Il Canto degli Italiani è un inno poetico e ritmato che i giovani conoscono molto bene grazie allo sport. Come tutti gli inni, l'inno nazionale italiano ha una storia ed è carico di significati, anche se non tutte le parole sono facilmente comprensibili.

Qualcuno, in altre parti del mondo, riflette sul possibilità di "svecchiare" gli inni o addirittura cambiarli. Il Canada nel 2018, per esempio, ne ha modificato alcune parole.

Ma come nascono gli inni nazionali? Scopriamolo insieme.

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Storia degli inni nazionali

La nascita di un inno nazionale corrisponde con la nascita di uno stato.
L'inno e la bandiera permettono di identificare un paese!

L'inno nazionale è un canto o una melodia destinata a rappresentare un paese durante gli incontri e gli eventi nazionali e internazionali.

Gli inni sono comparsi molto recentemente nella storia dei paesi, visto che risalgono al XIX secolo, il periodo in cui si è diffusa l'idea di stato-nazione. Al tempo della monarchia, l'inno rappresentava i re e la casata reale e tuttora alcuni stati monarchici mantengono questa tradizione. Con la nascita dello stato-nazione l'inno è rappresentativo sia del governo sia del popolo.

L'inno italiano nasce a Genova nel 1847 per opera di Goffredo Mameli, che all'epoca era un giovane poeta ventenne convinto che l'Italia dovesse essere indipendente. Per questo di batté per la creazione dell'Italia arruolandosi insieme ai garibaldini. Morì per le ferite riportate in battaglia nel 1849. La musica è di Michele Novaro, anche lui genovese e musicista di base a Torino che partecipò alla lotta di indipendenza raccogliendo fondi e creando musiche per le canzoni degli indipendentisti.

L'inno di Mameli o Canto degli Italiani nato dall'incontro di poesia e musica, conquistò ben presto molti sostenitori, tanto che fu preferito all'Inno delle canzoni, una ballata che Giuseppe Verdi compose nel 1862. In realtà, il Canto degli Italiani dovette attendere cento anni dalla sua nascita, quando si creò la Repubblica Italiana per essere adottato come inno.

L'inno più celebre ai tempi era la Marsigliese, nato in Francia nel 1792 e diffuso tra i soldati che combattevano gli Austriaci a Strasburgo, sul Reno. Furono i soldati di Marsiglia a diffonderlo a Parigi; da qui il nome di Marsigliese.

Oggi gli inni nazionali si sentono durante le celebrazioni ufficiali, come la Festa della repubblica del 2 giugno, ma sono gli eventi sportivi che diffondono gli inni tra i giovani del XXI secolo. Pensiamo agli Europei, ai Mondiali o ai Giochi Olimpici.

Scegliere l'inno nazionale per tradizione

La storia dimostra che gli inni nazionali possono essere scelti in diversi modi. Anche se la scelta viene fatta a livello politico, può accadere che alcuni canti si impongano da soli. E' proprio quello che è successo all'Inno di Mameli, amato e sentito proprio molto più della Marcia Reale dei Savoia che fu l'inno nazionale fino all'avvento del fascismo.

In altri casi, l'inno non viene composto appositamente, ma viene scelto tra i canti tradizionali rappresentativi di un popolo e della sua cultura.

Il Giappone, per esempio, ha scelto come inno nazionale "Kimi ga yo", un canto tradizionale risalente all'era Kamakura, tra il XII e il XIV secolo. Nel XX secolo a questo canto è stata aggiunta una melodia, per dare vita all'inno del paese del Sol Levante.

Scegliere una composizione per inno nazionale

Alcuni inni nascono da musiche scritte in precedenza.
Molti inni nascono da composizioni antecedenti alla proclamazione ufficiale!

A volti gli inni nazionali nascono da brani già esistenti e selezionati perché adatti a rappresentare solennemente uno stato.

E' il caso dei Paesi Bassi che hanno scelto il canto Wilhelmus van Nassouwe, inizialmente composto per celebrare il principe Guglielmo d'Orange-Nassau. Il canto risale alla seconda metà del XVI secolo ma è diventato l'inno nazionale dei Paesi Bassi nel 1932.

Un altro esempio è La Marcha Real in Spagna. Questa composizione musicale viene usata dal 1770 ed era l'inno dei monarchi, prima di essere dichiarato ufficialmente l'inno nazionale spagnolo. La particolarità è che non ha delle parole che accompagnano la musica.

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Scegliere l'inno nazionale per consuetudine

In alcuni casi, l'inno nazionale si impone da solo, grazie all'uso che ne viene fatto dalla popolazione. A volte l'inno ufficiale è stato rifiutato dalla popolazione stessa che gli ha preferito un canto più popolare.

Il caso più emblematico è quello della Gran Bretagna che tecnicamente non ha scelto un inno ufficiale. Sono state le persone del popolo a cantare dei canti patriottici come Rule, Britannia! (1740), Land of Hope and Glory (1902) o Jerusalem (1917).

"God Save the Queen/King" è uno di questi canti popolari, nati nel 1744. Attualmente è l'inno nazionale del Regno Unito della Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord. Durante gli incontri sportivi viene usato dall'Inghilterra.

Negli Stati Uniti l'inno nazionale ufficiale è "The Star-Spangled Banner". E' stato scelto dal Congresso degli Stati Uniti nel 1931 ma altri canti sono diventati più popolari.

Tra questi troviamo:

  • The Halls of Montezuma, marcia dei soldati US Marine Corps composta da Offenbach (1879),
  • Anchors Aweigh! inno della marina militare US Navy (1906),
  • America, the Beautiful (1910),
  • The Battle Hymn of the Republic (1862)
  • The Stars and Stripes Forever (1896) di John Philip Sousa
  • God Bless America (1918).

God Bless America viene considerato il vero inno degli Stati Uniti e viene intonato più spesso di "The Star-Sprangled Banner" anche in presenza del presidente degli Stati Uniti.

La politica non è la sola a scegliere l'inno. Anche dopo la scelta ufficiale, è il popolo ad avere l'ultima parola.

A volte è il popolo stesso a proporre un inno.

Il popolo è sovrano, anche nella scelta dell'inno nazionale.
Perché un inno funzioni deve essere approvato dalla popolazione!

In Canada, l'inno nasce per iniziativa del Quebec del 1880 con la canzone O Canada au Quebec, successivamente tradotto in inglese e proclamato ufficialmente nel 1967.

L'Inno di Mameli nel 1847 era stato proibito dagli Austriaci, ma divenne il canto patriottico dei moti del 1848 e dei soldati che parteciparono alla prima guerra di indipendenza. Nel 1946, quando il referendum decise la nascita della Repubblica, il presidente Alcide de Gasperi proclamò ufficialmente Il canto degli italiani come inno nazionale provvisorio. Solo nel 2017 il Parlamento ha approvato la legge che ufficializza l'inno nazionale, uno dei simboli della repubblica insieme al tricolore e al presidente.

L'inno nazionale scelto dai politici

Infine, l'inno nazionale può essere scelto a livello politico, ma si cerca comunque di scegliere una composizione musicale o una canzone già largamente adottate dalla popolazione. L'obiettivo è fare in modo che l'inno duri nel tempo, perché se non piace ai cittadini verrà sostituito in maniera informale o dimenticato.

In Francia il presidente Valéry Giscard d'Estaing tentò inutilmente di sostituire La Marsigliese con il Chant du départ, ma senza successo.

Ecco perché talvolta i politici decidono di consultare la popolazione prima di prendere questa decisione. In Svizzera, per esempio, gli elettori hanno votato per un nuovo inno nel 2015.

Aneddoti sugli inni nazionali del mondo

Inni nazionali recenti

Diversi paesi hanno acquisito l'indipendenza recentemente e hanno dovuto scegliere i loro inni negli ultimi anni. Non sempre sono stati scelti dei canti locali a simbolo degli stati nascenti. In alcuni paesi africani ci sono degli inni che si ispirano alla Marsigliese dell'ex madrepatria. In Costa d'Avorio, per esempio, c'è l'Abijanese, in Zaire la Zairese e in Ciad la Ciadese.

Nel 2011, il più giovane stato africano, il Sud Sudan divenne indipendente e volle celebrare questa nuova vita facendo comporre appositamente un inno nazionale da un comitato tecnico. Una volta scelte le parole, è stata fatta una gara tra studenti e professori della Terra di Cush per selezionare la melodia in un evento pubblico carico di emozioni.

Il Kossovo è l'ultimo stato europeo a essersi formato e appoggiato dall'Unione europea. A livello internazionale ancora non ha il riconoscimento di tutti i paesi, ma ha creato un inno nazionale nel 2008 dal titolo emblematico "Europa". E' possibile ascoltarlo nelle competizioni sportive.

L'inno europeo

Anche se l'Europa non è uno stato nazionale, ha scelto un inno che rappresenti l'unione degli stati membri alle occasioni ufficiali. La melodia dell'Inno alla gioia viene dalla nona sinfonia di Beethoven. In realtà è più facile ascoltare l'inno europeo nei video promozionali che durante le manifestazioni.

La versione usata è quella del 1972, diretta da Herbert von Karajan e suonata dall'Orchestra filarmonica di Berlino.

L'inno europeo rappresenta l'unione degli stati membri.
L'Europa non è uno stato, ma ha comunque il suo inno nazionale!

Gli inni nazionali e le lingue

L'inno nazionale indiano, intitolato "Jana Gana Mana" non è stato composto nella lingua più parlata nel paese, l'indù, ma in una versione sanscrita del bengali. A Singapore c'è una situazione simile. Mentre il mandarino e l'inglese sono le lingue più utilizzate, l'inno nazionale è stato scritto in malese, la lingua dei primi abitanti della città-stato.

Un altro fatto interessante: l'inno nazionale del Vaticano è l'unico inno al mondo a essere cantato in una lingua morta, il latino.

La maggior parte dei paesi che hanno più di una lingua ufficiale traducono il loro inno nazionale in diverse versioni. E' il caso del Canada, ma anche del Belgio che usa tre lingue ufficiali: fiammingo, francese e tedesco.

L'inno sudafricano "Nkosi Sikelel iAfrika" usa cinque lingue ufficiali, a rappresentare le più parlate in un paese che conta almeno 11 lingue diverse. Il canto è quindi in khosa, zulu, sesotho, afrikaans e inglese.

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue