La pittura è sempre più vicina alla poesia, ora che la fotografia l’ha liberata dal bisogno di raccontare una storia.

Georges Braque

Dalla pittura murale alla pittura ad olio, la storia dell’arte è evoluta ed ha conosciuto numerosi cambiamenti. Con movimenti e correnti artistiche come il classicismo, il romanticismo, il simbolismo, la pittura fiamminga, la por art o altro, la pittura non ha mai smesso di evolvere e di trasformarsi, originando grandi opere come La zattera della medusa, Guernica o la Gioconda.

Con tutti i musei sparsi sul territorio nazionale (Musei vaticani, Uffizi, il Campidoglio, il Maxxi e molti altri) ed europeo (a Barcellona, Parigi, Berlino, …), le occasioni per ognuno di noi di ammirare le grandi opere di tutti i tempi non mancano di certo.

La preistoria e i primi passi della pittura

La pittura è molto più vecchia di quello che si potrebbe pensare. Gli uomini preistorici hanno iniziato a dipingere già durante il periodo Magdaleniano, tra 17.000 – 10.000 anni fa. Gli uomini all’epoca conoscevano solo tre colori: il giallo ocra, il rosso ocra e il nero carbone. Questi colori venivano estratti da materie come il manganese o il ferro.

All’epoca ancora non si dipingevano ritratti o nature morte. Gli uomini della preistoria dipingevano essenzialmente scene di caccia e dunque animali come cavalli, bisonti o mammut. Per dare un effetto di rilievo gli uomini sfruttavano gli avvallamenti o i rilievi della roccia, sulla parete su cui dipingevano.

Rituale o semplice espressione artistica, le grandi pitture rupestri sono ancora oggi l’oggetto di grandi investigazioni archeologiche. Le tracce principali della pittura preistorica si trovano un p in tutta Europa, specie in Francia e in Spagna, ma anche in Italia, in Val Camonica.

La pittura nell’antichità

La pittura evolve con il passare del tempo, ma i supporti rimangono. Nell’antichità i greci dipingevano ancora sui muri, per decorare le ville e altre opere architetturali. Ancora senza prospettiva, i motivi rappresentavano uomini, animali o edifici spesso a carattere religioso o evocavano alcuni sacrifici o rituali.

La pittura greca è ampiamente conosciuta anche per aver decorato ogni tipo di ceramica. I colori nero e rosso sono quelli più impiegati per descrivere le scene di vita quotidiana dell’epoca. Uno stile, questo, che influenzerà, in seguito, la pittura romana. In Italia, le pitture decoravano essenzialmente le grandi ville signorili, attraverso rappresentazioni di paesaggi.

Il medioevo e l’arte dei manoscritti

La pittura nel Medioevo è poco diffusa nella vita quotidiana. Solitamente è impiegata a fini religiosi, per illustrare i grandi manoscritti conservati nelle biblioteche dei frati. Le miniature sono la principale dimostrazione di arte medievale.

Un po’ più tar di, si inizierà a dipingere su tavole di legno, che fungono fondamentalmente da tele. I soggetti, allora, sono sempre più realisti e gli artisti tentano di ricreare la prospettiva. Giotto e Cimabue sono conosciuti per essere i più importanti artisti dell’epoca medievale.

Il Rinascimento: le prime tele

Il periodo del Rinascimento rappresenta una vera rivoluzione nel mondo della pittura. È la fase in cui gli artisti iniziano, poco alla volta, a trattare soggetti diversi da quelli religiosi, per iniziare a trattare il mondo che li circonda, in particolare attraverso ritratti.

Proprio come nel caso di Leonardo da Vinci, le scienze iniziano a compenetrare l’arte. Leonardo stesso utilizzerà le scoperte scientifiche per effettuare uno studio ravvicinato del corpo umano e rappresentare le persone in modo più realista.

La comparsa della tela su cui disegnare modifica il rapporto dell’artista con l’esercizio della pittura. Anche se il legno continuerà ad essere utilizzati, la tela a partire da questo momento sarà il supporto preferito da tutti gli artisti. Inizia ora anche l’utilizzo del cavalletto.

La prospettiva inizia ad apparire nelle rappresentazioni. Fra Angelico, Andrea Mantegna, il Tintoretto, Sandro Botticelli, Raffaello, Leonardo da Vinci, Michelangelo, i grandi artisti dell’epoca sono italiani, anche se pure la scuola olandese riuscirà a farsi un nome. Il nord Europa è segnato da pittori come Lucas Cranach il Vecchio, o Pietro Brueghel il Vecchio.

L’Alto Rinascimento, compreso tra il 1500 e il 1530 è un periodo considerato l’apogeo della pittura. Leonardo da Vinci si installa in Francia e sotto gli ordini di Francesco I sviluppa la tecnica dello sfumato, dando più libertà nelle finiture delle opere. I dettagli sono meno precisi e gli artisti entrano nello stile del manierismo. Un modo, insomma, di annunciare lo stile barocco che farà la sua comparsa di lì a poco.

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La pittura barocca e il Rococò: la pittura fiamminga

Agli inizi del XVII secolo, i pittori si distaccano considerevolmente dai pittori del Rinascimento e creano quello che prenderà il nome di pittura barocca.

Bisogna anche tenere in conto numerosi artisti, oggi riconosciuti tra i maggiori pittori della storia, come:

  • Il Caravaggio,
  • Rembrandt,
  • Rubens,
  • Vélasquez,
  • Poussin,
  • Georges de La Tour,
  • Vermeer.

Le opere del Caravaggio sono caratterizzate in particolar modo dallo stile barocco. Contrariamente alle tele del Rinascimento, le pitture barocche rappresentano i fatti nei loro momenti più tragici. Li artisti non si censurano e utilizzano i giochi d’ombra e di luce e i colori, per rinforzare le emozioni implicate nella tela.

Gli storici dell’arte successivi noteranno l’invenzione della tecnica del chiaro scuro, che mette in risalto alcuni dettagli dei personaggi, grazie all’illuminazione di una candela o altro. I contrasti sono molto forti e i quadri piuttosto bui, nel complesso.

Un poì più tardi, lo stile rococò invade l’Europa. Questa volta i tratti sono leggeri e quasi erotici. Vero stile decorativo, utilizzato tanto nella pittura quanto nella decorazione dei mobili, lo stile rococò seduce la corte reale e i nobili: Watteau Chardin e Fragonard ne sono i principali rappresentati in Francia e sono spesso studiati nei corsi di disegno.

Dal neoclassicismo al realismo

Il XIX secolo fu molto movimentato in termini di movimenti artistici. Gli stili e i movimenti si successero gli uni dopo gli altri e segnarono il secolo come uno dei più importanti per la storia dell’arte.

Leggi la nostra guida completa alla storia dell'arte!

Il neoclassicismo di Jacques-Louis David

Verso la fine del XVIII secolo, numerosi pittori sentirono il desiderio di tornare alla semplicità. Alle frivolezze dello spirito rococò a al lato buio del movimento barocco, i pittori decidono di riprendere le caratteristiche di una pittura più classica. In pieno periodo dei Lumi, il movimento neo classico appare soprattutto nel momento in cui si riscoprono le rovine di Pompei. Lo stile antico diventa allora un modello per gli artisti desiderosi di tornare alle fonti dell’arte.

Il movimento artistico si spense poco alla volta per lasciare spazio al romanticismo.

Il romanticismo di Eugène Delacroix

Il movimento romantico è stato uno dei più marcanti trai movimenti della storia dell’arte. Grandi pittori come Eugène Delacroix, Théodore Géricault o ancora Francisco de Goya hanno fatto parte di questo movimento, richiamandosi ai sentimenti e alla malinconia. I quadri rappresentano spesso dei paesaggi o degli eventi nei quali la natura riprende il posto che merita. Il movimento riflette la volontà di mostrare che la natura è più forte dell’uomo. Ecco, dunque, opere che rappresentano massacri, naufragi, …

Il realismo di Gustave Courbet

Proprio come fotografie dell’epoca, il movimento realista tende a testimoniare la vita e gli eventi di attualità. Lontano dall’immaginario e dall’estetica del movimento romantico, i pittori realisti desiderano, nel pieno della metà del XIX secolo, rimettere l’uomo al centro dei quadri. Tramite l’evoluzione sociale, la vita quotidiana, l’arrivo delle macchine, i quadri realisti permettono di realizzare una bella fotografia della vita del XIX secolo.

Ma con l’arrivo della fotografia negli ultimi anni del XIX secolo, gli artisti non hanno più bisogno di dipingere quello che li circonda in modo realista. La pittura, allora, si trasforma poco alla volta, in un modo di espressione.

La pittura moderna e quella contemporanea

Nel 1872, Claude Monet espone al Salone dei Rifiutati il quadro Impression, soleil levant. Molto lontano dai codici accademici dell’epoca, i critici si prendono gioco di questo quadro, che segnerà l’inizio della pittura moderna. Si tratta di una pittura realizzata all’esterno e che permette di riprodurre dei momenti di vita che possono sembrare senza importanza, se paragonati ai grandi eventi dipinti durante tutta la storia della pittura.

Il movimento impressionista è nato. Seguiranno numerosi quadri e numerosi artisti che sviluppano così lo spirito della pittura moderna. Cézanne, Gauguin e Van Gogh continuano a rappresentare paesaggi e nature morte di ogni tipo. il favismo e la scuola di Pont-Aven rafforzeranno l’idea che la pittura moderna ha definitivamente trovato il proprio posto.

Alcuni anni più tardi, la pittura contemporanea farà la sua comparsa, in particolare con personaggi del calibro di Pablo Picasso. Il suo quadro Les Demoiselles d’Avignon segna l’inizio della pittura decostruita, senza prospettiva e senza proporzioni umane. L’artista sarà all’origine del movimento chiamato cubismo.

Seguiranno l’arte astratta di Kandinsky, il dadaismo di Marcel Duchamp e Francis Picabia e il surrealismo di Dali e Magritte: movimenti artistici che segneranno per sempre la storia dell’arte del XX secolo.

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.