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Studi umanistici: quali mestieri possibili, oltre a l’insegnante di italiano?

Di Igor, pubblicato il 23/07/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Carriera letteraria: la Chiave per Trovare un Lavoro

C’è un momento davvero cruciale nella vita di ciascuno di noi: quello in cui si decide il proprio orientamento esistenziale scegliendo la professione che si andrà a esercitare in futuro!

Ed è proprio da questa importante scelta che dipenderanno gli studi che andremo a intraprendere. In generale quando si riflette sul proprio futuro  professionale è fondamentale tener conto dei nostri gusti e delle nostre preferenze  rispetto alle diverse materie scolastiche. Ma ciò a cui dobbiamo pensare e su cui dobbiamo riflettere è anche (o soprattutto?) lo stipendio a cui aspiriamo.

Ti sei appena laureato e non sai bene cosa vuoi fare?

 

Stai cercando lavoro e ti senti disorientato?

Hai lavorato per un po’ ma senti di voler cambiare?

Sentirsi un po’ persi e disorientati è piuttosto comune e normale per coloro che hanno appena conseguito una laurea in studi umanistici.  Sentirsi senza bussola e privi di una direzione è soprattutto vero se aspiri a una carriera “letteraria” e hai sentito molte persone scoraggiarti a intraprendere questa strada. In effetti le carriere umanistiche e in generale coloro che intraprendono studi letterari non godono sempre di una buona fama! Già dalle scuole superiori esiste una scissione tra i cosiddetti “letterati” e coloro che invece amano gli studi scientifici: questi ultimi, rispetto ai primi, godono di una reputazione sicuramente più seria e lusinghiera, mentre i primi sono considerati un po’ oziosi e “perdigiorno”. Sono visioni e retaggi antichi e stereotipati, ma persistono ancora oggi!

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Le carriere umanistiche e in generale coloro che intraprendono studi letterari possono purtroppo essere mal visti da una certa fascia della società. Le carriere umanistiche e gli studi letterari non godono sempre di una buona fama.

Le professioni letterarie godono spesso di una cattiva reputazione. Molte persone pensano inoltre che coloro che hanno seguito un percorso di studi di stampo umanistico-letterario abbiano meno successo professionale rispetto agli altri.

È vero?

I mestieri letterari sono davvero meno pagati degli altri?

E quali sono i loro salari?

Qui a Superprof vogliamo capire se queste affermazioni siano veritiere e se i luoghi comuni sulle professioni letterarie corrispondano alla realtà!

Quali sono le cosiddette “professioni letterarie”?

Quindi, tutte queste lezioni di letteratura italiana a cosa potrebbero portarti?

Prima di tutto è necessario interrogarsi sui mestieri che possiamo definire letterari, poiché questo termine può sembrare un po’ troppo ampio… e in effetti lo è! Le professioni letterarie sono generalmente esercitate da persone che hanno ricevuto una formazione universitaria di stampo umanistico, storico e letterario. Storia, filosofia, letteratura italiana, storia della letteratura, letterature comparate, lingue moderne, lingue classiche: i percorsi universitari possibili sono molto vari e possono portare a professioni assai diverse tra loro!

 

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I percorsi possibili per i neo diplomati che alle superiori hanno frequentato un liceo e che si sono innamorati della letteratura rinascimentale, dei poeti ermetici o della storia della letteratura classica possono quindi essere molto diversificati. Negli anni delle superiori ci si concentra sull’affinare le abilità di scrittura e sull’acquisire le conoscenze generali, mentre all’università ci si specializza sugli aspetti che si prediligono. Molti studenti vorrebbero frequentare delle scuole di giornalismo, per esempio. Si tratta di un percorso ambito è piuttosto complesso, che prevede ottime capacità di scrittura e una certa ambizione, qualità che si manifestano già negli anni delle superiori.

Il giornalismo è uno dei tanti sbocchi della laurea in lettere. Quella del giornalista è una delle possibili professioni a cui puoi arrivare studiando lettere.

Alcune professioni richiedono buone capacità di scrittura.

Queste abilità sono fortemente richieste nella formazione giornalistica, pertanto prima di intraprendere un percorso formativo di questo genere è fondamentale compiere un serio bilancio di competenze.

Vi segnaliamo inoltre che un percorso formativo di stampo giornalistico permette anche di diventare editor (e quindi, con un po’ di fortuna, caporedattore!), ma anche conduttore radiofonico, fotoreporter, manager editoriale, giornalista sportivo e tanto altro ancora!

Questo elenco lungo e non esaustivo dimostra che i mestieri svolti da coloro che hanno scelto un percorso formativo letterario possono essere molto diversi. Chi ama i libri può anche scegliere una formazione finalizzata al lavoro in biblioteca, per diventare un libraio o per orientarsi verso le professioni editoriali.

Poiché le lingue moderne occupano un ruolo importante negli studi liceali molti studenti decidono di migliorare il loro livello proseguendo nello studio di esse a livello universitario. Ci si può quindi specializzare nell’ambito della traduzione (traduttore-interprete, per esempio), oppure dedicarsi all’insegnamento diventando professore di lingue oppure orientarsi verso il settore del turismo.

Il settore dell’insegnamento è certamente uno dei più floridi e raccomandabili, poiché si tratta di un contesto nel quale sono innumerevoli le situazioni presso le quali spendere le proprie competenze. Inoltre, c’è il campo artistico, così come le scienze umane e le scienze sociali, che possono adattarsi perfettamente a coloro che hanno passioni umanistiche e culturali! In effetti dato il numero molto elevato di professioni letterarie, è davvero possibile affermare che i salari di tali lavori stipendi siano davvero i più bassi del mercato?

 

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Concetti e preconcetti sugli “umanisti”

Se c’è un settore che soffre di pesanti pregiudizi, è proprio quello legato ai mestieri di natura umanistica e letteraria! In effetti questo settore è spesso considerato chiuso e piuttosto “predefinito”. L’ultimo sondaggio serio su questo argomento è stato condotto dal quotidiano Le Monde nel 2011. Facendo una piccola indagine nel mondo della carta stampata e dei media si evince che il mondo delle belle lettere non gode di una buona reputazione, né di una nomea lusinghiera! Gli appassionati di materie umanistiche sarebbero infatti dei “fannulloni” poco volenterosi e allergici alla matematica, destinati alla disoccupazione o, nella migliore delle ipotesi, all’insegnamento!

Gli umanisti sono proprio negati in matematica?

Nel corso del tempo queste idee preconcette ha prodotto un lento ma progressivo allontanamento da parte degli studenti dai percorsi umanistici. Le prospettive di lavoro scarse han reso sempre meno appetibili i percorsi di studio di stampo letterario e culturale, visti sempre di più come studi “inutili” e poco proficui. Ma è proprio così?

Spesso la gente è convinta che le materie scientifiche possano darci maggiore sicurezza lavorativa. Ma siamo proprio sicuri del fatto che le materie scientifiche possano darci maggiore sicurezza lavorativa?

Gli studenti, immersi in un contesto scolastico e culturale poco incline ad orientarli a questi studi, man mano si dirigono verso percorsi di studi considerati oggettivamente più utili e job-oriented. Le professioni letterarie sono quindi considerate poco appetibili per via delle retribuzioni (apparentemente!) basse e per via delle scarse possibilità di impiego.

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Tuttavia pare sia in atto una piccola rivoluzione!

A dispetto del trend decennale si è verificato un piccolo incremento nell’ambito degli studi umanistici, in controtendenza rispetto al passato più recente! Ciò potrebbe significare che alcune professioni iniziano a essere considerate appetibili e che il mondo delle belle lettere potrebbe non essere destinato all’oblio più totale!

Speriamo! Prova a fare un piccolo test intorno a te: chiedi alle persone cosa intendano per “ben pagato”! Ti renderai presto conto della soggettività di questo termine! Alcuni risponderanno che considerano un buon stipendio da 1500 €, mentre per altri l’importo accettabile sarà dell’ordine dei 7000 mensili! Un divario importante e che rende bene l’idea di quanto l’argomento salario sia controverso e passibile di visioni e orientamenti diversi! Si tratta quindi di un argomento che prevede un certo grado di soggettività!

Cosa intendi per ben pagato?

Secondo alcuni sondaggi sarebbe considerato in media “ben pagato” un lavoro che consenta di far guadagnare tra i 3000 e i 5000 euro lordi mensili. Ora ti starai certamente chiedendo se le professioni letterarie possano raggiungere questa soglia simbolica.

Ricorda che le tipologie professionali sono così varie  che è quasi impossibile sapere quale sia lo stipendio medio. Secondo gli stessi sondaggi gli avvocati (considerati anch’essi come parte del settore umanistico- letterario) figuravano al sesto posto dei professionisti più pagati con un reddito mensile lordo di 8000 €.

Questo esempio è tuttavia relativo, perché, nonostante questa classifica, molti avvocati all’inizio della carriera lottano per varcare la soglia dei 2000 € mensili! Pertanto all’interno della stessa professione e degli stessi studi letterari, si possono quindi trovare forti disparità.

Lavori letterari con salari alti

È relativamente facile conoscere la paga di coloro che lavorano nel settore pubblico perché non sussiste una differenza salariale significativa all’interno dello stesso ambito lavorativo.  Un insegnante di scuola superiore può aspirare a un guadagno di 1300-1400 euro mensili avanzando nella carriera, e non si tratta pertanto di una cifra considerabile come “alta”, anzi… Non è certo una professione che potremmo definire “ben pagata”.

Libera professione e denaro sono un connubio difficile da creare, ma non impossibile. Per molte professioni legate all’ambito umanistico dovrai pensare alla libera professione per guadagnare!

Per le altre professioni letterarie abbiamo visto che gli avvocati erano gli unici a comparire nel tavolo delle professioni più pagate, nonostante una sfumatura da prendere in considerazione. Ma gli altri?

I traduttori, ad esempio, lavorano spesso come liberi professionisti. Ci sono diversi mestieri nella traduzione, come traduttore letterario, interprete di conferenza, etc. Questi professionisti possono guadagnare all’inizio della loro carriera tra 250 e 450 euro netti al giorno. Secondo i nostri calcoli, lavorando solo tre volte a settimana, potrebbero arrivare a guadagnare fino a 5400 € al mese! Non male, no? Scopri gli sbocchi professionali di un umanista.

Stesso discorso per il traduttore tecnico, che negozierà caso per caso il suo contratto, mentre il traduttore letterario sarà pagato a pagina (fino a 30 € per una pagina di 2000 caratteri per le lingue più particolari). Il salario qui dipende dal numero di contratti, ma può raggiungere cifre piuttosto alte.

Le disparità che abbiamo menzionato prima per gli avvocati sono le stesse per i giornalisti.

Un freelance avrà difficoltà a sbarcare il lunario se ottiene pochi incarichi mentre un editor può guadagnare fino a 5300 € lordi al mese. Un docente universitario (o ricercatore-insegnante) guadagna 2000 € netti all’inizio della carriera per raggiungere i 3000 € dopo un po’ di anni di anzianità! Si tratta certamente di un settore molto chiuso ed elitario, ma, anche in questo caso, parliamo di cifre allettanti!

Quindi non ti scoraggiare se sei un umanista in erba… non abbandonare il tuo sogno e persegui i tuoi obiettivi!

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