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Saper parlare la lingua latina per progredire nello studio della letteratura

Di Igor, pubblicato il 09/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Lezioni di Latino per Capire Meglio l’Italiano!

«Se i Romani avessero dovuto dapprima imparare il latino, non avrebbero avuto il tempo di conquistare il mondo» Albert Willemetz (1887-1964).

E se i legionari dell’Impero Romano non avessero avuto tempo per conquistare il mondo noto all’epoca, allora noi oggi non avremmo come lingua madre una lingua totalmente derivata dal latino. Niente Francese, niente Italiano, niente Spagnolo, niente Portoghese … e possiamo anche continuare …

Come recitano gli scienziati: «Nulla si perde, tutto si trasforma».

E tutte queste lingue neo-latine, oltre al Romeno, naturalmente, sono nate per diretta filiazione dal latino, e da innumerevoli altre lingue naturalmente. Tutto si trasforma, insomma e resta nella storia per sempre, sotto qualche forma a seconda dell’epoca.

Giunti nel XXI secolo la latinità si mostra ancora piuttosto pervasiva, interessando continenti diversi: Europa, America, Africa. Ovunque viaggiamo, su questi tre continenti, riusciamo a decifrare cartelloni e pubblicità, grazie alla latinità iscritta quasi geneticamente in noi, nel nostro palato e nel nostro orecchio. Potenzialmente, capiamo tutto, tutti e riusciamo a ben farci capire, e andiamo a Lisbona, a Madrid, a Parigi. È proprio una gran fortuna, quella di condividere delle radici latine con altri parlatori del nostro tempo.

Sono 3 miliardi gli individui che oggi ricorrono all’alfabeto latino: un’influenza culturale, linguistica, demografica ereditata dalla civiltà romana.

Eppure, la lingua latina è solo una delle lingue antiche che trasformandosi ha dato origine alle lingue neolatine o di origine romanica.

Nella Gallia romanica, fu durante il Medio Evo che il latino volgare – il cosiddetto vulgaris latinum, parlato dai coloni romani – si unì alle altre influenze linguistiche, per poi finire con il dare vita alle lingue moderne oggi note.

Ed ecco perché la vicinanza del latino rispetto all’Italiano, al Francese, allo Spagnolo… è una realtà sotto gli occhi di tutti. Anche dei più profani, dal punto di vista della padronanza di lingue straniere moderne.

Ecco allora, leggendo queste pagine a seguire, in che senso diventare amante e conoscitore del latino potrà aiutarti a meglio parlare la lingua italiana.

Imparare il latino, capendo l’alfabeto della lingua

L’apprendimento del latino favorisce il successo degli studenti – universitari, liceali – e di ogni parlatore semplice anche nell’appropriazione e nella padronanza dell’Italiano. Per imparare qualsiasi lingua, in effetti, la cosa fondamentale è conoscerne l’alfabeto.

L’alfabeto latino oggi è utilizzato non solo in Italia, ma da addirittura 3 miliardi di persone nel mondo intero. Leggere e imparare il latino significa imparare a conoscere meglio il proprio alfabeto!

Se escludiamo alcune lettere, diciamo che l’alfabeto italiano e quello latino coincidono praticamente.

Nell’antica grafia latina esistevano solo 20 lettere (e questo fu vero fino a tutto il 100 a.C.): «G», «J», «U», «W», «Y» e «Z» del nostro attuale Italiano, infatti, non esistevano proprio.

Il latino classico, dal canto suo, usava fino a 23 lettre, una volta comparse «G» nel III secolo, poi anche «Y» e «Z», arrivate in prestito dall’alfabeto greco.

E le lettere «U» e «V» non erano ancora distinte. Fu solo la lessicografia latina a far comparire, successivamente, una «V» nei testi antichi.

La funzione originale dell’alfabeto latino – che era derivato da quello etrusco, a sua volta disceso dal greco antico e, indirettamente, dall’alfabeto fenicio – era quella di consentire di trascrivere il latino parlato dagli abitanti dell’antica Roma e del Latium, piccola regione italiana. Inizialmente infatti il latino era una lingua prevalentemente orale, utilizzata, oltre che dai comuni cittadini di Roma e dintorni, anche e soprattutto dai politici, dai filosofi e da tutti gli oratori del periodo classico (non a caso la parola “oratore” deriva dal verbo orare, che significa “parlare”, “discutere”).

Si trattava, a quell’epoca, di una scrittura monocamerale, in cui, quindi, le maiuscole non esistevano ancora.

Fu solo sotto il regno di Carlo Magno (800-814) che l’alfabeto latino moderno divenne bicamerale, con una distinzione sopraggiunta tra lettere maiuscole e lettere minuscole, sempre, ovviamente, per ragioni lessicali. Fino a prima di Carlo Magno si utilizzavano solo le maiuscole, quelle che ancora oggi si trovano nelle iscrizioni romane.

Col tempo, poi, segni diacritici sovrascritti (gli accenti: acuto, grave, circonflesso e la dieresi) e segni sottoscritti (come, per esempio, la cediglia francese) vennero introdotti e le lettere furono così create per meglio seguire la fonetica, che evolveva di decennio in decennio, anche grazie agli influssi di altre lingue, quelle dei paesi con cui l’Impero veniva a contatto.

Un po’ quello che succede oggi all’Italiano, ma anche al Francese, allo Spagnolo, … altrettante lingue che subiscono l’influenza dell’idioma inglese.

Molte parole italiane derivano dalle latine. Ed ecco perché conoscere il latino consente di risalire all’etimologia delle parole italiane.

La conoscenza del latino può anche aiutarti a ottenere una posizione lavorativa più prestigiosa!

A lezioni di latino per conoscere meglio le radici etimologiche delle parole italiane

La storia dell’Italia è risaputamente ricca di passaggi diversi di numerose popolazioni, da Nord a Sud. O meglio, da Sud a Nord, se pensiamo alla relazione con la Grecia.

L’eredità linguistica nasconde i passaggi di colonizzatori e civilizzatori.

Le influenze delle lingue dei paesi conquistati e di quelli conquistatori o anche solo di quelli vicini fisicamente, influiscono e modificano la lingua di un paese. Possiamo considerare le lingue moderne come i rizomi del bambù sulle lingue latine classiche!

I Romani, a loro volta, si trovarono ad adottare parole di varie popolazioni. Pensiamo ai termini gallici.

Essi furono adottati quando la Gallia fu annessa, a metà del primo secolo avanti Cristo, all’Impero Romano.

La grafia delle attuali lingue ebbe origine tra il quattordicesimo ed il quindicesimo secolo, durante il Rinascimento: la lingua delle scienze e delle nobili arti rimase il latino, mentre altre lingue antiche si diffondevano (il Francese, per esempio).

Erasmo da Rotterdam (1467-1538) scriveva in Latino, e diffondeva il proprio pensiero in tutta Europa.

Le lingue attuali vennero alla luce partendo da etimonie latine:

  • Mantenimento della consonante iniziale: duru divenne «duro», barba divenne «barba», stadium divenne «stadio».

Le lingue neolatine si sono formate seguendo quattro aspetti evolutivi linguistici:

  • La “palatizzazione” (si tratta di una modifica fonetica di un suono),
  • Il dittongo (consiste nell’associazione di due vocali),
  • La “nasalizzazione” dei fonemi (siamo a livello di pronuncia),
  • Il “silenziamento” (consonanti e vocali divenute mute).

Diamo, per curiosità, un’occhiata alle desinenze e all’ortografia di queste parole italiane:

  • Animale,
  • Pianta,
  • Lavabo,
  • Esame,
  • Impero,
  • Prospetto,
  • Famiglia,
  • Agenda,
  • Humus,
  • Alter ego,
  • Amen,
  • Alibi,
  • Bellicoso,
  • Bravo,
  • Distinguo,
  • Spirito,
  • Fac simile,
  • Idem,
  • Memento,

Se adesso prendi in mano il tuo dizionario Italiano-Latino, puoi divertirti ad effettuare una prima ricerca. Un esercizio quasi ludico, una sorta di scommessa. Cerca ogni termine e guarda quanto simile, a volte identico, sia il suo corrispettivo latino. Da non crederci, vero? Se pensi alla difficoltà nel reperire una traduzione inglese-italiano, non ti sembra vero! È tutta una questione di parentela!

Parenti serpenti? Non proprio. In tal caso, diciamo, che i termini parenti possono aiutarti ad eccellere a scuola. Tradurrai dal latino all’Italiano in un battibaleno! Fidati.

Capire meglio la nostra grammatica

Disporre di un Dizionario di Latino, conoscere il vocabolario latino, leggere e consultare i migliori testi di grammatica latina consente di meglio assimilare un Italiano corretto.

Pronomi personali e dimostrativi, aggettivi, soggetti, verbi, avverbi, complemento oggetto, … : la costruzione delle frasi in Italiano deriva dal latino. Il sistema grammaticale italiano è legato a quello del suo antenato!

Il sistema grammaticale latino è vicinissimo a quello italiano.

Eccoti qualche frase latina, che comprenderai al volo:

  • Errare humanum est,
  • Praestat mori quam fugere,
  • Cantare me juvat,
  • Philosopho vivere est cogitare,
  • Meum est agere,
  • Dare bibere,
  • Habere dicere.

Molte frasi le avrai sentite ripetere dai tuoi genitori, dai tuoi insegnanti, in Chiesa, dai nonni….

Di molti conosci il senso, senza averle mai lette…

Ma ora è il momento di capire meglio. Come è possibile questa facilità di traduzione? Come mai certe frasi fanno parte delle tue conoscenze uditive da prima che imparassi a leggere?

Puoi migliorarne la comprensione? Certamente. Ti consigliamo di farlo, partendo proprio dall’estrema facilità e prossimità linguistica. Avvicinati con cura e delicatamente alla grammatica della lingua di Cicerone.

Vedrai che è davvero emozionante sfruttare qualche regola per venire a capo di frasi celebri. La padronanza di queste ultime, poi, ti consentirà di scrivere meglio in Italiano

Studiare i casi latini (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo), ovviamente, aiuta. Lo stesso vale per le declinazioni, che consentono di memorizzare la grammatica.

  • Il nominativo equivale al soggetto e all’attributo del soggetto, ad esempio. Genitivo: complemento di specificazione,
  • Dativo: complemento di termine,
  • Accusativo: complemento oggetto diretto,
  • Vocativo: acclamazione,
  • Ablativo: diversi complementi (luogo, mezzo, compagnia…).

Un corso di latino per avanzare nell’espressione scritta

A che serve il latino?

Ad avere un vocabolario più ricco di chi sconosce il greco e il latino.

Durante le composizioni e i temi, non avrai più da temere la costruzione delle frasi e nemmeno la produzione dei contenuti. Grazie al latino, stop all’angoscia delle pagine bianche!

Leggere testi antichi – tutta la filologia da Ovidio a Plinio il Giovane è immensa – consente di dare uno sguardo amico al mondo antico:

Leggere e parlare Latino migliora la pratica dell’Italiano.

A forza di tradurre, di memorizzare vocaboli latini, si diventa profondi conoscitori della propria lingua madre.

Il campo lessicale amplio non si perde, una volta memorizzato, fa progredire in ortografia e fa anche appassionare alle lettere.

Per riuscire a tradurre un testo latino, dovrai conoscere a fondo l’analisi grammaticale e l’analisi logica. Ogni termine e ogni verbo dovranno avere, nella tua mente, una posizione specifica e una funzione precisa all’interno della frase. Solo così sarai in grado di tradurre un testo dal latino all’italiano. Ma, mentre imparerai come si costruivano le frasi all’epoca di Cicerone, capirai, quasi per incanto, come si costruiscono in Italiano (o in Francese, in Spagnolo, in Portoghese, in Romeno, …). Ecco a cosa serve conoscere il latino.

Ed ecco perché sono utili le lezioni di civilizzazione greco-romana.

Scopri i migliori consigli per superare la prova di maturità.

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