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Scoprite tutti i segreti della lingua giapponese! 

Di Nicolò, pubblicato il 28/12/2018 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Con Un Corso Di Giapponese La Lingua Di Mishima Non Avrà Più Segreti

“Anche il pensiero di una formica può toccare il cielo”

Proverbio giapponese 

Questo proverbio giapponese dà molta speranza! E se il “cielo”, nel vostro caso, consistesse nell’imparare la complessa lingua giapponese…?

Ma come imparare giapponese, che secondo il pensiero comune è una lingua molto complessa, addirittura impossibile? 

Superprof ha deciso di darvi le chiavi dello studio del giapponese! 

Ma prima di immergersi nei corsi di giapponese, bisogna interessarsi al Giappone, alle sue tradizioni, la sua storia e il suo impatto sul mondo. 

Tra i manga, i videogiochi, l’economia, la letteratura e la calligrafia, vi dimostreremo che la lingua giapponese è tanto maestosa quanto le cime bianche del Monte Fuji e vi faremo venire voglia di fare un corso giapponese!

La grande storia della lingua giapponese

L'immagine della geisha è indissolubilmente legata a quella del Giappone. Le geisha fanno parte delle figure più conosciute della cultura nipponica.

120 milioni di persone! È questo il numero di individui che parlano giapponese, anche chiamato yamato. 

Questo fa del giapponese l’undicesima lingua più parlata al mondo!

La nascita della lingua di Mishima risale secondo alcune fonti al 40.000 a.C., quando l’arcipelago del Giappone era abitato da popoli che parlavano una forma arcaica della lingua. 

Come per molte altre lingue, il giapponese è stato prima di tutto trasmesso oralmente. Bisogna aspettare il IV secolo d.C. perché la scrittura giapponese si sviluppi. 

Scrittura che si ispira ai caratteri cinesi: la nascita della scrittura in Giappone è stato infatti reso possibile dai monaci buddisti cinesi. 

Bisogna aspettare il Periodo Nara (VIII secolo) perché i giapponesi trovino un nuovo modo di impiegare i caratteri cinesi: prendono in prestito il suono del carattere cinese privandolo del significato. 

È la creazione dei caratteri chiamati “manyogana”. Questi permettono di scrivere i testi rispettando l’ordine delle parole del giapponese parlato e assicura una pronuncia corretta. 

Origine del katakana e dell’hiragana

Nel Periodo Heain, gli uomini di alta estrazione sociale scrivevano due generi di testi: dei testi in cinese e dei testi in giapponese, utilizzando i caratteri cinesi. 

Un metodo per facilitare la lettura dei testi in cinese. Questi uomini cominciano allora ad aggiungere tra le linee degli appunti in manyogana. 

Di tanto in tanto, i manyogana vengono abbreviati o se ne scrive solo una parte. È l’origine del katakana, uno dei due alfabeti sillabici giapponesi. 

Il secondo alfabeto si chiama hiragana. Le parole trascritte in hiragana sono di origine giapponese. 

L’origine del sistema grafico giapponese

L’abbiamo visto in precedenza, esistono più sistemi di scrittura in giapponese. 

Ma non è la sola originalità di questa lingua straordinaria. 

I segni giapponesi sono numerosissimi e si suddividono in 4 gruppi: 

  1. Quasi 2000 kanji riconosciuti dal governo giapponese e insegnati a scuola, con i quali è possibile leggere il 99% degli articoli di giornale, 
  2. I caratteri hiragana (50 simboli), 
  3. I katakana (altri 50), una specie di alfabeto fonetico (a, i, u, e, o, ka, ki, ku…), 
  4. E i caratteri romanji, che rappresentano la lingua giapponese scritta in lettere romane. 

Ma cosa sono precisamente i kanji, gli hiragana, i katakana? 

I kanji

Etimologicamente, la parola kanji viene dal cinese classico e significa “carattere della dinastia Han”. 

Dal loro primo anno di scuola elementare, i bambini giapponesi imparano i kanji. I kanji sono generalmente utilizzati per scrivere la radice delle parole.

Ogni kanji si caratterizza da un insieme di pronunce e significati e da una forma, chiamata, in giapponese, “ossatura”. 

Lo studio dei kanji richiede molto lavoro. 

Per ogni simbolo, bisogna infatti memorizzare: 

  • La posizione dei tratti: l’ordine e la maniera di disegnare questi tratti sono importanti, 
  • Il numero di tratti, 
  • Come utilizzare e combinare questi kanji con altri kanji. 

Lo ammettiamo, non è semplice…!

L’hiragana

Hiragana, katakana, kanji, romanji... Con un corso di Giapponese imparerete a servirvi di tutti e quattro i sistemi. Esistono diversi sistemi di scrittura in Giappone, ma non temete: Superprof vi dice tutto quello che c’è da sapere a riguardo!

Hiragana significa “kana lisci”. Si tratta di un sillabario giapponese e di uno dei tre metodi di scrittura nipponici. 

L’hiragana permette di scrivere: 

  • Le parole giapponesi alle quali non corrisponde alcun kanji, 
  • Le particelle grammaticali, 
  • I furigana, ovvero le pronunce dei kanji.

Gli hiragana sono forme semplificate di caratteri cinesi. 

Concepiti in origine per essere tracciati e imparati più facilmente, in passato erano chiamati onnate (mano di donna). 

Il katakana

Katakana significa “kana frammentari” ed è uno dei due sillabari utilizzati in Giappone. 

Nel katakana i simboli corrispondono a delle sillabe (ka, ki, ku, ke, ko…). 

Sono utilizzati nel sistema di scrittura giapponese per trascrivere le parole straniere, i nomi propri stranieri, i nomi scientifici delle piante e degli animali…

Si tratta di forme semplificate di caratteri cinese, come l’hiragana. Sono stati creati per rendere la scrittura giapponese accessibile a coloro che non conoscono la scrittura cinese. 

I romanji

Il termine “romanji” designa i caratteri dell’alfabeto latino utilizzati per trascrivere il giapponese. 

Essi servono per: 

  • rimediare alle incompatibilità tecniche, quando i caratteri tradizionali non sono disponibili (indirizzi web, ecc…), 
  • scrivere un testo su una tastiera europea, 
  • trascrivere i nomi giapponesi per gli occidentali: segnali stradali, nomi di stazioni e di fermate metro, ecc…

Il primo libro giapponese scritto in romanji risale al 1591 e si tratta di un libro religioso scritto da un gesuita portoghese, Alessandro Valignano. 

La lingua giapponese nel mondo

Paese del Sol levante: una super-megalopoli e paesaggi che attirano ogni anno migliaia di turisti! E la lingua giapponese ha un ruolo importante nell’esportazione dei valori giapponesi. 

La lingua di Mishima si è insediata nella maggior parte dei paesi del mondo e con lei il desiderio di certi stranieri di venire a vivere nel paese del sushi, dei manga, della zen attitude e dell’educazione.

Il giapponese, parlato principalmente da coloro che sono nati in Giappone, lo è anche dagli abitanti della Corea del Sud e di Taiwan!

Il giapponese è anche vettore della cultura nipponica. Ecco 2 esempi dell’esportazione della lingua giapponese nel mondo. 

Leggere manga per migliorare il proprio giapponese! 

I manga rimangono uno dei prodotti di esportazione giapponese più proficui dal punto di vista economico e sociale. 

L’America del Nord, per esempio, è uno dei paesi che comprano più manga in assoluto, con un valore stimato, all’inizio del 2011, a 300 milioni di dollari. Cifre che fanno venire le vertigini. 

Grazie all’esportazione dei manga, la lingua giapponese ha viaggiato di paese in paese. 

Inventato dal caricaturista Katsushika Hokusai, il termine manga significa letteralmente “immagine derisoria”. Anche a causa della calligrafia, i Giapponesi sviluppano un rapporto molto stretto con il disegno sin dalla più tenera età. 

Quando un manga ottiene un certo successo, può essere adattato e diventare un “anime” per la televisione. I più popolari superano i 200 episodi, con una durata media di 26 minuti a episodio. 

Esistono anche manga specifici per i corsi giapponese, che utilizzano una lingua semplificata per gli studenti.

Il cinema giapponese: imparate il giapponese grazie alle versioni originali 

Attualmente il terzo cinema a livello mondiale per numero di produzioni,  anche il cinema giapponese è un mezzo per esportare la lingua giapponese.

Per imparare la lingua giapponese divertendosi, potete visionare un film fatto in Giappone in versione sottotitolata, o per i più esperti, con i sottotitoli in giapponese.

La più grande star giapponese è l’attore Matsunosuke Onoe, che appare in un gran numero di film tra il 1909 e il 1926. La prima attrice divenuta celebre è la ballerina classica Tokuko Nagai Takagi. 

Un po’ più di recente, attori come Hayao Miyazaki, Takeshi Kitano, Hiroyuki Sanada si sono fatti conoscere in occidente grazie alle serie americane. 

Grammatica, sintassi e cortesia: le specificità della lingua giapponese

Fate attenzione a non utilizzare un linguaggio informale in situazioni formali. In Giappone la cortesia è molto importante, al punto di influenzare la lingua e la grammatica.

È vero che si sente spesso dire che la lingua giapponese è inaccessibile perché troppo difficile da imparare. 

Da Superprof, non siamo così pessimisti! Sì, la lingua giapponese sembra difficile, ma come tutte le lingua, si impara. Ecco una piccola lista delle regole della lingua di Mishima: 

  • Non c’è alcun verbo per indicare uno stato come il verbo “essere” in italiano. Al suo posto, i giapponesi utilizzano uno strumento che permette di esprimere la natura di una cosa aggiungendo il carattere hiragana a un nome. 
  • In giapponese, esistono solo due tempi: il passato (o tempo dell’anteriorità) e il presente. 
  • Esiste un vocabolario preciso. Ad esempio, come si dice buongiorno in giapponese? Come in italiano, il giapponese impiega una parola di cortesia a seconda del momento della giornata: il mattino Ohayô gozaimasu, il pomeriggio Konnichiwa e la sera Konbanwa.

La lingua giapponese e la cortesia 

Grammaticalmente, la cortesia, anche chiamata keigo, è espressa in giapponese dalla forma del verbo e dall’utilizzo della forma onorifica delle parole. 

La scelta del vocabolario o anche solo del soggetto abbordato, sono elementi molto importanti. 

Attenzione, i giapponesi fanno molta attenzione alla cortesia, anche se a parlare sono i turisti.

Imparare il giapponese, significa apprendere le sue sottigliezze, per non offendere gli abitanti del paese che vi ospita!

La grammatica giapponese in video

Canali YouTube come Associazione Ohacaffé, Ti va di Giappare The Japanese Dream propongono lezioni giapponese online. 

Un buon modo di imparare la lingua del Paese del Sol levante. I corsi giapponese sono meno istituzionali e la pedagogia ludica e di facile accesso.

Grazie alle canzoni, i giochi e i brevi filmati potete: 

  • imparare le basi del giapponese, 
  • ripassare il vocabolario, 
  • Migliorare il vostro accento, 

Imparare la lingua giapponese e l’arte della calligrafia

Imparate lo shodo, l'arte della scrittura giapponese. La calligrafia giapponese è considerata come una vera e propria arte.

L’arte della calligrafia, anche chiamata shodo, è stata inventata e sviluppata in Cina. È stata in seguito esportata in Giappone intorno al 710. 

La calligrafia giapponese è l’arte della scrittura che utilizza caratteri giapponesi al fine di realizzare un’opera esteticamente bella ed emozionalmente forte. 

La calligrafia, molto praticata dalle persone anziane giapponesi, permette di rilassarsi e di ritrovare se stessi.

Attenzione! Nessun diritto all’errore. 

Durante le lezioni di giapponese, se praticate la calligrafia, dovete essere molto attenti e rigorosi. Il minimo dettaglio sbagliato e dovrete ricominciare la vostra opera da capo. 

Il campionato nazionale di shodo dei licei, vero e proprio Graal dei club di shodo di tutti i licei giapponesi, è un grande evento che attira ogni anno migliaia di spettatori. 

Il successo della lingua giapponese attraverso la sua cultura

La culture giapponese è molto presente in Italia, come per esempio alla Japan Week di Torino.

Migliaia di visitatori partecipano per scoprire o riscoprire la cultura giapponese, grazie ai manga e ai videogiochi, ma non solo. 

L'haiku permette di rilassarsi concentrandosi sui piccoli dettagli della natura. L’haiku giapponese è strettamente legato alla cultura zen.

I videogiochi per imparare il giapponese 

Il mercato di giochi giapponese nel 2014 ha fruttato 6,38 miliardi di euro. 

A seconda della stima dell’analista americana App Annie, il mercato dei videogiochi giapponese ha conosciuto circa 50% di crescita annuale nel 2015. 

Il Giappone è la culla di tre grandi aziende del mondo videoludico: 

  • Nintendo, 
  • Sony, 
  • Sega. 

Dagli anni ’80, con la nascita e la diffusione della cultura videoludica tra i giovani italiani, questi ultimi hanno potuto imparare qualche termine giapponese e familiarizzarsi con i caratteri hiragana, kanji, katakana…

L’haiku: il piccolo poema

L’haiku è una forma giapponese di poesia che permette di catturare le emozioni, i momenti che passano e meravigliano o che stupiscono. 

È una forma molto concisa: diciassette sillabe in tre versi (5-7-5). 

Ci sono concorsi di haiku (haiku taikai) basati su un tema specifico, organizzati a livello mondiale da grandi aziende giapponesi o dalle istituzioni. 

Chi vince guadagna generalmente la pubblicazione del proprio haiku e non è raro trovarci più di 10.000 partecipanti!

Su Superprof potete trovare un maestro giapponese per un corso di giapponese personalizzato ed efficace!

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