica delle sanzioni. In quanto insegnante, la questione che si pone è di sapere se bisogna o meno dichiarare il plagio di un allievo.

Ancora una volta, si tratta di reagire in modo proporzionale al fatto. Se l’allievo utilizza il plagio per la prima volta, lo scopo è innanzitutto di fare in modo che non lo rifaccia, ed il lavoro da fare è dunque di carattere pedagogico. Se l’allievo ritira il suo gesto di avercopiato, si può pensare di parlarne agli altri insegnanti, nel caso di corsi di scuola media, oppure di parlarne ai genitori  se si tratta di corsi privati. Non sarebbe funzionale andare oltre.

In caso contrario, le dichiarazioni nel caso di plagio, possono essere fatte nel caso di passaggi di esami, come la maturità, anche se parrebbe un po’ complicato da farsi, o ancora nel caso di esami parziali all’Università. Nel caso di studi superiori, succede che l’insegnanti richiedano agli allievi di presentare un dossier, un compito scritto che conterà nella media finale per l’ottenimento del  diploma. Qui si tratta di un controllo continuo. Ed infatti è in questi casi che il plagio diventa « più grave », e che va dunque segnalato all’Accademia se l’insegnante decide di non lasciare ulteriori possibilità all’allievo.

Le conseguenze di un plagio nell’ambito scolastico

Copiare un testo può avere conseguenze importanti. Secondo un articolo del Codice della Proprietà Intellettuale:

«Qualsiasi rappresentazione o riproduzione integrale o parziale fatta senza l’assenso dell’autore, o degli aventi diritto, è illecita. La stessa cosa vale per la traduzione, l’adattamento o la trasformazione, l’arrangiamento o la riproduzione attraverso un’arte od un qualsivoglia procedimento »

A volte gli studenti ricorrono al plagio per guadagnare tempo

Ma quindi, cosa si rischia con il plagio ?

Concretamente, alle medie o alle superiori, le sanzioni restano confidenziali. Ci si mette d’accordo fra insegnante e allievo, o al massimo il Preside. Invece, se un allievo imbroglia durante la maturità o durante i lavori e gli studi all’Università, le sanzioni possono essere più pesanti, e possono andare dal semplice richiamo fino all’interdizione di partecipare a qualsiasi altro esame della Pubblica Istruzione, o ancora, di doversi nuovamente iscrivere ad un istituto pubblico delle scuole superiori durante almeno altri 5 anni al massimo.

Viene quindi istituita una commissione disciplinare allo scopo di sentire i diversi punti di vista, e verrà applicata una sanzione.

Da un punto di vista giuridico, gli autori di plagio possono dover pagare danni ed interessi, fino a due anni di prigione, ed una multa di 150.000 Euro

C’è di che rifletterci su, no ?

Bisogno di un insegnante di Aiuto compiti?

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Paola

Traduttrice, insegnante, chissà un giorno....scrittrice. Ma con un'infinita passione per le lingue straniere