Il piano è, insieme alla chitarra, lo strumento più conosciuto e più amato.

Si tratta anche di uno strumento estremamente versatile, che si può suonare sia da soli, sia in duo (brani a quattro mani), oppure accompagnati da altri strumenti.

In molti sognano di diventare pianisti, ma imparare a suonare il piano richiede tempo e impegno. Inoltre, rispetto alla chitarra e ad altri strumenti, il pianoforte non può essere trasportato, il che gli attribuisce un’aura di maggiore ufficialità. Suonare il pianoforte è per molti una “cosa seria” da fare solo a casa dell’insegnante, o, se si possiede un piano, a casa propria.

In effetti, sarebbe un'impresa portare il pianoforte in spalla fino in spiaggia. Per questo motivo, rispetto alla chitarra, il pianoforte tende ad avere fan meno sportivi, meno avventurosi e dai gusti più classici. Il che non significa che il piano sia adatto solo a persone calme e metodiche, o che non sia fatto anche per chi vuole suonare musica contemporanea.

Inoltre, il lato positivo è che chi impara a suonare il pianoforte potrà dilettarsi con tutte le sue varianti, che si tratti di una tastiera elettrica, di un piano a coda, di una pianola o di un piano a muro.

Oggi, del resto, imparare a suonare il pianoforte (e qualsiasi altro strumento) è diventato più facile grazie ai progressi della scienza pediatrica, che ha studiato le tecniche migliori per semplificarne l'apprendimento. Dal momento che studiare pianoforte è un'attività sedentaria, sarebbe bene praticare contemporaneamente anche un'attività sportiva. La frequenza delle lezioni di piano dovrebbe essere pari a quella dei corsi di tennis (o di qualsiasi altro sport), per intenderci.

Naturalmente, nel caso del pianoforte vanno aggiunte molte ore di studio e pratica a casa, seduti davanti ai tasti del proprio strumento a corde. Suonare il piano e praticare uno sport ti permetterà di combinare un'attività sedentaria e un'attività fisica al contempo.

Che cos’è esattamente il pianoforte e  quali sono i primi passi da muovere se si vuole imparare a suonarlo rapidamente? Ecco alcuni consigli per poter suonare il pianoforte in poco tempo.

Imparare suonare pianoforte: quando cominciare?

Abitua tuo figlio sin da piccolo e gli sarà più semplice studiare musica.
I bambini hanno una vera passione per la melodia!

Il pianoforte ha la fama di essere uno strumento molto esigente. Sfortunatamente, non esistono formule magiche che ti permetteranno di apprendere in due mesi una sonata o la musica da concentro su una pianola o un piano classico.

Da dove cominciare per imparare a suonare il piano o imparare a suonare la tastiera?

Facciamo luce su alcuni aspetti importanti da conoscere per aiutarti nel tuo progetto d'apprendimento del piano e definire il tuo stile, scegliere un buon insegnante di piano, apprendere le basi, seguire un corso pianoforte online...

Nel momento in cui cominci a studiare pianoforte, ti trovi di fronte alla più grande difficoltà che presenta questo strumento: riuscire a coordinare le dita per eseguire un brano.

Ti renderai conto che all'inizio è piuttosto difficile e che buona parte del tuo tempo sarà almeno inizialmente dedicato al superamento di questo primo grande ostacolo.

Detto questo, sfatiamo anche il mito che si può imparare a suonare il piano solo da bambini. In realtà, puoi studiare pianoforte a qualunque età, ma dovrai mettercela tutta per lavorare sulla scioltezza delle dita.

Come suonare il pianoforte: comincia col lavorare sull'indipendenza delle due mani

A mano a mano che ti eserciti con il pianoforte i tasti neri e bianchi saranno sempre più familiari.
Questi tasti bianchi e neri sono tanto affascinanti quanto enigmatici!

Che ruolo hanno le dita nel pianoforte?

La prima nozione di base al pianoforte è conoscere la funzione che rivestono le mani: la destra ha una vocazione melodica, mentre la sinistra è piuttosto orientata verso l'armonia. In altri termini, la mano destra suona la melodia, mentre la sinistra esegue gli accordi nella maggior parte dei brani che imparerai a lezione di piano.

Naturalmente, stiamo descrivendo una situazione di estrema semplicità, proprio tipica di chi inizia a suonare il pianoforte da principiante assoluto. Infatti, andando avanti negli anni con la pratica e con la lettura di spartiti sempre più complessi, scoprirai che i pezzi più celebri, quelli difficili, da concerto, le opere immense come quella di Rachmaninov, ad esempio, è raro che seguano una struttura così lineare e bipartita. In quei casi, infatti, i tuoi organi tattili si incrociano, si alternano, si sovrappongono, si danno il cambio, per assicurare melodie complessissime e… decisamente armoniche!

Stiamo parlando di melodie molte estese anche rispetto al posizionamento sulla tastiera, cosa che richiede il frequente scambio di destra e sinistra. La destra si presta a momenti di cosiddetto “accompagnamento” – sebbene questo termine sia restrittivo se si parla di pezzi ricchi e dinamici di grandi artisti!

La sinistra, invece, cura il completamento dei temi e la manifestazione delle voci, senza nulla togliere al proprio ruolo di “mano della parte bassa della tastiera”.

Avrai notato che è molto più facile suonare con la destra rispetto alla sinistra, poiché più maldestra e spesso meno forte. Per questo i principianti tendono a suonare solo con la destra (questo discorso non vale per i mancini).

Naturalmente, si tratta di luoghi comuni: dipende dal livello raggiunto (una volta che sarai diventato esperto, i tuoi organi prensili si equivarranno, infatti) e dal fatto di essere destri o mancini! Insomma, questa descrizione estremamente banalizzata riguarda una visione tipicamente infantile del pianoforte.

Meglio suonare con la destra o con la sinistra?

Talvolta però i luoghi comuni risultano — almeno in parte — veri!

Cominciare con la destra ha il suo perché, visto che è la mano della melodia, quel motivo che ricordiamo mentre sentiamo una canzone. Tuttavia, per stare dentro il pezzo, la sinistra diventa indispensabile.

Per alcuni pianisti autodidatti, all'inizio è più facile concentrarsi sulla melodia. Per altri, invece, è importante conoscere prima gli accordi. Ognuno è libero di trovare un proprio metodo di apprendimento, ma con il piano è impossibile fare a meno della mano sinistra.

I manuali di piano possono essere anche molto diversi tra loro, ma sono tutti concordi negli esercizi per sviluppare la destrezza.

Oggi esiste la possibilità di confrontare più metodi per scegliere, in seguito, quello più adatto a noi, dato che l’apprendimento è sempre una questione personale! Ognuno di noi è diverso dagli altri; è escluso che possiamo trovare giovamento da un solo e unico metodo.

Acquisire l'indipendenza nelle due mani significa, specie per i principianti, suonare con la sinistra. Come si fa a suonare il piano con la mano sinistra?

In primo luogo, basta cominciare a esercitarsi con la sinistra fin dalle prime lezioni di piano, senza aspettare due mesi per eseguire gli accordi!

Appena ti sentirai più a tuo agio con la sinistra, potrai cominciare a suonare con entrambe le mani. Il trucco è proprio questo: aspetta a suonare con tutte le dita, se ancora hai bisogno di allenare la mano sinistra da sola. 

Esercizi per la destrezza

Per suonare il pianoforte bisogna usare entrambe le mani, ecco perché devi allenarti fin da subito sia con la destra sia con la sinistra.
Imparare a usare tutte le dita per un brano è un vero grattacapo!

Per migliorare, esegui le stesse note allo stesso tempo prima con una mano, poi con l'altra. In seguito, suona la stessa identica melodia con entrambe le mani. Il passo successivo è cominciare a suonare uno spartito semplice, dove ogni mano ha una parte diversa. Comincia a suonare le parti separatamente. C'è un'altra regola da rispettare: evita di suonare da subito con entrambe le mani, facendole lavorare separatamente, in una fase iniziale.

Vedrai che lavorando sulla destra e sulla sinistra singolarmente, suonare con entrambe diventerà sempre più facile. Ci vuole del tempo, il tempo di crearsi una forma mentis e il tempo che le dita memorizzino i movimenti. Arriverà il momento in cui potrai decifrare una partitura suonando direttamente con entrambe le mani.

Ovviamente, scegli bene gli spartiti, a cominciare da quelli più semplici. Ne puoi trovare diversi nei manuali per principianti. Ti servirà almeno un anno di pratica per acquisire una certa destrezza. Mantieni alta la motivazione e persisti: magari il sogno di diventare come Mozart è un po' fuori mano, ma l'impegno e la costanza possono dare risultati incredibili.

Parla con amici e vicini che già suonano il pianoforte. Qualcuno potrebbe anche offrirsi di darti qualche lezione sporadica per farti familiarizzare con lo strumento!

Comunque sia, se vuoi studiare pianoforte, sappi che potrai alternare lezioni di piano private a periodi di studio autonomo e da autodidatta.

Leggi, passando tramite Superprof, le storie e i consigli di chi insegna e di chi studia pianoforte.

Scopri come trovare online lezioni di piano?

Come imparare a suonare il pianoforte: il solfeggio

Il secondo problema che affronterai è quello del solfeggio. In realtà, è un falso problema dato che si tratta di una semplice tappa. Una tappa importantissima ed essenziale che spesso, però, viene presa come una pratica tediosa e inutile.

Il solfeggio dovrebbe essere il primo vero incontro con lo studio del suono, un momento fondamentale per chiunque voglia davvero e seriamente imparare a suonare il pianoforte in modo corretto e preciso.

Sappiamo che molti giovani tendono ad allontanarsi dallo studio di uno strumento per via del solfeggio e della teoria musicale in generale. Ma volare senza conoscere le leggi dell’aerodinamica è una cosa piuttosto azzardata e irresponsabile, no…?

Perché mai dovrebbe essere diverso con gli strumenti musicali?

In fondo, anche in prima elementare, hai dapprima scoperto l’alfabeto e le regole grammaticali di base, per iniziare, successivamente, a formulare parole, frasi e brevi temi. Ricordi?

Ebbene, con il pianoforte funziona allo stesso modo! Anche quanto eri a scuola ti lamentavi degli esercizi di grammatica, ma pensi che senza di di essi avresti mai imparato a scrivere correttamente?

Abbi fiducia in te stesso e nei consigli degli insegnanti di Superprof e procedi a testa alta; niente è insormontabile!

Per suonare il pianoforte correttamente, quindi, devi studiare il solfeggio. Si tratta di uno studio teorico, che è difficile definire divertente o eccitante, ma è la base per cimentarsi con un sintetizzatore, un piano a coda o un piano verticale.

Puoi sempre provare a suonare il piano senza conoscere il solfeggio, ma sarai limitato, specie se il tuo progetto è avvicinarti alla musica classica.

Diciamo che sarà come correre dietro a un pallone, senza aver mai scoperto le regole del calcio. Ti diverti, ma ti manca qualcosa. Inoltre, non tutti capiranno il tuo stile di gioco e potranno apprezzarti o unirsi a te. Giocherai da solo.

Molti libri per pianoforte si basano sul solfeggio. Dalla classica alla canzone italiana, è molto difficile trovare l'equivalente delle tablature per chitarra. Al piano, solo i video tutorial su Youtube possono aiutare gli aspiranti pianisti ad approcciare le partiture. Ecco il motivo per cui è importante conoscere la teoria musicale e saper leggere uno spartito per pianoforte.

Il solfeggio non è altro che la lettura delle note su uno spartito ad alta voce.
Con il solfeggio impari a riconoscere le note musicali!

Il solfeggio è abbastanza ripetitivo all'inizio, ma una volta acquisito, ti permette di andare molto più veloce nell'apprendimento di un brano. Ci sono essenzialmente due componenti nel solfeggio: le note e il ritmo. Dovrai abituarti a lavorare su entrambi.

Sicuramente conosci il nome delle note — do, re, mi, fa, sol, la si —, ma il punto è saperle decifrare e identificare su una partitura.

Forse hai qualche reminiscenza delle medie e di qualche nota imparata suonando il flauto, durante una lezione di musica...

Riconoscere la posizione delle note sulle partiture è abbastanza semplice. Ti basterà un po' di pratica per memorizzare la chiave di violino.

Per prendere coraggio davanti allo spartito devi fare un esercizio poco divertente ma essenziale: leggere le note. Basta tenere la partitura e declamare, ovvero dire ad alta voce il nome di ogni nota che vedi in successione da sinistra a destra.

Seguendo corsi di solfeggio in un'associazione culturale o al conservatorio, dovrai anche abituarti al dettato. È un esercizio che piace a pochi, ma permette di decifrare e trascrivere i suoni ascoltati su uno spartito. Naturalmente, dovrai fare diverse ore di pratica per andare spedito.

Piccola complicazione: al piano si usano due chiavi diverse, la chiave di sol e la chiave di fa. La posizione di una nota cambia a seconda della chiave che si usa. Sulla chiave di fa, infatti, le note sono una riga o un'interlinea più in basso.

Puoi apprendere queste nozioni di base a ogni età visto che è possibile studiare il piano anche da adulti.

Il segreto per suonare il piano: il ritmo

Il ritmo è l'essenza della musica.
Senza il ritmo è impossibile suonare uno strumento!

Una volta che avrai familiarizzato con la lettura delle note, potrai cominciare a studiare il ritmo. La musica è un insieme di suoni e ritmo, e cesserebbe senza l'uno o senza l'altro.

Il lavoro sul ritmo è sempre incluso nell'esercizio del solfeggio, ma arrivato a questo stadio, oltre a riconoscere le note, devi anche rispettare il ritmo, con l'aiuto delle dita o di un metronomo. Questo presuppone che tu abbia assimilato il valore delle note: semibreve, minima, semiminima, croma ecc.

Un consiglio: all'inizio lavora sul ritmo, senza preoccuparti della lettura delle note. È fondamentale assimilare i diversi valori dei tempi, prima di procedere oltre. D'altronde, non sono tanto i valori che si devono memorizzare quanto le loro relazioni. L'importante è sapere che un tasto bianco vale come due tasti neri che a loro volta valgono come quattro crome. È necessario saperlo e metterlo in pratica durante gli esercizi. Cerca di familiarizzare anche con la nozione di misura.

Uno sparito è diviso in diverse unità di tempo chiamate misure.

Per un pianista in erba interpretare una partitura risulta tanto difficile quanto decifrare un geroglifico a testa in giù, ma una volta imparate le basi dei codici, la tua vita di pianista sarà più facile. I brani di Beethoven, Mozart e Bach non sono altro che un sublime susseguirsi di note.

I tempi imposti da ogni partitura sono delle vere e proprie indicazioni per l'interpretazione. Una volta che avrai imparato il brano in questione alla perfezione, sarai libero di modificare i tempi come meglio credi. Come tutte le pratiche artistiche, bisogna prima rispettare alcune regole per poterle stravolgere a proprio piacimento col passare degli anni e dopo aver affinato la tecnica.

Con l'esperienza, potrai anche cominciare a improvvisare con il piano.

Prima da solo e poi con gli altri componenti dell'orchestra o della banda.
Suonare con altri musicisti ti aiuta a tenere il ritmo!

Esercizi per pianoforte: leggere e suonare al contempo

Quando padroneggerai le note e il ritmo, potrai concentrarti su ciò che conta davvero, ossia suonare ciò che vedi su una partitura per piano rispettando i tempi. Arrivare a questo livello ti richiederà molto impegno e non sarà per niente facile nei primi anni di studio, dato che presuppone di saper gestire più elementi al contempo.

Si tratta davvero di un eccellente esercizio dal punto di vista neurologico: sia in termini di pratica e allenamento, sia in termini di diagnosi!

Se non sai da che parte iniziare, potresti farti ispirare da un video su YouTube. Basta cercare "how to play the piano" in inglese, in italiano o qualunque altra lingua per essere inondato di tutorial!

Scherzi a parte: è ovvio che per suonare il pianoforte, usando le mani per eseguire flussi di note diversi, guardando il foglio e muovendo le dita (quasi senza guardarle) ci vuole un’ottima coordinazione: la connessione tra le tue sinapsi e i muscoli delle dita dovranno funzionare alla perfezione!

Imparare a suonare la tastiera: le qualità di un pianista

Imparare a suonare il pianoforte, insomma, significa mettere alla prova le proprie abilità, il proprio funzionamento dal punto dei riflessi e della coordinazione, la propria tecnica di esecuzione, il che va oltre una prova di pazienza o dimostrazione di passione e dedizione!

Per leggere e suonare contemporaneamente, con entrambe le mani, dovrai esercitarti molto.

I pianisti più virtuosi della storia come Lang Lang hanno la fortuna di avere una persona addetta a girare le pagine per loro, ma i principianti sono esclusi da questo lusso e devono fare un po' di pratica per imparare a girare una partitura senza interrompere l'esecuzione del brano.

Sai che molti pianisti in erba sognano addirittura di poter girare le pagine per conto dei loro idoli?

Cerca su internet come metterti in relazione con le associazioni che promuovono concerti e stagioni pianistiche nei grandi teatri: Milano, Roma, Napoli…

Frequentare un musicista può essere molto formativo: la sua passione e la sua motivazione rappresentano una fonte di ispirazione. Certi incontri possono davvero cambiarti la vita e farti entrare nell'universo del pianoforte dalla porta principale!

Se non c'è chi gira le pagine per te, devi imparare a leggere e suonare il piano contemporaneamente.
Coordinamento, riflessi e velocità sono qualità che accomunano un velocista a un pianista!

Ma tutto questo servirà a poco senza una pratica quotidiana.

Da dove iniziare con il pianoforte?

Ecco alcuni consigli che potrebbero tornarti utile: comincia con la lettura delle note, senza toccare il pianoforte. In seguito, lavora con le due mani separatamente e molto lentamente. Le tue dita e la tua mente devono abituarsi a ritrovare le note sulla tastiera il più rapidamente possibile. Un giorno sarai forse addirittura in grado di accordare il piano da solo.

Un altro consiglio: comincia a fare l'esercizio di lettura scegliendo dei brani molto lenti. Dimentica Per Elisa e qualunque altro pezzo dinamico.

Oppure, cosa banale quanto intelligente e basilare: studia pure tutti i pezzi che vuoi, ricordandoti che nelle fasi iniziali la velocità di esecuzione dovrà essere quanto meno dimezzata, se non ridotta a un terzo! Solo ogni dieci giorni – si tratta di un’indicazione di massima, ma dipende da quante ore si studia al giorno e dall’avanzamento personale – potrai avanzare di qualche tacca con il tuo metronomo, per approssimare – e molto raramente raggiungere realmente – la velocità indicata sulla partitura in alto a sinistra, dove appare la figura con un uguale e il numero, oltre, generalmente, a un’indicazione per esteso (allegro, ma non troppo; presto, con fuoco; lento; largo…).

A poco a poco acquisirai degli automatismi. Possiamo dire che c'è un parallelo tra la tastiera di un piano e quella di un computer. Se ti ricordi bene, all'inizio usavi solo due dita per scrivere un testo e digitavi molto lentamente.

Col pianoforte, ovviamente, le capacità richieste sono più ampie. Al contrario! Imparare a suonare il pianoforte richiede l’abilità di estendersi con le dita, i polsi, le braccia, le spalle, tenendo correttamente anche le gambe.

Una posizione scorretta, anche di una sola parte del corpo, infatti, rischia di influire negativamente sulla corretta esecuzione del brano, sul suono, sulle note, per non parlare poi dell’espressione!

Ecco il motivo per cui, sin da quando si comincia a studiare pianoforte, da piccolissimi, ci si sente ripetere che la postura corretta è importantissima.

Il nostro pensiero è che non esiste un'unica postura. Ognuno dovrà trovare la posizione più adatta per suonare al meglio il proprio strumento. Esistono, comunque, alcune regole e consigli fondamentali: hai mai visto un concertista suonare con le gambe accavallate o appollaiato sullo sgabello? No di certo!

Il tuo insegnante di pianoforte e le indicazioni di Superprof ti aiuteranno ad abituarti a tutte le situazioni. E vedrai, sarà come imparare l'alfabeto.

Chi non ha mai scritto al computer, pensa spesso che si tratti di qualcosa di molto complesso. Ma per chi utilizza il computer di frequente, è estremamente semplice scrivere senza nemmeno guardare i tasti e usando tutte le dita, o quasi. Questa è una capacità che si acquisisce con tempo e pazienza, e la stessa cosa vale per il pianoforte.

Coraggio!

Esercitarsi con le scale e con un insegnante di piano

E' praticamente sempre presente e il suo ruolo è fondamentale con qualsiasi altro strumento.
Da una lezione di pianoforte in casa, a una grande orchestra!

Allenarsi con gli accordi e con le scale è un buon modo per esercitarsi ad associare le note dello spartito alla loro posizione sulla tastiera.

Sei pronto? DO, RE, MI…

Come consigliato da ogni articolo in stile "how to play the piano", è meglio scegliere la scala di Do maggiore, naturalmente, per muovere i primi passi con il pianoforte. Successivamente, potrai lavorare sulle scale più difficili, con alterazioni varie, “tasti neri”, ecc.

L’importante, inizialmente, è familiarizzare con lo strumento. Sapersi situare e saper situare quanto richiesto dagli spartiti è il primo obiettivo da raggiungere per poter suonare il pianoforte. A quale posizione sulla tastiera corrisponde un determinato suono indicato sul pentagramma? Do centrale, do più basso o un do altissimo?

Il "segreto" è semplice: per fare passi avanti devi esercitarti. Inizialmente, farai diversi errori ed è assolutamente normale. Con la perseveranza riuscirai senz'altro a vedere dei rapidi progressi.

Ci sarebbe molto altro da dire sull'apprendimento del pianoforte, per ora concentrati su queste semplici indicazioni di base durante le tue lezioni di piano.

E ricorda: Superprof ti mette in contatto con diversi insegnanti di musica. Inoltre, puoi anche consultare il nostro blog per scegliere il tuo articolo preferito tra quelli in cui diamo svariati consigli a chi vuole imparare a suonare il pianoforte ma non solo: parlare una lingua straniera, diventare bravi con i calcoli, praticare lo yoga... Tutto è possibile con Superprof!

Bisogno di un insegnante di Piano?

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue