Tutti noi conosciamo un insegnante privato che, ormai da qualche tempo, impartisce lezioni online o a domicilio. In questo modo riesce ad avere un guadagno extra niente male! Nella maggior parte dei casi si tratta di docenti della scuola pubblica che arrotondano, studenti che si vogliono pagare le spese o le tasse universitarie e professionisti che condividono le proprie conoscenze.

Stai pensando anche tu di offrire ripetizioni o lezioni private?

Potresti insegnare qualunque materia, inglese, italiano o anche disegno, o diventare insegnante di yoga (i corsi privati interessano sempre più l'ambito sportivo). Tramite l'insegnamento privato puoi aiutare bambini, ragazzi e adulti offrendo loro il servizio di cui hanno bisogno:

  • aiuto compiti
  • ripetizioni scolastiche
  • preparazione alle certificazioni linguistiche
  • preparazione ai test di orientamento universitari
  • preparazione agli esami (di maturità, universitari, di lingua...)
  • allenamento fitness online

Insomma, ce n'è di materiale su cui lavorare per farti qualche centinaio di euro in più ogni mese, ma sotto quale status giuridico potresti farlo e, soprattutto, come dichiarare questi redditi?

Dare lezioni private è un'attività economica e come tale andrebbe dichiarata al fisco!

Migliaia di persone lavorano nel settore dei corsi a domicilio in tutta legalità, come i 330.000 insegnanti che sono su Superprof. Uno studio in materia realizzato dalla Fondazione Einaudi afferma, però, che solo il 10% delle lezioni viene dichiarato al fisco. In Italia, infatti, il solo mercato delle ripetizioni scolastiche vale quasi 1 miliardo di euro l'anno!

Se hai voglia di far parte degli insegnanti di Superprof non basta informarti sulle tariffe dei corsi privati!

In quest'articolo vedremo insieme come dichiarare le tue entrate di insegnante online e a domicilio in base alle leggi vigenti in Italia e, soprattutto, la forma giuridica più conveniente!

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Quanto si guadagna con le lezioni private?

Come insegnante di Superprof dichiari i compensi percepiti in base al tuo regime fiscale.
Per essere in regola come insegnante privato devi dichiarare le tasse!

Sei uno studente del liceo, un docente in attività o in pensione e vuoi guadagnare un po' di più dando lezioni a domicilio ma non sai come regolarti con la tariffa per la tua materia di insegnamento?

Considera che la domanda di lezioni private non smette di aumentare, in particolare in questi settori:

  • scientifico: lezioni di matematica, fisica e chimica, biologia, ingegneria
  • linguistico: ripetizioni di inglese (insegnante di sostegno in inglese), corsi di italiano come lingua straniera, corsi di spagnolo, lezioni di tedesco, cinese...
  • musicale: corso di piano, canto, violino, chitarra...
  • altri ambiti: corsi di informatica, corsi di economia, ripetizioni di filosofia...

Prima ancora di capire tutto sul costo delle lezioni e il relativo guadagno, dovresti fare chiarezza sui motivi che ti spingono a lavorare in questo settore:

  • hai già un lavoro e desideri arrotondare lo stipendio
  • sei uno studente e cerchi un lavoro universitario
  • intendi scoprire un nuovo mestiere da fare a tempo pieno
  • vuoi diventare un docente e hai bisogno di acquisire esperienza nell'insegnamento
  • ami condividere le conoscenze e cerchi solo qualche ora extra

Non dimentichiamo che il mestiere dell'insegnante richiede svariate competenze. Bisogna essere capaci di trasmettere la conoscenza, essere seri e adottare la metodologia giusta che porti i tuoi allievi a migliorare. 

Indipendentemente dalle ore che dedichi all'insegnamento privato il tuo compito è sempre lo stesso: preparare i tuoi studenti a raggiungere buoni risultati scolastici ed extra-scolastici!

Il numero di ore che lavori, però, incide sul tuo guadagno finale.

Come stabilire il prezzo delle lezioni? Devi tenere in considerazione diversi fattori: la materia insegnata, la tua esperienza, il luogo di residenza ecc.

Per avere un'idea di quanto guadagnerai, puoi dare un'occhiata alle tariffe orarie applicate su Superprof:

  • Lezioni di matematica: 16 euro
  • Aiuto compiti: 15 euro
  • Corsi di inglese: 16 euro
  • Corsi di italiano: 17 euro
  • Corsi di chitarra: 20 euro

Le medie includono i prezzi praticati dagli studenti che danno lezioni private a tariffe ridotte, intorno a 10-15 euro l'ora, e quelli dei professionisti e docenti di scuola, che sono intorno ai 25-30 euro l'ora.

Per poter lavorare in regola come insegnante, dovresti adottare il contratto e il regime fiscale previsto dalla legge in base al tuo status di lavoratore dipendente, autonomo o imprenditore:

  1. Se sei un insegnante che lavora per un organismo che offre ripetizioni dovresti avere un contratto con questo organismo e dichiarare le tasse come tutti i lavoratori dipendenti;
  2. Se sei un lavoratore autonomo che dà corsi a domicilio, devi includere le lezioni private nella dichiarazione dei redditi annuale come prestazione occasionale o aprire la partita IVA.
  3. Se sei un imprenditore che lavora come ditta privata o Srl semplificata per esempio, allora seguirai la nuova tassazione definita IRI, per il reddito d'impresa.

Il guadagno di un insegnante privato dipende quindi, dal proprio fatturato e dal modo in cui viene svolto il lavoro (dipendente, autonomo o impresa).

Diventare insegnanti: lavoratore autonomo occasionale

Il calcolo ai fini Irpef dei tuoi compensi deve includere anche quelli da prestazioni occasionali.
Offri lezioni private in maniera stabile o occasionale?

Ci sono diverse forme giuridiche sotto le quali cominciare la propria attività nell'ambito dei corsi a domicilio. Di seguito trovi le diverse opzioni per poter operare legalmente.

Se hai già un lavoro come dipendente, e nel tempo libero offri lezioni private di informatica, per esempio, in maniera sporadica e assolutamente occasionale, devi comunque dichiarare questa seconda attività al fisco.

Puoi dare lezioni private come lavoratore autonomo occasionale, senza dover aprire la partita IVA. Basta che al momento della dichiarazione dei redditi tu inserisca nel quadro RL o quadro D del modello 730, i proventi di questa attività occasionale.

Cerchiamo di chiarire alcuni punti sul lavoro occasionale.

Ripetizioni: in quali casi è lavoro occasionale?

Quando un'attività non è continuativa, ripetitiva, si parla di lavoro occasionale. Se ogni giorno lavori per una società che ti dice a chi dare lezione, a che ora, e con quali strumenti, molto probabilmente stai svolgendo un lavoro da dipendente e non lo sai.

Allo stesso modo, se dai lezioni a uno studente per 2-3 ore a settimana per 1 anno, non è proprio un'attività occasionale.

Gestione separata INPS: qual è il tetto?

Se non superi il tetto dei 5.000 euro lordi l'anno, non hai l'obbligo di iscriverti alla gestione separata dell'INPS e pagare i contributi per la pensione.

Il costo medio delle lezioni incide sui compensi da prestazione occasionale. Più è alta la tua tariffa, più lezioni hai, più è alto il tuo guadagno!

Se i tuoi compensi superano il tetto dei 5.000 euro l'anno, devi iscriverti alla sezione apposita dell'INPS e versare i contributi richiesti dalla previdenza sociale: il 25,72% dell'imponibile se sei solo autonomo, il 24% se hai un altro lavoro come dipendente.

Per informazioni dettagliate su quanto devi versare come docente o insegnante privato, chiedi più informazioni al tuo commercialista!

Quando applicare la ritenuta d'acconto?

Nelle prestazioni occasionali devi fare una ricevuta alla persona fisica o giuridica a cui presti il servizio di insegnamento privato.

Ricordati che la ritenuta d'acconto va fatta  solo ai sostituti d'imposta, non ai privati.

Se fai una ricevuta a una società devi togliere il 20% dal valore totale. La società funge da sostituto d'imposta, che vuol dire che prende le tue tasse (il 20%) e le versa direttamente allo stato al posto tuo. Un privato, non lo può fare. Quindi quando fatturi al tuo studente non scorporare il 20%!

Tra i vantaggi del lavoro autonomo ci sono le poche richieste burocratiche. C'è solo una marca da bollo da 2 euro per ricevute che superano il valore di 77,47 euro.

Lo svantaggio è che se hai molto lavoro, non puoi usare questa formula perché è riservata alle prestazioni occasionali che non superano i 5.000 euro.

Aprire la partita IVA per dare lezioni private

Quando la tua attività di insegnante a domicilio viene fatta in maniera sistematica, significa che offri questo servizio come un professionista (scopri ad esempio come diventare personal trainer). Per questo ti devi aprire la partita IVA.

Nel 2017 i lavoratori autonomi e le partite IVA dichiarano i redditi con un nuovo modello!
Puoi dichiarare le tue lezioni private con il modello redditi!

Per farlo devi:

  • scegliere il modello adatto sul sito dell'Agenzia delle Entrate
  • selezionare il codice ATECO che indica il settore in cui operi (formazione, insegnamento...)
  • iscriverti alla gestione separata per versare i contributi previdenziali all'INPS (pensione, malattia, maternità... ora anche i professionisti ne avranno diritto!)
  • scegliere il regime fiscale (ordinari o forfettario)

Il regime più conveniente per chi è agli inizi è quello forfettario. Se i tuoi compensi non superano 65.000 euro l'anno, puoi pagare solo il 5% di tasse, se sei una nuova partita IVA, oppure il 15%, dopo il quinto anno di attività.

Visto il grande numero di partite IVA che sono nate negli ultimi anni, soprattutto per rispondere alla crisi, le diverse riforme del lavoro hanno cercato di dare maggiori tutele ai tanti giovani e donne che lavorano come autonomi.

Tra le novità più interessanti:

  • la possibilità di partecipare a bandi pubblici per la prestazione di servizi (per esempio un corso aziendale di inglese al Ministero dell'Economia!)
  • il diritto all'assegno di maternità (anche se si sceglie di continuare a lavorare durante la gestazione) e al congedo parentale per i primi tre anni di vita del bambino.

In assoluto l'aspetto più interessante della partita IVA è per gli insegnanti della scuola pubblica:

Se sei un docente che dà lezioni in materie scolastiche o universitarie sei esonerato dall'IVA! Lo dice l'art. 10 del DPR n°633/72 che include tra gli esenti IVA, le scuole o gli istituti riconosciuti e le Onlus.

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Aprire una società per dare ripetizioni e corsi privati

Quando il passaparola e l'esperienza fanno aumentare il numero di studenti, tanto da non poter più rispondere a tutte le richieste di corsi privati, puoi pensare di diventare un imprenditore oppure diventare life coach, assumere altre persone e smistare così il lavoro.

In questo caso puoi creare:

  • una ditta individuale
  • una società (Sas, Srl...)

A differenza di un libero professionista, l'imprenditore non solo trova lavoro per se stesso, ma anche per altre persone che possono collaborare alla sua attività come dipendenti, autonomi, liberi professionisti.

Il vantaggio dell'impresa è che ti dà la possibilità di far crescere il tuo business permettendoti di prendere persone che collaborano con te.

Gli svantaggi sono senz'altro gli adempimenti che includono regole precise per la tenuta del bilancio e tassazioni più complesse (e alte) che sono distinte per te, come persona, e per la tua impresa.

L'Agenzia delle Entrate e un consulente fiscale specializzato sono gli unici che possono darti informazioni aggiornate su Irpef, flat tax, bilancio ecc.

La flat tax per i docenti che danno ripetizioni

I docenti di ruolo della scuola pubblica che vogliono dare ripetizioni extra-scolastiche, hanno la possibilità di lavorare senza ritenuta d'acconto o partita IVA. E' sufficiente che al momento della dichiarazione dei redditi inseriscano nel quadro altri redditi del modello 730, i compensi percepiti per le lezioni private.

Questi compensi vengono conteggiati separatamente rispetto allo stipendio mensile da docente e sono soggetti a una tassazione fissa del 15%, la cosiddetta flat tax.

Questo vale anche per te, nel caso tu sia un docente con contratto a tempo indeterminato. Ricordati di comunicare al tuo preside l'attività di sostegno a domicilio che svolgi e ricordati anche che gli studenti che segui non devono far parte del tuo istituto scolastico!

Se non dichiari al fisco le entrate dal lavoro di insegnante privato, rischi di pagare una multa salata.
Bisogna dichiarare i propri redditi, altrimenti rischi delle sanzioni!

Lezioni private: quali sanzioni se non si rispetta la legge?

Ogni anno l'istituto di ricerca Eurispes, rilascia un rapporto sull'economia sommersa in Italia delineando un paese in cui il lavoro nero è di circa 540 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti circa 200 miliardi di proventi di attività criminali. Si arriva a un totale del sommerso di circa 750 miliardi di euro, ossia la metà del PIL ufficiale che negli ultimi anni rimane fermo a circa 1.600 miliardi di euro.

Secondo lo stesso rapporto, le categorie dove il lavoro in nero incide di più sono i baby sitter (80%), gli insegnanti privati (78.7%) e i collaboratori domestici (72.5%). Per queste categorie c'è sempre la possibilità di usare voucher o bonus famiglia per pagare legalmente il lavoro occasionale.

Si sa che l'Italia è anche uno dei paesi dove la tassazione è percepita come molto alta dai contribuenti. Agli occhi della legge questo non giustifica il lavoro in nero che può essere punito anche con la prigione.

I datori di lavoro che non mettono in regola i propri dipendenti possono pagare multe fino a 36.000€!

Invece, per i liberi professionisti che si dimenticano di dichiarare una parte delle proprie entrate al fisco, la multa va dal 100% al 200% del valore dell'imponibile non dichiarato.

Tieni conto che chi lavora in nero non ha nessuna protezione in caso d'incidente. Per gli autonomi il rischio maggiore è quello di non essere pagati dai propri clienti.

A proposito, scopri come determinare il prezzo delle tue lezioni private!

Qual è il modo più vantaggioso per dare lezioni private?

Se sei all'inizio della tua attività è senz'altro conveniente lavorare come autonomo, dichiarando i redditi nell'apposita sezione ogni anno.

I corsi a domicilio possono essere dichiarati come lavoratore autonomo o libero professionista sotto il regime forfettario.
Qual è il regime fiscale più conveniente per gli insegnanti privati?

Quando l'attività di insegnante a domicilio non ha più un carattere occasionale, ma diventa la tua attività principale e stabile, allora devi aprire la partita IVA e usare il nuovo modello redditi per le persone fisiche.

Il regime fiscale forfettario ti permette di pagare tasse molto basse, anche se comunque devi pagare l'INPS.

Quando la tua attività assume una dimensione più grande, allora, fatti coraggio e metti su una squadra per rispondere alle richieste dei tuoi studenti, creando la tua impresa! Puoi iniziare con le ripetizioni online e a domicilio, anche senza affittare una sede!

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue