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Origine, storia e evoluzione della lingua giapponese! 

Di Nicolò, pubblicato il 24/12/2018 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Lezioni Di Giapponese: Breve Storia Della Lingua

Prima di imparare giapponese, è interessante riflettere all’evoluzione di questa lingua complessa, che si è costruita in particolare modo sul modello della lingua cinese.

  • Quali sono le vere origini della lingua di Mishima? 
  • A quando risalgono le prime tracce della lingua giapponese di cui disponiamo? 
  • Fino a che punto la lingua cinese ha influenzato il giapponese? 

Il giapponese moderno è in effetti il risultato di un lungo processo evolutivo, svoltosi di pari passo con la storia del paese del Sol levante attraverso i secoli…

Superprof vi fa ripercorrere la storia appassionante della scrittura e della lingua giapponese, essenziale per ogni maestro giapponese e per ogni allievo che vuole prendere lezioni di giapponese.

La comparsa del giapponese come lingua parlata

In Giappone la lingua orale, anche chiamata yamato, è parlata da più di 120 milioni di persone. 

Questo fa del giapponese l’11a o la 13 lingua più parlata al mondo, a seconda delle fonti.

Il giapponese è una lingua agglutinante e polisillabica. Cosa significa? Una lingua è detta agglutinante quando i suoi tratti grammaticali sono costruiti tramite l’assemblaggio di elementi semplici, chiamati morfemi. 

Altre lingue agglutinanti sono:

  • le lingue altaiche (turco, mongolo),
  • le lingue uraliche (estone, finlandese e ungherese),
  • il coreano e il basco

Da un punto di vista grammaticale, il giapponese non ha niente a che vedere con il cinese. Tuttavia, esso presenta molti vocaboli presi in prestito dalla lingua cinese scritta. La lingua giapponese presenta nasce qualche somiglianza con il coreano.

La lingua giapponese ha preso in prestito molti segni dalla lingua cinese. Il testo nella parte superiore del foglio è scritto in cinese tradizionale, quello nella parte inferiore in giapponese. Sapreste riconoscere le similitudini tra i due alfabeti?

Nel Periodo Edo (1603-1868), la base della lingua giapponese così come la conosciamo oggi inizia a definirsi. Durante il Periodo Meiji, numerose parole occidentali entrano nel vocabolario giapponese. 

« Oggi i caratteri katakana sono principalmente utilizzati per le parole di origine straniera, e le tre tipografie — kanji, katakana e hiragana — si mescolano per scrivere la lingua giapponese che continua ad evolversi », spiega Wikipedia. 

Le prima tracce scritte della lingua giapponese

I diversi popoli del Giappone non possedevano un sistema di scrittura comune fino al IV secolo d.C. La comparsa della scrittura è stata resa possibile dai monaci buddisti cinesi. L’enciclopedia online dice a questo proposito: 

« Adottando gli ideogrammi cinesi, i giapponesi hanno importato anche la loro pronuncia, detta on, modificata secondo la propria fonetica, specialmente per le parole composte, data la brevità di tali pronunce (la lingua cinese scritta di epoca classica era di fatto quasi totalmente monosillabica).»

In seguito, questi segni vengono utilizzati per creare un alfabeto moderno, detto kana, che esiste in due forme distinte: il katakana e l’hiragana. 

Ecco un riassunto del principio di scrittura giapponese:

  • I kanji servono per trascrivere la maggior parte di parole piene, portatrici di significato. La maggior parte dei kanji giapponesi possiedono più letture: la o le letture d’origine cinese e una lettura d’origine giapponese,
  • I caratteri hiragana servono principalmente a scrivere i morfemi grammaticali,
  • I katana sono utilizzati principalmente per le parole di origine straniera (come ad esempio la parola “maratona”).

Tracciare i segni giapponesi correttamente richiede tempo e pratica. La calligrafia giapponese non è certo facile da imparare, ma è un metodo di scrittura appassionante che vi darà anche tante soddisfazioni.

Sul sito https://www.italiajapan.net trovate le tabelle per imparare l’hiragana e il katakana. 

I giapponesi utilizzano anche dei segni detti furigana, che vengono piazzati in piccolo sotto gli ideogrammi per indicarne la pronuncia. 

Storicamente, il più antico libro conosciuto in lingua giapponese è il Kojiki, che risale al 712 d.C. ed è scritto in caratteri cinesi. 

Scoprite inoltre le regole grammaticali e di sintassi giapponesi…

L’eredità cinese della lingua giapponese

Tra il 710 e il 784, durante il cosiddetto Periodo Nara, i giapponesi iniziano a utilizzare gli ideogrammi cinesi per scrivere.

La pronuncia delle parole giapponesi è allora associata ai caratteri cinesi. Si prende in prestito soltanto il suono del carattere cinese, senza tener conto del suo significato. Il carattere utilizzato in questo modo è chiamato “manyogana”. 

Dal momento che i manyogana rappresentano la trascrizione di un suono, un testo scritto con questo sistema necessita di più caratteri rispetto ai testi che utilizzano gli ideogrammi.

Il sito viaggiappone.com ha scritto un articolo appassionante sulla storia della lingua giapponese, in cui si spiega così l’evoluzione della scrittura giapponese. 

« […] si cercò nell’epoca Nara (secolo VIII) una semplificazione, applicando agli ideogrammi cinesi l’equivalente parola giapponese che veniva così letta col suono nipponico. Anche la costruzione della frase ben presto si piegò alla lingua parlata, quindi non più soggetto verbo e predicati, ma soggetto, predicati e verbo in fondo. Nasce così un giapponese scritto che si esprime con ideogrammi cinesi, cioè i kanji. »

Così come i manyogana, i caratteri katakana sono fonetici. Poco a poco, in seguito, i giapponesi cominciano a utilizzare i katakana negli scritti, insieme ai caratteri cinesi. È così che nascono i testi in caratteri cinesi e katakana. 

La lingua giapponese è stata molto influenzata dal cinese. I kanji sono caratteri di origine cinese che sono entrati a far parte della lingua giapponese.

La nascita dell’hiragana e il suo impatto sulla cultura giapponese

Nasce in seguito l’hiragana, forma corsiva del manyogana, che si sviluppa per questioni di rapidità di scrittura (il corsivo è il nome dato alle grafie che hanno un tratto tracciato rapidamente, nate per semplificare le scritture ufficiali, rendendole più scorrevoli). 

Grazie a questo nuovo sistema, i giapponesi possono per la prima volta scrivere così come si esprimono nel loro quotidiano. Il sistema grafico hiragana è stato creato durante la prima metà del X secolo. E grazie all’hiragana che nasceranno in seguito i saggi, i giornali, i romanzi, ecc…!

Tuttavia, il sistema hiragana è inadatto alla scrittura dei testi astratti o logici, che hanno bisogno di caratteri cinesi. Nel corso del Periodo Kakamura/Muromachi (1185-1573), il giapponese scritto comincia ad allontanarsi di nuovo dalla lingua parlata. 

Come lo spiega ancora il sito viaggiappone.com: 

«Il periodo Kamakura vede succedersi il cosiddetto Periodo Muromachi (XV-XVI secolo), nel corso del quale nobili colti, caduti in disgrazia, insegnano la cultura di corte ai soldati, così da favorire i buoni rapporti con l’Imperatore; da questa alfabetizzazione dei soldati nasce il samurai, guerriero, ma anche uomo colto e letterato.»

Sappiate in ogni caso che se certi elementi sono scomparsi, il Giappone rimane un paese tradizionalista. Non si può quindi fare a meno della calligrafia giapponese, sempre presente nel paese del Sol Levante. Scopritelo attraverso le lezioni giapponese su Superprof!

Una lenta evoluzione verso il giapponese moderno

È Nel Periodo Edo (antico nome di Tokyo), tra il 1603 e il 1868, che la base della lingua giapponese moderna si definisce. Gli abitanti della città, che ha superato in quanto a grandezza Kyoto e Osaka, contribuiscono a sviluppare la lingua giapponese parlata. 

Molti termini utilizzati attualmente risalgono a quest’epoca! 

Per fare un esempio, esistono ancora numerosi pronomi per la prima e la seconda persona e le formule di cortesia (NDR: la cortesia è praticamente un linguaggio a parte in Giappone, con le proprie espressioni e regole), che sarebbero state inventate precisamente in quest’epoca.

Inoltre, la lingua orale e la lingua scritta prendono si distanziano sempre di più a partire da questo periodo. 

Dopo la Restaurazione del Periodo Meiji (1868-1912), numerose parole occidentali arrivano nel vocabolario giapponese. I giapponesi creano allora nuove parole utilizzando i caratteri cinesi. 

Il giapponese conserva molti aspetti della sua forma antica. Il giapponese: una lingua divisa tra tradizione e modernità. Come il popolo che la parla.

Nel 1902, il governo annuncia la volontà di stabilire una lingua “standard”, basata sulla lingua parlata nella classe media di Tokyo. 

Un anno più tardi, nel 1903, il primo manuale per la scuola elementare approvato dallo Stato viene pubblicato. La lingua giapponese inizia quindi a definirsi in maniera ufficiale.

“A partire dalla fine dell’isolamento autoimposto del Giappone nel 1853, il flusso di prestiti linguistici dalle lingue europee è aumentato significativamente. Il periodo a partire dal 1945 ha visto un numero maggiore di parole prese in prestito dall’inglese, specialmente con riferimento alla tecnologia — as esempio, pasokon (abbreviazione per “personal computer”); intānetto(“internet”) e kamera (“macchina fotografica”).”

Un accordo è finalmente stabilito nel 1945, quando la lingua giapponese parlata fu adottata nei documenti ufficiali. 

Oggi, la lingua giapponese ha fatto il giro del mondo e continua ad evolversi. Se volete fare corsi di giapponese online, è preferibile scegliere un professore madrelingua o bilingue. Se volete imparare le parole giapponesi di tutti i giorni potete anche prendere in considerazione l’idea di arricchire il vostro corso giapponese con un soggiorno linguistico.

Abbiate anche il riflesso di munirvi di un dizionario italo-giapponese relativamente recente per i vostri corsi giapponese di conversazione! È sempre utile!

Scoprite, tramite un corso di giapponese, come la lingua nipponica ha saputo arricchirsi ed esportarsi grazie alla cultura del paese del Sol levante!

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