Sembrerà un ragionamento banale, ma le lingue non nascono dal nulla. È importante ribadirlo, poiché si ha spesso tendenza a riferirsi al greco antico e al latino come "lingue morte". La verità è questi idiomi, che oggi ci sembrano legati a un'epoca lontana, non sono mai "morti", ma si sono semplicemente evoluti, fino a diventare, in particolare modo per quanto riguarda il latino, irriconoscibili. Francese, spagnolo, portoghese, rumeno e italiano sono tutte evoluzioni della lingua latina. E per quanto riguarda il greco?

La lingua parlata oggi in Grecia, comunemente chiamata "greco moderno" o "neogreco", è il frutto di secoli di storia e, sebbene conservi in sé una buona parte del patrimonio lessicale e grammatica del greco antico, si tratta di una lingua ben diversa da quella parlata ai tempi di Omero.

Scopriamo insieme quali sono le origini della lingua greca e i passaggi storici che le hanno permesso di arrivare, seppur profondamente cambiata, fino ai giorni nostri!

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I predecessori del greco antico: il protogreco e il miceneo 

Moltissime parole italiane hanno origini greche.
Senza l'apporto della lingua e della cultura greca, l'Europa non sarebbe la stessa.

Capire quali siano esattamente le origini della lingua greca non è un'impresa facile, dal momento che non disponiamo di tracce scritte così antiche. I linguisti però hanno ipotizzato l'esistenza del "protogreco", un antenato comune a tutti i dialetti e le varianti del greco, a sua volta derivato dall'indoeuropeo (la stessa protolingua da cui derivano le lingue germaniche, il latino, le lingue slave, l'albanese, l'armeno, le lingue celtiche, l'hindi e molte altre ancora).

Con l'espandersi e il suddividersi delle popolazioni protogreche nella regione, ogni comunità inizio a sviluppare dialetti sempre più distinti: il protogreco si evolverà così in diverse varianti. Quella più importante in questa fase è la lingua micenea, poiché si tratta della prima di cui ci sono arrivate tracce scritte (in termini cronologici, si tratta anche della seconda lingua in assoluto, dopo l'ittita, di cui si abbiamo testimonianze scritte).

Si ritiene che il miceneo fosse parlato in alcune comunità del Peloponneso, dell'Egeo e di Crea tra il XVII e il XIII secolo. Grazie al rinvenimento di antiche tavolette d'argilla, siamo stati in grado di capire che questa variante del greco arcaico utilizzasse il sistema di scrittura detto lineare B, che combinava segni sillabici dal valore fonetico e ideogrammi (un po' come l'attuale giapponese).

È bene quindi precisare che in questa fase ci troviamo ancora nella "preistoria" della lingua greca, e che bisognerà attendere ancora qualche secolo prima di arrivare alla variante classica che si studia nei nostri licei. Come abbiamo detto poco fa, le lingue sono in continua evoluzione, e sebbene negli ultimi secoli si siano inventate le grammatiche per tentare di fissare alcuni aspetti, il cambiamento è inevitabile. La civiltà micenea si ritirò poco a poco verso le isole, lasciando quindi spazio ad altre varianti della lingua greca, che sarebbero nel tempo diventate dominanti. Vediamo meglio come nel prossimo paragrafo.

Il greco antico o greco classico

Scoprire le origini della lingua greca significa rintracciare le origini della civiltà europea.
L'Acropoli di Atene è oggi una delle testimonianze più importanti della Grecia arcaica.

Quando parliamo del greco antico, ci stiamo in realtà riferendo a una serie di varianti linguistiche o dialetti mutualmente intelligibili parlati nel territorio greco a partire dalla fine del II millennio a.C. Per convenzione, la variante che viene studiata ancora oggi nelle scuole è quella ionico-attica, ovvero quella parlata ad Atene, dal momento che sarà il dialetto più utilizzato nella letteratura classica.

Gli altri dialetti parlati all'epoca erano:

  • Il dialetto dorico, diffuso nel sud-est del Peloponneso di sud-est, a Creta e nella Doride. Era inoltre parlato nelle colonie sul territorio italiano della Magna Grecia,
  • Il dialetto eolico, parlato in Tessaglia, in Beozia, nelle Isole Cicladi settentrionali, nell'isola di Lesbo e nell'Eolide microasiatica,
  • Il greco nord-occidentale, utilizzato nel nord-ovest del Peloponneso, nella Grecia centrale, in Macedonia e in altre regioni periferiche del nord-ovest,
  • Il dialetto arcado-cipriota, ultimo discendente del miceneo, parlato in alcune comunità dell'Arcadia e di Cipro,
  • Il dialetto panfilio, parlato sulle coste della Panfilia e considerato ibrido o barbaro dalle altre comunica greche,
  • il dialetto omerico, che non fu mai realmente parlato da nessuna popolazione, ma costituiva il riferimento per la poesia epica. Era basato sul dialetto dorico ma con alcuni elementi eolici, e qualche influenze derivante addirittura dal miceneo.

Il dialetto attico, ovvero quello parlato nella potente polis d'Atene, diventò, a partire dal V secolo a.C., la lingua panellenica, ovvero la lingua franca in tutto il territorio della Grecia antica. Questo era ovviamente dovuto all'egemonia economica, militare e culturale di Atene sulle altre poleis.

L'importanza storica del greco antico è incontestabile: le opere di Omero costituiscono la base della letteratura occidentale e non solo, e molti termini greci sono passati, o attraverso il latino o per un recupero successivo, nel dizionario di molte lingue contemporanee. Parole come "sintassi", "democrazia" o "antidoto" sono tutti termini derivati dal greco ed entrati a far parte del vocabolario italiano. Lo stesso alfabeto latino, utilizzato oggi dalla maggior parte delle lingue occidentali, si è sviluppato nell'VIII secolo a partire da quello greco.

Insomma, quando ci riferiamo al greco antico, ci riferiamo in realtà al dialetto attico parlato in epoca classica, dialetto che ha dato poi origine, come vedremo in seguito, al greco ellenistico, al greco bizantino, e al greco moderno.

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La koiné e il greco medievale 

La storia della lingua greca esercita da decenni un grande fascino sui linguisti.
In questa illustrazione dell'artista francese Charles Laplante, il filosofo greco Aristotele istruisce il giovane Alessandro Magno.

Quando si parla di età ellenistica, ci si riferisce al periodo di storia antica che va dalla scomparsa di Alessandro Magno (si parla infatti anche di età alessandrina) alla nascita dell'impero romano. Volendo dare delle date, si parla per convenzione della fase che va dal 323 a.C. (anno della morte di Alessandro Magno) al 30 a.C., anno della morte dell'ultima sovrana ellenista, Cleopatra d'Egitto.

In questa fase, si sviluppa quella che i greci chiamano κοινὴ διάλεκτος, la "lingua comune". La koiné, chiamata anche greco alessandrino o ellenistico, è la prima forma di greco unificato. La lingua diventa uno strumento di identità culturale, e Alessandro Magno la esporta in tutti i territori conquistati. Non ci troviamo più quindi in una fase di frammentazione linguistica, com'era il caso con i dialetti della Grecia antica. La koiné permette la comunicazione di tutte le popolazioni dei regni ellenistici.

Inoltre, la koiné è celebre anche per un altro aspetto: si tratta della lingua in cui è stato redatto il Nuovo Testamento. Si tratta quindi della prima lingua dei cristiani, e della seconda lingua più diffusa (almeno a livello scritto), durante l'epoca romana.

Il passo successivo dello sviluppo della lingua greca fu quello del cosiddetto greco bizantino greco medievale, parlato, come lo indicano i nomi, nell'Impero bizantino durante il Medioevo. Si tratta di un'evoluzione della koiné, influenzata in primo luogo dal latino, e successivamente dalle lingue slave e neolatine, in particolare dal francese e dal veneto (come ad esempio il termine "βελούδο", che significa "velluto" e deriva dal termine veneto "veludo", o il termine "καρέκλα", "sedia" che deriva dal veneto carèga, a sua volta derivato del termine greco καθέδρα!).

In questa fase dello sviluppo, il greco acquisisce molte delle sue caratteristiche moderne, ed evolve a tal punto che risulta oggi molto difficile per una persona madrelingua greca comprendere la koiné. Ma vediamo quali sono gli ultimi passaggi che portano alla nascita del greco moderno.

Vuoi capire più in dettaglio le differenze tra greco e neogreco? Dai un'occhiata al nostro articolo!

Il greco moderno o neogreco

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La lingua greca ha attraversato i secoli per arrivare fino a noi. Certo, è cambiata molto, ma conserva ancora tutta la sua ricchezza e il suo fascino!

Il greco moderno, neoellenico o neogreco costituisce l'ultima fase dell'evoluzione della lingua greca, ed è oggi parlato da circa 15,5 milioni di persone, in particolare in Grecia e a Cipro.

Dal punto in cui ci eravamo fermati, facciamo ora un salto nel tempo fino al XIX secolo. Esistono a questo punto due lingue distinte in Grecia:

  • Il cosiddetto demotico (Δημοτική), che significa "lingua popolare", e che raggruppa diverse varianti sviluppatisi dalla koiné, perfettamente intelligibili tra loro (un po' come molti dei dialetti italiani attuali).
  • La katharèvousa (Καθαρεύουσα), "lingua purificata", una lingua molto simile al dialetto attico antico, promossa nelle classi più alte dai difensori della Grecia indipendente.

Nonostante gli sforzi della dirigenza del paese, la katharèvousa rimase sempre e solo una lingua ufficiale e formale, e non riuscì a sostituire il demotico nella vita quotidiana della popolazione greca. Nel 1976, la lingua popolare fu finalmente riconosciuta come la lingua ufficiale della Grecia, e un ulteriore riforma nel 1982 semplifico ulteriormente la lingua introducendo il sistema attuale con un unico accento.

La storia del greco ci insegna quanto le questioni linguistiche possano essere complesse. Dal tempo della koiné, in cui il greco era parlato in buona parte del mondo antico che si affacciava sul mediterraneo, incluse molte regioni dell'Italia, ai giorni nostri, in cui il greco moderno, di origine popolare, continua ad affascinare studenti/esse in tutto il globo, la lingua greca porta in sé secoli di storia e studiarla significa ripercorrere i passi dei fondatori e le fondatrici della società occidentale.

Vuoi approfondire alcuni argomenti? Perché non ti informi per fare degli studi sulla lingua neogreca? Potresti anche trasferirti in una città greca per un breve o lungo periodo al fine di completare i tuoi studi! La nostra guida completa sul greco potrebbe aiutarti!

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.