Credendo di fare il loro bene, moltissimi genitori aiutano i figli a svolgere i compiti, a ripassare e a preparare gli esami.

Naturalmente, nei primi anni della scolarità, la presenza durante lo svolgimento dei compiti assegnati a casa è indispensabile: ma prima o poi bisognerà alzare i tacchi!

L’onnipresenza dei genitori potrebbe diventare un fardello, molto presto, per i ragazzini…

Ansiogeno, e raramente efficace, l’aiuto di mamma e papà non può sostituire il lavoro individuale dell'alunno, che deve imparare ad essere autonomo.

Tuttavia, molti genitori italiani non si accontentano né si fidano più ciecamente degli insegnanti di scuola e cominciano a consultare gli annunci ripetizioni della propria città.

Che sia per via degli scarsi mezzi a disposizione della scuola o per altre ragioni, gli insegnanti in classe sono visti come non più in grado di seguire come si deve i bambini…

Il rischio?

Voti al ribasso, disamore per la scuola che può tradursi in abbandono scolastico ed isolamento sociale.

Scopri allora come aiutare efficacemente tuo figlio con le lezioni private del doposcuola!

Quando iniziare e quando smettere con l'accompagnamento durante i compiti

È normale voler sostenere i propri figli durante la vita scolastica. E questo vale per gli scolari delle elementari, per gli studenti delle medie e per quelli delle superiori.

Di solito, tutto comincia con l'inizio delle elementari: l'ingresso alla scuola dei grandi può subito generare stress, anche perché i compiti a casa diventano subito numerosi e complessi!

Ed è importante fare sentire al bambino una presenza assidua, evitando un sentimento di solitudine.

Si tratta di un periodo cruciale per il futuro apprendimento. L’obiettivo è di rendere lo studio ludico ed interessante. Nessuno può fare meglio di un genitore, in tal senso!

Se ne hai la possibilità, aiuta tuo figlio per tutta la durata delle elementari.

Ecco cosa fare, se cerchi corsi di sostegno!

Di fatto, il tuo aiuto gli servirà per diventare autonomo!

In prima media, tuo figlio dovrebbe poter iniziare a fare ai compiti da solo, se l'avrai aiutato bene ad affrontare gli esercizi.

Eccoti alcune regole per fornirgli un'assistenza efficace:

  • Capire in che ambiente il bimbo si senta più a suo agio per studiare,
  • Incoraggiare la discussione, perché il piccolo capisca da solo gli enunciati,
  • Condividere le tue esperienze passate, per creare un'atmosfera rilassata,
  • Adottare un atteggiamento positivo e non esprimerti in maniera sprezzante a proposito del sistema educativo,
  • Mai svolgere i compiti al posto suo!
I limiti sono da stabilire di volta in volta, a seconda delle situazioni e dei caratteri.
Fino a che punto bisogna lasciare i ragazzi arrangiarsi?

All'inizio della scuola media, occorreranno alcune settimane per un vero adattamento. Adotta un'assistenza più distaccata.

E, dopo questo periodo, toccherà a lui darsi da fare! Naturalmente, è importante rimanere sempre a disposizione e rispondere ai quesiti eventuali. Tuttavia, tuo figlio dovrebbe teoricamente già essere abbastanza autonomo per fare da solo i compiti.

Se hai l’impressione di non essere stato sufficientemente presente durante il periodo della scuola elementare, non esitare a stargli vicino durante tutto il periodo delle medie!

Bisognerà comunque che egli comprenda che è fondamentale imparare a lavorare da soli, senza l’aiuto di terzi: tu non sarai sempre presente!

Aiutare troppo... storpia!

L’aiuto dei genitori, va bene, ma è davvero efficace?

Molti specialisti dell'educazione affermano che i genitori non sono generalmente in grado di ben intuire le aspettative che sottendono al programma scolastico.

Perché?

Perché i programmi cambiano, le generazioni anche!

Secondo un sondaggio realizzato da Opinion Way nel 2014, il 53% dei genitori si sentirebbe incapace di aiutare i propri figli in tutte le materie.

Jean-Paul Brighelli, insegnante abilitato di Italiano, spiega:

“Il fatto che certi genitori non riescano ad aiutare i propri figli si deve ad uno scarto di trent'anni tra le scolarità delle due fasce di età. La sola terminologia differisce enormemente: che si tratti di aritmetica o di esercizi di grammatica, le consegne non sono sempre comprensibili per i genitori!”

Contrariamente all'intento dei genitori, in certi casi, l'aiuto apportato da questi ultimi sarebbe più nefasto che benefico!

Questa constatazione allarmante è stata fatta da alcuni sociologi dell’educazione americani, secondo i quali l’aiuto dei genitori farebbe calare le performance dei bambini, a prescindere dai titoli di studio e dalla provenienza sociale dei genitori.

Anche le differenti e successive edizioni del rapporto OCSE PISA (Programme for International Student Assessment) giunge a simili conclusioni. I bambini aiutati riportano voti inferiori nelle materie che implicano comprensione scritta ed interpretazione delle consegne!

L’onnipresenza dei genitori è poi spesso percepita come una fonte di stress da parte degli scolari e degli studenti.

Per paura di deludere, i ragazzini possono sviluppare ansia e cercare di seguire troppo pedissequamente i consigli dei genitori.

Per non essere troppo presenti, esistono diverse possibilità:

  • Lasciare che il proprio figlio faccia i compiti insieme ad un compagno,
  • Scaricare qualche programma e app relativi all'educazione,
  • Richiedere l'intervento di un insegnante privato esperto in doposcuola,
  • Iscrivere il proprio figlio ad un doposcuola durante le vacanze,
  • Ripassare efficacemente tramite un programma di esercizi online, …

Per studiare senza stress, nulla è meglio di una sana indipendenza!

Il professionista delle lezioni a domicilio saprà trovare la chiave giusta per far progredire tuo figlio.
Se tuo figlio stenta a studiare a casa, pensa a contattare un professore privato!

Del resto, il doposcuola permette di colmare i vuoti dell'istruzione pubblica.

Ciascuno al proprio posto: non sempre la scolarità dei figli va seguita da vicino

A differenza di quanto si possa immaginare, raramente i genitori dispongono degli strumenti necessari per poter fornire un accompagnamento scolastico efficace. È difficile mettere in opera una corretta ed adeguata pedagogia.

Perché?

Perché i genitori tendono a sovrastimarsi: secondo un sondaggio di Opinion Way, solo il 39% dei genitori avrebbe la capacità necessaria per aiutare i ragazzini a svolgere i compiti a casa.

Oltretutto, i genitori tendono comunque ad intervenire troppo, rimettendo anche in questione i dettami ufficiali!

Con dei genitori troppo partecipi, i bambini hanno difficoltà a distinguere bene le cose: ascoltare i professori o i genitori?

Per riuscire ad agire bene, i genitori domandano maggiori occasioni di scambio con gli insegnanti: solo il 46% di essi si sente soddisfatto della relazione. Gli insegnanti, invece, ritengono che le occasioni di contatto siano più che sufficienti!

Come si spiega una percezione così diversa?

Diciamo, che un insegnante con esperienza è consapevole del fatto che una presenza eccessiva dei genitori nella sfera della scolarità è nefasta per il progresso del bambino.

Una curiosità: sapevi che ci sono paesi, come la Francia, in cui ufficialmente i compiti a casa sarebbero vietati? E da ben sessant'anni!       

Ma la preoccupazione dei genitori, da sempre, ha fatto sì che essi continuassero ad essere dati! Per aver l'impressione di vedere i ragazzini impegnati, i rappresentati dei genitori hanno da sempre richiesto che venissero assegnati dei compiti a casa.

Se anche tu pensi che la scuola pubblica non faccia abbastanza per tuo figlio, se temi un abbandono scolastico, la soluzione si chiama doposcuola! Puntuale, pedagogico e serio, l'insegnante del doposcuola è ben preparato per aiutare gli alunni in difficoltà.

Il suo obiettivo è dare lezioni private per garantire il successo scolastico del ragazzo.

Si possono avere:

  • Lezioni di italiano,
  • Lezioni di storia e filosofia,
  • Lezioni di geografia astronomica,
  • Lezioni di matematica,
  • Lezioni di fisica e matematica,
  • Lezioni di chimica e biologia,
  • Lezioni di Inglese,
  • Lezioni di francese,
  • Lezioni di spagnolo,
  • Lezioni di diritto, etc.

L’insegnante privato a domicilio sarà a disposizione per rispondere ad ogni quesito e fornire l'inquadramento e l'accompagnamento scolastici necessari all'alunno!

Perché l'insegnante privato avvantaggia alunni e famiglie?

Durante le ripetizioni a domicilio, l'insegnante privato non fornirà solo assistenza per lo svolgimento dei compiti. Trasmetterà anche altre conoscenze all'allievo.

Genitori e figli hanno da guadagnare di fronte alla partecipazione attiva di un insegnante privato.
A casa, tutti apprezzano i vantaggi delle lezioni private!

Attualmente è in corso un vero e proprio boom delle ripetizioni a domicilio!

Si stima che uno studente delle superiori su tre ricorra ad un insegnante privato.

Tal sorta di coaching scolastico è ben più individualizzato rispetto alle lezioni classiche e frontali impartite in classe.

Il vantaggio è per genitori ed alunni. Le lezioni private, infatti, comportano uno sgravio fiscale. InformatiUna lezione di trenta euro, alla fine potrebbe costartene una ventina!

Con un'assistenza regolare ed un apprendimento intensivo, l’alunno potrà subito rinforzare la sua media, pur diventando autonomo nello studio.

Come?

Grazie alle nuove tecniche educative:

  • Lezioni online,
  • Esercizi online tramite app,
  • Possibilità di lezioni a distanza tramite webcam,
  • Metodi adatti al livello dell'alunno,
  • Tecniche di ripasso,
  • Periodi di ripetizioni intensive durante le vacanze,
  • Lezioni private in linea coi dettami ministeriali,
  • Preparazione ad esami tramite il doposcuola (Licenza media, Maturità, …)
  • Messa a punto di una gestione del tempo adatta al ritmo di apprendimento dell'alunno, etc.

L’insegnante ingaggiato svolgerà anche il ruolo di un consulente pedagogico, orientando tuo figlio verso un percorso di studi adeguato.

Come genitore, il tuo ruolo sarà quello di vegliare, in sordina, sull'avanzamento di tuo figlio, senza però fargli sentire il tuo fiato sul collo!

Per farlo esercitare in inglese o migliorare in matematica, l'insegnante privato preparerà una lezione dedicata. Con questa compagnia competente, tuo figlio non si sentirà di certo solo.

Per evitare tensione ed ansia legate alla sfera dell'apprendimento, niente è meglio del doposcuola affidato a professionisti!

E stai certo che così eviterai il fallimento scolastico di tuo figlio. Spesso le ripetizioni a domicilio hanno il benefico effetto di rinforzare la motivazione dell'alunno.

Se vivi nella capitale, esplora sul web i risultati di "cerco ripetizioni roma", troverai le risposte a quello che stai ricercando.

I compiti non saranno più un fardello, ma un aiuto per il perfezionamento!

Per colmare le lacune di tuo figlio ed evitare un'onnipresenza genitoriale spesso ridondante, e tutta italiana, fidati di Superprof!

Per riassumere: l’aiuto per i compiti, come fare?

Cerchiamo di tirare le fila di quanto detto fino ad ora. È del tutto normale che bambini e ragazzi possano avere necessità di un aiuto a casa. A partire dalla semplice comprensione del testo di un problema di geometria, al ripasso dei tempi e dei modi verbali, passando per la memorizzazione di date storiche e sistemi orografici o idrografici. E chi può dare questo aiuto, se non mamma o papà? Nulla di strano, fino a qui.

Quello che invece andrebbe evitato a tutti i costi è una partecipazione assidua, continua, pressante, stressante, del genitore (o del nonno o dello zio, …) alla vita scolastica pomeridiana del figlio (o del nipote). Le ragioni principali che devono condurre all’astensione genitoriale sono almeno due:

A casa, di fronte a difficoltà continue, meglio rivolgersi a professori privati.
I ragazzi a scuola, con la loro insegnante. E a casa?
  • il bambino e il ragazzo devono diventare autonomi;
  • il genitore rischia di generare o di aumentare il livello di stress (che, in una certa misura, è da considerarsi fisiologico e funzionale).

L’importanza dell’autonomia del bambino

Perché il bambino deve essere autonomo nel fare i compiti? Non potrebbe imparare, pur essendo seguito passo passo dal papà o dalla mamma? 

Forse sì, ma tra le cose che il sistema educativo, attraverso l’attività delle scuole e gli insegnanti, ha il compito di insegnare vi è l’autonomia. Detto in altri termini: una volta terminata la scuola, mamma e papà non saranno sempre presenti per risolvere i problemi che quotidianamente si presenteranno (e in gran numero, come se non bastasse!). E quando iniziare a cercare autonomamente soluzioni a problemi e difficoltà, se non durante gli anni della scuola elementare e della media? Qui, nella peggiore delle ipotesi, si può rimediare un’insufficienza o un rimprovero; nel mondo del lavoro, le conseguenze sono ben peggiori: tanto vale fare esperienza prima, no?

La presenza stressante del genitore

Certo, vi sono bambini che non vogliono fare i compiti, bambini che non li sanno fare, … Ma è sforzandosi di concentrarsi, di stare seduti per portare a termine una consegna per il giorno dopo, che si cresce. Gradualmente, lentamente, ma si cresce. Un papà o una mamma che si mettano seduti alla scrivania con i propri figli, tutti i pomeriggi, per farli lavorare ai compiti, per far loro ripetere la lezione per il giorno successivo, corrono un elevato rischio di generare stress nei piccoli e nei ragazzi.

Questi ultimi si troverebbero a dover fronteggiare due figure adulte contrapposte, ma una delle due (il genitore) opererebbe in un ambito che non è il suo (la scuola). A questo si aggiunga il fatto che lo scarto generazionale tra genitori e figli è tale da mettere i primi in difficoltà, di fronte a nuovi metodi di studio, a nuovi approcci, a nuovi nomi, …

Insomma, la materia di studio è grossomodo la stessa di 20 - 30  anni fa, ma quello che è mutato profondamente è il metodo. Insomma, i genitori sono e/o si sentono inadeguati di fronte ai nuovi libri di testo e questo non aiuta il lavoro che vorrebbero svolgere di fronte ai figli.

Ma allora come aiutare i figli nello studio alle medie o alle elementari?

Che fare nel caso dei bambini che non vogliono fare i compiti? Come fare quando un figlio vorrebbe studiare, ma ha bisogno di un aiuto, per capire, per concentrarsi, per approfondire, …?

La soluzione è semplice e non è quella di genitori troppo presenti: passare alle lezioni private.

Perché bisogna preferire un professore privato? Prima di tutto, perché non è genitore del ragazzo e questo gli consente di non avere i problemi appena visti con lo studente. 

Poi, perché, trattandosi di un tutor, di un insegnante di professione, conosce molto bene il programma di studio, così come il metodo e l’approccio. Insomma, l’insegnante privato lavora come l’insegnante della scuola, con la differenza che può adattare metodo, approccio, nozioni, programma, alle esigenze dei bambini o dei ragazzi che segue. E questo è ottimo!

Bisogno di un insegnante di Ripetizioni?

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura