L’arte lava la nostra anima dalla polvere del quotidiano.

Pablo Picasso

Anche se l’arte contemporanea non piace alla maggior parte del grande pubblico, le opere d’arte storiche interessano comunque tantissime persone, che ogni giorno, ogni settimana, ogni anno frequentano piccoli e grandi musei, nel nostro Paese e non solo: si tratta, infatti, dell’occasione di conoscere e vedere da vicino i più bei capolavori della pittura italiana, tedesca, olandese, spagnola, francese, … espressi in movimenti come l’impressionismo, il simbolismo, il dadaismo, il classicismo, il romanticismo, il cubismo o, ancora l’espressionismo. Fino ad arrivare al post avanguardismo!

Dalla natura morta, all’autoritratto, passando dalla street art o dall’olio su tela, la storia della pittura e dei suoi grandi artisti ne ha visto di … tutti i colori! Ecco un breve excursus sulla terza arte!

Chi sono i più grandi pittori della storia dell’arte?

La storia dell’arte e, più precisamente, la storia della pittura, sono state segnate da grandi pittori. Anche chi non conosca nulla di pittura e storia dell’arte, avrà di certo già sentito i nomi di Picasso, Van Gogh, Da Vinci, Dali, Matisse e Michelangelo, artisti tra i più noti.

Dall’Olanda, la sua arte non ha avuto difficoltà ad espandersi e ad influenzare contemporanei e non solo.
Olandese di origine, Van Gogh e le sue opere sono conosciuti in tutto il mondo!

Numerosi musei consentono di scoprire e ammirare le grandi tele e pitture all’olio, che hanno segnato per sempre il mondo della pittura, determinandone la fama a livello nazionale e internazionale.

Palazzo Grassi, il Maxxi, gli Uffizi, il Castello Sforzesco, i Musei Vaticani attirano a Venezia, Roma, Firenze, Milano, milioni di turisti ogni anno e altrettanto fanno tutti gli altri musei e gallerie del nostro Paese. Forse non sono tantissimi gli italiani che approfittano della fortuna che abbiamo in casa nostra, mentre sono numerosissimi gli stranieri che non si fanno mancare una o più visite nei nostri musei. Collezioni permanenti, prestiti, mostre a tema, … sono altrettante occasioni per conoscere e approfondire periodi, movimenti, correnti artistiche dei secoli scorsi e dei decenni che stiamo vivendo in questo momento.

Ovviamente, anche all’estero le grandi opere e i grandi nomi funzionano da catalizzatori di visitatori: Leonardo da Vinci e la Gioconda, ma anche Théodore de Géricault, Rembrandt, Courbet e il Caravaggio, ad esempio, si trovano al Louvre, che ospita opere dal Rinascimento italiano alla pittura moderna. Sempre al Louvre si possono ammirare le più belle pitture dell’Antichità, nei settori dedicati all’Antica Grecia e all’Egitto.

Gli amanti dell’impressionismo, invece, potranno varcare le porte del Musée d’Orsay, dove sono conservate ed esposte tele di Van Gogh, Gauguin, Monet, Manet, Cézanne, Renoir, … e molti altri. La storia della pittura è lunga secoli e numerosi pittori si sono fatti un nome tra i loro contemporanei, nome che è rimasto fino ai nostri giorni.

Sono tantissimi i nomi da ricordare e da vedere almeno una volta nella vita: Klimt, Kandinsky, Van Eyck, Giotto, Fra Angelico, Veronese, Degas, Botticelli, Rubens, Goya, Vermeer, Duchamp, Ingres, Pissarro, Mondrian, Seurat, Toulouse-Lautrec, Chagall … e chi più ne ha più ne metta!

La top ten dei pittori da conoscere assolutamente!

Le opere superano a volte i maestri. Così, le grandi tele che hanno fatto la storia nel corso dei secoli, hanno lasciato un’impronta nell’immaginario collettivo, senza che necessariamente tutti riescano a collegarvi il nome dell’autore. Alcune tele si sono fatte amare per la loro stranezza, altre per il soggetto trattato, oppure ancora perché segnano l’inizio di un grande cambiamento nella storia della pittura.

Guernica rappresenta gli effetti distruttivi su uomini e animali del bombardamento tedesco del 1939.
L’arte serve anche per esprimere l’orrore della guerra, come ha fatto Picasso!

Una delle tele più conosciute e più viste al mondo è la Gioconda di Leonardo da Vinci. Al museo del Louvre è una star, al punto da eclissare buona parte delle opere del museo e della stessa sala in cui è collocata. Dipinta come se fosse un ritratto dei nostri giorni, la Monna Lisa intriga per il suo sguardo, che sembra seguire quello degli spettatori che si spostano di fronte a lei. Gli stessi studiosi e gli esperti non hanno ancora trovato una spiegazione chiara e definitiva su questo segreto.

Sempre tra le opere popolari, non possiamo non citare L’urlo di Munch. Dipinto nel 183, il quadro rappresenta una forma umana (mezzo busto) deformata dal grido di terrore che sta emettendo. Si tratta di un quadro molto noto, in tutto il mondo, al punto da essere stato l’oggetto dell’attenzione di ladri più di una volta.

Altre grandi tele sono note per il fatto che trattano soggetti psicologicamente o simbolicamente forti. È il caso, ad esempio, de La libertà che guida il popolo, di Eugène Delacroix, simbolo della Repubblica francese, grazie all’allegoria della libertà, rappresentata da una donna che indossa il berretto frigio.

Vale lo stesso discorso per altre due opere: La zattera della Medusa dipinta da Théodore Géricault, che rappresenta il naufragio di una nave della Marina Reale; Guernica di Pablo Picasso, che denuncia l’orrore degli effetti di un bombardamento tedesco durante la guerra civile spagnola.

Molte opere sono diventate celebri per aver annunciato un nuovo movimento o una nuova corrente o per averla ispirata. È il caso di Impression, soleil levant di Claude Monet, che diede il via al movimento impressionista, proprio come La grande onda di Kanagawa di Hokusai influenzò l’insieme dei pittori impressionisti.

Altre tele hanno segnato grandi sconvolgimenti nel mondo dell’arte. Basti pensare a Déjeuner sur l’herbe di Edouard Manet, prima pittura considerata moderna o, ancora, le Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, che originò il movimento cubista e la Persistence del la mémoire di Dali, inizio del surrealismo. Ancora oggi se ne parla e se ne parlerà a lungo.

Scopri la storia della pittura

In realtà, la pittura è nata molto prima di quello che si potrebbe pensare.

Molti secoli, millenni, prima di Leonardo, gli uomini preistorici utilizzavano già delle tecniche pittoriche. Pittori di un’altra epoca, che disegnavano gli animali con cui avevano a che fare, durante le loro operazioni di caccia: mammut, in particolare, ma non solo. Per dipingere utilizzavano i pochi colori noti all’epoca: il nero, l’ocra giallo e l’ocra rosso.

Italiani e non solo, giocano con i simboli e con i materiali per rappresentare la propria visione dell’arte e per stupire il pubblico.
Presso il Castello Sforzesco di Milano, sono esposte opere dei principali artisti contemporanei!

Si passa poi alle civiltà assire, egiziane, greche e romane. Muri e ceramiche erano dipinti con disegni di uomini o elementi architettonici.

Nel Medio Evo in occidente, le pitture si trasferiscono sui manoscritti o su delle tavole in legno. Le rappresentazioni hanno, qui, sempre un rapporto con la religione e soprattutto con il cristianesimo. I soggetti religiosi resteranno a far compagnia agli artisti ancora per diversi secoli.

Il Rinascimento italiano è l’occasione per vedere all’opera geni della pittura, come Botticelli e Leonardo, le cui opere sono influenzate dall’applicazione degli studi scientifici sull’ambiente e sull’uomo. Fa la sua prima comparsa la prospettiva, grazie alla quale i corpi umani iniziano ad assumere delle parvenze più simili alla realtà.

Poco a poco, il Rinascimento lascia spazio alla pittura barocca, rappresentata in particolare dal Caravaggio: in questo periodo, i soggetti sono presi dalle scene tragiche della Bibbia. I quadri sono bui e viene impiegata la tecnica del chiaro scuro. I pittori accentuano i contrasti, illuminando una parte della tela, creando delle ombre in altre zone.

Qualche anno più tardi, siamo in pieno XVII secolo, alcuni artisti come Fragonard decidono di dare leggerezza ai temi trattati: siamo al Rococò. I quadri iniziano ad essere gioiosi e sensuali, a volte erotici.

Verso la fine del XVIII secolo, i pittori cambiano nuovamente strada e decidono di tornare alle origini dell’arte. Gli artisti si ispirano allora all’architettura antica e dipingono tele più semplici, epurate da elementi di disturbo: è il Neoclassicismo. Poi, arriva il movimento romantico, durante il quale gli artisti dipingono in modo melanconico eventi in cui la natura si riprende i propri spazi a danno dell’uomo: vedi, ad esempio, le opere di Courbet. La pittura diventa una sorta di fotografia ante litteram.

All’arrivo delle macchine fotografiche, la pittura perde allora il proprio compito di rappresentazione del reale: non c’è più necessità di fare ritratti o di dipingere i grandi eventi e accadimenti quotidiani, ma col pennello si esprime la propria visione del mondo.

La storia della pittura conoscerà poi diversi movimenti, come la pop art o l’avanguardismo. Gli artisti, oggi, cercano di ispirarsi agli esempi del passato, senza tralasciare la ricerca di un posto nella storia dell’arte.

Quali sono i pittori contemporanei più celebri del nostro Paese?

Critica della società, della politica, delle strategie industriali poco attente al rispetto dell’ambiente, sono alcuni dei temi trattati dalla street art.
Esponenti della street art come Bansky lasciano il segno dove passano!

La pittura è evoluta tantissimo, dalla preistoria ad oggi. Negli ultimi decenni, gli artisti hanno cercato nuove forme e nuovi materiali, per esprimere quello che un tempo bastava disegnare e poi dipingere. Ecco, allora, spuntare tele bianche, cui vengono aggiunti altri elementi come chiodi, legno e ferro. Ma non solo.

L’arte diventa un modo per stupire, per attirare l’attenzione, per provocare soprattutto.

L’Italia vanta numerosi esempi in questo senso (anche prima di Cattelan, ovviamente).

Gli anni Trenta del secolo scorso hanno visto nascere alcuni artisti che, nell’immediato dopo guerra, hanno fatto parlare della loro arte.

Piero Manzoni, ad esempio, bagna le proprie origini dello spazialismo di Fontana, fonda la rivista Azimuth e apre la galleria omonima. Nelle sue opere la superficie del quadro è superata dall’aggiunta di elementi altri; la provocazione arriva ad esporre da un lato superfici bianche, dall’altra le famose scatolette Merda d’artista.

Manzoni non è il solo a sperimentare: anche Enrico Castellani, Michelangelo Pistoletto e Valerio Adami impiegano materiali diversi (basti pensare alla Venere degli stracci del Pistoletto) e i loro risultati vengono riconosciuti con importanti premi internazionali e con esposizioni a New York.

La generazione successiva è quella rappresentata da Mimmo Paladino e Francesco Clemente: qui, entriamo nella Transavanguardia, caratterizzata da segni e simboli, ritorno alla pittura e street art.

Il livello più alto di sperimentazione, per ora, è raggiunto dalla più recente tradizione artistica italiana: Lara Favaretto, Flavio Favelli, Alessandro Pessoli e Pietro Roccasalva, tra gli altri, mescolano Arte Povera e Transavanguardia, passando dal Minimalismo alla street art e alla pop art.

E anche in questo caso, le mostre all’estero non mancano, segno che i loro lavori piacciono!

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.