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Emilio
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A Milano, i ritmi frenetici dei lavoratori, il traffico e, ultimamente, la situazione di crisi sanitaria legata alla pandemia in corso, mettono seriamente a repentaglio la fermezza dei riferimenti formativi di bambini e giovani.
La scuola può chiudere da un giorno all’altro, mentre ancora si intende recuperare le carenze ereditate da un anno scolastico non terminato, nella scorsa stagione scolastica.
Le maestre della scuola elementare si trovano a che fare con i cocci di un’infarinatura grammaticale ed aritmetica rimasta in sospeso, di una scolarizzazione appena iniziata dei primini, di abitudini e vizi acquisiti dagli alunni nel loro entourage, abbandonati davanti agli schermi ed in balia di poca severità e cure carenti, sul piano dell’apprendimento.
La didattica a distanza ha rivelato non solo il grosso potenziale tecnologico, ma anche le carenze di un Paese ancora immaturo, dal punto divista di una coscienza e dell’intelligenza digitale.
A Milano, moltissimi genitori hanno continuato a lavorare, mentre i bambini rimanevano a casa con fratelli maggiori, vicini di casa o babysitter, finché possibile. Non sono riusciti ad essere presenti in un momento davvero importante per la scolarità sussidiaria da inventare e proporre.
Altre famiglie, invece, sono riuscite ad organizzarsi, come un universo surreale, fatto di doposcuola continuo. Insomma, hanno ecceduto nel seguire i pargoli, facendo loro svolgere, non solo i compiti della scuola, ma continue verifiche, esercitazioni, proponendo apprendimenti nuovi e incrementali, quasi spasmodicamente.
Il nuovo anno scolastico a Milano è iniziato in presenza, per la maggior parte dei quartieri.
I bambini hanno subito ritrovato i loro coetanei e, nel giro di due giorni, i maestri della scuola hanno visto tornare l’ambiente classico di una scuola elementare: domande, alzate di mano, richieste di maggiori spiegazioni, ma anche voglia di chiacchierare e, per qualcuno, di mandare a chiamare i genitori! La normalità, o quasi, insomma?
Alla scuola media, finalmente, i giovani impazienti di poter di nuovo scambiarsi segreti, opinioni, hanno ripreso a seguire i corsi di diverse discipline suggerendosi delle risposte, contando i minuti mancanti per i cinque minuti di “aria”.
Famiglie e professori sapevano che, all’inizio, la ripresa sarebbe stata particolare: non si trattava tanto di riempire la testa per dare tutte le competenze arretrate, ma di lasciare libero corso alle relazioni, agli sfoghi, alle emozioni.
Adesso, a diverse settimane dall’inizio delle scuole, i giovani sono entrati a pieno regime: seguono, ripetono, svolgono esercizi. A volte emergono carenze di base, ereditate dagli anni precedenti ed aggravate nell’ultimo semestre. I genitori, in accordo coi pargoli, scelgono allora di individuare dei doposcuola a Milano centro, in periferia o in quartieri specifici.
Il doposcuola a Milano è una realtà diffusissima che apporta servigi lodevoli, anche gratuiti, in molti casi.
Sono, in particolare, le associazioni di volontariato e le iniziative religiose a fornire il maggior sostegno alle famiglie che richiedono un doposcuola al pomeriggio. Spesso, i genitori non hanno a cuore solo o tanto l’eccellenza dei risultati in una data disciplina, ma sperano che il doposcuola svolga azione di sorveglianza e prevenzione rispetto alle cattive condotte, abitudini e compagnie. Il doposcuola diventa un modo per controllare, indirizzare, curare un po’ tutta l’educazione dei giovani, seppure affidandola a figure terze: volontari, religiosi, insegnanti in pensione …
In altri casi, invece, il doposcuola richiesto dalle famiglie più abbienti riguarda la sola disciplina odiata: matematica, greco, italiano, inglese. Si tratta, in tal caso, di ore di doposcuola dedicate all’approfondimento di nozioni, materie specifiche, con l’obiettivo di far risalire i volti a scuola, di salvare l’anno scolastico e non con il fine di tenere impegnato e sorvegliato un ragazzino.
Le famiglie abbienti, in effetti, scindono le ore di babysitteraggio da quelle di lezioni private, potendo permettersi l’una e l’altra cosa
I genitori sensibili alle problematiche di quartiere, ai rischi sociali della vita in una grande metropoli, ad esempio in periferia, invece, tengono molto a non lasciare eventuali buchi educativi o di sorveglianza, nel tempo dei loro piccoli, mentre loro lavorano. Rimettono, allora, speranze e fiducia nell’opera di educatori benevoli senza scopi di lucro, che vigilino sulla qualità del tempo libero dei ragazzini.
L’aiuto compiti, insomma, è più che altro una scusa con la quale fanno sì che i loro figli frequentino oratori, parrocchie, gruppi di studio pomeridiano, iniziative presso le biblioteche di quartiere a Milano. L’aiuto compiti è un modo per instradare i ragazzi verso istituzioni, dove le relazioni positive aiutino anche a crescere, oltre che a studiare.
Fra le possibilità di aiuto compiti tramite associazioni milanesi, ne segnaliamo alcune
Luisa Berardi onlus, associazione milanese con sede operativa in via degli Etruschi, si propone di aiutare ed assistere bambini, giovani e famiglie in difficoltà, nel quartiere Molise-Calvairate tramite prevenzione, sostegno e promozione del successo scolastico.
Dal 1995 ad oggi, oltre 1.000 ragazzi sono stati aiutati, nel cuore del quartiere ALER, ove ad un grande insediamento abitativo si associava degrado ambientale e urbanistico e frammentazione sociale.
Al pomeriggio, sono proposte sessione di circa due ore di aiuto ai compiti, cui iscriversi contattando l’associazione. Suscitare nei giovani la fiducia in se stessi e nell’avvenire è tra i principali obiettivi del lavoro svolto per il successo scolastico dei piccoli e giovani milanesi.
Anche la Caritas Ambrosiana formula ogni anno uno specifico programma formativo di doposcuola per aiuto compiti in ambito parrocchiale. Bambini delle elementari e della scuola media sono seguiti da volontari di diversa età, che si alternano, giocano, scherzano, si relazionano, oltre a ricevere aiuto compiti. Genitori ed insegnanti partecipano attivamente a questo doposcuola parrocchiale, svolgendo funzione di orientamento reciproco, sostegno, formazione, incoraggiamento e continuando ad apprendere a loro volta, grazie alle relazioni cosi intrattenute.
Lucrezia
Insegnante d'aiuto compiti
Conosco Lucrezia da una settimana, e in pochi giorni è riuscita ad aiutarmi molto in matematica, nonostante io sia molto discalculica. È professionale, gentile e disponibile, ed è un piacere imparare con lei. Al momento sono molto contenta e...
Maria domenica, 2 mesi fa
Linda
Insegnante d'aiuto compiti
Abbiamo iniziato la collaborazione con la maestra Linda da poco tempo, ma già dalla prima lezione mia figlia è tornata a casa entusiasta e motivata. La maestra Linda è riuscita fin da subito a creare un rapporto di fiducia e serenità, rendendo...
Inna, 3 mesi fa
Arianna
Insegnante d'aiuto compiti
Arianna, durante l’anno scolastico appena concluso, è stata un aiuto preziosissimo per mia figlia. A 15 anni abbiamo scoperto una difficoltà di apprendimento non certificabile, ma reale e limitante. Arianna ha saputo affiancare con competenza e...
Chiara, 3 mesi fa
Federico
Insegnante d'aiuto compiti
Disponibile e preparato, Federico ha saputo usare un metodo appropriato, strutturato e stimolante per aiutare mio figlio a colmare le proprie lacune in matematica,
Stephanie, 6 mesi fa
Ilaria
Insegnante d'aiuto compiti
Un ottimo insegnante, mio figlio si trova molto bene
Mariana, 7 mesi fa
Sara
Insegnante d'aiuto compiti
Molto brava e professionale. Mi sono trovato subito bene con lei !
Lionel, 7 mesi fa