"Senza la musica, la vita sarebbe un errore" — Friedrich Nietzsche.

E noi italiani lo sappiamo bene, dal momento che la musica è parte integrante della nostra cultura e del nostro patrimonio.

Capita a chiunque di ritrovare emozioni del passato grazie a una canzone, o che una melodica rievochi ricordi di luoghi, persone o momenti vissuti.

E se invece che limitarti ad ascoltare, imparassi a suonare la chitarra per suonare tu stesso/a le tue canzoni preferite? 

Scala di Do maggiore, accordi con barré, ritmo, ecc… Sono molte le cose da imparare quando si inizia a studiare la chitarra.

In questo articolo, cerchiamo di capire cos'è una scala pentatonica e come suonarla.  

Cos’è la scala pentatonica? 

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Sapresti dire qual è la differenza tra una scala pentatonica e una scala eptatonica?

Si tratta di una scala fondamentale per l’improvvisazione, e in particolare  per gli assoli di chitarra. La scala pentatonica è una scala composta da 5 note, il cui nome deriva da "πέντα", che significa "cinque", e "τόνος", che significa "tensione" e, in questo caso, "toni" o "note".

Il nome indica quindi tutte le scale composte da 5 note, ma le cose non sono così semplici.

In questo articolo, parliamo infatti della scala pentatonica con la "P" maiuscola — o, per meglio dire, delle scale pentatoniche, dal momento che ne esistono principalmente due: la scala pentatonica maggiore e la scala pentatonica minore. 

In realtà, quando si parla di scala pentatonica, si intende spesso la scala pentatonica minore.

Ma sia essa maggiore o minore, questa scala possiede tre grandi vantaggi: 

  • È facile da imparare, 
  • È facile da suonare, 
  • Può essere utilizzata in diverse situazioni.

Non importa lo stile musicale — pop, rock, reggae, blues, metal, folk — la scala pentatonica è presente ovunque. Si tratta infatti di un importante asso nella manica, in particolar modo per i chitarristi!

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Come esercitarsi con le scale alla chitarra? 

Prima di tutto, cerca di assumere la buona posizione con la mano sinistra: pollice dietro il manico e dita piegate sulle sei corde. 

Non tenere le dita troppo rigide quando suoni la scala pentatonica: è infatti il miglior modo per sbagliare, e se prendi cattive abitudini all'inizio, sarà difficile disfartene in seguito.

Non servirti neanche del barré quando esegui una scala pentatonica: non saresti preciso. Dovrai infatti muovere le dita della mano a ogni nota. 

Se sei mancino, ricorda di invertire le corde e girare la chitarra!
Presta molta attenzione alla posizione delle tue dita sulle corde ed evita di prendere cattive abitudini!

Utilizza un plettro con la mano destra, eseguendo dei movimenti avanti e indietro. È un ottimo modo per migliorare la tua tecnica con il plettro, dal momento che per avanzare dovrai guadagnare velocità ed eseguire i movimenti giusti.

Per esercitarti con le scale, impara a leggere i diagrammi per riprodurli suonando le note dalla più grave alla più acuta, e viceversa.

Non cercare di apprendere tutte e cinque le posizioni al contempo. Prosegui progressivamente: inizia dalla prima e passa alla seconda solo quando avrai l'impressione di eseguirla alla perfezione.

Mano a mano che passi alle posizioni successive, ricorda di ripassare quelle viste in precedenza.

L’obiettivo è riuscire a eseguire tutta la sequenza, e non imparare una posizione per poi dimenticarla quando passi alla seguente.

Utilizza il metronomo per allenarti. Aumenta poco a poco il ritmo per imparare progressivamente a eseguire le scale più velocemente. 

Esercitandoti con la scala pentatonica, memorizza dove si trovano le toniche: questo ti servirà quando vorrai improvvisare. 

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La scala pentatonica minore 

La scala pentatonica minore è la scala più importante per chi suona il rock. Proprio per questo, è chiamata anche scala rock o scala assolo. 

Contiene 5 note e la sua terza è minore, ovvero l’intervallo tra la tonica (prima nota) e la terza è di meno di 1,5 toni. 

La struttura della gamma pentatonica minore è la seguente: 

  • Dalla I^ alla III^: 1,5 tono,
  • Dalla III^ alla IV^: 1 tono,
  • Dalla IV^ alla V^: 1 tono,
  • Dalla V^ alla VII^: 1,5 tono,
  • Dalla VII^ alla I^: 1 tono.

Noterai che abbiamo i gradi I, III, IV, V e VII. I gradi II e VI fanno parte della scala pentatonica minore. 

Per ricordarsela più facilmente, ecco la struttura degli intervalli da tenere a mente: 

  • 1,5T – 1T – 1T – 1,5T – 1T,
  • 3 – 2 – 2 – 3 – 2.

La seconda formula indica non solo la durata dell'intervallo, ma anche il numero di tasti che bisogna saltare per muoversi alla nota successiva.

Prova questa formula su una corda della tua chitarra partendo da una tonalità qualsiasi. Esistono molti modi per suonare la scala pentatonica, ma 5 schemi o posizioni riassumono il tutto, rendendo il lavoro dei chitarristi più semplice.

Le due prime posizioni della scala pentatonica minore 

Le posizioni delle scale non sono semplici per un principiante, ma perseverando riuscirai a eseguirle correttamente!
Impara a leggere i diagrammi per suonare le scale correttamente.

La prima posizione della scala pentatonica minore è la più semplice. Prendiamo come esempio la corda di La. Le dita vanno posizionate come segue:

  • L’indice sul tasto 5,
  • L’anulare sul tasto 7,
  • Il mignolo sul tasto 8.

La seconda posizione della scala pentatonica è un po’ più difficile da memorizzare, e ci sono diverse diverse possibilità per eseguirla. Le posizioni delle dita più semplici sono le seguenti: 

  • Corda di Mi grave: indice sul tasto 8, anulare sul tasto 10, 
  • Corda di La: spostamento dell’indice sul tasto 7, mignolo sul tasto 10, 
  • Corda di Re: come la corda di La,
  • Corda di Sol: indice sul tasto 7, anulare sul tasto 9, 
  • Corda di Si: spostamento dell’indice sul tasto 8, anulare sul tasto 10, 
  • Corda di Mi acuto: uguale alla corda di Si. 

Qualche consiglio per posizionare le dita correttamente  

Fai attenzione a non alzare troppo le dita quando cambi corda: è meglio tenerle vicine alla corda al fine di evitare di perdere tempo. 

Abituati a farlo fin da subito, o rischi di prendere cattive abitudini, difficili da perdere in seguito.

Inoltre, è più facile gestire le dita quando rimangono vicine al manico della chitarra. Meglio esercitarsi lentamente all’inizio, prestando attenzione a mantenere le dita vicine al manico, piuttosto che cercare di suonare rapidamente perdendo il ritmo a metà della scala.

Ricorda inoltre di posare il dito che effettuerà la nota successiva prima di ritirare il dito che esegue quella che precede: eviterai così di avere una pausa tra le due note. 

Quando devi suonare una nota su una corda diversa da quella precedente, lascia il tuo dito in posizione e spostalo solo quando ne hai bisogno, a condizione che non ti disturbi: questa tecnica funziona meglio quando ti sposti dalle note acute alle note più gravi.

Per imparare la scala pentatonica minore, ti consigliamo di procedere per tappe: 

  • Impara a suonare le note giuste con le dita giuste, 
  • Cerca di suonare muovendo la mano destra avanti e indietro (sinistra se sei mancino), 
  • Aggiungi un metronomo e cerca di suonare la scala a ritmo.
Per diventare bravi chitarristi, bisogna mantenere alta la motivazione!
Non ti scoraggiare: con impegno e costanza otterrai i risultati sperati! (Fonte: Hollywood Reporter)

La scala pentatonica maggiore

La scala pentatonica maggiore è simile alla scala pentatonica minore, ma inizia sulla terza nota della pentatonica minore. Lo schema della posizione 1 della pentatonica maggiore è lo stesso della posizione 2 della pentatonica minore. 

È detta maggiore poiché la terza è maggiore. In altre parole, l’intervallo tra la tonica e la terza nota è di due toni. 

Una scala pentatonica maggiore e come una scala maggiore diatonica a 7 note (eptatonica), ma senza i semi-toni. 

La struttura della scala pentatonica maggiore e quindi la seguente:

  • Dalla I^ alla II^: 1 tono,
  • Dalla II^ alla III^: 1 tono,
  • Dalla III^ alla V^: 1,5 toni,
  • Dalla V^ alla VI^: 1 tono,
  • Dalla VI^ alla I^: 1,5 toni.

Nella scala pentatonica maggiore, si utilizzano i gradi I, II, III, V e VI. I gradi IV e VII non sono presenti in questa scala.

La struttura della scala pentatonica maggiore e della pentatonica minore sono molto simili, differiscono solo di tre mezzi toni.

Per ricordare più facilmente, ecco la struttura della scala pentatonica maggiore: 

  • 1T - 1T - 1,5T - 1T - 1,5T,
  • 2 - 2 - 3 - 2 - 3.

La seconda formula indica, come visto in precedenza, la distanza da rispettare tra i tasti per i chitarristi.

Ecco, a titolo di esempio, la scala pentatonica di Do maggiore: Do Re Mi Sol La Do. 

Noterai che tra la tonica (Do) e la terza (Mi), ci sono ben due toni, il che è caratteristico di una terza maggiore e quindi di una scala maggiore. 

Perché non approfondisci le tue conoscenze con un corso chitarra o delle lezioni chitarra online?

Come praticare la scala pentatonica maggiore?  

Se sei un principiante, non preoccuparti troppo della teoria e passa direttamente alla pratica. La teoria diventerà importante nel momenti in cui ti sentirai pronto a improvvisare o a comporre.

La scala pentatonica maggiore è composta da 5 posizioni che dovrai eseguire con le dita sul manico della chitarra.

La scala maggiore e la scala pentatonica maggiore sono molto simili. E non c'è da stupirsi, dal momento che la scala maggiore è la base di tutte le altre scale. 

Eseguirle una dopo l'altra può aiutare a memorizzarle e a capirle meglio. È un ottimo modo di allenare il tuo orecchio musicale, la tua abilità manuale, nonché la tua dimestichezza nell’improvvisazione e nel passaggio da una scala all’altra. 

La scala pentatonica maggiore è meno utilizzata rispetto alla scala pentatonica minore, ma non per questo è meno utile.

La posizione delle dita nella scala pentatonica maggiore è la stessa della minore. Fai attenzione a capire la struttura delle scale, e a comprendere la differenza tra una scala maggiore e minore.

Con impegno e regolarità, dovresti poter padroneggiare le scale rapidamente. Cosa aspetti? Inizia a esercitarti oggi stesso! 

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.