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Un corso di Latino: metodi e consigli per la prova di maturità

Scritto da Igor, pubblicato il 30/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Imparare Latino per la Maturità!

Perché imparare una lingua morta?

I motivi non mancano di certo:

  • Saprai una lingua che molti secoli fa, ma per quasi un millennio, dominò tutta l’Europa occidentale;
  • Avrai uno sguardo nuovo sulla civilizzazione romana;
  • Studierai la storia della letteratura latina (Cicerone, Plauto, Tito Livio, Ovidio, Orazio, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane, …);
  • Scoprirai la mitologia romana, che ancora oggi, assieme a quella greca, permea la nostra cultura, volenti o nolenti;
  • Leggerai facilmente i testi antichi, comprendendoli a fondo;
  • Potrai, ovviamente, tradurre un testo latino;

Conoscere le parole latine e le loro radici etimologiche-  così come le radici greche delle parole italiane – sarà un po’ come porre le fondazioni di una casa.

Per i più temerari, che a dispetto dell’informatizzazione di tutte le attività lavorative e culturali in questo secondo decennio del XXI secolo, insistono a voler studiare il Latino, noi di Superprof proponiamo un aiuto, un sostegno, dei trucchetti e suggerimenti per affrontare agevolmente l’esame di maturità di Latino.

Lezioni di Latino per l’esame di maturità: traduzione e tesina multidisciplinare

La tanto annunciata e agognata riforma dell’Esame di Stato per il 2018 è saltata e , sembra, sarà applicata a partire dal 2019.

Quindi, anche per quest’anno, le prove scritte per chi termina l’ultimo anno di scuola superiore resteranno tre (il numero scenderà a due quando entrerà in vigore la riforma).

Cerca di sfruttarle bene, senza buttarti a capofitto nella traduzione sin da subito, ma cercando di contestualizzare il testo. Avrai ben quattro ore di tempo per tradurre il brano!

Se sei iscritto alla terza liceo classico, il Latino ti interesserà anche durante la preparazione della tesina, o percorso multidisciplinare: si tratta di un elaborato di una quindicina di pagine che dovrà sviscerare un argomento principale, attraversando tutte le materie (o comunque il maggior numero possibile) studiate nei cinque anni di scuola superiore. Lo studente del Classico, dunque, dovrà inserire dei riferimento alla lingua di Cicerone nella sua tesina finale (da discutere durante la fase orale dell’esame).

Resta comunque la prova scritta, la quale di anno in anno può essere di Latino o di Greco!

Ma come affrontare al meglio la traduzione del brano di Latino?

Corsi di Latino per prepararsi all’esame

Nei giorni prima della versione sarà estremamente utile ripassare le regole più complesse della grammatica e della sintassi latine.

Ça va sans dire che l’ideale è studiare tutto l’anno, regolarmente, per non accumulare né stress, né un carico eccessivo di lavoro nelle settimane a ridosso dell’esame.

Ad ogni modo, vi sono degli aspetti che è meglio ripassare, rivedere anche riprendendo in mano la grammatica dei primi anni, se dovesse essere il caso.

Tra questi, noi ti consigliamo sicuramente:

  • L’ablativo assoluto;
  • La perifrastica passiva;
  • Le subordinate, soprattutto quelle più complesse;
  • La consecutio temporum;

La lista completa sarebbe troppo lunga, ovviamente

La cosa migliore da fare è quella di realizzare un elenco, magari iniziandolo ad inizio anno, delle difficoltà maggiori che incontri durante lo svolgimento delle traduzioni dei brani. A mano a mano che la data dell’esame si avvicinerà, dovrai iniziare un ripasso; se dovesse essere il caso, chiedi al tuo insegnante di Latino di aiutarti a sviscerare il problema e a migliorare la tua capacità di tradurre.

Se non dovesse bastare, puoi sempre prendere qualche lezione privata ad hoc.

Gli strumenti delle lezioni Latino: il dizionario

Non scartare nemmeno l’importanza di un dizionario ben … truccato!

No, non intendiamo che tu debba scrivere a matita leggera sulle sue pagine la traduzione di brani o di inserire qui e là delle fotocopie miniaturizzate con le versioni classiche già tradotte.

Quello che vogliamo suggerirti qui è invece perfettamente “legale”: si tratta di mettere delle etichettine, dei piccoli segnalibri, che ti aiutino a trovare in un “nanosecondo” la pagina che stai cercando: la prima pagina di ogni lettera, ad esempio; oppure le pagine con i verbi o le parole più ricorrenti o quelle che già sai che ti danno problemi.

Anche se non è molto, risparmierai secondi preziosi per ogni parola di cui cercherai il significato. E poiché per la traduzione di un brano, farai decine di ricerche, alla fine avrai risparmiato parecchi minuti: tutto tempo prezioso in più che potrai dedicare alla rilettura della tua traduzione, alla ricerca di qualche piccola correzione da apportare, di qualche precisazione da aggiungere.

Insomma, in un momento come l’esame finale di Latino, tutto può aiutare ad arrivare alla conclusione con un buon risultato.

Prima di tradurre: ritorno ai contenuti del tuo corso Latino

Il brano da tradurre è arrivato: finalmente hai davanti a te quelle 10 -15 righe, estremamente fitte, che ti impegneranno per le successive 4 ore. Eh già perché all’esame finale non avrai a disposizione le solite due orette di cui disponevi per i compiti in classe. Le ore saranno addirittura il doppio.

Vale quindi la pena sfruttarle bene sin dall’inizio, senza lasciare nulla al caso e senza farsi prendere dall’ansia e dal panico.

Fai in modo di poterlo rendere il più funzionale possibile: prepara dei segnalibri per trovare le pagine più rilevanti in fretta. Il dizionario sarà il tuo più valido aiuto durante le 4 ore dell’esame!

Inizia con il leggere attentamente il testo: questo ti servirà per contestualizzare il brano. Si tratta di una strategia che troppe poche volte è adottata. Conoscere l’epoca storica in cui è stato scritto il testo ti aiuterà a capire quali possano essere i temi trattati, le espressioni utilizzate, i riferimenti storici utilizzati: si tratta di un autore classico o di uno più tardivo, dell’epoca del Cristianesimo, ad esempio?

Ma come fare? Semplicemente con una buona conoscenza della letteratura latina. Se non ti senti sufficientemente preparato puoi sempre rimediare sin da ora, prendendo qualche lezione privata di Latino.

Lo studio degli autori latini ti consente di collocare questi ultimi temporalmente; la citazione che troverai in fondo al brano ti indicherà anche l’opera e il libro da cui è tratto. A questo punto, starà a te fare i collegamenti corretti per “linkare” il tuo brano all’epoca, ai riferimenti, al contesto socio – politico – culturale dell’epoca in cui è stato scritto.

Ragiona sull’autore, sul suo stile, le sue opere, sul periodo storico.

Magari sarà difficile che tu abbia già tradotto lo stesso brano, ma in ogni caso tutte le informazioni aggiuntive che riuscirai a raccogliere nei primi minuti ti saranno sicuramente molto utili per il proseguo dell’esame.

La traduzione come a lezione di Latino

La traduzione vera e propria

Inizia poi a tradurre. Fallo dalla prima frase all’ultima, prendendo ogni singola frase come se fosse un mondo a sé e, al contempo, un elemento strettamente collegato alle altre frasi. Ci spieghiamo.

Creati per tempo un elenco di tutto quello che ti dia difficoltà, in modo da poterlo ripassare per tempo. Le settimane precedenti l’esame ripassa i punti oscuri della grammatica!

In ogni frase che tradurrai, dovrai trovare soggetto – verbo – predicato (considera però che in Latino l’ordine in cui questi singoli elementi vengono collocati può essere molto diverso dall’italiano); solo così potrai comprendere anche il ruolo degli altri termini del periodo.

Allo stesso tempo, però, ogni singola frase deve essere contestualizzata rispetto a quella precedente e a quella successiva e rispetto a tutto il brano. Se avrai un’idea chiara di quello che stai traducendo e se eviterai una traduzione “a testa bassa”, ti sarà più chiaro il senso di quello che l’autore voleva dire e ti sarà quindi più facile comprendere l’intero testo.

C’è un altro elemento che ti consentirà di capire il senso della frase. Stiamo parlando della punteggiatura, la cui importanza troppo spesso viene trascurata a vantaggio (solo apparente) del resto. Ancora una volta, la differenza nella costruzione dei periodi nel Latino rispetto all’Italiano deve essere tenuta in conto e non semplicemente aggirata.

Dopo la prima traduzione

Ora che hai tradotto tutto il brano, pensa a rileggerlo, cercando di capire se il discorso fili, se ti sia fatto imbrogliare da qualche “false friend”, da qualche termine tradotto in maniera imprecisa. Riprendi in mano il dizionario e ricerca se non tutti, almeno i principali termini, quelli più complessi, meno frequenti.

Dopo che avrai modificato anche questa brutta copia, pensa a riscrivere con la migliore calligrafia possibile, dato che alla prova di maturità è richiesto oltre ad una traduzione precisa, anche un testo che sia scorrevole nella lettura e ben presentato.

A lezioni private Latino per prepararsi alle prove di maturità

Sappiamo che al Liceo Classico, gli studenti dell’ultimo anno, alla Maturità del 2017 hanno tradotto un brano dal Latino. Se il latino era “uscito” come secondo scritto l’anno scorso, ci sono buone probabilità – seguendo la “legge non scritta dell’alternanza”, applicata con poche eccezioni fino ad oggi dal Miur – che si ripresenti per la maturità del 2019, quella che in teoria dovrà essere svolta secondo la nuova riforma. E che quindi quest’anno (2018) il secondo scritto sia Greco.

Ma fino all’ultimo non si può dire. Quindi tieniti pronto.

Ma dovrai essere pronto a tradurre qualunque autore latino: il giorno dell’esame potrebbe capitarti chiunque. Seneca è l’autore più scelto dal Miur negli ultimi 16 anni per i brani di Latino!

E poi, in ogni caso, le linee guida che ti abbiamo dato in questo articolo sono valide anche per i compiti in classe (al Classico, ma anche allo Scientifico e al Liceo Psico-pedagogico), ma le possono utilizzare anche gli studenti universitari, iscritti ad un Corso di laurea in Lettere Antiche o in Lettere Moderne.

Quali sono stati gli autori scelti dal Miur nelle edizioni passate della Maturità di latino?

  • 2002: Cicerone;
  • 2003: Seneca;
  • 2005: Tacito;
  • 2007: Seneca;
  • 2009: Seneca;
  • 2011: Seneca;
  • 2013: Quintiliano;
  • 2015: Tacito;
  • 2017: Seneca

Insomma, nelle ultime nove maturità di Latino, Seneca è capitato per oltre il 50% delle volte.

Che significa? Che ci sono buone probabilità che esca ancora anche la prossima volta (2018 o 2019 che sia) oppure no? O potrebbe esserci una new entry, come Orazio o Virgilio?

La cosa certa è che sicuramente al Miur non hanno esaurito le opere scritte da Seneca e che quindi, anche se dovesse ricapitare per l’ennesima volta, l’unica soluzione è quella di studiare letteratura e grammatica latine il meglio possibile. E di seguire le indicazioni di questo articolo, perché tu possa arrivare il più preparato possibile e il più rilassato possibile.

Per il resto, in bocca al lupo. In ora lupo?  😉

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