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Lezioniprivate: mini guida per pagare un insegnane con partita Iva

Di Catia, pubblicato il 21/03/2019 Blog > Lezioni private > Prendere Lezioni Private > Domande Sul Pagamento delle Lezioni Private con Partite Iva

In Italia, si stima che uno studente su due faccia ricorso a insegnanti a domicilio per poter superare le difficoltà scolastiche.

A differenza di quello che si pensa, l’Italia non è l’unico paese europeo dove l’insegnamento privato interviene in maniera massiccia per supplire alle carenze del sistema scolastico.

In Francia, per esempio, il giro d’affari delle lezioni a domicilio si aggira intorno ai 2.5 miliardi di euro, o almeno, questa è la punta dell’iceberg che viene dichiarata al fisco, ossia una stima del 10% del totale.

In Italia la situazione è molto simile. Le stime della Fondazione Luigi Einaudi parlano di un mercato delle ripetizioni scolastiche di circa 1 miliardo, di cui appena il 10% viene retribuito regolarmente.

Sicuramente anche tu sei uno di quelli che prendono lezioni a domicilio, magari per tuo figlio che cerca ripetizioni a Roma, o in altre città.

Le nuove regole sulle prestazioni di lavoro occasionale hanno reso molto facile pagare le lezioni private legalmente, il libretto famiglia.

Con questo strumento si pagano appunto delle prestazioni occasionali. Se invece il tuo insegnante dà lezioni private come lavoro continuativo e professionale, come ti devi comportare?

E’ semplice, devi pensare a fargli un contratto di lavoro oppure chiedergli se ha la partita Iva.

Vediamo proprio come puoi pagare le lezioni private a un insegnante che ha la partita Iva. 

Quali sono le nuove norme sulla partita Iva e come influenzano le lezioni private?

Prima di capire come remunerare il tuo insegnante è bene conoscere qualcosa di più sulla partita Iva perché a seconda del regime che ha il tuo insegnante, la fattura che pagherai potrebbe essere più o meno salata.

Oggi hai tutti gli strumenti per pagare le lezioni private regolarmente con partita Iva o libretto famiglia. Le lezioni private non sono un labirinto: tra libretto famiglia e partita Iva è facile trovare la strada della legalità!

Insegnante privato con partita Iva, che cosa ti cambia?

Se l’insegnante che hai scelto per dare ripetizioni a tuo figlio ha la partita Iva, vuol dire che svolge l’attività di insegnamento in maniera continuativa e professionale.

Per quel che riguarda le tue lezioni private, vuol dire che non potrai usare il libretto famiglia, il nuovo sistema per remunerare le prestazioni occasionali acquistando una sorta di crediti sul sito dell’Inps.

Al pagamento invece, dovrai provvedere a seconda del regime fiscale del tuo insegnante e in base alle nuove regole su pagamento delle tasse e fatturazione elettronica.

Flat tax per lezioni private 2019

Le maggiori novità in tema di lezioni private sono state introdotto con la Legge del Bilancio del 2019 e la Flat Tax per le lezioni private.

Spesso si sente parlare di quanto siano scorretti gli insegnanti della scuola pubblica a dare lezioni private.

In realtà gli insegnanti della scuola pubblica hanno tutto il diritto di dare lezioni private se rispettano le regole fissate dalla legge 297/1994 in materia di pubblica istruzione.

In particolare, dall’art 508 si capisce che:

  • gli insegnanti devono avere l’autorizzazione del proprio dirigente scolastico
  • l’attività di insegnamento non deve essere incompatibile con l’attività e la neutralità del docente;
  • il docente non può insegnare privatamente a studenti del proprio istituto

Detto questo, le novità della Legge di Bilancio 2019 sono che le attività di insegnamento supplementare private sono tassate separatamente rispetto allo stipendio da insegnante con un’aliquota del 15%.

Questo vuol dire che ogni ora di lezione che prende l’insegnante, il 15% va in tasse per lo stato. Per gli insegnanti è un bel risparmio perché finora dovevano pagare tra il 28% e il 37%, a seconda dell’aliquota.

La flat tax va versata come l’Irpef entro il 30 giugno se l’insegnante dichiara le tasse con il modello redditi e il 30 novembre per il versamento dell’acconto.

Cerca solo di capire se il tuo insegnante ha partita Iva, se paga l'iva, se ha l'obbligo di fatturazione elettronica per essere in regola con il fisco. E’ l’insegnante che calcola il prezzo delle lezioni private in base al proprio regime fiscale!

Fattura elettronica e lezioni private

L’altra grande novità del 2019 è che chi ha la partita Iva ha l’obbligo di emettere la fattura elettronica.

A ogni operatore economico viene associato un numero. Tramite Pec, posta certificata, viene emessa una fattura entro 10 giorni da parte di chi offre il servizio. Chi usa il servizio può pagare con bonifico o altri metodi di pagamento.

Ci sono dei casi in cui il tuo insegnante privato non è costretto a usare la fattura elettronica:

  • se rientra nel regime forfettario in base alla legge 190/2014
  • se rientra nel regime dei minimi in base al decreto legislativo 98/2011

Per te che prendi lezioni a domicilio come privato, è importante sapere che non c’è l’obbligo di fattura elettronica perché vuol dire che il tuo insegnante può farti una fattura cartacea ed essere in regola con il fisco.

Sul sito dell’Agenzia delle entrate trovi più informazioni sulle regole del 2019 per il regime forfettario agevolato.

Come influiscono regime fiscale e tasse per partite Iva sulle lezioni a domicilio?

Anche se prendi lezioni private in maniera occasionale, sappi che non puoi usare il libretto famiglia se il tuo insegnante ha la partita Iva.

Facciamo un confronto tra libretto famiglia e partita Iva.

Tra libretto famiglia e partita Iva cambia qualcosa nel prezzo delle lezioni a domicilio?

In realtà no, valgono le stesse regole generali per cui il prezzo delle lezioni dipende da diversi fattori:

  • esperienza e titoli di studio dell’insegnante
  • tipo di corso e metodologia applicata
  • materiali usati
  • luogo e durata delle lezioni

A decidere il prezzo delle lezioni private non è tanto il regime fiscale, ma le necessità dello studente insieme alle competenze dell'insegnante. Il prezzo delle lezioni private dipende da molti fattori!

Oltre a questi fattori generali, che ne sono alcuni specifici legati alla partita Iva. Come accennavamo, ci sono delle partite Iva che hanno delle agevolazioni fiscali.

Chi ha aperto una partita Iva con il regime forfettario del 2014 e con il regime dei minimi del 2011 ha diversi vantaggi:

  • non deve pagare la partita Iva
  • ha un’aliquota diversa da pagare tra il 5% e il 15% a seconda dei limiti
  • chi ha il nuovo regime forfettario 2019 può fatturare fino a 65.000€ e pagare un forfettaro del 15%

Il regime fiscale influisce sul tipo di prezzo perché è normale che se le tasse sui redditi sono più alte, anche il prezzo delle lezioni è più alto. Tuttavia, il regime fiscale è più una questione che riguarda l’insegnante. E’ lui o lei che ne deve tenere conto prima di fissare la propria tariffa e comunicare a te il prezzo finale, tutto incluso.

Quando valuti se accettare o meno la tariffa richiesta dall’insegnante ricordati che nelle lezioni private il prezzo lo fanno un insieme di variabili che riguardano la materia insegnata, l’esperienza dell’insegnante e il grado di conoscenza dello studente.

Quindi, indipendentemente dal regime, forfettario, dei minimi o ordinario, un insegnante valuterà la propria tariffa oraria tenendo conto di tutte queste variabili.

L’unico consiglio che possiamo darti è chiedere all’insegnante di specificare sempre se la tariffa oraria che ha indicato include l’Iva. In questo modo, puoi scegliere il tuo insegnante sapendo quale sarà il prezzo totale che andrai a pagare.

Qual è l’alternativa alla partita Iva per le lezioni private?

E se il tuo insegnante privato non ha la partita Iva, come si fa a prendere lezioni private ed essere in regola con il fisco?

Niente panico, ci sono altri strumenti che puoi usare se l’insegnante a domicilio che hai scelto non dispone di partiva Iva.

Libretto famiglia in alternativa alla partita Iva per le lezioni a domicilio

Il libretto famiglia è uno strumento che regola tre tipi di prestazioni economiche tra privati:

  • Piccoli lavori domestici e giardinaggio ossia collaboratori domestici, giardinieri ecc.
  • Assistenza domiciliare a bambini e anziani, ovvero baby-sitter e badanti
  • Insegnamento privato supplementare, quindi, gli insegnanti a domicilio

Per capire se si tratta di una prestazione occasionale il compenso che dai ai prestatori non deve superare i 5.000€ in totale e i 2.500€ per prestatore. Il tuo insegnante di matematica o latino e greco non deve aver lavorato con te nei sei mesi precedenti con contratto.

Ricordati che puoi usare il libretto famiglia solo se sei un privato!

Ti stai chiedendo perché usare il libretto famiglia?

Per saperne di più su libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale vai sul sito dell'INPS. Conosci le nuove regole sul le prestazioni occasionali?

Contratto di prestazione occasionale per lezioni private

Se sei un’azienda o un libero professionista che prende lezioni private nell’esercizio della propria attività lavorativa devi usare uno specifico contratto di prestazione occasionale.

E’ come il libretto di famiglia, solo con alcune piccole differenze:

  • a usare il contratto di prestazione occasionale sono aziende e libri professionisti
  • la paga minima è fissata in 9€ l’ora
  • le prestazioni sociali (pensione, malattia, invalidità) sono detratte direttamente dall’Inps ma le percentuali sono 33% per Inps, 3.5% per Inail mentre nel libretto famiglia sono fissati a 16.5% e 2.5%.

Fare un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato all’insegnante

Se il lavoro del tuo insegnante a domicilio supera il tetto dei 5.000€ e non è dotato di partita Iva, per regolarizzare la sua situazione lavorativa devi stipulare un contratto a tempo determinato o indeterminato.

Per ora, valgono le regole introdotte con il Decreto dignità che modifica leggermente il precedente Jobs Act sui contratti di lavoro.

Diciamolo chiaramente, il caso di genitori che cercano un insegnante privato sui propri figli difficilmente ricade nei contratti di lavoro subordinato.

Piuttosto è molto più probabile che l’insegnante abbia una seconda attività e svolga l’insegnamento per un valore più basso dei 2.500€ annui. Lo studio della Fondazione Einaudi del 2016 aveva stimato che la spesa media delle famiglie per le ripetizioni scolastiche era di 1.620€ l’anno.

Come vedi, in teoria siamo sotto la soglia dei 2.500€ lordi.

Nel caso il tuo insegnante sia un professionista delle lezioni private puoi pagare tranquillamente le tue lezioni quando ti emette la fattura.

La prima cosa da fare quando scegli un insegnante è chiedergli sotto quale regime fiscale lavora: prestazioni occasionali, partita Iva ecc.

In base alla sua risposta saprai se attivarti per richiedere all’Inps il libretto famiglia o se aspettare che l’insegnante emetta fattura elettronica o cartacea, a seconda delle agevolazioni, per pagare il prezzo delle lezioni e l’Iva, se dovuta.

Per ogni dubbio, visita i siti di Inps, Agenzia delle Entrate o chiedi al tuo consulente fiscale di fiducia.

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