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Dalla divisione della città alla caduta del muro della vergogna 

Di Nicolò, pubblicato il 31/07/2019 Blog > Lingue straniere > Tedesco > Breve Storia Del Muro Di Berlino

La caduta del Muro di Berlino nel 1989 è un evento che segna la fine della guerra fredda e libera il mondo dalla paura di un conflitto nucleare tra gli Stati-Uniti e l’URSS. Questo passaggio storico è uno dei principali fattori che ci permettono di comprende l’inimicizia tra le due superpotenze e rischi che essa comportava.

Spesso studiato nei corsi di storia al liceo, la storia del Muro di Berlino e, più in generale, il tema della guerra fredda, sono appassionanti perché molto vicino nel tempo eppure difficili da comprendere. 

Infatti, non tutto è semplice da capire: RFG, RDT, la cortina di ferro, il patto di Varsavia, il Piano Marshall, i blocchi, il comunismo e la dottrina capitalista, ecc… ci sono molte nozioni da capire e ricordare.

Superprof vi propone una breve riassunto di questo tema,  dalla costruzione del muro di Berlino alla riunificazione della città e delle due Germanie.

Un contesto geopolitico difficile dopo la guerra

Durante la guerra fredda, una buona parte delle nazioni del mondo si allearono con il blocco comunista o con quello capitalista. In questa fotografia, l’incontro tra due grandi dirigenti comunisti: Mao et Khrouchtchev.

La dittatura nazista si spegne l’8 maggio 1945, dopo la sconfitta che mette fine alla tirannia di un’ideologia disumana in Europa. Nasce la speranza di una pace mondiale. Se non altro, è ciò che sarebbe dovuto accadere senza l’emergenza di due grandi potenze rivali: gli Stati Uniti e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), vincitori della seconda guerra mondiale. 

Liberata dal nazismo, la città di Berlino fu suddivisa in 4 zone di occupazione amministrate dagli USA, la Gran Bretagna, la Francia e l’URSS. I tre primi paesi, alleati tra loro, occuparono la parte ovest della città, mentre l’URSS occupò la parte est. 

Nel 1946, Churchill dichiarò che una “cortina di ferro” si era abbattuta sull’Europa, dividendo tutto il continente tra due potenze rivali:

“La situazione europea mi preoccupa molto. Una cortina di ferro è caduta sul fronte sovietico. Ignoriamo cosa accada dietro di essa”

Winston Churchill. 

Così iniziò la Guerra Fredda tra i due blocchi. Questo scontro, che trovava origine ovviamente in interessi economici e politici, ma incarnava anche il conflitto tra l’ideologia capitalista e comunista, fu amplificato dall’attivazione del Piano Marshall nel 1947, che consisteva in una serie di aiuti economici che gli Stati Uniti fornivano ai propri alleati europei. 

Il blocco occidentale, i cui leader erano gli Stati-Uniti, era costituito da numerosi paesi, tra cui: 

  • L’Italia, 
  • La Francia, 
  • L’Inghilterra, 
  • Il Benelux, 
  • Il Canada, 
  • Il Portogallo, 
  • La Danimarca, 
  • La Norvegia, 
  • L’Islanda. 

Questo antagonismo tra due blocchi sbocciò in una prima rottura netta nel 1949, quando vennero fondate la Repubblica Federale di Germania ad ovest e, a est, la Repubblica Democratica Tedesca (che non si rivelerà poi così democratica…). 

All’interno di questa Germania divisa, Berlino lo fu a sua volta, creando un enclave all’interno della RDT. Andando di pari passo con la degradazione delle relazioni tra occidente e sovietici, a questa separazione seguiranno politiche diverse che inaspriranno sempre più i rapporti tra i due blocchi.

Nel 1948, l’URSS decise di isolare Berlino ovest (il famoso blocco di Berlino) impedendo alle tre potenze occidentali l’accesso via terra alla capitale tedesca. In risposta, gli occidentali misero a punto un ponte aereo che riforniva risorse ai berlinesi, mettendo fine a questa prima crisi. 

Dalla cortina di ferro al muro della vergogna 

“Berlino è il testicolo dell’Occidente. Per far urlare l’Occidente, premo su Berlino.” – Nikita Chruščёv , primo segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

Fu con il patto di Varsavia nel 1955 che il blocco dell’Est si concretizzò come un’alleanza militare. I paesi (principalmente dell’est Europa) che costituivano il blocco sovietico erano: 

  • L’URSS, 
  • La Bulgaria, 
  • La Romania, 
  • La Ungheria, 
  • La RDT, 
  • La Polonia, 
  • L’Albania, 
  • La Cecoslovacchia.

Il blocco orientale, in opposizione al blocco occidentale, adottò il regime comunista e si schierò con l’URSS in tutte le decisioni politiche e militari, per scelta o per timore. . 

Nel Novembre 1958 fu lanciato un ultimatum sovietico relativo al regolamento della questione tedesca, conosciuto come l’ultimatum di Chruščёv . Ebbe così inizio una seconda crisi berlinese che avrà il merito di fare incontrare i presidenti delle due superpotenze: Chruščёv e Eisenhower (a cui seguirà Kennedy). 

Sfortunatamente, non fu raggiunto nessun accordo. Nel 1961, l’URSS decise quindi di costruire il Muro di Berlino, al fine di separare fisicamente il territorio della capitale tedesca tra l’est e l’ovest. Come tutti sanno, questo muro è destinato a durare a lungo: 28 anni per la precisione.

La costruzione di questo muro rispondeva direttamente a una logica anti-migratoria, ma anche a una logica ideologica: separando l’est dall’ovest, si separavano le dottrine maggiori dell’epoca, il capitalismo e il comunismo.

Si dice spesso che il muro fu eretto “in una notte”. Questo è solo parzialmente vero: del filo di ferro e qualche blocco di mattoni furono posizionati molto rapidamente, ma la costruzione del muro richiese un po’ di tempo. Tuttavia, nello spazio di un anno, il muro aveva raggiunto i 15 km, e altri tipi di barricate furono costruite su una distanza di 130km, il tutto orango da torrette di controllo e blockhaus.

Se la costruzione del muro non fece enormemente reagire i berlinesi dell’ovest, il muro divenne rapidamente un simbolo d’ingiustizia e di totalitarismo per gli abitanti di Berlino est.  

La vita in prigione da entrambe le parti del muro

Travestimenti da ufficiali, persone nascoste nelle valigie o nei bagagliai delle macchine, ecc… Ogni mezzo era buono per cercare di passare la frontiera.

Il presidente americano Kennedy fece rapidamente la connessione tra la crisi dei missili Cubani s’ottobre 1962 e la tirannia dell’URSS in Germania dell’est. Decise quindi di fare un viaggio ufficiale a Berlino il 27 giugno 1963. Si recò davanti al Muro di Berlino in compagnia di Willy Brandt e lì pronunciò un discorso rimasto nella storia. 

Ecco un estratto del memorabile discorso di John F. Kennedy, Ich Bin ein Berliner (« sono un berlinese »): 

“C’è molta gente al mondo che non capisce o che finge di non capire qual è la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista. Che queste persone vengano a Berlino! 

C’è chi dice che in Europa e altrove, possiamo lavorare con i comunisti. Che vengano a Berlino ! Lass sie nach Berlin kommen !

La nostra libertà prova certo molte difficoltà e la nostra democrazia non è perfetta. Tuttavia, non abbiamo mai avuto bisogno, noi, di erigere un muro […] per impedire al nostro popolo di fuggire. […] Il muro fornisce la dimostrazione eclatante del fallimento del sistema comunista. Questo fallimento è visibile agli occhi del mondo intero. Non proviamo nessuna soddisfazione vedendo questo muro, poiché costituisce ai nostri occhi un’offesa non solo alla storia, ma anche all’umanità. […] 

Tutti gli uomini liberi, ovunque vivano, sono cittadini di Berlino. Di conseguenza, in quanto uomo libero, sono fiero di pronunciare queste parole: Ich bin ein Berliner!”

Così, gli Stati-Uniti annunciano di non rinunciare alla loro presenza sul suolo tedesco. Questo ovviamente non risolse il problema. Il Muro di Berlino divenne rapidamente un muro dell’odio, un segno visibile della violenza dell’occupazione. Questo muro divenne presto una prigione nell’immaginario dei tedeschi, che lo vedevano come la punizione per gli anni di Reich di Hitler. 

Gli abitanti della RDT avevano il divieto formale di oltrepassare il muro. Per impedire il passaggio, i soldati dell’est vegliavano giorno e notte su tutto il perimetro del muro, pronti a sparare se qualcuno avesse provato a valicarlo. In molti morirono per il desiderio, ma spesso i media e il governo della RDT misero tutto a tacere. Quelli che non venivano uccisi, erano condannati a pene di reclusione per tradimento.

Si stima che siano circa 5.000 i cittadini che riuscirono a passare dall’est all’ovest, mentre circa 80 persone (di cui  si abbia notizia) sono morte uccisi dalle guardie di frontiera, e 115 furono ferite con armi da fuoco.

Tuttavia, il muro divenne anche un simbolo di speranza e di libertà. Credendo che il muro sarebbe un giorno caduto, i berlinesi iniziavano a sognare la ricongiunzione delle due Germanie! 

La caduta del Muro di Berlino e la fine della guerra fredda

La caduta del muro è stato un evento storico di grande importanza! Molte fotografie rappresentano la gioia dei Berlinesi per essersi finalmente ritrovati!

A partire dagli anni 1970, nasce il concetto di Ostpolitik, che permette di addolcire un po’ i rapporti tra il blocco occidentale e il blocco sovietico. Ma bisognerà aspettare la visita del presidente russo Mikhaïl Gorbaciov nella RDT nel 1987 perché la situazione avanzi realmente. Gorbaciov sostenne infatti una nuova politica di apertura. 

Nel 1989, il consiglio dei ministri della RDA, in seguito a questa politica e a numerose proteste della popolazione della Germania dell’est, decise di aprire le frontiere e distruggere il muro. Il 9 novembre 1989 ebbe inizio la demolizione del Muro, con grande gioia dei berlinesi.

Un dettaglio importante salta subito all’occhio: il lato est del muro era totalmente immacolato, mentre il lato ovest era ricoperto di tag, murales e scritte. Questo dimostra che non ci si poteva avvicinare al lato est.

La Germania divenne un paese unito nel 1990. Questa storia può sembrare davvero lontana nel tempo, soprattutto per un paese occidentale, e tuttavia non sono passati nemmeno 30 anni!

Il desiderio di unità è una delle lezioni da trarre da questo episodio doloroso della storia tedesca. Questo ci insegna che i vincitori non hanno sempre ragione, anzi, e che le popolazioni pagano spesso il prezzo per le decisioni dei potenti, senza esserne responsabili. Ricordiamoci in particolare questo: 

“La storia del muro di Berlino dovrebbe ricordarci a che punto la perdita della libera e dell’autonomia può essere piena di conseguenze”

Pirmin Schwander

Oggi, il muro è stato in gran parte distrutto, ma qualche blocco di questa terribile costruzione sopravvive ancora, per ricordarci le pagine nere della storia. Alcuni pezzi sono stati offerti a molte città del mondo, tra le quali Roma. Questo muro è oggi diventato un simbolo di libertà e di sollevamento popolare di fronte all’oppressione! 

Dovresti ormai aver capito a grandi linee questo soggetto e la storia della capitale tedesca durante questo periodo delicato che vedeva opporsi URSS e USA. Superprof può aiutarvi ad approfondire le vostre conoscenze grazie ai corsi di storia con un insegnante privato! 

Scopri  anche dove alloggiare a Berlino! 

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