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Corso di giapponese: regole grammaticali, sintattiche e formule di cortesia 

Di Nicolò, pubblicato il 24/12/2018 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Imparare Giapponese: Grammatica E Sintassi

Dalla cultura allo stile di vita, dalla storia alla lingua, il Giappone ha tutto il necessario per sedurci!

Se volete partire in Giappone o semplicemente prendere corsi di giapponese non abbiate paura, con un po’ di pratica ci riuscirete! 

Anche se la lingua giapponese ha la reputazione di essere una lingua difficile, vedrete in questo articolo che ci sono decine di modi per imparare giapponese: 

  • manga, 
  • manuali, 
  • video, 
  • ecc….`

E un piccolo bonus per gli italofoni: la grammatica giapponese è più facile di quella italiana. Niente male, no? 

Non aspettate e date un’occhiata ai principi lessicali e linguistici che vi serviranno per parlare correttamente giapponese. Let’s go! 

Imparare le basi della grammatica giapponese 

Una classifica realizzata dall’UNESCO identifica la top 10 delle lingue più difficili nel mondo da imparare. Il giapponese arriva in 5a posizione. 

«La grande difficoltà della lingua giapponese viene dalla differenza tra la lingua scritta e quella parlata. Ma anche da una grammatica che serve a esprimere una vasta gamma di registri e di formalità linguistiche. Senza dimenticare gli innumerevoli caratteri cinesi da imparare a memoria» sottolinea lo studio. 

Per imparare bene la grammatica giapponese e la storia della lingua giapponese, bisognerà quindi lasciare un po’ da parte l’alfabeto latino e le basi della lingua italiana. 

Il giapponese è composto da due alfabeti, chiamati hiragana e katakana. L’hiragana e il katakana sono composti da una cinquantina di simboli ciascuno, che sono in realtà caratteri cinesi semplificati, impiegati per formare un alfabeto fonetico: 

  • l’hiragana è l’alfabeto più utilizzato. È principalmente impiegato per le parole con funzione grammaticale, 
  • il katakana è l’alfabeto utilizzato in genere per distinguere le parole che non sono di origine giapponese e che non hanno kanji appropriati. 

Imparare il giapponese è facile con un professore privato! Non fidatevi dei luoghi comuni: la grammatica giapponese è più semplice di quella italiana!

Due scritture che si trovano all’origine del sistema grafico giapponese. 

Adesso che la differenza tra i due sistemi grafici è chiara, possiamo abbordare le differenze grammaticali tra la lingua giapponese e quella italiana. 

In giapponese :

  • il verbo si mette sempre alla fine, 
  • il soggetto è sempre seguito da wa (は), 
  • Il complemento oggetto è sempre seguito da o (を) e i complementi indiretti da ni (に), piccole particelle molto utilizzate in giapponese, 
  • esiste una 3a forma ausiliare in giapponese: il desu (です). Si mette sempre alla fine della frase. Potete tradurlo con l’ausiliare “essere”, ma solo in certi casi: letteralmente significa “corrispondere”, “essere equivalente a…”. Serve anche per indicare che ci si rivolge in maniera cortese all’interlocutore, un po’ quando in italiano si dà del Lei. Si può tradurre in questo caso con qualcosa come “vi dichiaro che…”. 
  • Per fare una domanda, applicate sempre la regola scritta qui sopra e aggiungete “ka” alla fine, 
  • I verbi e gli aggettivi non si accordano con il soggetto. Sono invariabili in genere, numero e persona…

Per assimilare la grammatica giapponese, dovete togliervi dalla testa le regole di quella italiana. Il giapponese possiede in effetti una logica molto diversa da quella dell’italiano, ma con le lezioni giapponese imparerete rapidamente a servivene correttamente.

Trova un corso giapponese su misura con Superprof!

Imparare la grammatica giapponese su YouTube

Esistono molti metodi per imparare la grammatica giapponese:

  • leggere libri, in particolare i manga i manga, 
  • fare un corso di giapponese privato a domicilio o un corso giapponese all’università, 
  • conversare con un amico giapponese nella sua lingua madre, 
  • andare in Giappone.

Ma potete anche sedervi comodamente davanti al vostro computer e connettervi a internet. Alcuni siti propongono lezioni di giapponese in formato video. 

Lo strumento educativo dei corsi di giapponese online vi permette di imparare le basi linguistiche, senza vincoli di tempo e di soldi. La maggior parte dei video sono gratuiti, soprattuto su piattaforme come YouTube.

Abbiamo selezionato qualche canale sulla celebre piattaforma che propone corsi giapponese in video. 

  • Associazione Ohacaffé : la simpaticissima Eriko vi accompagnerà nello studio della lingua giapponese. Le lezioni durano all’incirca 25 minuti l’una. Sul canale dell’associazione troverete anche tantissimi altri video con approfondimenti culturali sul Giappone, confronti tra la cultura giapponese e quella italiana, filmati divertenti e tanto altro.
  • Ti va di Giappare : Davide — il proprietario di questo interessantissimo canale — è italiano ma ha conseguito l’N1 del JLPT, ovvero il livello più alto di lingua. Tramite simpatici video della durata di tre minuti saprà trasmettervi la sua passione e le basi della lingua di Mishima.
  • The Japanese Dream : la particolarità di questo canale è che offre dei video tutorial di scrittura giapponese. Luca vi insegnerà a tracciare i segni dei differenti alfabeti nipponici.

Tramite i video potrete anche imparare un nozione che non esiste in italiano: il non-detto, molto comune in giapponese. Si esprime attraverso:

  • Il sottinteso: parti della frase (soprattutto il soggetto) sono sottintese e dedotte a partire dal contesto. Per esempio 買いますか (kaimasu ka) può essere tradotto, a seconda della situazione, con “compri?” o “compriamo?”
  • Le frasi in sospeso: le frasi non finite indicano che i loro autori esprimono un fatto relativo e non definitivo. Il non-detto si deduce dal contesto.

Questi video vi faranno guadagnare tempo e imparare in maniera ludica e interattiva. Possono costituire un complemento al vostro corso di giapponese con il vostro maestro giapponese.

Sintassi: giapponese moderno e giapponese classico

Il giapponese è una lingua con una storia lunga e appassionante! Il lessico giapponese è costituito da due grandi famiglie: il bungo e il kōgo.

In giapponese ci sono delle differenze a livello sintattico. In effetti, esiste un giapponese detto classico e l’altro detto moderno. 

Bungo è il nome dato alla lingua classica e letteraria, in opposizione al kōgo, lingua scritta contemporanea, ispirata al giapponese parlato. 

Esistono differenze lessicali tra queste due forme:

  • Il numero di parole del giapponese moderno, il kōgo, è inferiore rispetto a quelle utilizzate nel bungo. 
  • Alcune parole hanno cambiato significato nel tempo. 
  • Alcune espressioni del giapponese moderno sono state prese in prestito dal cinese. 

Il Bungo è considerato come la principale forma di lingua scritta in Giappone fino alla fine degli anni ’40. 

Oggi, il bungo è presente in numerose formulazioni del giapponese moderno ed è comunque insegnato a scuola. 

Il bungo, inventato intorno al X secolo, è una forma di comunicazione che è rimasta abbastanza stabile nel corso dei secoli. Al contrario di alcune lingue, il bungo non ha conosciuto una grande evoluzione. 

Ai giorni nostri, solo il kōgo viene utilizzato, sia come lingua di tutti i giorni, sia come lingua letteraria. Ma per quanto riguarda la grammatica e il vocabolario, il bungo è a volte utilizzato per dare un effetto di stile, o per correggere un’ambiguità grammaticale che il kōgo non permette di evitare.

Conoscete le basi della scrittura giapponese e l’arte della calligrafia giapponese?

Gli aspetti semplici del giapponese per gli italofoni

Con i corsi privati di giapponese imparerete in fretta tutte le regole grammaticali fondamentali La grammatica giapponese è meno complessa di quanto si pensi.

Contrariamente alla pronuncia del cinese, la pronuncia del giapponese non pone alcun problema agli italiani. E questo vale anche per molte altre popolazioni non giapponofone, fatto che ha permesso al giapponese di attraversare le frontiere ed essere studiato ovunque…

Anche la grammatica giapponese è semplice e abbordabile. 

Ad esempio, in italiano, il verbo si coniuga assumendo una forma diversa per ogni persona (io, tu, lui/lei, noi, voi, loro). In giapponese invece la stessa forma verbale si applica a tutte le persone. Pratico, eh? 

La stessa cosa vale per i tempi verbali: in italiano abbiamo il presente, l’imperfetto, il passato semplice, il passato anteriore, il futuro anteriore, ecc…

In giapponese esistono presente e passato. Tutto qui. Il futuro si forma parlando al presente con l’aggiunta di una parola che indica il futuro. Davvero facile!

Non esistono vere coniugazioni (come le intendiamo in italiano), ma piuttosto delle serie di declinazioni relativamente semplici, legate in particolare alle strutture temporali e ai livelli di lingua. 

Ad esempio: 

  • Mangio  – 食べる 「たべる」 taberu 
  • Mangerò – 明日 食べる「あした たべる」ashita taberu (demain je mange)

A differenza di altre lingue asiatiche, il giapponese non è una lingua tonale e la sua pronuncia è relativamente facile da imparare (quasi tutti i suoni della lingua giapponese esistono anche in italiano!).

Altro punto: non c’è separazione tra le parole. La lettura si fa da sinistra a destra, ma tradizionalmente dall’alto verso il basso e, in questo caso, le colonne si susseguono da destra a sinistra. 

Scoprite anche in cosa la cultura giapponese ha permesso alla lingua giapponese di diffondersi

La cortesia nella lingua giapponese

Non dimenticatevi di utilizzare il registro linguistico più adatto alla situazione. La cortesia è una parte integrante della cultura e della lingua giapponese.

L’educazione e il senso civico giapponese — un mistero per noi italiani! 

In Giappone esiste una lingua specifica, detta di cortesia, che è utilizzata nelle conversazioni formali con un vocabolario singolare: il keigo (敬語).

Si tratta dell’insieme delle formule di cortesia giapponesi. A differenza delle lingue occidentali nelle quali la nozione di cortesia si realizza attraverso l’impiego di un registro lessicale adeguato e di espressioni educate (il dare del Lei in italiano e del Voi in francese, ad esempio), il giapponese possiede un sistema grammaticale ben definito per esprimere la cortesia. 

La cortesia in giapponese si suddivide globalmente in tre categorie: 

  1. teineigo (丁寧語), linguaggio educato (cortesia enunciativa),
  2. sonkeigo (尊敬語), linguaggio del rispetto (cortesia referenziale),
  3. kenjōgo (謙譲語), linguaggio della modestia (cortesia referenziale).

La cortesia in giapponese si rende tramite diversi meccanismi linguistici con verbi specifici, una forma passiva, nomi educati…

Sono spesso i giapponesi tradizionalisti e conservatori ad utilizzare questa lingua specifica. I media giapponesi si preoccupano spesso dell’incapacità dei giovani a utilizzare correttamente il linguaggio onorifico.

Le nuove generazioni non imparano il keigo o lo imparano male. A volte si trovano addirittura delle formule scorrette nei manuali, che non seguono le regole della grammatica tradizionale. 

Riassumendo: il giapponese è una lingua “difficile”, ma non “complessa”, con una grammatica molto semplice, troppo semplice forse per noi che siamo abituati alla complessità dell’italiano. 

Ecco qualche piccolo consiglio per imparare il giapponese più in fretta: 

  • leggete manga in giapponese, 
  • cantate canzoni giapponesi in versione karaoke, 
  • sfogliate un giornale (o un sito web) su un soggetto che vi appassiona (ma in giapponese), 
  • trovatevi un corrispondente giapponese con chi parlare delle passioni comuni, 
  • trovate incontri italo-giapponesi, scambi linguistici, ecc… e fatevi insegnare le basi della calligrafia giapponese…

Scoprite tutto quello che c’è da sapere sulla lingua giapponese e lanciatevi nello studio!

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