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Come far proprie le scale e le armonie al pianoforte?

Di Catia, pubblicato il 23/02/2018 Blog > Musica > Piano > Preziosi Consigli per Improvvisare con il Piano

L’improvvisazione esercita un potere seduttivo su tutti i musicisti. Potersi liberare della “zavorra” degli spartiti per lasciare libero sfogo alla propria creatività è una bella prospettiva. Poter esprimere le proprie emozioni attraverso il piano è il massimo.

Chi è che non lo ha mai sognato? Fare il tuo debutto al piano significa anche essere capace di improvvisare.

La questione centrale in materia di improvvisazione al piano è quella del come. Come s’impara a improvvisare al pianoforte?

Sì, perché anche l’improvvisazione è materia d’apprendimento.

Per imparare a suonare il piano e improvvisare devi allenarti!

L’improvvisazione al piano al centro della musica

L’improvvisazione viene prima della composizione, tanto sul piano logico quanto su quello storico.

Tutti i compositori di brani per piano e di musica in generale sono innanzitutto degli improvvisatori. Lo sviluppo della musica jazz dopo oltre un secolo ci ricorda che l’essenza della musica è il risultato dell’improvvisazione.

L’improvvisazione gioca un ruolo importante anche in quella che chiamiamo musica classica. Innanzitutto, bisogna ricordarsi che il sistema di notazione della musica è relativamente recente.

Risale, infatti, al Medioevo.

Quando la notazione musicale non era ancora così sviluppata e precisa, l’improvvisazione aveva per forza di cose una centralità nel processo di creazione e riproduzione della musica.

Le origini della musica si fondano sull'improvvisazione. Con le lezioni di piano puoi imparare l’improvvisazione!

L’improvvisazione è rimasta in vita anche dopo la creazione del sistema classico di notazione musicale. Bach era un improvvisatore prima di diventare il compositore che conosciamo.

In alcuni brani dell’epoca veniva lasciata una grande libertà all’interprete attraverso la tecnica del basso continuo e degli intervalli e in seguito con gli accordi. Voler improvvisare al piano, significa in qualche modo tornare alle origini della musica. 

La mentalità per imparare a improvvisare al piano

L’improvvisazione è il frutto di una tecnica, di una profonda conoscenza della musica e del suo linguaggio. È impossibile improvvisare senza conoscere le basi delle armonie.

Prima di farlo, bisogna essere coscienti del fatto che l‘improvvisazione richiede un certo stato d’animo. Per essere capace di improvvisare, per imparare a suonare il piano rapidamente, bisogna prima lavorare su questo punto e forgiare uno stato mentale che favorisca l’improvvisazione.

Di fatto, i pianisti spesso devono fare fronte a diversi momenti di blocco.

L’improvvisazione presuppone una certa fiducia in sé. Improvvisare significa uscire fuori dal terreno battuto, dalle lezioni di piano. Significa togliere lo sguardo dallo spartito ed esprimere delle emozioni personali, a volte intime che non si  ha il coraggio di tirare fuori durante le lezioni di piano per principiante.

Per improvvisare al piano devi avere fiducia in te. Il coraggio di improvvisare!

Osare improvvisare è la prima tappa per chiunque intenda cimentarsi con quest’arte al piano. Non bisogna aver paura di cadere nel ridicolo, dello sguardo degli altri. Bisogna invece eseguire il proprio istinto, rilassarsi, insomma lasciarsi andare. Il tuo insegnante di piano rimarrà a bocca aperta.

Per improvvisare è necessario avere una sensibilità musicale ben sviluppata.

Se vuoi imparare a improvvisare al piano significa che ami molto la musica. Anche se sei già un appassionato è bene ricordare che più musica ascolti più riesci a migliorare nell’improvvisazione. Improvvisare non è solo una questione di spontaneità.

L’ispirazione non arriva solo dall’interno, dai sentimenti e dalle emozioni, ma è il prodotto di quello che ascoltiamo.

La musica è la principale fonte d’ispirazione e dunque d’improvvisazione.

Buona parte dell’improvvisazione si ottiene riprendendo, consciamente o inconsciamente, dei motivi, delle frasi musicali o dei ritornelli già sentiti.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non si fa improvvisazione a caso. Improvvisare è un misto di libertà e regole.

Si potrebbe dire la stessa cosa per tutte le forme di creazione. Non si crea mai niente a partire da niente. Basta ispirarsi all’originale e lasciar volare l’immaginazione.

Un pittore è innanzitutto qualcuno che sa dipingere, il che vuol dire che conosce la tecnica della pittura. Con il piano è lo stesso. Si può studiare il piano anche da grandi!

Se non hai mai praticato il piano o non hai un minimo di base per l’armonia, il risultato della tua improvvisazione rischia di essere piatto. Non si tratta di fare un corso di piano completo sull’armonia musicale (lezioni di piano online), ma semplicemente ricordare le basi che ti servono per improvvisare. Puoi sempre chiedere aiuto al tuo insegnante di piano.

Se ti stai cimentando da poco con l’improvvisazione, il tuo obiettivo sarà quello di improvvisare suonando una melodia con la mano destra e degli accordi con la sinistra.

La divisione mano destra-melodia e mano sinistra-accordi non è mai così netta. Più vai avanti, più sarà facile uscire da questa rigida suddivisione.

Creare una melodia al piano, principi di base

Non ci sono delle ricette magiche per creare una melodia con il piano. La melodia è l’elemento più libero della musica, quello meno soggetto a costrizioni.

L’ispirazione occupa un posto importante nella creazione delle melodie.

La melodia ti lascia libero di esprimerti con il piano e si basa sempre sulla tua cultura musicale. Trova la giusta ispirazione per comporre melodie!

Una melodia si fonda su due elementi:

  • lo stato d’animo e le emozioni di chi la compone
  • la sensibilità musicale da cui ha tratto ispirazione

Per comporre melodie al piano l’unico prerequisito è conoscere la struttura della scala su cui stai improvvisando. Una scala è una successione di sette note, separate da semitoni, mi-fa per esempio, o toni, do-re per esempio.

La scala di Do maggiore sarà: do-re-mi-fa-sol-la-si-(do). La scala di Mi minore è: mi-fa#-sol#-la-si-do#-re#-(mi).

In totale ci sono 12 scale maggiori e 12 scale minori. Una melodia usa le note di una scala per svilupparsi. Se improvvisi una melodia su una scala di Do maggiore puoi usare i tasti bianchi, ma non i tasti neri.

La regola è questa: una melodia è sempre collegata a una precisa scala, ossia all’insieme di 7 note. Ovviamente è possibile usare delle note al di fuori della scala di Do maggiore, ma per cominciare è meglio usare le note della scala di riferimento. Un consiglio: una melodia, in generale non fa grandi balzi. Se suoni Do-Sol-Si-Re-Fa-Si, la melodia ottenuta non è molto “bella”, manca la coerenza.

In una melodia, la nota che segue non deve essere separata dalla precedente da più di 3-4 note. Anche in questo caso, è una regola che vale all’inizio, e che può essere trasgredita con la pratica. Per potersi liberare delle costrizioni musicali, bisogna prima comprenderle e assecondarle.

Scopri anche come accordare il piano…o come regolare la tastiera!

Gli accordi con la mano sinistra sono fondamentali.

Come si accompagna una melodia (suonata con la destra per esempio) con la mano sinistra? Usando degli accordi ovviamente! Gli accordi ti permettono di arricchire la melodia. Quali accordi scegliere?

  • Come fare in modo che l’accordo suonato con la mano sinistra vada bene con la melodia della destra?
  • Come far “accordare” gli accordi tra di loro?

Una risposta a queste domande viene dall’armonia musicale, che è la scienza degli accordi e delle loro concatenazioni. Il concetto di armonia musicale è abbastanza recente. Nel Medioevo i musicisti avevano una visione essenzialmente melodica della musica. Una musica a una sola voce, come il canto gregoriano, o a più voci tutte melodiche. La scienza che studia la coesistenza di linee melodiche in un brano era chiamata il contrappunto.

Il contrappunto rispondeva alla domanda: come fare in modo che le diverse voci melodiche in un brano vadano bene insieme? A quel tempo non si parlava di armonia. Nel Rinascimento la musica ha continuato a evolversi: la voce superiore, il soprano, è diventata indipendente dalle altre e l’unica voce melodica. E’ così che nasce l’armonia musicale.

Dal contrappunto al concetto di armonia musicale, ecco dove sono le basi per l'improvvisazione al piano. Ascolta un brano di Bach per il contrappunto!

Alcuni elementi di base per l’armonia: la scala è composta di 7 note. Su ognuna di queste note si possono costruire degli accordi. Un accordo è una combinazione di due intervalli: una terza e una quinta.

In una scala ci sono 7 diversi accordi, ma non hanno tutti la stessa importanza. Quelli maggiori sono costruiti sugli intervalli I, IV e V, ossia la scala di Do maggiore:

  • Accordo di Do maggiore in I posizione: do-mi-sol
  • Accordi di Sol maggiore in V: sol-si-re
  • Accordi di Fa maggiore in IV: fa-la-do

Per cominciare a improvvisare puoi partire da questi tre accordi allo stato fondamentale. Alterna questi tre accordi con la mano sinistra mentre suoni una melodia improvvisata con la destra. Prova a trovare le combinazioni che si accordano meglio tra di loro. Con questi tre accordi la tua improvvisazione non sarà mai “stonata”.

In seguito, a mano a mano che familiarizzi con l’improvvisazione al piano potrai:

  • Usare tutti gli accordi;
  • Aggiungere l’improvvisazione ai tuoi metodi per pianoforte;
  • Usare gli accordi al contrario. Per esempio, puoi suonare mi-sol-do invece di do-mi-sol;
  • Usare una scala diversa da quella di Do maggiore;
  • Nel passaggio da una scala all’altra puoi usare la modulazione.

Per concludere, l’improvvisazione è uno dei modi migliori per imparare a suonare il piano.

Ricorda sempre che non c’è un’età per cominciare a suonare il piano!

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