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Prestazioni occasionali e partita Iva per chi cerca prof

Di Catia, pubblicato il 27/03/2019 Blog > Lezioni private > Prendere Lezioni Private > Come Pagare le Lezioni Private Legalmente?

Secondo uno studio condotto dalla Fondazione Luigi Einaudi almeno 500 mila studenti di medie e superiori prendono lezioni private.

Gli alunni in difficoltà che si affidano all’insegnamento privato supplementare sarebbero il 6% del totale degli studenti.

Secondo lo stesso studio uscito nel 2016, la spesa annua delle famiglie per le ripetizione scolastiche è di 1620€. Questo vuol dire che il mercato delle ripetizioni scolastiche in Italia vale circa 1 miliardo di euro.

Il 90% di questo valore, però, non viene dichiarato al fisco. Per questo, lo stato ha deciso di mettere a disposizione delle famiglie e dei lavoratori autonomi e liberi professionisti degli strumenti per inquadrare le ripetizioni.

Vediamo quali sono le opzioni per poter pagare il tuo insegnante a domicilio senza rischiare di alimentare il mercato lavoro nero.

Perché chi cerca lezioni dovrebbe usare il libretto famiglia?

Quando paghi un insegnante privato perché venga a casa tua a dare ripetizioni di matematica, italiano o inglese a tuo figlio, si tratta di una prestazione economica che va inquadrata in base alle leggi in materia di lavoro.

Se la prestazione è occasionale non è obbligatorio fare un contratto di lavoro, ma puoi usare il libretto famiglia.

Il libretto famiglia è previsto espressamente per le lezioni a domicilio. Quali sono le nuove regole per l’insegnamento privato supplementare?

La legge 96 del 21 giugno 2017 ha sostituito i vecchi voucher e buoni lavoro con uno strumento digitale per pagare chi lavora a domicilio versando anche i contributi.

Ecco uno dei motivi per usare il libretto famiglia con le lezioni private.

Per usare i libretto famiglia devi rispettare i limiti e i vincoli economici:

  • Il libretto famiglia vale solo per le prestazioni a domicilio come piccolo aiuto domestico, assistenza a bambini e anziani e insegnamento privato supplementare;
  • L’insegnante non deve aver lavorato per te con un contratto nei precedenti sei mesi;
  • Non puoi spendere più di 5.000€ l’anno per le prestazioni occasionali e più di 2.500€ per prestatore, nel tuo caso, l’insegnante.

Ci sono diversi vantaggi nell’usare il libretto famiglia:

  • Non devi per forza fare un contratto di lavoro da dipendente per le lezioni a domicilio;
  • Puoi gestire il libretto famiglia online comunicando le informazioni sulla prestazione sul sito dell’Inps;
  • Non hai bisogno di contanti per pagare le prestazioni perché acquisti il libretto online e poi ci pensa l’Inps a trasferire il pagamento all’insegnamento trattenendo la percentuale per pensione e assicurazione su infortuni.

Il libretto famiglia quindi, è uno strumento che tu l’insegnante potete usare per regolarizzare il pagamento delle lezioni private includendo anche contributi e malattie, tramite il sito dell’Inps.

Annuncio ripetizioni: come si usa il libretto famiglia?

Se non sai come usare il libretto famiglia puoi chiamare il Contact centre dell’Inps o fare una delega a un patronato o un intermediario, così penseranno loro a iscriverti al portale.

Per prima cosa, devi sapere che il libretto famiglia non è altro che un titolo di pagamento che include già le prestazioni sociali. Infatti per ogni 10€ di transazione la somma che paghi è suddivisa in questo modo:

  • 8€ netti vanno al prestatore
  • 1.65€ sono per la pensione di invalidità vecchiaia o superstiti
  • 0.25€ sono per l’assicurazione infortuni sul lavoro
  • 0.10€ sono per le spese di gestione sostenute dall’Inps

La seconda cosa che devi sapere è che il libretto famiglia è uno strumento che puoi gestire online.

Il libretto famiglia è uno strumento elettronico che semplifica il pagamento delle lezioni private e dei contributi pensionistici. Per gestire i pagamenti all’insegnante privato basta andare sul portale dedicato dell’Inps!

Per poterlo usare devi seguire queste procedure:

  • Iscriviti sul sito dell’Inps da solo o fatti aiutare da un patronato o un intermediario con delega;
  • Inserisci i tuoi dati e quelli dell’insegnante;
  • Acquista il libretto famiglia tramite il portale dei pagamenti o il modello F24 Elide con causale LIFA.

In concreto il pagamento delle lezioni private avviene in questo modo:

  • Entro il 3 del mese devi accedere al tuo profilo e comunicare tutte le informazioni richieste su luogo, data, prezzo e durata della prestazione;
  • Entro il 15 del mese l’Inps effettua il pagamento all’insegnante trattenendo per sé i contributi per la pensione, l’assicurazione e i costi di gestione;
  • All’insegnante arriva un SMS che lo informa sul pagamento che sta per ricevere.

Le domande più frequenti per chi trova un prof privato a partita Iva

Il libretto famiglia non è l’unica alternativa al contratto di lavoro come dipendente per inquadrare le lezioni a domicilio. Alcuni insegnanti infatti, lavorano in maniera continuativa e a titolo professionale nell’insegnamento privato supplementare, per questo hanno la partita Iva.

Cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande per chi trova un prof a partita Iva.

Cosa cambia se un insegnante privato usa la partita Iva?

In realtà, per te che prendi lezioni private, cambia poco se il tuo insegnante ha la partita Iva. L’importante è che quando stabilite il prezzo della tariffa oraria sia chiaro se la tariffa è comprensiva o meno di Iva.

Per tua informazione generale, sappi che puoi trovare insegnanti che hanno partite Iva con regole e funzionamenti diversi perché negli ultimi anni la legislazione Iva è cambiata più volte.

Queste sono le maggiori novità del 2019:

  • Flat tax: gli insegnanti che non superano i 65.000€ di fatturato pagano il 15% di tasse, e non più una percentuale che va dal 28% al 37%;
  • Fattura elettronica: dal 1 gennaio 2019 c’è l’obbligo di fattura elettronica tra privati intesi come imprese e liberi professionisti. Se prendi lezioni private nell’ambito della tua attività lavorativa come libero professionista o azienda, sappi che il tuo insegnante ha l’obbligo di fatturazione elettronica.

Ci sono però eccezioni: gli insegnanti che hanno il vecchio regime dei minimi del 2011 o regime forfettario del 2014 non hanno l’obbligo di emettere fattura elettronica.

La partita Iva influisce poco sulle lezioni private perché contano di più le competenze dell'insegnante e le esigenze dello studente. Il prezzo delle lezioni private dipende da molte variabili!

La partita Iva fa aumentare il prezzo delle ripetizioni?

Essendoci dei regimi fiscali agevolati è chiaro che gli insegnanti possono decidere di praticare una tariffa più o meno alta.

In realtà, sono tanti i fattori che influiscono sul prezzo delle lezioni private:

  • le competenze dell’insegnante (titoli di studio, esperienza, specializzazioni)
  • le necessità dello studente
  • il tipo di corso, la durata, i materiali usati…

Il regime fiscale influisce sul prezzo delle lezioni insieme a tanti altri fattori che cambiano in base all’insegnante e allo studente.

L’importante è che tu e l’insegnante vi accordate per un prezzo finale specificando se è Iva inclusa.

Ci sono alternative alla partita Iva?

Se il tuo insegnante non ha la partita Iva ci sono diverse alternative per prendere lezioni private nel rispetto della legge:

  • Libretto famiglia

Si usa per le prestazioni occasionali a domicilio quindi quei lavori che non superano 2.500€ a prestatore e 5.000€ in totale. L’utilizzatore del libretto famiglia deve essere un privato.

  • Contratto di prestazione occasionale

Se prendi lezioni private nell’ambito della tua attività di libero professionista o come azienda prendendo lezioni di inglese aziendali, per esempio, puoi usare un contratto di prestazione occasionale. E’ simile al libretto famiglia perché si acquista nello stesso modo e ha gli stessi limiti economici, anche se le prestazioni sociali sono più alte ed è fissata una tariffa oraria minima di 9€ l’ora.

  • Contratto a tempo determinato o indeterminato

Quando le lezioni private non sono svolte da un libero professionista e non ricadono nelle prestazioni occasionali devi fare un contratto di lavoro al tuo insegnante a domicilio seguendo le regole del Decreto dignità.

Lezioniprivate: partita Iva e libretto famiglia a confronto

Difficilmente le lezioni private superano i 2.500€ a prestatore o i 5.000€ l’anno, quindi i casi più diffusi per remunerare le lezioni private sono attraverso gli strumenti per le prestazioni occasionali e i liberi professionisti.

Ecco un rapido confronto tra libretto famiglia e partita Iva nelle lezioni a domicilio.

Libretto famiglia

  • Si usa solo con prestazioni di lavoro occasionale che le famiglie ricevono a casa: piccolo aiuto domestico, assistenza alla persona, lezioni private.
  • Il prestatore, l’insegnante non deve essere stato alle dipendenze dell’utilizzatore, la famiglia, nei sei mesi precedenti;
  • Le prestazioni non devono superare i limiti economici di 5.000€ in totale e 2.500 a prestatore;
  • Il pagamento avviene online iscrivendosi al portale dell’Inps e dando tutte le informazioni richieste su prestatore, utilizzatore e sui dettagli della prestazione.

Il vantaggio del libretto famiglia è che basta comunicare le informazioni richieste all’Inps per far ricevere il pagamento all’insegnante inclusi i contributi.

Niente credito d'imposta per chi prende ripetizioni a domicilio. In Italia non ci sono detrazioni per le lezioni private!

Partita Iva

  • La partita Iva viene aperta da un insegnante che svolge la professione abitualmente e in maniera autonoma. Per intenderci è sopra i 5.000€ e non ha un contratto per fare questo lavoro.
  • Ci sono diversi regimi fiscali attualmente in vigore per chi ha la partita Iva: regime dei minimi, regime forfettario e l’attuale regime forfettario agevolato introdotto dalla legge di bilancio 2019.
  • Un insegnante privato con partita Iva fissa la propria tariffa liberamente a seconda delle proprie competenze ed esperienza, ma anche del regime fiscale.
  • Il libero professionista pensa da solo a pagarsi i contributi, tu devi solo saldare la fattura inclusa l’Iva se prevista dal regime.

Il vantaggio della partita Iva è che comunichi direttamente con l’insegnante senza intermediari ed è l’insegnante stesso a pensare a pagare le proprie tasse.

Purtroppo in Italia, ancora non c’è un sistema per incentivare le famiglie a dichiarare le lezioni private. Non ci sono crediti d’imposta, come in Francia, dove le famiglie recuperano il 50% delle spese sostenute.

Per ora, ti basta chiedere all’insegnante qual è la sua situazione contrattuale e lavorativa per capire se ha partiva Iva oppure se potete usare il libretto famiglia nei limiti previsti dalla legge.

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