Di tutte le passioni, l’unica davvero degna di rispetto è la golosità - Guy de Maupassant

La cucina, una passione mediterranea? Secondo un sondaggio Ipsos, la metà degl italiani dichiara di saper cucinare per la vita quotidiana ed anche qualche specialità d’eccezione.

Ma tu sai realizzare qualche ricetta asiatica? Spaghetti di riso, tempura, sushi, onigiri? Ecco alcune ricette per preparare le ricette giapponesi come un vero cuoco asiatico!

I migliori piatti giapponesi: la tempura!

Tempura: vera rivelazione culinaria degli innamorati del Giappone!

Anche se non sempre lo si dice, i famosi fritti di gamberi giapponesi appartengono proprio alla tradizione nipponica di ricette giapponesi cult. Esistono in mille versioni, con mille ripieni diversi. Sebbene i tempura più noti e diffusi in Italia siano quelli ai gamberetti, essi sono molti comuni anche col ripieno di verdure, pollo, polpo, tutto ciò che si possa volere ed immaginare, insomma!

Importata dal Portogallo, questa ricetta cucina giapponese, si è imposta rapidamente in tutto l’Oriente.

Ciò che si apprezza particolarmente di quello che ormai è definito un cibo giapponese per eccellenza è la fine pastella, che completa un piatto per niente grasso (soprattutto paragonato ad altri cibi). I tempura si mangiano come piatto centrale di un menu giapponese, accostati ad una coppetta di riso giapponese e a salsine di ogni genere e sorta, sempre elaborate nell’ambito della tradizione di ricette cucina giapponese.

Il contenuto della tempura può variare, mentre la ricetta per la frittura è sempre la stessa.
Ecco come si presenta una tempura di gamberi!

Per svolgere al meglio la ricetta dei tempura ti procurerai:

  • la farina,
  • la fecola di patata,
  • il lievito istantaneao,
  • il sale,
  • l’uovo
  • l’acqua.

Il procedimento è assai semplice. Unisci tutti gli ingredienti (lascia da parte solo il giallo d’uovo, inizialmente), all’interno di una insalatiera e mischia tutto con un frustino, per ottenere una pastella ben omogeneizzata. Il trucchetto, a tal fine, potrebbe essere quello di setacciare preventivamente la tua farina, con un setaccio, per l’appunto. In tal modo, oltretutto, la tua pasta sarà davvero più fine.

Completa il lavoro salando il miscuglio.

Adesso che la tua pasta è pronta, se ne hai il tempo, mettila in frigo per farle perdere il calore eventualmente dovuto alla lavorazione tramite frustino elettrico.

La pastella fredda cuoce più rapidamente, al momento di entrare a contatto con l’olio bollente, proprio per effetto dello choc termico.

In attesa di poter friggere, predisponi la tua padella con l’olio per frittura e tieni conto che quest’ultimo dovrà raggiungere la temperatura di 180 gradi.

Dopo circa un’oretta, tira fuori la pastella. Bagna i tuoi gamberetti, uno alla volta nell’impasto e friggili al volo. Il tempura risalirà subito a galla e sarà pronto. Tranne nel caso in cui l’olio sia ancora troppo freddo: in tal caso il tuo tempura potrebbe “affondare”.

Mano a mano che friggi e tiri fuori i tempura dalla padella potrai disporli su un vassoio rivestito di carta assorbente specifica per fritture. Per creare un piatto davvero eteroclito ed interessante, potrai variare a piacere i contenuti dei tuoi tempura.

Il cibo giapponese : come cucinare il natto?

Il natto giapponese è un’altra specialità ben nota agli amanti del Giappone, così come a tutti i vegetariani golosi. Tra le diverse ricette cucina giapponesi, si tratta di quella più ricca di proteine, essendo a base di fagioli di soia.

Di fatto, il natto consiste in grani fermentati di soia. Essi vengono mescolati con salse varie e sono consumati, dai giapponesi, in qualsiasi momento della giornata. Si tratta di una di quelle ricette giapponesi che vanno bene tanto per partire con una colazione proteica, quanto per “fare pranzo”, merenda, aperitivo o cena.

Il suo sapore particolare saprà attirare anche i palati più difficili.
Anche se non molto bello da vedere, il natto è un piatto saporito!

Eppure, a primo impatto, diciamo che il natto potrebbe anche non essere così invitante, se non si è ancora abituati ai sentori classici di un ristorante giapponese in piena regola.

Il fatto che i fagioli di soia siano fermentati conferisce al piatto un odore del tutto sui generis. L’aspetto estetico del piatto è anch’esso piuttosto particolare, diverso da ciò a cui siamo abituati, con la cucina mediterranea.

Una volta superati questi ostacoli olfattivi, questo pregiudizio estetico, questo cibo giapponese passe-partout potrebbe entrare a far parte dei nostri menu giapponesi da realizzare a casa.

Per la preparazione, basta acquistare la soia in fagiolini, possibilmente in un buon negozio bio. Altrimenti si può ricorrere all’acquisto presso negozietti alimentari, dove ogni sorta di cibo giapponese è presente. Questi commerci sono molto frequentati dagli orientali espatriati nelle grandi città europee. Infine, per coloro che abitano la provincia, la campagna e non possono recarsi in questi negozietti di alimentari, esiste la possibilità di fare acquisti online.

Se i fagiolini di soia che acquisti non sono ancora fermentati, li lascerai a bagno una notte intera. Basterà metterli in acqua pura, per cuocerli immediatamente l’indomani mattina. Per sapere a che punto della cottura si trovino i fagiolini fermentati, poi, ti basterà effettuare il test della forchetta: riesci a schiacciarli, riducendoli in purea? Allora sono pronti.

Una volta ultimata la cottura, dovrai solamente disporre il natto in accompagnamento ad una porzione di riso e tante salsine di tua scelta: salsa di soia, mostarda giapponese, altre salsine della tradizione mediterranea, perché non provare? Ogni materia è passibile di arricchimento, dopotutto, anche quando si tratta di lezioni di cucina!

Ovviamente, non esiste solo il riso giapponese, con cui accompagnare il tuo natto. Sesamo, salmone crudo o cotto, salsa wasabi, spiedini di pollo della cucina giapponese, gamberetti, gohan sushi, chirashi!

E vi sono moltissime persone che associano il natto… addirittura con del gelato!

Datti al washoku - l’arte della cucina giapponese per esegeti – valorizzando al meglio il tuo natto. Se ti è venuta voglia di seguire un corso di cucina giapponese e vivi in città, di certo potresti cercare uno stage, un atelier di chef nipponici. Altrimenti, puoi anche ricorrere a lezioni private di cucina giapponese: online o a casa tua.

Se, poi, vuoi farla “sporca” e andare ad imparare a cucinare giapponese a Tokyo o altrove in Giappone, ti consigliamo invece di imparare il giapponese -  almeno le sue basi – un po’ prima di effettuare la trasferta! La lingua giapponese fa ugualmente parte delle discipline insegnate privatamente da professori a domicilio.

A lezione di Giapponese, fra l’altro, potresti scoprire l’essenza e la storia della cucina orientale.

Il pesce crudo giapponese: il sashimi e come prepararlo

Il sashimi appartiene ai fondamentali del Giappone!

In tranci più o meno spessi, si tratta di pesce che è messo al centro dell’arte culinaria giapponese. Non va confuso col sushi. Quest’ultimo è una ricetta giapponese a base di aceto di riso. I sashimi, invece, si fanno esclusivamente col pesce crudo giapponese.

Amati per il gusto, per l’aspetto estetico, i sashimi sono inoltre facilissimi da preparare. Cosa serve? Solo del pesce freschissimo ed un ottimo coltello per sfilettare.

Quando hai il tuo pesce davanti, serviti anche di una pinzettina per estrarre le eventuali piccole lische residue.

Tutto dipende da cosa trovi di estremamente fresco la mattina dal tuo pescivendolo.
Non solo salmone, ma anche tonno oppure orata, per il sashimi!

Con il coltello, invece, otterrai delle fettine, dai 5 mm a 1 centimetro di spessore. Lo scopo deve essere ottenere una fetta con un taglio netto. Infatti, manipolare troppo a lungo il pese fresco con le mani, potrebbe alterarlo, data la temperatura corporea. Una volta disposte le fettine su un piatto, metti tutto in frigo, in attesa di servire tutto ben freddo.

La chiave, per il sashimi, è chiaramente la scelta del pesce.

Fare dei sashimi presuppone pesce appena pescato. Preferirai il pescivendolo, al supermercato. Analizzerai l’aspetto degli occhi del pesce.

Correrai subito a casa ad effettuare la preparazione.

Un buon sashimi potrà essere fatto con:

  • Salmone,
  • Orata,
  • Tonno,
  • Sgombro,
  • Ippoglosso,
  • Eglefino.

Se decidi di partire per recarti in Giappone, sii coraggioso e testa il sashimi fatto di pesce-palla. Solo da uno chef giapponese autorizzato potrai farti preparare questo pericoloso pesce, dal potenziale ipertossico.

Spesso, i sashimi vengono serviti in accompagnamento al wasabi, allo zenzero, alla salsa etc. Puoi anche aggiungervi verdure crude come il cetriolo, un frutto come l’avocado, etc. E se disponessi su un bel vassoio un assortimento di maki, sushi e sashimi?

Cerca un corso di giapponese, per padroneggiare al meglio la terminologia culinaria.

Tra i piatti tipici giapponesi: gli onigiri

L’onigiri giapponese è il corrispettivo del panino imbottito. Amato da tutti, per ogni gusto, pratico, sazia notevolmente, funziona da pasto o da merendina di metà giornata. L’onigiri è una palla di riso farcita con ingredienti di ogni sorta. Può essere al salmone, al tonno, alla maionese, all’umeboshi…. E si mangia davvero con ogni sorta di salsina ed intingolo.

Di solito, i supermercati giapponesi ne vendono di preconfezionati. Ma quelli fatti in casa, seguendo le ricette giapponesi più diffuse, sono chiaramente da preferire.

Si cucina il riso, lo si farcisce con del pesce crudo e lo si involta con una foglia d'alga, nori.
Gli onigiri sono il corrispettivo dei nostri panini, per i giapponesi!

Per farti il tuo onigiri, inizia con far cuocere il tuo riso giapponese in acqua. Una volta ultimata la cottura, disponilo in recipiente e coprilo, in modo che si compatti per benino.

In attesa che questa magia si produca, preparati di lato gli altri ingredienti. Hai del pesce da grigliare? Sminuzzalo per incorporarlo al riso.

Torniamo adesso al nostro riso. Prendine un pugno e piazza all’interno gli ingredienti prescelti. Richiudi il tutto e sigilla con una foglia di nori: in tal modo, l’onigiri potrà essere manipolato, per l’ingestione, senza restare attaccato alle dita di chi lo mangia.

La ricetta dell’onigiri è quindi semplice e ti richiederà del tempo. Potrai servirtene anche in accompagnamento a zuppa giapponese, sushi, maki ed altro cibo giapponese tradizionale. Salsa di soia a volontà, zenzero e il gioco è fatto.

Non dimenticare di arricchire il tuo piatto giapponese aggiungendo gamberetti, fagioli, sesamo come guarnitura.

Anche la forma dell’onigiri potrà influire sulla riuscita del tuo piatto da offrire. Puoi realizzarli a forma di triangolo o pallina, tramite stampi di forme varie. Divertiti pure con la creatività!

Sei pronto a recarti in Giappone tramite la fantasia dei tuoi piatti giapponesi?

Bisogno di un insegnante di Giapponese?

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.