"Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo." Giuseppe Mazzini (1805 - 1872)

Secondo una legge approvata dal Parlamento nel 2012, L'Inno di Mameli deve essere insegnato nelle scuole e celebrato insieme alla Costituzione, alla bandiera e all'Unità nazionale il giorno 17 marzo.

Questo significa che tutti, bambini e adulti, dovrebbero conoscere l'inno d'Italia, qualunque sia la propria opinione politica o gusto musicale.

Allora, come imparare le parole dell'inno e cantarlo correttamente? Ecco alcuni consigli!

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Imparare a cantare l'Inno di Mameli a scuola

Creato nel 1847 con le parole di Goffredo Mameli e la musica di Michele Novaro, il Canto degli Italiani è stato l'inno provvisorio italiano dal 1946 al 2017, anno in cui una legge gli ha conferito il carattere ufficiale.

Ancor prima dell'ufficialità, tra polemiche e proposte di inni alternativi, veniva approvata una legge in cui si promuoveva l'insegnamento dell'inno nazionale nelle scuole.

Dalla scuola d'infanzia in poi, è possibile imparare l'Inno di Mameli.
I bambini dovrebbero imparare l'Inno nazionale e la sua storia tra i banchi di scuola!

La legge 222 del 23 novembre 2012 stabilisce, infatti, che nelle scuole di ogni ordine e grado si debbano creare percorsi didattici e momenti di riflessione sul significato del Risorgimento, sugli eventi che hanno portato all'Unità d'Italia e, naturalmente, sulla scelta dell'Inno di Mameli.

"E' previsto l'insegnamento dell'inno di Mameli

e dei suoi fondamenti storici e ideali". 

Imparare l'Inno di Mameli, fa parte dell'educazione alla cittadinanza ed è un modo per riscoprire una parte della propria storia.

Scopri come viene scelto un inno nazionale!

Ascoltare l'Inno di Mameli per imparare le parole

Certo, l'inno d'Italia non incontra i gusti musicali di tutti, ma per impararlo è bene ascoltarlo più e più volte. Questo è il modo migliore per assimilare qualsiasi tipo di canzone. Basti pensare a quello che succede con i tormentoni dell'estate. Vengono trasmessi così tante volte per radio che alla fine dell'estate chiunque, anche chi non li sopporta, né avrà memorizzato e parole.

Con l'Inno d'Italia è lo stesso. Devi ascoltarlo ripetutamente, facendo però delle pause, di tanto in tanto.

La prima strofa l'avrai sentita durante le cerimonie istituzionali e gli eventi sportivi, quindi non avrai molta difficoltà a memorizzarne il testo. Le altre strofe, in genere, sono meno conosciute, per questo è importante avere sotto mano il testo per poter cantare durante l'ascolto.

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Studiare il Canto degli Italiani come se fosse una poesia

Ti ricordi quando alla scuola primaria dovevi imparare le poesie a memoria? Puoi fare lo stesso con l'inno nazionale. Non devi necessariamente imparare a cantare, ma puoi prendere l'Inno di Mameli come una poesia, con un ritmo, delle rime ecc. Recita il testo ad alta voce, incentrandoti su una strofa alla volta. Quando avrai memorizzato una strofa, passa a quella successiva e prova a ripeterle entrambe.

Questo esercizio richiede tempo e costanza. Per essere sicuro di non dover ricominciare tutto da capo, ogni tanto ripassa il testo dell'inno, solo per rinfrescarti la memoria.

Se vuoi imparare l'inno nazionale devi partire dalle parole.
Concentrati sulle parole prima di approcciare la tecnica musicale!

Imparare l'inno nazionale divertendosi

Qualunque cosa dica la legge, l'apprendimento di  una canzone non può essere una costrizione. Più ci si diverte e più è facile imparare l'Inno di Mameli e qualunque altro tipo di brano musicale.

Per esempio, potresti organizzare una sfida con i tuoi amici e far vincere chi riesce a cantare e pronunciare correttamente tutte le parole. Potreste fare un quiz con dei campi vuoti sul testo dell'inno. Distribuisci il testo con le parti mancanti a ciascuno dei partecipanti.

Lo scopo? Inserire le parole mancanti nel posto giusto. In questo modo puoi imparare le parole del Canto degli Italiani, divertendoti insieme ai tuoi amici.

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Creare delle schede sull'Inno di Mameli

Quando ti prepari per un'interrogazione o un esame crei delle tabelle sintetiche per poter ripassare velocemente prima della prova. Con l'Inno di Mameli potresti fare la stessa.

Oltre a imparare la storia dell'inno d'Italia, puoi creare una scheda per ogni strofa, magari aggiungendo dei disegni o degli appunti che spiegano il significato delle parole. Se appendi il testo in cameretta, ogni tanto puoi dare un'occhiata all'inno e ripassarlo a colpo d'occhio.

Chiudi gli occhi, cerca di visualizzare la strofa, anche senza cantarla. Vedrai che imparerai presto ogni singola parola scritta da Goffredo Mameli.

Guardare degli eventi sportivi per imparare l'inno nazionale

Cosa c'è di meglio di una bella partita di calcio o di un oro alle olimpiadi per imparare l'Inno di Mameli?

Se è possibile andare allo stadio per una competizione internazionale, puoi sentire l'Inno di Mameli cantato dal vivo da migliaia di tifosi. La voglia di supportare la nazionale di calcio, pallavolo o rugby potrebbe essere uno stimolo per imparare almeno la prima strofa dell'inno nazionale a memoria.

In effetti, alle competizioni sportive non viene intonata la totalità del brano, ma solo la prima parte.

La motivazione principale per imparare l'inno d'Italia può essere il calcio e lo sport in generale.
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Ascoltare l'inno prima di andare a dormire

Il nostro cervello non dorme mai! Ripassare o leggere il Canto degli Italiani prima di andare a dormire permette al cervello di elaborare le informazioni e, soprattutto, registrarle. Puoi imparare l'inno, senza che tu te ne renda conto.

Attenzione: questo non vuol dire che il giorno dopo ti svegli e miracolosamente sai recitare la poesia di Mameli a memoria! Significa invece poter imparare il testo più velocemente. Rileggi l'Inno di Mameli più volte, cantalo e vedrai la differenza!

Trascrivere le parole del Canto degli Italiani

Prendere appunti su quello che si deve fare è un ottimo modo per rinfrescarsi la memoria. Per imparare un testo è sufficiente ricopiarlo e rileggerlo con attenzione. Se trascrivi le parole dell'inno nazionale, sarà più facile memorizzarle.

Invece di rileggere quanto hai trascritto, puoi provare a visualizzare le parole con gli occhi chiusi. Questo ti sarà molto utile quando dovrai cantare l'inno senza il testo davanti.

Scopri 10 buoni motivi per imparare l'inno!

Prendere lezioni di canto per cantare l'inno nazionale

Infine, per imparare davvero a cantare l'Inno di Mameli, potresti andare a lezione di canto. Puoi seguire un corso collettivo o individuale, cantare in un coro a da solista per impostare la voce e imparare le tecniche di respirazione. Imparerai a essere intonato, a tenere il ritmo e le note grazie ai consigli del tuo insegnante di canto.

L'inno d'Italia è un canto corale che si presta a essere eseguito in compagnia.

Con il tuo insegnante di canto puoi imparare qualsiasi canzone, anche l'Inno di Mameli.
Un corso di canto è l'ideale per migliorare l'intonazione dell'inno d'Italia!

Le parole dell'Inno di Mameli

Ecco le parole dell'inno nazionale che dovresti imparare a memoria:

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

(Evviva l’Italia
Dal sonno s’è desta
Dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò).

Il significato del Canto degli Italiani è molto profondo e affonda le radici nella storia risorgimentale di un popolo suddiviso in tanti stati, essenzialmente sotto il dominio di potenze straniere, a parte piccole città-stato.

Nelle prime tre strofe, Mameli afferma che l'Italia è pronta a ricorrere alle armi, indossando l'elmo di Scipione, per la propria libertà. La dea Vittoria sarebbe stata dalla parte di Roma. Esorta a combattere tutti uniti (stringendosi a "coorte"), preparandosi anche alla morte.

Da secoli sottomessi e derisi, gli Italiani non hanno perso la speranza (speme) di riunirsi sotto un'unica bandiera. Ed è arrivato il momento di combattere per l'Italia.

L'unione e l'amore avvicinano i popoli a Dio. La solenne promessa di liberare la patria, non può essere battuta.

La battaglia di Legnano (1176 vinta dai Lombardi contro Federico Barbarossa), la vittoria di Ferruccio a Firenze contro gli Asburgo (1530), i "bimbi Balilla" della rivolta di Genova (1746), i Vespri siciliani contro il dominio francese (1282), sono esempi di lotta contro l'occupazione straniera.

L'Austria, ormai corrotta, continua a opprimere i popoli d'Italia e Polonia, ma sarà il loro sangue a trasformarsi in veleno e fermare il dominio asburgico.

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue