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Come tenere corsi di disegno come insegnante nel pubblico o nel privato

Di Igor, pubblicato il 07/12/2018 Blog > Arte e Svago > Disegno > Corso di Disegno: Alcune Norme Legali

Essere un insegnante di disegno può assumere molte forme tra gli innumerevoli insegnanti in Italia.

Alcuni sono assunti direttamente dalle scuole come contrattisti o addirittura stipendiati (questo è il caso delle scuole di arti applicate private).

Altri sono dipendenti pubblici di ruolo (questo è il caso degli insegnanti d’arte universitari).

Riguardo al particolare insegnante di disegno, gli vengono presentate diverse scelte per esercitare la sua attività a casa per non avere problemi con il fisco.

Quanto a te, sei appassionato di inchiostro di china, pittura a olio, disegno a carboncino o sei esperto dell’arte del ritratto o della natura morta? Cogli l’opportunità di dare lezioni private di pittura e disegno a coloro che vogliono imparare vicino a te!

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Assunzione nel comparto pubblico: titoli necessari

Riuscire ad entrare nella scuola pubblica come insegnante di arte è difficile, ma non impossibile. Intanto devi capire se vuoi insegnare alle scuole superiori o nelle università.

I titoli di accesso necessari per accedere all'insegnamento sono molti. I titoli di accesso necessari per accedere all’insegnamento sono molti.

I titoli di accesso necessari per accedere all’insegnamento sono i seguenti. Per la scuola dell’infanzia e primaria servono

  • Laurea in Scienze della formazione primaria (titolo abilitante all’insegnamento – art. 6, L. 169/2008).
  • Diploma Magistrale o Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 (DM 10 marzo 1997) (titoli abilitanti all’insegnamento).

Per quanto riguarda invece la scuola secondaria di I e II grado servono i seguenti titoli

  • Laurea di Vecchio Ordinamento DPR 19/2016,Tabella A
  • Laurea Specialistica o Magistrale di Nuovo Ordinamento DPR 19/2016, Tabella A.
  • Diploma accademico di II livello, Diploma di Conservatorio o di Accademia di Belle Arti Vecchio Ordinamento DPR 19/2016, Tabella A.
  • Diploma di scuola superiore (per gli insegnamenti tecnico pratici) DPR 19/2016, Tabella B.

Occorre però tenere presente che a seconda del proprio curriculum si possono essere ottenuti determinati crediti (o CFU, segnalati nelle tabelle del ministero dell’istruzione) che ci permettono di accedere all’insegnamento. Il nostro consiglio dunque è di verificare gli esami che hai dato e vedere se hai ottenuto il numero di crediti sufficiente per accedere all’insegnamento.

Tieni in considerazione che nel caso ti mancassero dei crediti puoi sempre integrarli con degli esami singoli!

Gli esami o CFU richiesti dal DPR 19/2016 infatti possono essere conseguiti

  1. durante il corso di laurea (triennale, specialistica, magistrale);
  2. tramite corsi post-lauream (scuole di specializzazione, master universitari etc.);
  3. tramite corsi singoli universitari.

Per quanto riguarda i laureati del Vecchio Ordinamento, questi devono sostenere esami appartenenti al nuovo ordinamento da 12 CFU per ciascuna annualità richiesta e con la stessa denominazione riportata nel DPR 19/2016. Nel caso in cui presso le università non fosse più possibile sostenere esami con le denominazioni citate nel DPR 19/2016, oppure che non si trovi una diretta equipollenza con un altro esame, potranno essere sostenuti i corrispondenti esami nei SSD-Settori Scientifico Disciplinari previsti per le lauree di Nuovo ordinamento (fare riferimento ai Settori Scientifico Disciplinari).

Per insegnare nel pubblico devi avere una serie di crediti formativi. Per insegnare nel pubblico devi avere una serie di crediti formativi!

Nel caso in cui il DPR 19/2016 indichi diversi SSD per un totale di CFU, è possibile distribuire liberamente i crediti tra uno o più dei SSD indicati. Ecco un esempio specifico:

Codice Classe di concorso Denominazione Titoli di accesso NOTE
A-54
ex 61/A
Storia dell’arte LS 4-Architettura
e ingegneria edile (5)
(5) Con almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui 12 in LART/01 o 02, 12 in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19

Questo significa che con una laurea in architettura e ingegneria edile (LS-4) è possibile accedere alla classe A-54 in uno dei seguenti modi:
– 24 CFU in LART/01
oppure
– 24 CFU in LART/02
oppure
– 12 CFU in LART/01 e 12 cfu in LART/02
oppure
– un totale di 12 CFU conseguiti in uno o più dei seguenti SSD: LART/01 ; LART/02 + un totale di 12 CFU conseguiti in uno più dei seguenti SSD: L-ART/01; L-ART/02 ; L-ART/03 L-ART/04; ICAR/13; ICAR/18; ICAR 19

Diventare insegnante di arte all’università o in accademia

Per accedere alla carriera universitaria occorre avere pazienza ed entrare nei meccanismi di carriera previsti.

  1. la laurea triennale: questo è il primo step del percorso universitario. Una volta ottenuto il titolo, si può accedere alla specializzazione.
  2. la laurea specialistica: è il secondo step. Se vuoi continuare a studiare potrai farlo o specializzandoti con dei master, oppure attraverso un dottorato, che è l’unico modo per aprirti alla carriera universitaria
  3. il dottorato di ricerca è di fatto il primo passo del lavoro in ambito accademico. Il dottorato di ricerca attualmente dura per 3 anni, durante i quali ti viene data una borsa di studio (anche se questo può anche non accadere a seconda dei posti disponibili con o senza borsa).
  4. Dopo il dottorato puoi aspirare a diventare ricercatore a tempo determinato. La riforma Gelmini infatti ha infatti eliminato la figura del ricercatore a tempo indeterminato, perciò dopo la scadenza del contratto da ricercatore a tempo determinato potrai soltanto sperare di diventare docente associato, entrando così di ruolo nell’università.

Per quanto riguarda la laurea triennale, l’accademia di Belle Arti di Torino ha per esempio i seguenti percorsi, uno dei quali dedicato proprio alla didattica:

  • Pittura
  • Scultura
  • Decorazione
  • Grafica
  • Scenografia
  • Nuove tecnologie dell’arte
  • Progettazione artistica per l’impresa
  • Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo
  • Didattica dell’arte

Pittura è uno dei corsi principali delle accademie d'arte. Pittura è uno dei corsi principali delle accademie d’arte.

Per quanto riguarda invece i corsi biennali l’offerta formativa comprende:

  • Pittura
  • Scultura
  • Decorazione: Arte pubblica
  • Decorazione: Spazi e pratiche del contemporaneo
  • Grafica
  • Scenografia per il cinema e la TV
  • Scenografia per il teatro
  • Nuove tecnologie dell’arte: Arte e linguaggi della comunicazione
  • Nuove tecnologie dell’arte: Arti multimediali delle reti
  • Progettazione artistica per l’impresa: Design del prodotto
  • Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo

Le Accademie di Belle Arti in Italia sono moltissime, ecco la lista:

  • Accademia di belle arti Michelangelo di Agrigento
  • Accademia di belle arti di Bari (statale)
  • Accademia Carrara di Bergamo
  • Accademia di belle arti di Bologna (statale)
  • Libera accademia di belle arti (LABA) di Brescia
  • Accademia di belle arti Santa Giulia di Brescia
  • Accademia di belle arti di Carrara (statale)
  • Accademia di belle arti di Catania (statale)
  • Accademia di belle arti Nike di Catania
  • Accademia di belle arti di Catanzaro (statale)
  • Accademia di belle arti Aldo Galli di ComoAccademia di belle arti di Cuneo
  • Accademia di belle arti di Firenze (statale)
  • Accademia di belle arti di Foggia (statale)
  • Accademia di belle arti di Frosinone (statale)
  • Accademia ligustica di belle arti di Genova
  • Accademia di belle arti di Sanremo
  • Accademia di belle arti dell’Aquila (statale)
  • Accademia di belle arti di Lecce (statale)
  • Accademia di belle arti di Macerata (statale)
  • Accademia di belle arti di Brera di Milano (statale)
  • Accademia di belle arti europea dei media di Milano e Novara
  • Nuova accademia di belle arti di Milano
  • Accademia di belle arti di Napoli (statale)
  • Accademia di belle arti di Palermo (statale)
  • Accademia di belle arti Picasso di Palermo
  • Accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia
  • Accademia di belle arti Mediterranea di Ragusa
  • Accademia di belle arti di Ravenna
  • Accademia di belle arti di Reggio Calabria (statale)
  • Accademia di belle arti di Roma (statale)
  • Accademia di belle arti Rome University of Fine Arts di Roma
  • Accademia di belle arti Abadir di Sant’Agata li Battiati
  • Accademia di belle arti Abadir di San Martino delle Scale
  • Accademia di belle arti Istituto I. Duncan di Sanremo
  • Accademia di belle arti di Sassari (statale)
  • Accademia di belle arti di Siena
  • Accademia di belle arti Rosario Gagliardi di Siracusa
  • Accademia di belle arti Fidia di Stefanaconi
  • Accademia Albertina di Torino (statale)
  • Accademia di belle arti Kandinskij di Trapani
  • Accademia di belle arti di Urbino (statale)
  • Accademia di belle arti di Venezia (statale)
  • Accademia di belle arti Gian Bettino Cignaroli di Verona
  • Accademia di belle arti Lorenzo da Viterbo di Viterbo

Imparare a gestire la partita IVA significa imparare qualcosa da zero. Imparare a gestire la partita IVA significa imparare qualcosa da zero!

Diventa imprenditore di te stesso!

Un’alternativa attualmente disponibile è quella di diventare imprenditore di te stesso aprendo partita IVA con regime forfettario, il meno oneroso per chi avvia un’attività. In questo modo potrai emettere fattura, nel caso in cui una scuola pubblica o privata o un centro di formazione cerchino insegnanti per progetti piccoli, oppure emettere delle ricevute.

Il disegno di legge della Manovra di Bilancio avviata per il 2019 contiene qualche novità rispetto al passato. Sono previste modifiche profonde del regime forfetario previsto per le persone fisiche (imprese e lavoratori autonomi) introdotto dall’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). Fra i principali aspetti riguardanti il regime forfettario attualmente vigente comunque possiamo ricordare questi:

  • si stabilisce un solo requisito di accesso, che riguarda il limite di ricavi/compensi, fissato € 65.000 annuali;
  • si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività qualora si esercitino attività caratterizzate da differenti codici ATECO;
  • si è esenti da IVA, ma per i primi 3 anni, a parte le tasse legate al versamento dei contributi, si versa un 5% di tasse, che diventano il 15% su una percentuale che varia a seconda del tipo di attività che si svolge (ogni attività infatti è caratterizzata da un codice specifico, appunto il codice ATECO, e da una determinata percentuale di imponibile, ossia quella percentuale del guadagno sul quale viene calcolata la percentuale di tasse da versare)

Ovviamente aprire partita IVA oggi è molto più semplice di un tempo, ma resta l’unico modo per lavorare e per versare contributi e pagare le tasse. Inoltre anche avendo un regime forfettario potremo emettere fatture e ricevute, che dichiareremo poi al fisco con l’aiuto del nostro commercialista.

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