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Lezioniprivate: consigli per un metodo di studi efficace

Di Catia, pubblicato il 30/06/2019 Blog > Lezioni private > Prendere Lezioni Private > Cerca Prof con una Metodo di Studio adatto Alle Lezioni Private

Perché si prendono lezioni private? Le risposte in genere sono le più scontate: per recuperare un’insufficienza, per aumentare la media, per prepararsi a un esame, per colmare le lacune, per migliorare una lingua e molte altre risposte che potremmo definire parziali.

Parziali perché sono solo una parte di un problema più ampio. La vera difficoltà di chi prende lezioni private è quella di trovare il metodo giusto per approcciare una materia, un esame, imparare a risolvere dei problemi.

Ecco perché un insegnante privato non è solo la persona che ti aiuta a fare i compiti, è anche qualcuno che ti trasmette un metodo di lavoro che ti sarà utile anche fuori dal sistema scolastico.

Vediamo insieme un metodo di studio tipo che potrebbe cambiare il tuo approccio alla scuola.

Quali qualità cercare in un annuncio ripetizioni per insegnanti?

Quando ci sono delle difficoltà scolastiche, in genere, si tende a posticipare la risoluzione del problema. L’idea di recuperare le insufficienze da solo ti sembra semplicemente impossibile. Se non hai capito degli argomenti spiegati dall’insegnante a scuola, come puoi arrivarci da solo? Se il tuo problema fosse solo una questione di mancanza di studio basterebbe metterci dell’impegno e, con una buona dose di motivazione, riusciresti a rimetterti in carreggiata.

In realtà le tue difficoltà scolastiche non sono dovute al fatto che non studi ma al modo in cui studi. Ecco perché hai bisogno di qualcuno che ti dia una mano.

Non sentirti in difficoltà, la cosa più logica da fare in questi casi è chiedere aiuto. Inoltre, non sei il solo, ma come te ci sono molti altri studenti che fanno appello alle lezioni private. Nel tuo caso, però, non devi cercare un insegnante qualunque, ma un esperto che abbia delle qualifiche ben precise.

Oltre a essere qualificato il tuo insegnante deve avere un buon metodo di studi. Le qualità da ricercare in un insegnante vanno oltre i titoli di studio!

Quali sono le caratteristiche di un buon insegnante a domicilio?

Se devi prendere ripetizioni di matematica o recuperare un’insufficienza in italiano, è ovvio che devi cercare un esperto nella materia che ti serve. I titoli di studio, però, non sono l’unica caratteristica che dovresti guardare in un insegnante a domicilio perché non basta avere una laurea in matematica per insegnare matematica.

L’esperienza è un altro elemento chiave, perché un insegnante che ha già aiutato molti studenti in difficoltà avrà acquisito un bagaglio di conoscenze su come gestire alcune situazioni che è impossibile ottenere dai libri.

Questo però, non vuol dire che un insegnante con poca esperienza non sia in grado di aiutarti. Al contrario, alcuni universitari che offrono ripetizioni agli studenti più giovani hanno un vantaggio innegabile dalla propria: sono anche loro studenti e sanno bene quanto può essere difficile stare dietro ai programmi di scuola!

Allora qual è l’elemento che fa davvero la differenza?

La capacità di trasmettere la conoscenza e di infondere un buon metodo di studio. Quando consulti un annuncio lasciato da un insegnante vedi se ci sono accenni alla metodologia che usa durante le lezioni private. Cerca di capire se ha già sostenuto degli studenti della tua età, in quella materia o con un’esigenza specifica simile alla tua.

Il tuo insegnante ideale è un ottimo pedagogo. Sa come trasmettere la conoscenza usando tecniche diverse: il gioco, la sperimentazione empirica, le simulazioni, il confronto con altri studenti.

Un insegnante privato, poi, sa bene che mantenere alta la motivazione e spingerti a lavorare in maniera costante è il segreto per la riuscita delle lezioni. Per questo, tra una lezione e l’altra si preoccupa di assegnarti dei “compiti” per la volta successiva e ti assegna degli obiettivi chiari da poter raggiungere.

Che tipo di compiti assegna un insegnante a domicilio?

Ripassare con costanza le lezioni precedenti è un modo per raggiungere gli obiettivi senza fatica. Con pochi minuti di ripasso al giorno puoi migliorare molto!

Non stiamo parlando dei compiti che assegnano a scuola, che richiedono un bel po’ del tuo tempo ma delle piccole sessioni di ripasso tra una lezione privata e l’altra che possono portarti diversi benefici:

  • impari a portare avanti un impegno molto piccolo con costanza
  • ripassi quello che hai studiato a intervalli regolari
  • lavori in maniera autonoma

Quando un insegnante privato ti assegna dei compiti mette in atto una delle buone pratiche da rispettare nell’insegnamento: stimolare il lavoro autonomo e l’autocorrezione da parte dell’allievo.

In alcuni annunci per ripetizioni non sempre è facile trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno. Lo spazio per l’annuncio potrebbe essere davvero ridotto sia nei siti generalisti come Bakeca sia sui giornali online che si occupano di annunci. Per questo al massimo l’insegnante scriverà che tipo di ripetizioni offre e in quale matera.

Su Superprof, invece, ogni insegnante ha una pagina dedicata per descrivere con quanti più dettagli possibili qual è il proprio modo di lavorare.

Se non dovessi trovare ciò che cerchi, potresti sempre essere tu a scrivere un annuncio per ripetizioni.

Come scrivere un annuncio per ripetizioni?

Se prendi l’iniziativa di scrivere il tuo annuncio per ripetizioni presta attenzione a dare informazioni precise sul tipo di supporto di cui hai bisogno.

Con l’aiuto dei tuoi genitori, indica la classe che frequenti. Cerchi un insegnante specializzato nel programma di terza media, o delle superiori? Hai difficoltà in qualche materia specifica, o ti serve un generico aiuto per fare i compiti?

Ti devi preparare a un esame, a un’interrogazione o hai bisogno di qualcuno che ti aiuti con tutto il programma?

Se cerchi ripetizioni di matematica, quali sono le tue difficoltà? La risoluzione di un problema, le equazioni, le funzioni?

Cosa non hai capito di italiano? La differenza tra complemento di fine e complemento di scopo, oppure hai difficoltà a ripetere Manzoni?

Pensi che storia e geografia sono difficili da ricordare? Non sai come prendere appunti e come fare degli schemi per ripassare?

All’orale te la cavi piuttosto bene, ma allo scritto in ogni materia non riesci a liberarti di alcuni errori di ortografia e grammatica che ti abbassano sempre il voto finale?

Oppure è esattamente l’opposto: se scrivi riesci a esprimerti con tranquillità, ma quando si tratta di parlare di fronte alla classe o rispondere alle domande puntuali dell’insegnante non sai mai da dove cominciare.

Più preciso sei nell’autovalutazione dei tuoi problemi scolastici, più sarà facile per l’insegnante capire se ha l’esperienza, le competenze e la metodologia adatta per poterti aiutare.

Nel tuo annuncio per ripetizioni indica con chiarezza quali sono le tue difficoltà. Te la cavi meglio allo scritto o all’orale?

Perché è importante studiare in autonomia tra una lezione e l’altra?

Dopo aver redatto un bell’annuncio per le lezioni private, non ti resta che aspettare che l’insegnante adatto accetti la tua richiesta.

I tuoi progressi a scuola o con un esame dipenderanno da quanto riesci a imparare con un sostegno extra.

Anche se le lezioni a domicilio sono diverse, più flessibili e personalizzabili rispetto ai corsi scolastici, ci sono alcune cose che non cambiano mai: bisogna dedicare almeno 15 minuti al giorno al ripasso degli argomenti precedenti.

In generale, i “compiti” impegnano gli studenti per un periodo di tempo che cresce a mano a mano che si va avanti con il percorso scolastico. Se in prima elementare bastano dai 30 minuti al giorno o un paio d’ore una volta a settimana se si frequenta il tempo pieno, a partire dalle scuole medie la mole di studio cambia improvvisamente.

Agli alunni di 11-14 anni si chiede un impegno senza precedenti, arrivando a volte, anche a studiare 3 ore al giorno.

Le scuole superiori hanno un carico di lavoro diverso, a seconda dell’indirizzo che si è scelto. Nelle scuole tecniche e professionali lo studio teorico è accompagnato da diverse ore di pratica. Nei licei, secondo uno studio di Almadiploma, si arriva a studiare per quattro ore al giorno, ossia 20 ore a settimana!

All’università le ore dedicate allo studio neanche si contano! Appena finite le lezioni bisogna cominciare delle sessioni di studio intensive per poter dare gli esami del semestre!

Un metodo di studio efficace prevede delle brevi sessioni di ripasso ripetute nel tempo. Con i compiti e i libri di testo che devi vedere ogni giorno, 15 minuti da dedicare al ripasso possono davvero fare la differenza.

La differenza tra un insegnante di scuola e un insegnante privato è che il primo ti assegna dei compiti che richiedono ore di studio, il secondo ti aiuta spronandoti a lavorare con costanza e aiutandoti a correggere i tuoi errori.

Un impegno di 15 minuti al giorno dipende dalla tua motivazione, nessuno può sostituirti nel fare i compiti di scuola.

Come adottare un buon metodo di studio a casa e durante le lezioni private?

Prima di dare qualche indicazioni in più sul metodo dei 15 minuti da usare durante le lezioni private, è bene capire che cos’è un buon metodo di studio e come fare per adottarlo quando si studia in autonomia.

Con il tuo insegnante privato puoi trovare il metodo di studio più adatto a te. La scienza ti aiuta a capire quali sono i metodi d i studio più efficaci, ma solo tu puoi scegliere quello più adatto a te!

Qual è il miglior metodo di studio?

La scienza periodicamente cerca di dare una risposta a questa domanda facendo una classifica dei tanti metodi di studio che vengono adottati in giro per il mondo.

Invece di svelare la classifica dei migliori metodi di studio è bene mettere subito in chiaro che non esiste una risposta universalmente valida a questa domanda.

Il buon metodo di studio dipende dalle inclinazioni di ognuno, dal modo naturale che si ha per ricordare, fare collegamenti, analizzare, sintetizzare.

Secondo una ricerca del canale Youtube AsapSCIENCE del 2017 il modo migliore per studiare è adottare una serie di tattiche:

  • Suddividere il materiale in tanti piccoli moduli da studiare in poco tempo. Il principio scientifico è che si impara meglio in 30 minuti che in 10 ore di studio. Il nostro cervello apprende meglio se deve fare degli sforzi costanti a intervalli di tempo regolari.
  • Studiare di giorno e non passare notti insonni per sessioni intensive interminabili. Secondo la scienza il nostro organismo reagisce meglio di giorno e ricorda meglio quanto appreso.
  • Meglio fare degli schemi o dei diagrammi per riassumere una lezione, piuttosto che usare l’evidenziatore.
  • Studiare come se dovessi poi insegnare quei concetti a un’altra persona è più efficace che pensare di studiare per superare un test.
  • Sbagliare e correggersi da soli. Lo studio è come la palestra, più ti alleni più sarai in forma.
  • Organizzare lo spazio dove si fanno i compiti aiuta a concentrarsi e a studiare con più piacere.

Come si prendono appunti?

La scienza sarà pure contraria all’evidenziatore, ma non potrà mai dire nulla contro gli appunti. Se non vuoi studiare pagine e pagine di storia o italiano da solo, dovrai prestare molta attenzione a quello che dice l’insegnante in classe.

Se ci pensi, la lezione è già una sorta di sintesi ben fatta e con le informazioni più importanti su quello che devi sapere. Di qui si capisce che è fondamentale prendere bene gli appunti.

Qualunque metodo per appunti riconosce l’importanza di 3 passaggi chiave quando si prendono appunti:

  1. Ascoltare con attenzione quello che viene detto. Prestare attenzione a quello che viene detto è già un buon modo per imparare.
  2. Selezionare le informazioni da scrivere. Prendere appunti significa inserire gli argomenti più importanti, non trascrivere la lezione o fare un dettato.
  3. Fare attenzione a ciò che viene scritto alla lavagna perché sono i punti più importanti della lezione del giorno secondo l’insegnante.

Se fai attenzione a ciò che viene detto e scritto in classe sarà più facile studiare a casa. La prima regola per prendere bene gi appunti è ascoltare!

Vale la pena ripetere ad alta voce?

Un’altra questione molto sentita da chi cerca un metodo di studio efficace è come prepararsi per un’interrogazione orale.

“Ripetere o non ripetere, questo è il dilemma!”

In realtà, gli insegnanti consigliano sempre di leggere e ripetere ad alta voce. Anche la scienza dà ragione agli insegnanti, visto che diversi studi, come quello del Journal of Experimental Psychology, hanno dimostrato che leggere alcune parti di un testo ad alta voce aiuta la memoria.

Puoi anche leggere  a mente, se vuoi, ma poi arriva la fase in cui rielabori. E’ il momento più importante dello studio perché ciò che hai appreso esce “fuori dalla tua testa” e si materializza.

A volte pensi di sapere qualcosa perché ti ricordi le parole esatte che hai scritto negli appunti, grazie alla tua memoria visiva. Quando poi devi usare queste informazioni per fare dei collegamenti, ti rendi conto che non sei poi coì sicuro.

Ripetere ad alta voce è ancora un ottimo modo per ripassare, verificare se hai davvero imparato la lezione del giorno e prendere confidenza con l’esposizione orale.

Come applicare il metodo dei 15 minuti al giorno con i compiti a casa?

Il compito dell’insegnante a domicilio è quello di darti un sostegno che va la di là delle nozioni, ma che abbraccia anche il metodo di studio. Ogni insegnante ha una propria metodologia che è riuscito ad affinare nel corso dei propri studi o facendo esperienza nell’insegnamento nelle scuole pubbliche o per società private.

Per questo, quando fai una richiesta di ripetizioni devi fare delle domande all’insegnante per capire quale metodologia usa e che tipo di compiti assegna tra una lezione e l’altra. 

Per imparare meglio è più utile fare brevi sessioni di studio che passare ore davanti ai libri. Avere un calo di attenzione è fisiologico!

Perché usare il metodo di studio “dei 15 minuti”?

Diversi studi hanno dimostrato che la nostra attenzione comincia a calare dopo 20 minuti. Come essere umani, non riusciamo a mantenere sempre lo stesso grado di attenzione e abbiamo bisogno di pause, varietà e moltissima motivazione.

Conoscendo i limiti dell’attenzione umana, molti insegnanti consigliano ai propri allievi di adottare la tecnica dei 15 minuti al giorno.

In genere, il consiglio è quello di suddividere il tempo in questo modo: 5 minuti per il riscaldamento, 5 minuti per ripassare la sessione precedente, 5 minuti per prepararsi per la sessione successiva.

Ovviamente, se hai più tempo da dedicare allo studio puoi aumentare la durata del ripasso mantenendo le stesse proporzioni. Vediamo due esempi su come applicare il metodo dei 15 minuti con le lingue e con la musica.

Imparare le lingue in 15 minuti al giorno

In un corso di lingua si devono mettere in pratica tutte le competenze linguistiche: lettura, scrittura, ascolto e parlato. Questo vuol dire che a ogni lezione di lingua bisogna lavorare sulla pronuncia, ripassare i vocaboli appresi e introdurre argomenti nuovi.

Se segui un corso di italiano per stranieri, un corso di inglese o un corso di lingua spagnola puoi cominciare col ripassare la pronuncia delle lettere e delle sillabe per i primi cinque minuti.

Riprendi i vocaboli che hai imparato il giorno precedente e cerca di leggerli ad alta voce facendo attenzione alla pronuncia. Questa è la prima fase del metodo dei 15 minuti, quella del riscaldamento in cui rompi il ghiaccio con la lingua che studi.

Nella seconda fase, quella del ripasso, usa i vocaboli del giorno precedente per fare delle frasi legate alla tua esperienza personale o comunque usale nel loro contesto naturale. Non ha senso ripetere delle parole a vuoto. E’ importante, invece, esercitarsi a comunicare in una lingua straniera, meglio ancora se lo fai con un interlocutore vero: un amico di penna, un compagno che parla la lingua che studi, un genitore.

Nella terza fase, finalmente, introduci un argomento nuovo in preparazione della lezione successiva: è il momento di vedere la grammatica e la sintassi che hai imparato usando il materiale che vedrai alla lezione successiva con il tuo insegnante.

Scopri come trovare rapidamente un insegnante a domicilio!

Non ha importanza se impari le lingue o uno strumento, devi comunque studiare quotidianamente. Esercitarsi ogni giorno è fondamentale in ogni disciplina!

Studiare musica  un quarto d’ora quotidianamente

In ogni lezione di musica, in genere si lavora sulle scale, il fiato e lo spartito prima di fare pratica con il proprio strumento.

Il funzionamento del metodo dei 15 minuti in un corso di musica è essenzialmente lo stesso.

Rompi il ghiaccio con le scale o il fiato se suoni uno strumento a fiato, allenati a leggere uno spartito o una tablatura mimando le mosse che faresti con il tuo strumento.

Poi, passa a ripassare la sessione di studio precedenti, suonando il brano appreso, per esempio, o ripassando le sessioni ritmiche con cui hai qualche difficoltà.

L’ultima fase è quella della pratica con il tuo strumento sulle melodie, i ritmi o interi brani che devi preparare prima del prossimo incontro con l’insegnante.

Il principio dei 15 minuti è sempre lo stesso: riscaldamento, ripasso degli argomenti precedenti, studio dei nuovi argomenti.

Perché applicare un metodo di studio preciso durante le lezioni private?

Se è vero che l’appetito vien mangiando, anche la voglia di studiare viene studiando! In effetti, fissarsi l’obiettivo di studiare la materia con cui si hanno difficoltà o che si vuole approfondire per 15 minuti al giorno è un buon modo per acquisire sicurezza e un buon metodo di studio.

Una volta che hai preso il ritmo, puoi iniziare a intensificare le sessioni di studio. Il metodo dei 15 minuti funziona molto bene anche per chi cerca sempre di rimandare. Il loro motto è:

Meglio rimandare a domani quello che si potrebbe fare oggi

Studiare 15 minuti al giorno è un obiettivo alla portata di tutti.

Innanzitutto, 15 minuti sono un lasso di tempo accessibile per tuti, anche i procastinatori seriali. E poi, cambiando attività ogni 5 minuti, avrai l’impressione di imparare molto senza fare troppa fatica: imparerai cose nuove senza mai dimenticare le precedenti lezioni.

Domanda: i corsi privati gratuiti sono efficaci?

Ripassare le vecchie lezioni ti aiuta a memorizzare i vocaboli nuovi. Quanti vocaboli riusciresti a imparare studiando giorno dopo giorno?

Lo studio quotidiano è un rimedio contro l’oblio

La tendenza di tutti noi è quella di dimenticare gli argomenti più vecchi. Lo dice la famosa teoria della curva dell’oblio dello psicologo tedesco Herman Ebbinghaus. Per esempio, in una classe di cinese, gli studenti che si ricordano per filo e per segno i nomi della frutta in cinese nei due mesi successivi all’inizio del corso sono davvero un caso particolare. Se si lavora invece, quotidianamente con delle frasi che rimandano al vocabolario appreso all’inizio dell’anno, saranno sempre di più i ragazzi che useranno il lessico giusto anche a distanza di tempo.

Questo metodo è uno dei tanti che un insegnante potrebbe suggerirti per mantenerti in allenamento tra una lezione e l’altra. Invece di fare un ripasso generale ogni tot lezioni, lavori ogni giorno facendo delle brevi ma efficaci sessioni di ripasso e preparazione alle lezioni successive.

Anche a scuola si sta procedendo verso nuove metodologie di insegnamento, come la flipped classroom, un modello in cui gli studenti fanno prima delle ricerche a casa e poi, in classe parlano dell’argomento con l’insegnante con una marcia in più.

Con un insegnante privato puoi provare questa e molte altre metodologie che ti spronano a lavorare di più.

Ricordati però, che nessuno, neanche l’insegnante a domicilio, può fare le cose al posto tuo.

Buono studio!

 

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