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Imparare a coniugare i verbi nelle lezioni di arabo

Di Nicolò, pubblicato il 19/03/2019 Blog > Lingue straniere > Arabo > Quali Tempi Verbali Dovrete Studiare Nei Corsi Di Arabo?

Ogni giorno della tua vita è una pagina della storia che stai scrivendo” (Proverbio Arabo).

Studiare la lingua araba e imparare la coniugazione dei verbi è un’impresa che richiede molto impegno e parecchie lezioni di arabo, poiché prima si deve memorizzare l’alfabeto e padroneggiare la lettura e il sistema di scrittura.

L’arabo è una delle lingue straniere più parlate in Italia, soprattutto tra i cittadini extracomunitari, ma paradossalmente non viene quasi mai proposta nelle scuole.

Malgrado il fatto che i corsi di arabo scolastici siano tutt’altro che comuni, sempre più numerose persone si interessano a questa lingua e decidono di studiarla nelle scuole di lingua, nelle associazioni o con un insegnante privato madrelingua. 

In Francia si discute anche di introdurla come materia scolastica negli istituti pubblici.

Come coniugare i verbi arabi? In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda, dando un’occhiata ai tempi verbali utilizzati nella lingua araba. 

I verbi coniugati al non-passato

Nell’arabo letterario egiziano — varietà insegnata più spesso — e nell’arabo dialettale, il tempo passato esprime un’azione conclusa o sul punto di esserlo. Questa azione può essere passata, presente o futura: qui sta tutta la sottigliezza della lingua araba. 

“L’arabo può essere una lingua perturbante per un non arabofono, ma studiandolo si capiranno e scopriranno poco a poco tutte le sue meraviglie”

L'arabo è una delle lingue più parlate al mondo L’arabo potrebbe rivelarsi davvero utile se doveste perdervi nel deserto!

Il verbo non si coniuga in funzione della temporalità — come avviene nelle lingue romanze (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno) o germaniche (tedesco, inglese) — ma del contesto in cui si svolge l’azione.

L’alfabeto arabo, così come gli altri alfabeti semitici, si basa su un sistema di scrittura consonantico — detto abjad — nel quale le vocali non sono indicate graficamente, ma indotte dalla fonologia. 

È all’aspetto perfetto che si trovano la maggior parte dei verbi arabi la cui forma radicale è composta da tre lettere, una radice triconsonantica che si coniuga a una persona del singolare o del plurale (prima, seconda o terza persona), aggiungendo una vocale o due per esprimere quando si svolge l’azione. 

Il passato arabo corrisponde spesso al passato prossimo o remoto italiano. Si forma a partire da un suffisso che si accorda a seconda della persona, del numero e del genere. 

Prendiamo ad esempio la radice k-t-b e il verbo kataba (كَتَبَ) — “scrivere” — alla terza persona maschile del singolare: questa forma equivale al nostro passato prossimo italiano e significa “lui ha scritto”. 

Si noterà inoltre che il verbo “avere” non esiste in arabo: non si dice “ho un libro” ma “a me, un libro”: indi kitab (عِـندي كِـتَاب).

Vediamo adesso come coniugare il verbo essere al passato (perfetto) con la traduzione letteraria fonetica:

  • Ero, sono stato: kuntu,
  • Eri, sei stato: kunta,
  • Eri, sei stata: kunti,
  • Era, è stato: kana,
  • Era, è stata: kanat, 
  • Eravamo, siamo stati: kunna, 
  • Eravate, siete stati: kuntum, 
  • Erano, sono stati: kanu,
  • Erano, sono state: kunna.

Per coniugare correttamente un verbo in arabo bisogna evidentemente conoscere i pronomi personali.

Il passato arabo comporta in realtà due tempi: uno, già visto, che corrisponde al passato prossimo e remoto italiano, e il secondo, che si traduce invece con il nostro imperfetto (da non confondere con l’imperfetto arabo che, come vedremo tra poco, ha un altro significato). Questo secondo tempo si forma con il passato del verbo essere seguito dal non-passato del verbo coniugato.

Non vi è molto chiaro? Ve lo spieghiamo meglio.

Il passato dell’ausiliare “essere” in arabo è kana (كـان) — “è stato”. Per esprimere la scrittura araba al passato (lui scriveva) si dirà  “è stato + scrivere al non-passato”, ovvero “kana yaktoub”.

Per formare invece il trapassato prossimo o remoto, bisogna unire il passato del verbo essere e il passato del verbo coniugato: kana kataba (كان كتب).

Passiamo ora all’equivalente del presente italiano in arabo: l’imperfetto. 

Scoprite i migliori esercizi per perfezionare la coniugazione araba!

Come si coniugano i tempi arabi all’imperfetto? 

Quello che si apprende in gioventù è scolpito nella pietra (Proverbio arabo).

In lingua araba, il tempo imperfetto indica un’azione incompiuta, abituale o ancora in corso. In altre parole, il nostro presente.

Grazie alla coniugazione araba potrete commentare il tramonto a Dubai con i vostri amici arabofoni. Imparare l’arabo vi permetterà di viaggiare facilmente in città come Dubai.

Il non-passato o imperfetto arabo può coniugarsi:

  • all’indicativo, se presenta l’azione come sicura di realizzarsi, 
  • al congiuntivo, se evoca un’azione incerta, potenzialmente realizzabile, 
  • all’apocopato (o iussivo), una variante del congiuntivo arabo, un condizionale ipotetico. 

Il vantaggio della lingua araba è che ogni lettera corrisponde a una sillaba. 

Dopo aver memorizzato le prime lettere e, in un secondo momento, tutte le 117 forme delle lettere dell’alfabeto, si può iniziare a studiare la suffissazione: si tratta, all’imperfetto, di applicare un prefisso e un suffisso in funzione della persona, del numero e del genere del sostantivo a cui il verbo si riferisce.

Bisogna fare una distinzione tra la vocalizzazione dell’ultima radice e la presenza o l’assenza della lettera ن. 

Come abbiamo visto, l’imperfetto indicativo equivale al presente dell’indicativo della coniugazione italiana. 

Si tratta di trovare il pronome corrispondente alla persona, l’equivalente dell’infinito italiano (il verbo alla terza persona del maschile singolare) e la desinenza adeguata. Per esempio, per il verbo “bere’, che si scrive charriba: 

  • Bevo: achrrabu,
  • Bevi: tachrrabu,
  • Beviamo: nachrrabu.

Altro esempio, con il verbo essere: 

  • Sono: akunu (il pronome ﺃ, “ana”, “io”, seguito dalla desinenza alla prima persona plurale),
  • Sei (maschile) : takunu,
  • Sei (femminile): takunin,
  • Lui è: yakunu,
  • Lei è: takunu,
  • Noi siamo: nakunu,
  • Siete: takunun,
  • Essi sono: yakunun,
  • Esse sono: yakunna.

Dovrete impegnarvi nei corsi arabo e nelle lezioni arabo per scrivere correttamente la voce attiva e la voce passiva, per cui bisogna applicare un fatha sulla penultima radicale e un damma sul pronome (personale o possessivo). 

Al fine di fare comprendere nel paesi del Maghreb e i paesi della civilizzazione islamica, bisogna anche saper parlare arabo al congiuntivo. 

Volete saperne di più e migliorarvi ancora? 

Fare un corso di arabo approfondito con i professori privati su Superprof — con un po’ di fortuna troverete un professore arabofono madrelingua — è un’ottima strategia per progredire rapidamente e scoprire le meraviglie della lingua araba.

Di certo non diventerete bilingue in solo qualche lezione di arabo, ma con gli strumenti giusti, come ad esempio i video su YouTube, potrete migliorare a una velocità impressionante.

Imparate l'arabo grazie ai tutorials su Youtube. Esistono numerosi video su Youtube per aiutarvi a migliorare il vostro livello di arabo.

E perché non fare un corso di arabo intensivo per preparare un soggiorno in un paese in cui la lingua araba è una delle lingue ufficiali? 

Se invece volete insegnare l’arabo ai vostri figli, scoprite come possono imparare l’arabo durante il loro percorso scolastico.

I verbi arabi all’imperativo e al futuro 

L’apprendimento dell’arabo implica di sapere una cosa fondamentale: la coniugazione all’imperativo comprende solo la seconda persona del singolare, del plurale — come in italiano — e del duale (che serve a indicare una coppia di persone, di animali o di oggetti).

Non c’è quindi, nell’imperativo arabo, una forma per la prima persona del plurale (mangiamo, beviamo, facciamo, ecc…). 

Per leggere e scrivere l’imperativo arabo, si coniuga il verbo con l’aiuto dei prefissi e dei suffissi che variano a seconda del nome e del genere. 

Per esempio, per il verbo fare: faeala, فَعَلَ ـَ :

  • Faccio, maschile singolare: ifeal, فْعَلْ,
  • Facciamo, maschile plurale: ifealû, اِفْعَلُوا,
  • Fate, duale: ifealâ, اِفْعَلَا,
  • Fate, Femminile singolare : ifealî, فْعَلِي,
  • Fate, femminile plurale: ifealana, اِفْعَلْنَ.

L’alif ortografico — nome della prima lettera dell’alfabeto arabo —sparisce se il verbo è seguito da un pronome affisso: اُكْتُبُوها significa “scrivila”.  

Quali sono i verbi arabi più comuni?

La variante linguistica più utilizzata è l'arabo letterario egiziano. Imparare a coniugare i verbi arabi vi permetterà di comunicare nelle situazioni quotidiane in molti paesi del Medio Oriente.

Infine, eccoci arrivati all’ultimo tempo utilizzato che potreste incontrare in una lezione arabo: il futuro. 

Il futuro immediato si forma unendo all’imperfetto indicativo il suffisso “sa” (سَ) con la desinenza del verbo coniugato. 

A volte, si fa precedere il verbo dalla particella “sawfa”, per esprimere un’azione che si realizza in un futuro più lontano: 

  • Futuro immediato del verbo scrivere: sayaktubu (scriverà),  سَيَكْتُبُ,
  • Futuro lontano del verbe scrivere : sawfa yaktubu (scriverà), سَوْفَ يَكْتُبُ.

“Sa” – سَ è molto più utilizzato di “sawfa” – سَوْفَ.

Ma come esprimere una forma negativa al futuro? Non si può dire “non scriverò”? La negazione si fa per mezzo della particella “lan”, seguita dall’imperfetto congiuntivo. 

Infine, per mettere un verbo coniugato al futuro alla voce passiva (“sarà scritto”, per esempio), si aggiunge un fatha — segno diacritico che indica la vocale “a” — sulla penultima radicale e un damma — segno diacritico che indica la vocale “u” o “o” — sul prefisso pronominale, e questo per tutti i verbi:

  • Scriverà: sayaktubu, سَيَكْتُبُ,
  • Sarà scritto: yuktabu, سَيُكْتَبُ.

Dopo aver assimilato le regole di coniugazione di questi verbi, bisognerà passare alla velocità superiore e studiare i verbi irregolari. Diventerete in men che non si dica esperti della lingua araba!

Fate sempre attenzione ad avere una buona pronuncia: l’arabo è una lingua gutturale, e alcune parole saranno difficili da pronunciare per un italofono. 

Ma vedrete che con molto impegno la lingua araba non avrà più segreti per voi!

Scoprite con noi tutto quello che c’è da sapere sulla coniugazione araba.

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