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Sapere tutto su Roma antica, la sua lingua e la cultura greco-romana

Di Igor, pubblicato il 18/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Le Lezioni di Latino per Comprendere la Cultura Moderna!

Le lingue dei diversi regimi del passato e la grossa eredità rimasta alla caduta degli Imperi – pensiamo alla lingua latina e al greco – hanno costituito l’humus della nostra cultura e di tutte le lingue europee.

La civiltà romanica ci ha lasciato molto in dono – in diversi ambiti. Ecco perché esistono grossi manuali enciclopedici redatti appositamente per riassumere le caratteristiche principali di ogni periodo romano.

Un solo articolo del Magazine Superprof non potrebbe riassumere le conquiste galliche di Giulio Cesare (100 – 44 a.C.), né il regno di Marco Aurelio (121 – 18 a.C.) o la vita quotidiana dei Romani all’epoca della Repubblica romana (fino al I secolo a.C.).

Coloro che hanno studiato latino in gioventù hanno a volte pensato che si trattasse di uno sforzo eccessivo. Di certo tutti noi abbiamo qualche souvenir di corsi di latino a scuola un po’ pesantucci. Quasi una sensazione di inutilità…

In realtà, in Italia, a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei, da sempre i programmi di lingua e letteratura latina hanno messo in evidenza ben altro che la sola grammatica. Non si tratta solo di declinare e coniugare, ma di scoprire tutta la cultura e la storia di un popolo indo-europeo.

Ed eccoti una sintesi – certamente parziale – di quello che si può scoprire a proposito di una delle società più avanzate della Storia, della lingua latina e di Roma antica.

La lezione di Latino, cos’è?

Se nel passato l’insegnamento del Latino si limitava a far imparare a memoria declinazioni e coniugazioni, a farle recitare meccanicamente senza che l’obiettivo fosse sempre chiaro, questo approccio incommentabile è ormai lontano nel tempo.

Lo studio del Latino alla scuola media è oramai una pratica scomparsa dai programmi scolastici da alcuni decenni. È solo alle superiori che si approccia la lingua di Cicerone. Il Latino generalmente si inizia a studiare in prima liceo (o quarta ginnasio, nel caso del Liceo Classico)!

Ormai, studiare latino significa prendere contatto con la storia dell’Antica Roma, nel suo insieme:

  • Letteratura,
  • Studio della Lingua latina,
  • Influenza del Latino sulle lingue moderne,
  • Influenza del Greco sul Latino,
  • Mitologia e religioni,
  • Trasformazione del pensiero politico,
  • Cronologia dei regimi politici,
  • Vita quotidiana dei Romani sotto i regimi politici,
  • Scienze, arte e generi letterari,
  • Retorica e filosofia,
  • Classi sociali e commercio nell’Impero Romano,
  • Diritto Romano e funzionamento della vita politica romana, etc.

Il punto è studiare la ricca civiltà romana – dalla leggendaria fondazione di Roma nel 753 a.C. alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., a quella dell’Impero Romano d’Oriente nel 1453 – attraverso un cursus di studi interdisciplinare sulle società antiche, denominato Lingua e letteratura latina.

Saper tradurre un testo latino e conoscere questa lingua arricchisce la cultura generale dei giovani liceali (lezioni per quarta e quinta ginnasio) ed universitari. I risultati all’esame scritto di latino e in latino orale saranno migliori ed arricchiranno al conoscenza della lingua italiana.

Non più definibile lingua morta, il latino apparirà allora come bagaglio di conoscenze e competenze linguistiche indispensabili. Ciò relativamente al miglioramento nella lingua madre – l’Italiano- e a quello nello studio delle lingue straniere moderne. Francese, Spagnolo, Portoghese e Romeno condividono tutti le stesse radici latine.

Un corso di latino sulla civiltà romana

Quando si parla di civiltà romana, naturalmente, si pensa subito all’Impero Romano. Ma nei fatti, quest’ultimo durò soltanto cinque secoli, nell’insieme della storia dell’Antica Roma (lunga circa tredici secoli!).

Antica Roma rima con 1229 anni di storia. Rima anche con ben tre diversi tipi di regime politico. E riduttivo parlare solo di Impero Romano.

Ma in realtà, se andiamo al di là delle invasioni militari, gli effetti di un dominio millenario si fanno sentire, come è ovvio, anche oggi. E non solo nella lingua, ma anche nella disposizione delle strade all’interno delle città, per esempio. È qui che fu fondata la città di un futuro impero guerriero che avrebbe dominato il mondo per oltre mille anni!

La leggenda narra che la città di Roma venne fondata sulle rive del Tevere nella regione denominata Latium, nel 753 a. C., da Romolo. Questi, vittorioso sul fratello Remo, avrebbe dato il proprio nome alla cittadina.

La monarchia romana

Sette Re di Roma sono stati recensiti! I regni dei primi quattro sono considerati leggendari:

  • Romolo (753 – 716 a.C.), Fondatore di Roma e creatore del Senato,
  • Numa Pompilio (715 – 671 a.C.), inventore del primo calendario romano di dodici mesi e del diritto romano,
  • Tullo Ostilio (671 – 640 a.C.), che spense l’espansione territoriale di Roma nella regione Lazio,
  • Anco Marzio (640 – 616 a.C.), fondatore di Ostia, porto di Roma,
  • Tarquinio Prisco (616 – 578 a.C.),
  • Servio Tullio (578 – 534 a.C.),
  • Tarquinio il Superbo (534 – 509 a.C.).

Dei tre secoli dei regni romani, pochi testi letterari restano. Il modo di espressione, infatti, era latino arcaico, prevalentemente basato sulla tradizione orale all’epoca.

Sappiamo, tuttavia, che gli ultimi Re di Roma furono Etruschi, adottarono il sistema di scrittura e l’alfabeto etrusco, derivato da quello greco, mentre gli abitanti preservarono il proprio alfabeto latino e tutta la loro latinità.

La Repubblica romana

Questo periodo si estende dalla rivoluzione dell’anno 509 a.C. all’incoronazione dell’Imperatore Augusto nel 27 a.C.

La Repubblica romana si caratterizza per le numerose guerre volte a dominare gli Etruschi, conquistare l’Italia (da Roma alla Campania, da Pompei alla Sicilia), la Gallia e tutto il bacino mediterraneo.

Per la cronaca, il pericolo maggiore per Roma, a quel tempo, proveniva dai Galli, che assediarono la città di Roma nel 390 a.C. per sette mesi, decimando l’esercito romano.

Le istituzioni politiche e l’economia di Roma si consolidarono; le alleanze, i partenariati e le vittorie militari numerose permisero ai Romani di dominare tutta la penisola italica.

La lingua greca rimase in vigore: Virgilio scrisse in greco antico: infatti l’Illiade e l’Odissea all’epoca erano consideraate opere romane.

Il latino e il greco divennero lingua franca – la lingua della comunicazione tra la gente comune – in ogni zona orientale del Mediterraneo.

Secondo Tito Livio, in seguito ai numerosi attacchi barbarici alle frontiere di Roma, i Romani si convinsero della necessità, dal IV secolo a.C., di un’espansione territoriale, al fine di meglio fronteggiare le minacce provenienti dal mondo esterno.

La Repubblica oligarchica, divenne un impero autocratico in cui il potere era detenuto da un solo uomo, sebbene accompagnato da un forte esercito e da una grossa burocrazia.

L’Impero Romano

Il periodo imperiale si estende dal 27 al 476 d.C..

Per le battaglie su barche, il Colosseo veniva riempito d’acqua: centinaia, migliaia di romani liberi venivano ad assistere a questi spettacoli dell’epoca. Il Colosseo, un’opera monumentale, ordinata da Vespasiano e costruita nel cuore di Roma, per ospitare le battaglie tra i gladiatori.

Governo senza condivisione, tante guerre, molte crisi interne, avidità o lucro, lavoro duro, duelli e scontri tra patrizi e plebei tradimenti ed invasioni barbariche sono gli elementi chiamati in causa per riassumere questo periodo imperiale.

Si tratta anche del periodo che vede l’avvento della religione cristiana e l’aumento di potere della Chiesa cattolica romana, la fine del politeismo, data la conversione degli Imperatori, gradualmente, alla religione cristiana.

Le frontiere dell’Impero romano si consolidano grazie agli imperatori Diocleziano e Costantino. Il latino divenne la lingua del diritto, dell’esercito, della religione e dell’amministrazione romana.

Di fatto, le province annesse dovettero apprendere il latino per integrarsi ed obbedire alla nuova autorità romana.

La lingua latina – il latino volgare – usata dai coloni romani (legionari e funzionari dell’Impero) entrò in contatto con numerosi dialetti indo-europei e penetrò così nei linguaggi correnti: furono queste le primizie della nascita delle future lingue romaniche, sotto l’influenza culturale di Roma e della Grecia antica.

A ripetizioni di latino per imparare la letteratura e le arti romane

I documenti più antichi della letteratura latina sono canti e brani teatrali a sfondo politico. La letteratura romana è molto influenzata dalla cultura e lingua greche, reputate nobili.

Gli storici, in effetti, hanno portato alla luce una pluralità di testi antichi scritti in greco.

Catone (234 – 149 a.C.) fu uno dei primi scrittori del mondo antico romano che scrisse prosa usando vocabolari latino.

Nella letteratura latina, si sviluppano la prosa, la satira, la poesia in versi, la commedia, la tragedia, la retorica, riflettendo un gusto per la ragione e la ricerca del buon senso, un interesse per il diritto, il dovere di difesa contro aggressori esterni.

Cicerone (106 – 43 a.C.), Plauto (254 – 185 a.C.), Terenzio (190 – 159 a.C.), Lucrezio (94 – 54 a.C.), Catullo (84 – 54 a.C.), caratterizzano la produzione letteraria della Repubblica.

L’età d’oro della latinità, detta “epoca del secolo d’Augusto” ci ha lasciato autori di fama e corrisponde ai primi anni dell’Impero: Virgilio (70 – 19), Orazio (65- 8), Tibullo (54 o 50 – 19 o – 18), Properzio (47 – 14), Ovidio (43 – 18 d.C.), Tito-Livio (59 – 17 d.C.), Seneca (4 – 65), Quintiliano (35 – 100), Plinio il Vecchio (23 – 79), Plinio il Giovane (61 – 113), Stazio (40 – 96).

La letteratura divenne arte nobile, offerta al mondo dell’élite intellettuale, ritracciante i fasti dell’Impero, l’egemonia del diritto romano scritto ed ancora arte dell’eloquenza.

Gli Etruschi erano la popolazione che abitava l’Italia centrale dell’epoca pre romana e che fu conquistata da Roma nei primi secoli della Repubblica. Le statue delle divinità romane hanno preso spunto dalle stesse opere etrusche!

Parallelamente, si svilupparono le arti industriali, l’architettura, la pittura e la decorazione a mosaico, nonché la scultura. Quest’ultima si sviluppò a Roma grazie all’impulso degli Etruschi, i quali utilizzavano la terra cotta per rappresentare le divinità in gran formato.

Le arti romaniche si caratterizzarono per la grande capacità d’imitazione rispetto ad altre culture, in particolare la cultura etrusca, poi quella ellenica, inondavano Roma ad ogni conquista militare.

Ad esempio, Roma riprese i tre stili architettonici della Grecia antica: dorico, ionico e corinzio.

La volta consentiva ad architetti, operai e schiavi di economizzare in termini di uso del materiale e di strumentazioni assai onerose dal punto di vista del rischio e dello sforzo fisico. Essa si diffuse in tutti gli edifici dei Romani, come ancor oggi ritroviamo, nelle innumerevoli vestigia. Dalla Spagna all’Africa del Nord, dal Sud della Francai alla Turchia: ponti, acquedotti, palazzi, archi di trionfo, basiliche, terme anfiteatri, forum, templi, circhi, colonne, panteon, etc.

Le truppe romane, pronte a costruire in gran numero e con solerzia, riuscivano a creare grandi edifici in poco tempo, attestando così una certa supremazia anche militare.

Fra le arti relative alla civiltà romana e latina, figura l’incisione di medaglie. La moneta metallica si diffuse molto, in Europa, durante l’occupazione romana. Vetreria, lavorazione del ferro, dell’oro, creazione di gioielli, scultura di portali con bassorilievi conobbero un tale sviluppo, che la regione del Latium divenne nota per tutte queste arti.

Imparare la lingua latina, quindi, non significa soltanto accumulare competenze linguistiche. Si tratta di riscoprire una civiltà antica e ricca i cui segni sono tutt’oggi tangibili, nonostante siano passati oltre duemila anni, nel nostro parlare ed intendere.

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