Dare ripetizioni private è un’attività molto diffusa: studenti universitari, insegnanti e professionisti spesso offrono lezioni individuali per integrare il proprio reddito. Tuttavia, anche quando si tratta di poche ore alla settimana, è importante capire come svolgere questa attività in modo regolare, rispettando le norme fiscali e dichiarando correttamente i compensi.
Le domande che si pongono più spesso sono due:
- posso dare ripetizioni senza aprire la Partita IVA?
- quanto si paga tra tasse e contributi?
La risposta dipende da diversi fattori, come la frequenza delle lezioni, l’ammontare dei compensi e il tipo di attività svolta.
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Dare ripetizioni in regola: cosa significa davvero?
Dare ripetizioni “in regola” significa svolgere l’attività rispettando le norme fiscali e dichiarando correttamente i compensi percepiti.

Anche quando si tratta di lezioni private tra studenti e famiglie, i guadagni derivanti dalle ripetizioni sono infatti considerati reddito e devono essere gestiti secondo le modalità previste dalla legge.
La forma corretta dipende soprattutto da quanto spesso svolgi l’attività, dal livello di organizzazione e dall’entità dei compensi. In altre parole, ciò che conta non è solo il fatto di fare qualche lezione, ma se l’attività è occasionale oppure abituale.
- Attività occasionale: secondo la normativa fiscale italiana, si tratta di un’attività svolta in modo sporadico e non continuativo, senza organizzazione stabile di mezzi o struttura professionale. I compensi derivanti rientrano generalmente nei redditi diversi (art. 67 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)) e non richiedono l’apertura della partita IVA, purché l’attività non presenti caratteristiche di abitualità o professionalità.
- Attività abituale: è un’attività svolta con continuità, sistematicità e organizzazione, anche se non esclusiva o a tempo pieno. In questo caso l’attività è considerata professionale o imprenditoriale, con obbligo di apertura della partita IVA, fatturazione e adempimenti fiscali e contributivi previsti dalla normativa italiana.
Questi fattori sono fondamentali anche per stabilire il costo delle lezioni.
Ripetizioni online e a domicilio: cambia qualcosa?
Dal punto di vista fiscale, non esiste una grande differenza tra dare ripetizioni online (ad esempio tramite piattaforme di videoconferenza) oppure a domicilio o in presenza.
Ciò che conta davvero è come viene svolta l’attività, in particolare:
- continuità o saltuarietà delle lezioni
- modalità di pagamento tracciabile (bonifico, app, ecc.)
- necessità di rilasciare una ricevuta o di utilizzare un contratto specifico

In altre parole, una lezione online e una lezione a casa dello studente sono trattate allo stesso modo dal punto di vista fiscale: la differenza la fa la frequenza e la struttura dell’attività.
Le informazioni che ti offriremo qui di seguito sono orientative: per casi specifici è consigliabile consultare un commercialista o le fonti ufficiali INPS e Agenzia delle Entrate.
Le 4 strade principali per essere in regola
Chi dà ripetizioni può trovarsi in diverse situazioni fiscali. In generale, esistono quattro modalità principali per svolgere questa attività in modo regolare:
| Modalità | Requisiti principali | Chi paga contributi/tasse | Pro | Contro |
|---|---|---|---|---|
| Prestazione autonoma occasionale | Attività saltuaria, non organizzata e non continuativa | Il prestatore dichiara il reddito; eventuali contributi dipendono dalle soglie | Semplice da gestire, niente Partita IVA | Non adatta ad attività continuativa |
| PrestO (Contratto di prestazione occasionale) | Prestazione occasionale tramite piattaforma INPS, di solito con enti o organizzazioni | Gestione tramite piattaforma INPS con contributi già inclusi nel pagamento | Sistema ufficiale con contributi gestiti automaticamente | Utilizzo limitato e vincolato alla piattaforma INPS |
| Libretto Famiglia | Prestazione occasionale pagata da una famiglia per attività domestiche o educative | La famiglia paga tramite voucher; contributi gestiti automaticamente dall’INPS | Molto semplice per famiglie e tutor, pagamento tracciato | Usabile solo da famiglie e per prestazioni specifiche |
| Partita IVA (attività abituale) | Attività abituale e continuativa con organizzazione stabile | Il professionista paga imposte e contributi secondo il regime fiscale scelto | Consente attività stabile, possibilità di crescita professionale | Maggiore burocrazia e gestione fiscale |
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Prestazioni autonome occasionali: quando puoi lavorare senza Partita IVA
Molte persone iniziano a dare ripetizioni in modo informale, magari per aiutare uno studente per qualche settimana o per integrare il proprio reddito. In questi casi può essere possibile lavorare senza aprire la Partita IVA, utilizzando la prestazione autonoma occasionale, purché l’attività rispetti alcune condizioni precise.

La prestazione occasionale è infatti pensata per attività saltuarie e non organizzate in modo stabile, che non costituiscono una vera e propria attività professionale.
Ripetizioni: in quali casi è davvero “occasionale”?
Le ripetizioni possono essere considerate prestazioni occasionali quando l’attività non è svolta in modo abituale o organizzato.
In generale, si parla di attività occasionale quando:
- le lezioni sono saltuarie e non programmate in modo continuativo
- non esiste un calendario fisso e stabile di lezioni durante tutto l’anno
- l’attività non è promossa o organizzata come lavoro principale
Ad esempio, uno studente universitario che aiuta sporadicamente altri studenti o un insegnante che tiene poche lezioni private durante l’anno possono rientrare in questa categoria.
Dal punto di vista pratico, chi riceve il compenso dovrebbe rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale che includa alcuni dati essenziali, come:

- nome e dati del prestatore
- nome del committente
- descrizione della prestazione
- importo del compenso
Se l’importo della ricevuta per prestazione occasionale supera 77,47 €, è obbligatorio applicare sulla ricevuta una marca da bollo da 2 €. L’imposta di bollo si applica alle ricevute non soggette a IVA e deve essere apposta sull’originale del documento al momento dell’emissione.
Contributi INPS e soglie: cosa controllare
È importante distinguere tra tasse e contributi previdenziali, perché si tratta di due aspetti diversi.
- Le imposte3 riguardano la dichiarazione dei redditi e vengono calcolate sul reddito complessivo della persona.
- I contributi previdenziali, invece, possono entrare in gioco in base alla tipologia di attività e ad alcune soglie previste dalla normativa.
Chi svolge prestazioni occasionali dovrebbe quindi verificare con attenzione quando possono essere richiesti eventuali contributi previdenziali.
Le soglie fiscali e previdenziali possono cambiare nel tempo. Prima di iniziare o di dichiarare i compensi è sempre consigliabile verificare le informazioni aggiornate sulle fonti ufficiali, come i siti dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate.
PrestO e Libretto Famiglia: alternative “contrattuali” già pronte
Oltre alla prestazione autonoma occasionale, esistono anche strumenti già strutturati che permettono di pagare attività saltuarie in modo regolare. Tra questi ci sono PrestO e Libretto Famiglia, due sistemi gestiti tramite la piattaforma dell’INPS pensati proprio per semplificare la gestione delle prestazioni occasionali.
Queste modalità sono particolarmente utili quando si vuole formalizzare il rapporto senza aprire una Partita IVA e senza dover gestire autonomamente alcuni aspetti contributivi.
PrestO: cos’è e quando conviene
Il Contratto di Prestazione Occasionale (PrestO) è uno strumento messo a disposizione dall’INPS per regolare prestazioni di lavoro occasionali attraverso una piattaforma dedicata.
Viene utilizzato soprattutto quando un soggetto organizzato – come una scuola privata, un ente o un’azienda – ingaggia una persona per svolgere una prestazione saltuaria.
PrestO può essere conveniente quando:
- vieni ingaggiato formalmente da un’organizzazione o da un ente
- si vuole utilizzare un sistema già strutturato per gestire il pagamento
- è utile avere contributi e adempimenti gestiti direttamente dalla piattaforma INPS
Per informazioni operative e aggiornate è sempre consigliabile consultare direttamente il portale ufficiale dell’INPS, dove sono spiegate le modalità di utilizzo dello strumento.
Libretto Famiglia: quando è l’opzione giusta
Il Libretto Famiglia è un altro sistema semplificato introdotto per regolare prestazioni occasionali svolte in ambito domestico o familiare.
Può essere utilizzato, ad esempio, quando una famiglia paga una persona per attività come:
- ripetizioni scolastiche a minori
- supporto allo studio
- altre prestazioni occasionali in ambito familiare

Il sistema funziona come un meccanismo di pagamento e dichiarazione semplificato: la famiglia acquista i voucher tramite la piattaforma INPS e registra la prestazione, mentre la gestione di contributi e adempimenti viene effettuata automaticamente dal sistema.
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Partita IVA ripetizioni: quando diventa necessaria (e cosa comporta)
Quando le ripetizioni diventano un’attività stabile nel tempo, la prestazione occasionale non è più la soluzione adatta. In questi casi è generalmente necessario aprire una Partita IVA, cioè una posizione fiscale che permette di svolgere attività professionale in modo continuativo.
Aprire la Partita IVA significa gestire l’attività come lavoro autonomo, con obblighi fiscali e previdenziali specifici.
Il punto chiave: abitualità e organizzazione
Il criterio principale che distingue la prestazione occasionale dall’attività professionale è l’abitualità.
La Partita IVA diventa la scelta corretta quando:
- le lezioni sono continuative durante l’anno
- ricevi entrate ricorrenti dalle ripetizioni
- promuovi l’attività in modo stabile (ad esempio con annunci o sito web)
- offri pacchetti di lezioni o corsi strutturati
In queste situazioni l’attività assume le caratteristiche di un vero e proprio lavoro autonomo.
Codice ATECO insegnante privato: quale si usa di solito
Quando si apre una Partita IVA è necessario indicare anche un codice ATECO, cioè il codice che identifica l’attività economica svolta.
Nel caso delle ripetizioni private, si utilizzano di solito codici legati ai servizi di istruzione e formazione, che permettono di inquadrare fiscalmente l’attività di insegnamento privato.
È importante ricordare che la scelta del codice ATECO può variare in base al tipo di insegnamento (materie scolastiche, corsi professionali, formazione online, ecc.
Per questo motivo è sempre consigliabile verificare il codice corretto con un commercialista o con un consulente fiscale.
Regime forfettario: spiegazione semplice pro e contro
Chi apre una Partita IVA per dare ripetizioni può valutare il regime forfettario, una modalità fiscale semplificata spesso utilizzata dai professionisti con redditi non elevati.
Tra i possibili vantaggi ci sono:
- gestione contabile semplificata
- tassazione agevolata in alcuni casi
- minori adempimenti rispetto ai regimi fiscali ordinari
Allo stesso tempo, il regime forfettario non è sempre la scelta migliore per tutti: la convenienza dipende dal livello di reddito, dai costi dell’attività, dalle tariffe medie delle lezioni e dalla situazione personale del contribuente.
Per questo motivo è sempre utile valutare la propria situazione con un professionista, prima di aprire la Partita IVA o scegliere il regime fiscale più adatto.
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Quanto si guadagna davvero con le lezioni private: tasse, contributi, costi
Quando si parla di ripetizioni private, una delle domande più frequenti riguarda il guadagno reale e i costi delle lezioni.

Il compenso per una lezione può sembrare chiaro, ma il guadagno effettivo dipende da diversi fattori: tipo di attività, regime fiscale e presenza di eventuali contributi previdenziali.
Per questo motivo è importante distinguere sempre tra importo lordo (quanto si riceve per la lezione) e importo netto (quanto resta effettivamente dopo imposte e contributi).
Lordo vs netto con esempi rapidi
Il guadagno finale cambia molto in base all’inquadramento dell’attività. Alcuni esempi possono aiutare a capire meglio:
- Tutor occasionale. Chi svolge poche lezioni saltuarie può utilizzare la prestazione autonoma occasionale. Ad esempio, uno studente che tiene 8 lezioni in un mese da 20 € ciascuna guadagna 160 € lordi. Se il pagamento avviene da parte di un privato, spesso l’importo ricevuto coincide con il lordo (non viene applicata ritenuta d’acconto). Tuttavia il compenso deve comunque essere dichiarato nella dichiarazione dei redditi tra i redditi diversi. Inoltre, se una singola ricevuta supera 77,47 €, è necessario applicare una marca da bollo da 2 €.
- Tutor ricorrente senza Partita IVA. Quando le lezioni diventano più frequenti, è necessario verificare se l’attività può ancora essere considerata occasionale. Ad esempio, chi tiene 3 lezioni a settimana da 25 € guadagna circa 300 € al mese, cioè 3.600 € l’anno. Anche se questa cifra è inferiore alla soglia dei 5.000 € annui, oltre la quale possono scattare contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS, la continuità dell’attività potrebbe farla considerare abituale, rendendo opportuno valutare l’apertura della Partita IVA.
- Tutor con Partita IVA. Chi svolge ripetizioni come attività continuativa deve aprire Partita IVA e considerare tassazione e contributi previdenziali. Ad esempio, un tutor che tiene 20 lezioni al mese da 25 € incassa circa 500 € al mese, cioè 6.000 € l’anno. Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è generalmente del 5% per i primi 5 anni (se si rispettano i requisiti) oppure del 15%, a cui si aggiungono i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS (circa 26%). Il guadagno netto dipenderà quindi dal regime fiscale scelto, dal volume di lavoro e dalle eventuali spese legate all’attività.
In sintesi, il netto reale dipende soprattutto dall’inquadramento fiscale scelto o necessario per svolgere l’attività; capire questi concetti di base è importante anche per stabilire le tariffe delle lezioni.
Pagamenti, ricevute e tracciabilità: le basi
Indipendentemente dal tipo di inquadramento, è sempre buona pratica mantenere una gestione ordinata dei pagamenti e dei documenti.
Alcuni consigli utili:
- preferire pagamenti tracciabili, come bonifico o strumenti digitali
- conservare ricevute e note dei compensi ricevuti
- evitare accordi non documentati, che possono creare problemi in caso di controlli o verifiche fiscali

Una gestione semplice ma ordinata aiuta a evitare errori e rende più facile dichiarare correttamente i redditi, e può addirittura consentirti di proporre tariffe ridotte.
Docenti di ruolo: regole specifiche e comunicazioni
Gli insegnanti di ruolo nella scuola pubblica possono dare ripetizioni private, ma devono prestare particolare attenzione alle norme sulla compatibilità del lavoro previste per i dipendenti pubblici.
In questi casi, oltre agli aspetti fiscali, entrano in gioco anche regole amministrative legate al rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione.
Autorizzazioni e compatibilità: cosa controllare prima
Prima di iniziare a dare lezioni private, un docente di ruolo dovrebbe verificare alcuni aspetti importanti.
Una breve checklist può aiutare:
- i dipendenti pubblici sono soggetti a vincoli più stringenti rispetto ai lavoratori autonomi
- alcune attività extra possono richiedere autorizzazioni preventive
- è importante verificare eventuali incompatibilità con il ruolo ricoperto
Queste regole servono a garantire che l’attività privata non interferisca con i compiti istituzionali dell’insegnante.
Regimi agevolati: come orientarsi senza confusione
IIn alcuni casi possono esistere regole fiscali o modalità di inquadramento specifiche per chi svolge attività di insegnamento oltre al lavoro principale. Questo succede soprattutto quando le lezioni private sono svolte da docenti già impiegati nella scuola pubblica o privata, oppure da lavoratori dipendenti che decidono di fare ripetizioni nel tempo libero.
Ad esempio, un insegnante di scuola superiore che lavora a tempo pieno può decidere di dare 2 o 3 lezioni private a settimana da 30 € l’ora. In un mese potrebbe guadagnare circa 240–360 €. In questi casi, se le lezioni sono sporadiche e non organizzate come attività professionale, il compenso può essere gestito tramite prestazione autonoma occasionale e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi.

Un altro esempio riguarda un insegnante che svolge ripetizioni in modo più regolare, ad esempio 10–12 ore di lezioni al mese a 25 € l’ora, con un guadagno annuo di circa 3.000–3.600 €.
Se l’attività diventa stabile e programmata nel tempo (ad esempio studenti fissi durante tutto l’anno scolastico), potrebbe non essere più considerata occasionale e diventare necessario valutare l’apertura della Partita IVA, anche se i compensi non sono particolarmente elevati.
Esistono poi situazioni specifiche legate al tipo di incarico nella scuola. Un docente di ruolo della scuola pubblica, ad esempio, può svolgere attività extra purché non ci siano conflitti di interesse con la propria attività istituzionale. In alcuni casi è opportuno informare o verificare con l’istituto scolastico, soprattutto se le lezioni private coinvolgono studenti della stessa scuola o della stessa classe.
Per questo motivo ogni situazione deve essere valutata caso per caso, perché entrano in gioco diversi fattori:
- il tipo di contratto nella scuola (docente di ruolo, supplente, insegnante privato);
- la frequenza delle lezioni private (sporadiche oppure settimanali);
- la modalità di pagamento (prestazione occasionale, piattaforme, pagamenti tracciabili, ecc.).
Per evitare errori o interpretazioni sbagliate, è sempre consigliabile verificare la propria situazione con un consulente fiscale o con l’amministrazione scolastica, soprattutto quando l’attività inizia a generare entrate regolari.
Cosa può succedere se non dichiari
Le possibili situazioni possono essere diverse:
- mancata dichiarazione dei redditi derivanti dalle ripetizioni
- errori formali nella compilazione delle ricevute o nella dichiarazione
- omessa contribuzione quando sono dovuti contributi previdenziali
Le conseguenze possono variare da semplici correzioni amministrative fino a sanzioni fiscali, a seconda della gravità della situazione.
Come mettersi in regola se hai già iniziato
Se hai iniziato a dare ripetizioni senza aver chiarito prima l’inquadramento fiscale, è comunque possibile cercare di regolarizzare la situazione.
Alcuni passi utili possono essere:
- ricostruire gli incassi ricevuti, anche tramite bonifici o appunti
- chiedere consulenza a un professionista, come un commercialista
- regolarizzare la posizione fiscale, dove possibile

Affrontare il problema in modo tempestivo è spesso la soluzione migliore per evitare complicazioni future.
Dare ripetizioni in regola è possibile e, nella maggior parte dei casi, richiede semplicemente di scegliere la formula fiscale più adatta alla propria situazione per poi stabilire il prezzo dei propri corsi.
Che si tratti di qualche lezione occasionale o di un’attività più strutturata, partire con chiarezza sugli aspetti fiscali e contributivi permette di lavorare con maggiore tranquillità. Gestire correttamente pagamenti, ricevute e dichiarazioni non solo evita problemi con il fisco, ma aiuta anche a costruire nel tempo un’attività stabile, trasparente e sostenibile.
Se hai mente di dare lezioni come come personal trainer queste informazioni ti torneranno certamente utili!
Fonti
- "Prestazioni di lavoro occasionale: Libretto famiglia." INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, INPS, www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-aree-tematiche.prestazioni-di-lavoro-occasionale-libretto-famiglia-51098.prestazioni-di-lavoro-occasionale-libretto-famiglia.html. Consultato il 24 marzo 2026.
- Agenzia delle Entrate. Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it. Consultato il 24 marzo 2026.
- Italia. Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). D.P.R. 22 dic. 1986, n. 917, aggiornato al 2 ago. 2025. Brocardi.it, www.brocardi.it/testo-unico-imposte-redditi/. Consultato il 24 marzo 2026.
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Salve, bell’articolo. Potreste inserire più dettagli su come rilasciare la ricevuta non fiscale per lezioni occasionali?
di fatti è una ricevuta fiscale, si chiama ricevuta di prestazione occasionale. cerca su google, è un documento semplice. oppure puoi comprare un plico di prest. occ. presso cancellerei tipo buffetti
Salve,
Mi chiamo Gianni De Lillo, e sono un insegnante di materie scientifiche su Superprof!
Ho cominciato a dare lezioni private online a partire da gennaio/febbraio 2021 servendomi dei contatti offerti dalla piattaforma, alla quale sono abbonato.
A distanza di 4/5 mesi da quando ho iniziato, sono ancora tormentato dal dubbio se le mie lezioni ricadano nell’ambito del lavoro autonomo occasionale o se non lo siano.
Tralasciando gli/le allievi/e che mi contattano in prossimità di una interrogazione a scuola oppure di un compito in classe, per cui è evidente l’occasionalità della prestazione, per quanto riguarda invece studenti e studentesse che, in vista di un esame universitario a distanza di massimo 3/4 mesi, mi chiedono un supporto alla loro preparazione, io non comprendo se la mia prestazione, che evidentemente si svolge in più incontri prima dell’appello, e quindi con un certo grado di organizzazione, possa essere ancora considerata occasionale, o se, al contrario, non lo sia più, e se di conseguenza, per via proprio di queste commissioni di più ampio respiro, sorga la necessità di aprire la partita IVA.
Vi sarei infinitamente grato se rispondeste, chiarificandomi una volta per tutte questo mio dubbio assillante.
Cordiali saluti,
Gianni De Lillo
Caro Gianni,
la ringraziamo innanzitutto per il suo commento. La situazione in cui lei i trova è comune a molti insegnanti, dal momento che lo Stato non definisce con precisione cosa si intenda per “continuità e abitualità” nel contesto delle lezioni private. Se le prestazioni da lei descritte presentano un certo grado di continuità (se ad esempio segue ogni anno diversi studenti per un periodo che superi i 30 giorni), le consigliamo di aprire la partita IVA (salvo nel caso in cui la sua attività professionale principale sia un’altra). A questo proposito, le ricordiamo comunque che le ripetizioni scolastiche e universitarie sono per legge esenti da IVA, che non andrà quindi inserita nelle fatture. Speriamo di esserle stati d’aiuto. Buona giornata, Il team Superprof
Salve. Nel caso si intenda dare lezioni private online per studenti o persone all’estero e si chiede di essere pagati con PayPal, come si devono dichiarare i proventi?
Caro Mario,
la natura del pagamento non influenza le modalità di dichiarazione. Per capire in che modo dichiarare i proventi delle lezioni private, dovrebbe innanzitutto stabilire se si tratti di prestazioni occasionali o se, data la frequenza e la continuità, le convenga aprire una partita IVA, nel qual caso dovrà rilasciare una fattura per le prestazioni fornite.
Speriamo di esserle stati d’aiuto,
Il team Superprof
Buonasera, se per esempio insegnassi su superprof, a chi dovrei fare fattura? Il contratto che stipulo è singolo con ogni studente o con superprof? Grazie
Buonasera Elena,
le fatture per le lezioni saranno da intestare ai singoli alunni e non a Superprof.
Spero di esserle stato d’aiuto :)
Buongiorno
Nel mese di novembre dovrei impartire lezioni di inglese ad una signora per un totale di 60 ore circa. Considerato che la distanza dalla mia abitazione alla casa della signora è di 40 km., Il mio compenso sarà di 30 euro h.
Posso rilasciare una ricevuta come prestazione occasionale per l’importo di 1800 euro? Grazie
Caro Antonio,
per quello che ne sappiamo, dovrebbe poterlo fare senza problemi. Per questo genere di questioni le consigliamo però di rivolgersi ad un commercialista, soprattutto se impartisce regolarmente lezioni di inglese.
Salve,
Volevo sapere se sulle ricevute che si rilasciano agli alunni va indicata la ritenuta d’acconto.grazie
Buongiorno Valeria,
se la ricevuta è intestata direttamente all’alunno è esente da Iva e ritenuta d’acconto.
Salve,
Ma se nell’estratto conto dei pagamenti risulta che chi è effettua il bonifico è superprof , sopratutto quando ricevo i pagamenti a fine mese, come faccio poi in caso di controlli a ricondurre il pagamento alle singole lezioni?
Salve 😊
è una domanda comprensibile. In generale, i pagamenti possono risultare accorpati e riportare il nome della piattaforma come intermediario, ma la riconducibilità alle singole lezioni dipende dalla documentazione e dalle informazioni disponibili nel proprio account.
Per aspetti legati a verifiche o controlli fiscali specifici, è sempre consigliabile fare riferimento a un professionista o alle indicazioni ufficiali, perché ogni situazione può richiedere una gestione diversa.
Buongiorno, mi è sorto un dubbio: dato che non sono una docente premium, sono soggetta a commissione; in fattura devo mettere il totale meno le commissioni o vanno incluse? Per esempio: un’ora vale 15€, meno 1,5€ di commissione che tiene Superprof, incasso 13,5€. Fatturo 15€ o 13,50€? Grazie mille:)
Buongiorno Giulia,
in fattura dovrà inserire solo l’effettivo incasso, quindi i 13,5€, detraendo la commissione.
Le auguro una buona giornata.
Buongiorno,
Al momento risiedo a Parigi per studio e mi sono iscritta a superprof.fr (Francia) per impartire dei corsi di italiano.
A partire dalla prossima settimana inizierò a dare lezioni per 15 euro/h, e nutro delle perplessità su come dichiarare queste mie entrate, se in Italia o se in Francia, o se in entrambe. Essendo ancora legata fiscalmente ai miei genitori in Italia, penso di avere quindi una residenza fiscale in Italia. Dovrei cambiarla poiché inizio a dare queste lezioni?
Qualcuno (che magari si è trovato nella mia stessa situazione) potrebbe cortesemente aiutarmi?
Questo articolo mi è piaciuto moltissimo perché spiega in modo chiaro Come svolgere lezioni private e pagare in modo semplice le tasse senza essere tartassati .
bravissima Catia e grazie del tuo suggerimento.
Donato
Grazie Donato da parte di tutto il team Superprof!
Buongiorno,
articolo molto utile. tuttavia ho qualche dubbio,
Ho iniziato a dare lezioni on line nel 2022. Ho studenti che seguo con regolarità e altri che invece seguo solo su richiesta, Lo scorso anno non ho superato i 5000 euro. Come posso mettermi in regola con questa attività?
Grazie
Buongiorno Rosy,
sotto i 5000€ l’attività non è considerata tassabile e quindi non ha bisogno di aprire partita IVA. Se la soluzione dovesse evolvere le consigliamo però di contattare un commercialista per avere maggiori dettagli!
Buongiorno avrei un dubbio sulle ricevute per prestazione occasionale, se è Superprof a pagarmi ogni fine mese e non i singoli alunni a chi devo fare la ricevuta?
Buongiorno Santina,
La ricevuta va comunque intestata agli alunni, poiché Superprof è solamente la piattaforma tramite qui avviene il pagamento.
Sono un libero professionista architetto, con partita iva. Qualora dovessi fare ripetizione potrei fatturare con la mia partita iva da architetto o ne serve una con codice ateco differente?
Gentile Annalisa,
In Italia, quando apri una partita IVA, devi indicare uno o più codici ATECO che descrivono l’attività o le attività che prevedi di svolgere. Se l’attività di ripetizioni rientra tra quelle descritte dai codici ATECO che hai già dichiarato per la tua attività da architetto, potresti fatturare le ripetizioni senza problemi.
Tuttavia, se l’attività di ripetizioni non rientra nei codici ATECO dichiarati, potresti dover aggiungere un codice ATECO appropriato alla tua partita IVA. Il codice ATECO più comune per le attività di ripetizioni è generalmente legato alle attività formative. Esistono però alcune eccezioni, poiché in alcuni casi le ripetizioni potrebbero rientrare nell’attività previste per la categoria degli architetti se i soggetti delle lezioni sono attinenti alla professione e se alcune condizioni vengono rispettate.
Ti suggerisco di consultare un commercialista o un centro assistenza fiscale per avere un’opinione professionale in merito e per assicurarti di rispettare tutte le normative fiscali pertinenti.
Ciao, trovo questo articolo molto utile, grazie. Avrei una domanda da fare. Insegno online e ho deciso di aprire la partita IVA in regime forfetario, ma a gennaio ho ricevuto un pagamento con paypal dal sito dove insegno. Domanda: se apro la partita iva ad ottobre dello stesso anno, devo calcolare i guadagni ricevuti a gennaio come lavoro autonomo o posso contarli nel regime forfetario. Grazie
Gentile Anna, da quello che ci risulta non possono rientrare nelle dichiarazioni della partita IVA guadagni anteriori alla data di apertura della partita stessa. Se però ha dubbi o altre questioni, le consigliamo di rivolgersi a un commercialista.
Se l’unica mia attività fosse dare ripetizioni online come prestazione occasionale cioè rimanendo sotto la soglia dei 5 mila euro, dovrei iniziare a fare il 730 e a pagare delle tasse?
Buongiorno Giulia,
Come affermato nell’articolo, sotto la soglia di 5000 euro come guadagno complessivo annuale non si viene tassati.
Buongiorno Nicolò,
articolo molto utile ma ho un dubbio: se sono lavoratore dipendente e dal mio lavoro guadagno più di 5000 EUR l’anno, mentre guadagno meno di 5000 EUR l’anno dalle ripetizioni, mi sembra di capire che:
devo comunque dichiarare il reddito da ripetizioni online nel quadro RL o quadro D del modello 730, ma questo reddito non sarà tassato essendo inferiore ai 5000 EUR; oppure si somma al mio reddito da lavoratore dipendente e viene tassato come quello?
grazie mille !
Ciao! Grazie per il tuo messaggio. Il reddito che guadagni dalle ripetizioni online, anche se inferiore ai 5000 euro annui, deve comunque essere dichiarato, come hai giustamente indicato. Tuttavia, il trattamento fiscale dipende dal tipo di reddito.
Se le tue ripetizioni sono considerate prestazioni occasionali, i primi 5000 euro non sono soggetti a contribuzione previdenziale (INPS), ma il reddito si somma comunque al tuo reddito da lavoratore dipendente e verrà tassato in base alla tua aliquota IRPEF. Dovrai dichiararlo nel quadro RL o quadro D del modello 730, a seconda della natura del reddito.
Ti consiglio di consultare un commercialista o un CAF per assicurarti di seguire correttamente le procedure in base alla tua situazione specifica.
Se non si hanno redditi da lavoro dipendente e si rimane sotto la soglia di 5000 euro lordi annui chi da ripetizioni tramite super prof deve pagare le tasse?
Oppure c’è una trattenuta alla fonte? Grazie
Ciao Marco,
Ottima domanda! 😊 Se dai ripetizioni tramite Superprof e rimani sotto la soglia dei 5.000 euro lordi annui, non è necessario aprire una partita IVA. Tuttavia, ti consigliamo di verificare con un commercialista o un esperto fiscale per capire esattamente cosa fare in base alla tua situazione. 📊
Buongiorno,
sono diplomata e vorrei iscrivermi a superprof. Attualmente sono in disoccupazione e vorrei capire cosa fare o dichiarare e come funziona in caso di ripetizioni occasionali.
Se lo posso fare!
Grazie
Ciao!
Grazie per il tuo messaggio, Letizia! 😊
È possibile iscriversi a Superprof anche se si è in disoccupazione e si desidera dare ripetizioni occasionalmente. Tuttavia, per essere sicura di rimanere in regola, ti consigliamo di verificare le norme relative alla disoccupazione e capire come gestire eventuali entrate da attività occasionali. Un consulente del lavoro, una CAF o un commercialista potrebbe aiutarti a chiarire cosa dichiarare e come procedere al meglio.
Speriamo di averti aiutato e in bocca al lupo per la tua nuova avventura su Superprof! 🎓
Salve, io vivo all’estero, ho un regolare contratto di lavoro in Spagna, iscritta all AIRE. Quindi pago le tasse in Spagna. Vorrei iscrivermi nella piattaforma italiana perchè le mié lezioni saranno destinate a studenti italiani. Cosa mi consigliate? Grazie
Ciao! Grazie per il tuo messaggio. Dal momento che vivi e lavori all’estero, puoi tranquillamente iscriverti alla piattaforma italiana di Superprof per offrire lezioni a studenti italiani. La nostra piattaforma permette agli insegnanti di insegnare online, quindi non ci sono problemi se risiedi in un altro paese. Ti consiglio di specificare nella tua descrizione che vivi in Spagna ma che le tue lezioni sono rivolte a un pubblico italiano, così da essere trasparente con i tuoi futuri studenti. In bocca al lupo! 😊
Se volessi dare lezioni private online restando entro il limite dei 5000 euro l’anno per prestazione occasionale dovrei fare delle ricevute e fare il modello 730 anche se non ho altre entrate? Grazie
Ciao Giulia,
Sì, se vuoi dare lezioni private online rimanendo entro il limite dei 5.000 euro annui come prestazione occasionale, devi rilasciare una ricevuta per ogni pagamento ricevuto. Non è necessario aprire partita IVA, ma è comunque importante rispettare alcuni obblighi fiscali.
Anche se non hai altre entrate, dovrai dichiarare questi compensi nel Modello 730 (o nel Modello Redditi PF, se necessario). Se resti sotto la soglia dei 5.000 euro, non dovrai versare contributi INPS, ma sopra tale limite sarà obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Per sicurezza, ti consiglio di consultare un commercialista o il CAF per una gestione corretta della fiscalità.
Un docente in pensione come può impartire lezioni private in regola con il fisco?
La domanda è molto pertinente 😊
Per un docente in pensione, impartire lezioni private “in regola” dipende da diversi aspetti fiscali e normativi (tipo di attività, continuità, eventuali limiti di reddito, regime pensionistico), quindi non esiste una risposta unica valida per tutti.
Per questo motivo, per essere certi di operare correttamente è sempre consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un CAF, che possa valutare il caso specifico e indicare la soluzione più adatta secondo la normativa vigente.