La televisione è come una spugna: raccoglie tutto ciò che c’è sul pavimento e quando vai a spremerla esce fuori il succo della società.
Pippo Baudo
La storia del Festival di Sanremo è inseparabile dalla storia dell’Italia del secondo dopoguerra. Nato all’inizio degli anni Cinquanta in un Paese che cercava normalità e nuovi spazi di intrattenimento, il Festival è cresciuto insieme ai media, alla musica e ai cambiamenti culturali italiani.
Quello che in origine era un elegante concorso musicale legato alla radio e al turismo di una città ligure è diventato, nel tempo, un appuntamento nazionale capace di unire generazioni diverse davanti allo stesso schermo. Con l’arrivo della televisione e il passaggio al Teatro Ariston, Sanremo si è trasformato in un grande spettacolo mediatico senza perdere il suo legame con la canzone italiana.
In questo articolo, per prepararci alla 76ˆ edizione del Festival, ripercorriamo la storia del Festival di Sanremo dalle origini al presente, non attraverso vincitori o curiosità (trattati in articoli dedicati), ma analizzando come e perché è cambiato: dal contesto del dopoguerra, alla televisione, fino al suo ruolo culturale oggi. E per creare l'atmosfera giusta, ti proponiamo una playlist dei grandi successi del Festival da ascoltare durante la lettura:
Come è nato il Festival di Sanremo?
La nascita del Festival di Sanremo non è il frutto di un’idea isolata o puramente artistica: è il risultato di un preciso contesto storico, economico e culturale.
29 gennaio 1951
Nasce il Festival di Sanremo
Il Festival entra nelle case degli italiani e diventa spettacolo visivo di massa.
1955
Sanremo arriva in TV
Il Festival entra nelle case degli italiani e diventa spettacolo visivo di massa.
1958
Sanremo in Eurovisione
Prima trasmissione internazionale: il Festival acquista visibilità europea.
1964
Il successo di “Non ho l’età”
La vittoria di Gigliola Cinquetti consacra l’eleganza della canzone italiana.
1967
Il caso Luigi Tenco
La morte di Tenco segna una crisi morale del Festival e apre un dibattito su musica e industria.
1968-69
Contestazioni giovanili
Sanremo diventa terreno di scontro tra musica commerciale e canzone d’autore.
1974
Crisi e riforme del Festival
Edizione turbolenta che porta a ripensare format e criteri di selezione.
1977
Trasferimento al teatro Ariston
Nasce il “Sanremo moderno”: nuova identità televisiva e scenica stabile.
Anni '80
L’era del grande show televisivo
Scenografie monumentali e centralità assoluta della TV generalista.
1990
Toto Cutugno vince l’Eurovision
Rafforza il ruolo europeo della musica italiana legata a San Remo.
2004-2007
Sanremo nell’era dei talent
Al Festival trionfano talenti usciti da reality e nuovi format televisivi.
2020-2024
L'epoca Amadeus
Le 5 edizioni presentate da Amadeus riportano il Festival al successo, complici anche i social e il rinnovato interesse dei giovani.
Per capire perché il Festival prende forma proprio nel 1951, bisogna guardare all’Italia del dopoguerra e al ruolo che la musica e lo spettacolo iniziano ad assumere nella ricostruzione dell’identità nazionale.
Il contesto storico dell’Italia del dopoguerra
All’inizio degli anni Cinquanta l’Italia è un Paese che sta cercando di rialzarsi dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale. Le città sono in ricostruzione, l’economia riparte lentamente e la società vive un forte bisogno di normalità, svago e speranza.
In questo scenario, l’intrattenimento assume una funzione sociale importante:
- la radio è il mezzo di comunicazione più diffuso e popolare;
- la musica leggera diventa una lingua comune capace di unire generazioni e territori;
- gli eventi culturali iniziano a essere pensati non solo come spettacolo, ma anche come strumenti di rilancio economico e turistico.
Sanremo, già conosciuta come località elegante e turistica, cerca un modo per attrarre visitatori anche in inverno, periodo tradizionalmente meno frequentato. L’idea di creare un festival musicale nasce quindi dall’incontro tra due esigenze:
- dare agli italiani un grande appuntamento culturale condiviso;
- promuovere la città ligure come meta di prestigio fuori stagione.

In questo contesto, la Rai vede nella musica un mezzo perfetto per costruire un evento nazionale che parli al cuore del Paese e, allo stesso tempo, rafforzi il proprio ruolo come servizio pubblico culturale.
La prima edizione nel 1951
La prima edizione del Festival si svolge il 29 gennaio 1951 nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, un luogo simbolo dell’eleganza cittadina. Non è ancora lo spettacolo televisivo che conosciamo oggi: è un evento pensato principalmente per la radio, con un pubblico selezionato in sala e un tono sobrio, quasi da serata di gala1.
La formula iniziale è molto diversa da quella attuale:
- poche canzoni in gara,
- un’orchestra dal vivo,
- interpreti che cantano in modo formale e composto,
- una conduzione misurata, lontana dall’intrattenimento brillante moderno.
A presentare la serata è Nunzio Filogamo, volto elegante e rassicurante della Rai, mentre la direzione musicale è affidata a Cinico Angelini, figura chiave nella definizione dello stile sonoro del primo Sanremo. L’obiettivo non è creare scandalo o spettacolo sensazionale, ma proporre una vetrina di qualità per la canzone italiana.
Fin da questa prima edizione emerge un elemento destinato a diventare centrale: Sanremo non è solo una gara tra artisti da riprendere nelle lezioni di canto, ma un rito collettivo nascente, in cui musica, città e media iniziano a intrecciarsi in modo indissolubile.
L’evoluzione del Festival negli anni
Dalla sua nascita nel 1951, Sanremo non è mai rimasto uguale a sé stesso. È cambiato insieme alla musica, alla televisione e alla società italiana, passando da elegante concorso radiofonico a grande spettacolo mediatico. La sua storia può essere letta per fasi, ciascuna caratterizzata da un diverso rapporto tra canzone, media e pubblico.
Gli anni ’50 e ’60: la nascita della canzone italiana moderna
Nei primi due decenni il Festival contribuisce a definire cosa significhi “canzone italiana moderna”.
Sul piano musicale prevalgono:
- la grande melodia,
- voci impostate e interpreti carismatici,
- testi romantici e facilmente riconoscibili dal pubblico di massa.
Sanremo diventa una vetrina nazionale per artisti che poi segneranno l’immaginario collettivo. Non è solo un concorso: è un luogo in cui si costruisce il canone della musica leggera italiana tramite i i vincitori del Festival.
Parallelamente, cambia anche il modo di fruire il Festival:
- dal 1955 entra stabilmente in televisione,
- le esibizioni iniziano a essere pensate anche per l’immagine, non solo per il suono,
- il pubblico impara a “vedere” la canzone, oltre che ad ascoltarla.
In questa fase Sanremo contribuisce a creare un linguaggio musicale condiviso che unisce Nord e Sud, città e provincia, generazioni diverse. La canzone diventa uno dei principali collanti culturali dell’Italia in ricostruzione.
Il Festival è anche segnato da eventi drammatici come il suicidio di Luigi Tenco a seguito dell'esclusione del suo brano "Ciao amore, ciao".
In onore di Tenco è stato istituito un Premio, uno dei più importanti riconoscimenti musicali italiani, assegnato a partire dal 1974, in occasione della Rassegna della canzone d'autore di Sanremo organizzata dal Club Tenco.
Gli anni ’70 e ’80: la televisione trasforma Sanremo
Tra anni ’70 e ’80 il Festival vive una svolta decisiva: non è più solo una gara musicale, ma un grande evento televisivo nazionale.
Tre cambiamenti strutturali segnano questa fase:
- Centralità della TV 📺
Le serate diventano più lunghe, più spettacolari e più costruite per il piccolo schermo. La regia, le luci, le scenografie e la presenza scenica degli artisti acquistano un peso crescente. - Il passaggio al Teatro Ariston (dal 1977) 🎭
Lo spostamento dal Casinò al Teatro Ariston non è solo logistico: cambia il linguaggio del Festival.- L’Ariston favorisce primi piani, pubblico in sala e dinamiche più teatrali.
- Sanremo assume un’identità visiva stabile, riconoscibile ancora oggi.
- Pluralità di stili musicali 🎶
Accanto alla melodia tradizionale emergono:- pop più moderno,
- cantautorato,
- sperimentazioni sonore,
- contaminazioni tra musica leggera e cultura giovanile.

In questi anni Sanremo diventa un appuntamento televisivo rituale: non solo musica, ma intrattenimento, dibattito e spettacolo.
Gli anni ’90 e 2000: nuove sonorità e generazioni
Tra fine Novanta e Duemila il Festival entra in una fase di ulteriore trasformazione, influenzata da due fattori chiave: globalizzazione musicale e rivoluzione digitale.
Sul piano artistico:
- crescono pop, rock e cantautorato contemporaneo;
- si affermano interpreti con un suono più internazionale;
- Sanremo diventa un trampolino mediatico anche per artisti già noti, non solo per esordienti.
Sul piano mediatico:
- il pubblico non è più solo televisivo:
radio, stampa e — progressivamente — internet amplificano il dibattito; - il Festival inizia a essere commentato in tempo reale, prima sui forum e poi sui social.
In questa fase Sanremo dimostra una caratteristica decisiva per la sua sopravvivenza: la capacità di adattarsi senza perdere identità. Rimane un rito nazionale, ma parla anche alle nuove generazioni e dialoga con il mercato musicale globale.
Sanremo e la musica italiana: un legame indissolubile
Fin dalle origini, il Festival di Sanremo e la musica italiana si sono influenzati a vicenda in modo profondo. Sanremo non è stato solo uno specchio delle tendenze musicali: in molti momenti ne è stato motore, acceleratore e legittimazione pubblica. Capire questo rapporto aiuta a leggere il Festival non come semplice show televisivo, ma come infrastruttura culturale della canzone italiana.
Artisti lanciati dal Festival
Sanremo ha funzionato – e continua a funzionare – come uno dei principali dispositivi di consacrazione artistica in Italia. Non è l’unico percorso possibile per una carriera musicale, ma è uno dei più potenti per almeno tre ragioni strutturali.

Nel corso dei decenni, Sanremo ha accompagnato percorsi molto diversi:
- artisti che si sono affermati come colonne portanti della canzone italiana;
- interpreti che hanno usato il Festival come trampolino verso il grande pubblico;
- musicisti che, pur non vincendo, hanno trovato a Sanremo la svolta decisiva della loro carriera.
In questo senso, il Festival è stato e resta una porta d’ingresso privilegiata al sistema musicale italiano.
Canzoni che sono entrate nella memoria collettiva
Alcuni brani presentati (e spesso premiati) a Sanremo hanno superato la dimensione della gara per diventare beni culturali condivisi: li riconoscono anche persone che non seguono il Festival o che non ascoltano abitualmente musica italiana.
Questo accade perché Sanremo ha prodotto canzoni che svolgono almeno tre funzioni sociali:
1) Colonne sonore generazionali
Molti italiani associano specifici brani sanremesi a momenti della propria vita: adolescenza, famiglia, vacanze, amori, eventi storici o personali. La canzone diventa così un archivio emotivo collettivo.
2) Narrazione del cambiamento italiano
Attraverso i brani passati dal Festival si può leggere:
- il passaggio dall’Italia del dopoguerra a quella del boom economico;
- l’emergere delle culture giovanili;
- l’arrivo della società televisiva e poi digitale;
- l’apertura a sonorità internazionali e contaminazioni stilistiche.
In altre parole, Sanremo ha registrato – in forma musicale – le trasformazioni del Paese.
3) Circolazione oltre la musica
Molte canzoni sanremesi sono entrate in:
- film e serie TV,
- pubblicità,
- programmi televisivi,
- spettacoli teatrali e cover contemporanee.
Così facendo, hanno continuato a vivere ben oltre il contesto del Festival, diventando riferimenti culturali riconoscibili anche per chi non è appassionato di musica. Viene voglia di seguire un corso di canto roma o corsi di canto torino per entrare a far parte della storia del Festival, no? 🎤
Sanremo come fenomeno culturale e sociale
Nel tempo il Festival di Sanremo è diventato molto più di una competizione musicale: è uno spazio pubblico simbolicoin cui l’Italia si racconta, si riconosce e talvolta si scontra. Ogni edizione è insieme spettacolo, rituale mediatico e arena di dibattito culturale. Per questo Sanremo va letto non solo come evento artistico, ma come fenomeno sociale.
Il Festival come specchio dell’Italia
Sanremo funziona come una lente attraverso cui osservare i cambiamenti del Paese. Non perché fotografi la realtà in modo neutrale, ma perché mette in scena valori, linguaggi e tensioni del momento storico.
Questo ruolo di “specchio” si manifesta su più livelli:
Linguaggio e immaginario
- Negli anni ’50 e ’60 prevalgono eleganza formale, lirismo e fiducia nel progresso.
- Dagli anni ’70 in poi emergono temi più personali, sociali e politici, in linea con i cambiamenti culturali del Paese.
- Dagli anni 2000 la canzone sanremese dialoga con globalizzazione, migrazioni, identità fluide e nuove forme di comunicazione digitale.
Rappresentazione dei ruoli sociali
Sanremo ha contribuito a ridefinire nel tempo l’immagine di:
- donne sul palco (da figure romantiche a artiste autrici e produttrici del proprio lavoro);
- giovani artisti (da promesse “timide” a protagonisti consapevoli e politicamente espressivi);
- pubblico (da spettatore passivo a comunità partecipativa, soprattutto con i social).
Media come parte del racconto
La televisione prima, internet poi, hanno trasformato il Festival in una narrazione collettiva: non conta solo ciò che accade sul palco, ma come viene commentato, condiviso e reinterpretato dal pubblico.
In questo senso, Sanremo non è soltanto un riflesso dell’Italia: è uno dei luoghi in cui l’Italia costruisce la propria immagine di sé.
Le polemiche e i dibattiti che accompagnano ogni edizione
Se Sanremo è così centrale, è anche perché genera discussione. Le polemiche non sono un “difetto” del Festival: sono parte integrante del suo funzionamento culturale2.
Storicamente, i dibattiti si sono concentrati su alcuni temi ricorrenti:
Musica vs. spettacolo
Ogni anno si ripropone la domanda:
Sanremo premia davvero la musica o soprattutto lo show?
Questo conflitto riflette una tensione più ampia tra arte e industria culturale in Italia.
Tradizione vs. modernità
C’è chi accusa il Festival di essere troppo conservatore e chi, al contrario, lo critica quando sperimenta troppo. Questa dialettica mostra quanto Sanremo sia percepito come custode della tradizione musicale italiana e, al tempo stesso, laboratorio di innovazione.
Rappresentatività culturale
Negli ultimi decenni il dibattito si è ampliato a questioni come:
- pluralità di generi musicali,
- presenza di artisti provenienti da contesti diversi,
- ruolo dei temi sociali e politici sul palco.
Sanremo diventa così un luogo in cui si negozia pubblicamente che cosa sia “musica italiana” nel presente.
4) Il ruolo dei media e dei social
Con l’avvento delle piattaforme digitali, le polemiche non nascono più solo dai giornali o dalla TV, ma esplodono in tempo reale online. Questo ha reso il Festival ancora più centrale nel dibattito pubblico, trasformandolo in un evento partecipativo e conflittuale.

In sintesi, le controversie che accompagnano Sanremo non lo indeboliscono: ne rafforzano il ruolo culturale, perché mostrano quanto sia percepito come un bene comune simbolico.
Perché Sanremo resta un evento centrale dopo più di 70 anni
La longevità del Festival di Sanremo non è casuale: deriva dalla sua capacità di tenere insieme continuità e cambiamento. Molti eventi televisivi o musicali nascono, brillano per qualche stagione e poi scompaiono; Sanremo, invece, si è trasformato ogni volta che l’Italia è cambiata, senza perdere la propria identità.
Il primo elemento chiave è la continuità culturale. Il Festival è diventato un appuntamento rituale: per qualche giorno all’anno, milioni di italiani condividono lo stesso programma, gli stessi commenti, le stesse discussioni. In un’epoca di consumi frammentati e piattaforme on demand, questa dimensione collettiva è sempre più rara — e proprio per questo sempre più preziosa.
Il secondo elemento è la capacità di rinnovarsi. Sanremo ha attraversato la radio, la nascita della TV, l’era del satellite, internet e oggi i social senza mai restare fermo. Ha cambiato linguaggi, ritmi, scenografie, generi musicali e modalità di partecipazione del pubblico, continuando però a riconoscersi come “Sanremo”. Questa flessibilità è ciò che gli ha permesso di sopravvivere a mode e trasformazioni tecnologiche.
Infine, Sanremo resta centrale perché è diventato un simbolo della musica italiana. Non è solo una gara: è una piattaforma che racconta chi siamo, che musica ascoltiamo e come parliamo di noi stessi. Attraverso le sue canzoni, i suoi palchi e persino le sue polemiche, il Festival contribuisce a definire cosa significa “canzone italiana” in ogni epoca.
Insieme, questi tre fattori — rito condiviso, adattabilità e valore simbolico — spiegano perché Sanremo continua a essere un punto di riferimento culturale, ben oltre il semplice intrattenimento televisivo.

Ripercorrere la storia del Festival di Sanremo significa attraversare più di settant’anni di vita italiana. Nato nel 1951 in un Paese che cercava rinascita e leggerezza, è passato dalla radio alla televisione, dal Casinò al Teatro Ariston, dalla melodia tradizionale ai suoni contemporanei, diventando molto più di un concorso canoro.
Abbiamo visto come il Festival sia cresciuto insieme ai media, alla musica e alla società: prima come vetrina elegante della canzone leggera, poi come grande show televisivo, infine come piattaforma culturale e digitale seguita anche oltre i confini nazionali. In questo percorso Sanremo ha lanciato artisti, creato brani entrati nella memoria collettiva e alimentato dibattiti che vanno ben oltre la musica.
Oggi Sanremo è al tempo stesso tradizione e laboratorio, rito nazionale e finestra internazionale, spettacolo televisivo e conversazione sociale permanente. È questa doppia natura — radicata e moderna — che lo rende ancora centrale.
In definitiva, la storia di Sanremo è anche la storia dell’Italia che canta, che guarda la TV, che discute, che cambia e che si riconosce in un appuntamento condiviso. Per questo, dopo più di 70 anni, il Festival continua a essere uno dei simboli culturali più riconoscibili del Paese. Non rimane che mettersi comodi e scoprire cosa avrà in serbo per noi la prossima edizione del Festival di Sanremo!
Fonti
- Elisabetta Pagani, Quando il festival di Sanremo si ascoltava tra un bicchiere di vino e una tartina, La Repubblica, 07 feb. 2023, https://www.repubblica.it/il-gusto/2022/01/31/news/primi_festival_di_sanremo_al_casino_tra_calici_e_canzoni-335329753/
- Francesca Petretto, A Sanremo 2026 non si canta ancora ma tra Pausini, Pucci e il SuperBowl sullo sfondo si sente già un gran chiasso, Il Fatto Quotidiano, 11 feb. 2026, https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/11/sanremo-2026-pausini-pucci-polemiche-news/8287013/
- Perché il Festival di Sanremo è così importante per gli italiani?, Italianismo, 9 feb. 2024, https://italianismo.com.br/it/por-que-o-festival-de-musica-de-sanremo-e-tao-importante-para-os-italianos/
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