Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani delle nostre vite

e che a loro obbediamo senza saperlo.

Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh e Claude Monet fanno parte dei pittori più noti, assieme a molti altri, come Leonardo Da Vinci e Botticelli. In tutto il mondo! Il loro stile, anche a distanza di decenni o di secoli, continua ad affascinare l’universo dell’arte e quello degli appassionati, riempendo grandi e piccoli musei del mondo. Ma i quattro appena citati, non sono i soli pittori ad aver segnato per sempre la storia dell’arte.

Ecco la top 20 di Superprof dei pittori di tutti i tempi.

Vincent Van Gogh

Grande pittore del XIX secolo, l’olandese Vincent Van Gogh è un pittore il cui tratto è facile riconoscere tra mille. Noto per le sue pitture morte e per i suoi paesaggi, segna la storia della pittura, insistendo per non voler entrare in nessuna corrente specifica, ma, piuttosto, assorbendo da tutte le precedenti. Nato nel 1853, muore nel 1890, dandosi la morte in un campo, subito dopo aver dipinto un’ultima opera (ma morì per dissanguamento nella stanza della locanda dove alloggiava). Anche se oggi Van Gogh è estremamente noto, all’epoca era poco conosciuto dai suoi contemporanei.

Le sue opere sono esposte nei principali musei, ma le riproduzioni sono ovunque!
Van Gogh è uno degli artisti più noti a livello internazionale!

Paul Gauguin

Nato a Parigi nel 1848, Paul Gauguin è forse il più esotico dei pittori francesi. Andò a vivere nella Polinesia francese, dove concluse la sua vita nel 1903. Fu uno dei principali artisti della Scuola di Pont-Aven. I suoi tratti, ispirati all’impressionismo e alle stampe giapponesi, hanno dato origine a grandi tele, oggi esposte in musei di fama internazionale, come il Musée d’Orsay di Parigi.

Claude Monet

Conosciuto soprattutto per il quadro Impression, Soleil Levant, Claude Monet fa parte dei pittori fondatori del movimento impressionista del XIX secolo. Nato a Parigi nel 1840 e morto a Giverny nel 1926, Monet fa i suoi primi passi nella pittura nella capitale francese. Segue, poi, l’insegnamento dell’Accademia svizzera. Per tutta la sua carriera, Monet frequenta grandi nomi di artisti celebri in tutta la storia dell’arte, come Pissarro o Eugène Boudin.

Il pittore dirà di se stesso:

Cosa c’è da dire di me? Che cosa ci potrebbe essere da dire, vi chiedo, di un uomo cui al mondo non interessa che la propria pittura e il suo giardino di fiori?

Questo stesso giardino di fiori, quello della sua casa di Giverny è stato dipinto a più riprese, in particolare nella monumentale opera nota come Les Nymphéas, esposta all’Orangerie di Parigi

Édouard Manet

Il suo celebre quadro Le déjeuner sur l’herbe ha fatto il giro del mondo, oggi. Suo padre lo aveva destinato a degli studi di diritto, ma lui rifiutò di seguire questa strada, per apprendere la pittura con Thomas Couture. Annuncia il movimento impressionista con i temi che decide di trattare: ritratti, paesaggi, nature morte e la vita parigina. Nonostante frequentasse intellettuali della levatura di Emile Zola e Charles Baudelaire, fu a lungo criticato dai suoi contemporanei. Nonostante questo, oggi fa parte dei grandi capitoli della storia dell’arte.

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Paul Cézanne

Considerato come il padre della pittura moderna, Paul Cézanne (1839 – 1906) iniziò la propria carriera professionale come bancario (il padre aveva fondato una banca). Solo una volta a Parigi, riesce ad esprimere il suo talento e a farsi un posto nell’ambiente artistico. Paul Cézanne è noto in particolare per i suoi quadri di paesaggi di campagna di Aix-en-Provence, luogo dove trascorse la sua infanzia.

Scene di porti, di città, di campagne: non manca proprio nulla nel porfolio di Cezanne.
I paesaggi hanno marcato a fondo le opere dell’artista!

Auguste Renoir

Il suo nome completo è Pierre-Auguste Renoir. Renoir (1841-1919) è un pittore ammirato già alla gine del XIX secolo. Integrato nel movimento degli impressionisti, l’artista se ne distacca poco alla volta, realizzando dei quadri sempre più realisti. Soggetti nudi, ritratti, paesaggi o, ancora, nature morte, Renoir è un artista completo che non smette mai di evolvere, durante tutta la sua carriera. Quando iniziò a soffrire di reumatismi che lo paralizzavano, per continuare a dipingere, arrivò a fissare i pennelli ai polsi.

Pablo Picasso

Nato a Malaga nel 1881 e morto nel 1973 a Mougins, Pablo Picasso è un artista completo: pittore, ma anche scultore e ceramista, è noto per aver segnato l’arrivo del movimento surrealista. Dopo avere imparato la pratica dell’arte alla Scuola delle Belle Arti di Barcellona, Picasso prese dimora a Parigi, all’età di 23 anni. È nella capitale francese che incontra George Braque, con il quale fondò il movimento cubista.

Edgar Degas

Edgar Degas (1834 – 1917), iniziò gli studi di diritto per far piacere al proprio padre, ma fini per tornare quasi subito al suo grande amore: la pittura. Impara ricopiando le grandi opere del museo del Louvre. Da alcuni è considerato come un artista impressionista, mentre per altri questa appartenenza non è poi così sicura. Degas non seguiva, infatti, tutte le caratteristiche del movimento e si arrogava il diritto di prendersi qualche libertà avanguardista. Il pittore è noto soprattutto per quadri di ritratti e di scene di danza.

Leonardo da Vinci

Celebre pittoro del Rinascimento italiano, Leonardo Da Vinci (1452 – 1519) è oggi conosciuto e ammirato nel mondo intero, in particolare per uno dei suoi quadri più importanti per la storia dell’arte: la Gioconda. Ma considerare Leonardo solo per la Monnalisa, sarebbe estremamente riduttivo: oltre a pitture, egli realizzò studi scientifici, scoperte, invenzioni, in campi estremamente disparati, come l’ingegneria, la botanica, la scrittura, l’anatomia, la scultura, l’architettura, l’urbanistica, la musica, la poesia, la letteratura e la filosofia.

Rembrandt

Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606 – 1669) è un artista olandese dell’epoca della pittura barocca. Entrato nella Scuola olandese del XVII secolo e rappresentante dell’epoca d’oro dell’Olanda, segnò la storia dell’arte con una serie importante di autoritratti. Le sue tele sono ispirate in particolare alla tecnica del chiaro scuro, presa in prestito dal Caravaggio.

Sono in molti ad aver realizzato degli autoritratti nei secoli scorsi, ma quelli del pittore olandese sono forse tra i più noti.
Grazie ad una serie di autoritratti, è possibile vedere l’evoluzione della matita di Rembrandt!

Sandro Botticelli

Sandro Di Mariano Filipepi, detto Botticelli è un pittore italiano nato nel 1445 e morto nel 1510. Orafo alle origini, si formò alla pittura nei laboratori degli artisti italiani, prima di vedersi confidare la decorazione della Cappella Sistina dal papa Sisto IV, a partire dal 1481. Assieme a nomi come Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio e il Perugino, Botticelli segnerà dunque la storia della pittura italiana, poiché le sue opere sono ammirate ancora oggi da migliaia di visitatori ogni settimana.

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Paul Rubens

Grande pittore fiammingo, Pierre Paul Rubens (1577 – 1640) è uno dei pittori che maggiori della propria epoca. Tutti i contemporanei volevano lavorare per lui e con lui e questo permetterà a Rubens di aprire uno dei più grandi laboratori di pittura dell’epoca. Dipinge numerosi ritratti e tele a sfondo religioso, come La deposizione dalla croce, ispirando tutti gli artisti del Paese. È considerato il maestro della pittura barocca fiamminga.

Michelangelo

Nato nel 1475 a Caprese e morto nel 1564 à Rome, Michelangelo – Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni, il suo vero nome – è un artista che ha segnato profondamente l’Alto Rinascimento italiano. L’artista è noto per le sue opere religiose, ma anche e soprattutto per aver dipinto il soffitto della Cappella Sistina. La sua tecnica e il suo stile saranno poi ripresi nella corrente detta del manierismo.

Francisco Goya

Grande pittore spagnolo rococo, Francisco Goya (1746 – 1828) annuncia l’arrivo della pittura contemporanea in Europa. Goya è noto per aver dipinto la Spagna del suo tempo, come un vero e proprio reportage. Oppositore della guerra e dell’ingiustizia, i ritratti della vita spagnola di tutti i giorni erano il suo tema preferito.

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Gustave Courbet

Nato nel 1819 e morto nel 1877, Gustave Courbet è un pittore francese della corrente realista. Per tutta la sua carriera, l’artista cerca di riprodurre la vita della sua epoca e dei suoi contemporanei, fino a scioccarlo con l’opera L’Origine du monde, nel 1866, che rappresenta il sesso femminile ed esposta oggi al Musée d’Orsay. Ben presto si allontana dalle opere romantiche e dà un forte scossone al mondo dell’arte.

Salvador Dali

Conosciuto tra mille per lo stile psichedelico, Salvador Dalì, o Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech, nasce nel 1904 e muore nel 1989. Grande pittore spagnolo, seduce il mondo dell’arte diventando il rappresentante del movimento artistico surrealista. Le sue tele raccontano sogni strani, uno più dell’altro. È uno dei più celebbri artisti del XX secolo.

Le loro opere hanno segnato un’epoca e hanno influenzato gli artisti successivi.
Il XX secolo è segnato da artisti come Dalì e Picasso!

Henri de Toulouse-Lautrec

Nato nel sud della Francia nel 1864 e morto a soli 36 anni nel 1901, Henri de Toulouse-Lautrec è un artista della fine del XIX secolo che ha segnato in profondità la vita parigina. Pittore e disegnatore, abita e frequenta il quartiere di Montmartre, vero e proprio quartiere artistico della capitale transalpina. La vita parigini è d’altro canto uno dei suoi soggetti preferiti, dato che ne testimonierà con tele sulla vita nei cabaret, sulla prostituzione nei pressi del Moulin Rouge e sulle corse dei cavalli.

Marc Chagall

Nato sotto il nome di Moïche Zakharovitch Chagalov nel 1887 in Bielorussia, Marc Chagall è naturalizzato francese nel 1937; muore nel 1985. Il pittore non entra in nessun movimento artistico del XX secolo, ma più che altro prende in prestito nozioni al surrealismo e al neo primitivismo. Chagal oggi è oggetto di numerose esposizioni, consacrate ai pittori del XX secolo.

Caravaggio

Michelangelo Merisi da Caravaggio, detto più semplicemente Caravaggio, è un pittore italiano nato nel 1571 e morto nel 1610. Diventa celebre grazie alla sua tecnica del chiaro scuro, che rende i suoi quadri contrastati e scuri, ispirando numerosi artisti, che arriveranno a dare vita alla corrente del caravaggismo. I suoi quadri, spesso molto realisti, hanno segnato i contemporanei, ma anche le generazioni successive.

Eugène Delacroix

Nato nel 1798 e morto nel 1863, Eugène Delacroix ha ampiamente segnato il movimento romantico del XIX secolo. All’epoca, il pittore è assunto dallo Stato per numerose richieste di ritratti, ma anche per decorare le opere architettoniche. Il suo quadro La Libertà che guida il Popolo fa ancora parlare ed è uno dei pezzi più rilevanti del Musée du Louvre.

L'arte moderna e poi ...

Se Da Vinci, Caravaggio e Botticelli, prima, Van Gogh, Gauguin, Monet, Manet, Toulouse Lautrec e tutti gli altri, poi, hanno indubitabilmente fatto la storia della pittura moderna, non si può negare che l'arte moderna abbia tutto il suo valore.

Certo, cambiano i supporti e i materiali, che gli artisti utilizzano per esprimere i propri disagi, i propri sentimenti, le proprie gioie, ... Non più la sola tela, ma anche metalli, plastiche, colori, rocce, vetri, ... the pop art e tutto quello che segue non conosce limiti e fantasia!

Insomma, la galleria artistica, oggi, stupisce il fruitore delle opere per un utilizzo dei materiali e delle forme più strane e più diverse.

Fausto Melotti, la pittura, la scultura e non solo

Il roveretano Fausto Melotti, ingegnere di formazione e artista per vocazione, è stato un personaggio completo del secolo scorso. Nato nel 1901, ha potuto vivere appieno tutte le tragedie del Novecento, ma anche e soprattutto tutti i movimenti artistici, pittorici, scultorei e musicali (Melotti è stato anche pianista professionista), traendone ispirazione per le proprie opere.

Le sue opere, espressione di una forma di plasticismo inedito per l'epoca, devono molto a scultori come Adolfo Wildt e ad amici e colleghi dell'Accademia di Brera, come Lucio Fontana. Melotti lavora la materia, alla ricerca di una geometria che dimentica ogni rappresentazione figurativa, allo scopo di cercare un equilibrio ideale di forme e materie, di esprimere un interesse, un amore per la materia pura, qualsiasi essa sia (solitamente, il Melotti opera con bronzo e ceramica).

A differenza delle espressioni metafisiche di alcuni contemporanei di Melotti, i piccoli personaggi antropomorfi dei teatrini non hanno nulla di angosciante.
Un'esposizione delle opere di Fausto Melotti!

I titoli dell'artista che meritano di essere viti sono Piccola Sequenza, Contrappunto X, Scala Musicale, senza dimenticare i teatrini, messe in scena ed evocazioni d’interni architettonici, espressione di forme d'arte che, fino a Melotti, erano considerati opereminori. In realtà, si tratta di una rielaborazione dello spazio, sotto forma di narrazioni poetiche, grazie alla composizione di una complessità di materiali: fili di rame, pezzi di stoffa, catene, ...

Carlo Benvenuto: una fotografia inclassificabile

Inclassificabile, in questo caso, non ha assolutamente un'accezione negativa. Anzi, i galleristi, i critici e gli storici dell'arte, come nel caso delle fotografie del piemontese Benvenuto (classe 1966), ritengono che una delle qualità migliori per un'opera d'arte, oggi, sia quella di respingere qualsiasi definizione.

Ecco, allora, che gli scatti di Benvenuto vogliono porsi a metà tra dipinto e foto, si nutrono di oggetti, ma, allo stesso tempo, ne indagano la condizione metafisica.

Lo spettatore viene catturato in una rete di movimenti statici perfettamente orchestrati ma precari e ambigui.
Carlo Benvenuto, Senza Titolo, 2001!

L'oggetto dell'attenzione del fotografo può essere tanto un bicchiere, quanto l'accoppiata tavolo - sedie, ma anche un punto luce artificiale (una lampadina) o naturale (una candela accesa) o un semplice tappo di penna bic. La dialettica cui lo spettatore viene posto di fronte è quella tra staticità e dinamicità, verosomiglianza e surreale

I giovanissimi: Pignatelli e Lanna

Per tornare ad un utilizzo poco ortodosso della pittura, possiamo citare alcuni giovanissimi artisti italiani.

Brando Pignatelli (classe 1997) prepara una pittura ad olio per tela, mescolandola al cemento o al quarzo con polvere di vetro, per ottenere un'opera da percepire come antica e moderna assieme.Le sue tele sono ampie, per poter ragionare sui concetti di spazialità, forme, volumi e arcitettura concreta.

Sono ampie anche le tele di Antonio Lanna (anch'egli classe 1997): qui, però, l'autore gioca sulla sospensione nel vuoto dei quadri. Esposte in ampi spazi, come in capannoni industriali dismessi, tele e carte di grande formato sono caratterizzate da colori e forme particolarmente espressivi, da un dinamismo cromatico che si potrebbe definire decorativo. I soggetti? Ambientazioni di interni, tende da circo, personaggi surreali, pose, gesti e atteggiamenti.

Gli artisti: l'arte rivisitata in funzione dell'oggi!

Insomma, vi sono decine, anzi centinaia di nomi di artisti della tela o della materia, che meritano di essere citati in un compendio di arte moderna. Nomi sicuramente meno noti rispetto ai grandi impressionisti, le cui tele sono esposte nei principali musei europei e nord americani e ammirati da milioni di visitatori ogni mese. Ma, pur essendo minori e meno noti, questi artisti, sanno esprimere, attraverso una forma d'arte, il momento attuale, con tutte le sue contraddizioni, le sue ingiustizie, le paure della gente comune.

De Grandi ha prodotto dodici carte, sei orizzontali e sei verticali, utilizzando pastello nero e oro. Per fare ciò è partito dalla ricostruzione di una serie di episodi legati alla vita della Santa.
Un dettaglio de "I Miracoli di Santa Rosa", l'opera di De Grandi esposta a Viterbo, presso l'ex chiesa degli Almadiani!

Pensiamo, ad esempio, agli acquerelli, su Napoli, Caserta e la Sicilia dell'architetto Davide Vargas e a come lo stile dell'artista si sia modificato durante il periodo di lockdown. Pensiamo al palermitano Francesco De Grandi (classe 1968) e a come si sia perfettamente inserito, con il suo La Macchina di Santa Rosa (visibile all'interno della ex chiesa degli Almadiani, a Viterbo), in una tradizione seicentesca, quella di Poussin, Zanchi e Zumbo, che avevano a che fare con le terribili pestilenze del XVII secolo, monito per la più attuale pandemia di Coronavirus, mescolando sacro e laico.

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.