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È meglio pagare le lezioni private con partita Iva o libretto famiglia?

Di Catia, pubblicato il 22/03/2019 Blog > Lezioni private > Prendere Lezioni Private > Lezioniprivate: Partita Iva e Libretto Famiglia a Confronto

Le ripetizioni di italiano, matematica o inglese fanno parte di quello che viene definito insegnamento privato supplementare.

Un insegnante preparato viene a casa tua e aiuta te o tuo figlio a migliorare le vostre conoscenze. Il fatto che le lezioni private si tengano a domicilio non vuol dire che non ci siano delle regole da rispettare.

Infatti, quando paghi una persona per una prestazione economica devi dichiarare questa attività al fisco.

Ora, si sa che in Italia l’economia sommersa occupa una percentuale enorme del Pil, prodotto interno lordo. Le stima parlano almeno del 12.5% del Pil per un totale di 200 miliardi, di cui 18 miliardi circa vengono prodotti dalla criminalità organizzata.

Le lezioni private occupano una fetta decisamente piccola del sommerso perché secondo le stime dalla Fondazione Luigi Einaudi avrebbero un giro d’affari di circa 1 miliardo di euro.

Solo il 10% viene dichiarato al fisco, ecco perché lo stato ha puntato negli ultimi anni, a incentivare la legalità prevedendo degli strumenti semplici per prendere lezioni private legalmente.

Questi strumenti per un privato sono essenzialmente due: il libretto famiglia e la partita Iva. Quale conviene usare?

Facciamo un piccolo confronto tra libretto famiglia e partita Iva per capire quali sono i vantaggi nell’utilizzarli.

Quando usare il libretto famiglia per le lezioni private?

Buoni lavoro e voucher ormai non esistono più. La legge 96 del 21 giugno 2017 ha introdotto un nuovo modo per inquadrare le prestazioni di lavoro occasionale.

Il libretto di famiglia offre un pagamento online alle prestazioni a domicilio, incluse le lezioni private. Con il libretto famiglia non hai bisogno di contanti!

Si tratta del libretto famiglia, uno strumento digitale che le famiglie possono acquistare sul sito dell’Inps per pagare tre tipi di prestazioni di lavoro occasionale:

  • piccoli lavori domestici
  • assistenza domiciliare a bambini e anziani
  • insegnamento privato supplementare

Come avrai capito, l’insegnante che viene a casa a fare lezioni a tuo figlio rientra nella terza categoria, quindi è una delle attività che si possono pagare con il libretto famiglia.

Attenzione, però. Il libretto famiglia si usa solo se le prestazioni di lavoro sono occasionali.

Come si fa a capire che un lavoro è occasionale?

Basta guardare i limiti economici previsti dalla legge. A ogni prestatore, nel tuo caso un insegnante, non puoi pagare più di 2.500€ l’anno e, in totale, non puoi superare i 5.000€ l’anno per lavori occasionali.

Per le lezioni private è semplicemente perfetto!

Secondo uno studio della Fondazione Einaudi le famiglie italiane spenderebbero 1.620€ l’anno per le ripetizioni.

Siamo quindi sotto la soglia dei 2.500€.

Ecco i passi concreti da fare per usare il libretto famiglia:

  • tu e l’insegnante vi dovete iscrivere al portale dell’Inps;
  • dovete dare tutte le informazioni richieste su luogo, prezzo, durata delle lezioni;
  • devi pagare con un modello F24 Elide o altri sistemi di pagamento previsti;
  • devi comunicare entro il 3 di ogni mese quante ore di lezione avete fatto così sarà l’Inps a trasferire il pagamento all’insegnante trattenendo una parte per le prestazioni sociali e il costo di gestione.

Il libretto famiglia può essere usato solo dai privati. Per le aziende e i liberi professionisti che usano prestazioni nell’ambito del proprio lavoro esiste il contratto di prestazione occasionale.

Ti stai chiedendo perché usare il libretto famiglia? In realtà la risposta è semplice: per prendere lezioni private nel rispetto della legge e garantire al tuo insegnante versamenti per pensione e infortunio.

Per qualunque domanda su come usare il libretto famiglia per le lezioni private chiama il Contact centre dell’Inps!

Come funziona la partita Iva per le ripetizioni?

Quando il tuo insegnante lavora in maniera continuativa e non occasionale, in genere ha un contratto di lavoro con un ente di formazione oppure lavora a partita Iva.

Con un insegnante con partita Iva devi solo preoccuparti di chiedere se il prezzo della lezione include l'Iva. E’ il libero professionista che calcola da solo la tariffa da applicare alle lezioni private!

Per te, significa che non puoi pagarlo con il libretto famiglia perché l’insegnante non fa prestazioni di lavoro occasionale.

Allora, il saldo delle lezioni avviene con l’emissione della fattura. Dopo la lezione o alla fine del mese, l’insegnante a domicilio ti fa una fattura che può o non può prevedere l’Iva, a seconda del regime fiscale che adotta.

Attualmente in Italia coesistono più regimi fiscali perché, come avrai notato, negli ultimi tempi ci sono stati molti cambiamenti in materia di lavoro.

La legge di bilancio del 2019 ha modificato il regime forfettario agevolato per cui si paga un forfait del 15% dell’imponibile se si fattura meno di 65 mila euro l’anno.

Tuttavia, ci sono persone che hanno aperto la partita Iva quando c’erano altri regimi agevolati come quello forfettario del 2014 e quello dei minimi introdotto nel 2011. Qui le tasse vanno dal 5% al 15% e l’Iva non è dovuta.

A te cosa cambia?

In realtà nulla, perché è l’insegnante che deve fissare la propria tariffa tenendo conto delle tasse che deve pagare e delle prestazioni sociali. 

L’importante è che il prezzo finale che ti comunica sia comprensivo di tutto.

Chiedi sempre di specificare se i prezzi sono Iva inclusa!

Se hai domande su partita partita Iva e libretto famiglia puoi vedere i siti di Inps e Agenzia delle Entrate o chiedere a un esperto in materia fiscale!

Qual è il metodo di pagamento più conveniente?

La domanda che molte famiglie si fanno è se conviene pagare l’insegnante privato con il libretto famiglia o farsi fare la fattura da chi ha partita Iva. In realtà, ci sono vantaggi in entrambi i tipi di pagamento.

Contanti, carta di credito o bonifico sono tutti strumenti per pagare legalmente le lezioni a domicilio. Ci sono diversi modi per pagare le lezioni private!

Vediamo i vantaggi del libretto famiglia:

  • è uno strumento online per cui basta iscriverti a un portale;
  • non devi pensare a pagare l’insegnante di volta in volta perché basta comunicare all’Inps l’avvenuta prestazione entro il 3 del mese;
  • oltre al prezzo della lezione è prevista una quota per pensione, malattia, infortuni…
  • ci pensa direttamente l’Inps a pagare l’insegnante con il metodo di pagamento online che avete scelto;
  • niente più contanti con il libretto famiglia.

Uno svantaggio del libretto di famiglia potrebbe essere il fatto che passa tutto per la rete. Puoi farti aiutare da un patronato, se non sei molto bravo con il computer!

Questi sono i vantaggi della partita Iva:

  • non devi fare un contratto di lavoro all’insegnante perché lavora come libero professionista;
  • è l’insegnante che emette la fattura per te e tu devi solo pagare nel modo che ritieni più opportuno;
  • comunichi direttamente con l’insegnante senza intermediari.

Di svantaggi apparenti la partita Iva non ne ha, almeno per chi riceve lezioni private.

Anche la domanda su quale sia meglio tra libretto famiglia o partita Iva in realtà, riguarda più gli insegnanti che altro!

L’unica cosa di cui devi preoccuparti è quella di chiedere all’insegnante che hai scelto qual è la sua situazione fiscale:

  • Se offre prestazioni di lavoro occasionali, sotto i 5.000€, sai che puoi usare il libretto famiglia.
  • Se invece supera questa soglia e non ha un contratto con un ente terzo per darti lezioni private, sai che ha la partita Iva.

Ci sono crediti di imposta per chi prende lezioni private?

Un’altra domanda che gli esperti e anche alcune famiglie cominciano a farsi è se ci sono dei vantaggi fiscali nel dichiarare le lezioni private e le altre prestazioni a domicilio.

In realtà la risposta è no. Le famiglie non possono “scaricarsi” le lezioni private, non pagano quindi meno tasse perché suppliscono di tasca propria ai bisogni formativi di chi ha diritto allo studio.

Il punto centrale della questione è proprio questo. Le lezioni private per i bambini e i ragazzi in età scolare vengono richieste per poterli aiutare a superare le difficoltà scolastiche.

La domanda che si fanno molti è: se c’è il diritto all’istruzione, ma anche l’obbligo di andare a scuola perché non è lo stato a farsi carico delle lezioni private supplementari?

In Francia lo stato aiuta a pagare le lezioni privare, in Italia invece si è molto lontani da questo contributo. Le lezioni private accendono sempre il dibattito sulla pubblica istruzione!

In realtà le scuole fanno già quello che possono attivando corsi di recupero pomeridiani e gratuiti. I fondi, però, sono troppo bassi, non si riescono a coprire le esigenze di tutti e, soprattutto, non c’è un percorso individuale.

Per questo molte famiglie continuano e continueranno a usare le lezioni private.

Contrariamente a quello che si pensa, l’Italia non è l’unico stato europeo dove si fa un massiccio ricorso alle ripetizioni e dove il settore dell’insegnamento privato si svolge praticamente in nero.

In Francia per esempio, ogni anno vengono dichiarate al fisco 2.5 miliardi di euro. Degli studi sul settore dicono che si tratta appena del 10% delle lezioni che vengono prese, per cui il mercato delle lezioni private in Francia sarebbe di oltre 12 miliardi di euro.

Lo stato è intervenuto nel 2006 creando il CESU, uno strumento che permette di regolarizzare le prestazioni a domicilio con un sistema semplificato.

La maggiore differenza con l’Italia è che lo stato francese si assume la responsabilità di contribuire al 50% delle spese per lezioni private.

Se la stessa cosa accadesse in Italia dei 1.620 euro spesi ogni anno per le ripetizioni, le famiglie se ne vedrebbero restituire 810!

La condizione però, è che le lezioni vengano dichiarate! Ecco allora un incentivo per chi prende lezioni private a voler dichiarare ogni ora di corso.

In sintesi:

  • Confrontando i due strumenti per pagare regolarmente le lezioni private, libretto famiglia e fattura emessa da insegnanti con partita Iva, si capisce che  i vantaggi sono quelli di avere due strumenti veloci per mettersi in regola con il fisco;
  • Non esiste uno strumento migliore dell’altro: sono due modi diversi per regolarizzare le prestazioni autonome e l’attività dei liberi professionisti nel rispetto dei vincoli e limiti stabiliti dalla legge.
  • Chiedi sempre all’insegnante qual è la sua situazione: se ha la partita Iva non può usare il libretto famiglia.
  • Ad oggi, non esistono in Italia incentivi per usare il libretto famiglia o richiedere sempre la fattura al libero professionista.

Con l’esempio di altri stati europei, però, forse le cose potrebbero cambiare.

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