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Come ottimizzare lo studio alla tastiera

Di Catia, pubblicato il 03/08/2018 Blog > Musica > Piano > Consigli per Imparare a Suonare il Piano Rapidamente

Il piano è, insieme alla chitarra, lo strumento più conosciuto e più amato.

Si tratta anche dello strumento più completo. Non ci stancheremo mai di ricordarlo.

Molte persone desiderano cimentarsi con questo strumento, ma imparare a suonare il piano richiede del tempo. E, rispetto alla chitarra, il fatto della non trasportabilità dello strumento fa assumere allo stesso un’aura di maggiore ufficialità. Imparare a suonare il pianoforte appare allora come una “cosa seria”, quasi tediosa, da fare solo presso il domicilio dell’insegnante, o al limite a casa propria.

Insomma, in altri termini: il pianoforte non si porta a spalla fino in spiaggia. E per questo motivo…rispetto alla chitarra, può avere fan meno sportivi, meno avventurosi, giocondi. Il che non significa che il piano sia appannaggio di gente pesante, di sgobboni con gli occhiali e ingobbiti…

Oggi giorno, del resto, imparare a suonare il pianoforte e qualsiasi altro strumento, si accompagna, per fortuna, con gli avanzamenti della scienza pediatrica, ad una attività sportiva regolare. La cadenza delle lezioni di piano è pari a quella delle lezioni di tennis.

Naturalmente, nel primo caso vanno aggiunte molte e molte ore di studio a casa…seduti davanti alla propria tastiera. Ma l’allenamento sportivo può parallelamente impegnare molto tempo e controbilanciare gli effetti sedentari della passione musicale che si vive.

Che cos’è il pianoforte, dunque? Cosa implica volerlo saper suonare?

Abitua tuo figlio sin da piccolo e gli sarà più semplice studiare musica. I bambini hanno uno spiccato senso della musica!

È uno strumento molto esigente. Sfortunatamente non esistono formule magiche che ti permettono di imparare a suonare in due mesi una sonata o la musica da concentro su un piano digitale o un piano classico.

Da dove cominciare per imparare a suonare il piano?

Facciamo luce su alcuni punti importanti da conoscere per aiutarti nel tuo progetto d’apprendimento del piano e definire il tuo stile, scegliere un buon insegnante di piano, imparare le basi, seguire un corso pianoforte online

Quando cominci a studiare pianoforte ti trovi di fronte alla più grande difficoltà che questo strumento presenta: riuscire a suonare con entrambe le mani.

Ti renderai conto che all’inizio non è per niente facile e che buona parte del tuo tempo iniziale sarà dedicato al superamento di questo primo ostacolo.

Imparare a suonare il piano: comincia col lavorare sull’indipendenza delle due mani

A mano a mano che ti eserciti con il pianoforte i tasti neri e bianchi saranno sempre più familiari. Questi tasti bianchi e neri sono un enigma all’inizio!

In generale, al piano la mano destra ha una vocazione melodica, mentre la sinistra è piuttosto orientata verso l’armonia. In altri termini, la mano destra suona la melodia, mentre la sinistra esegue gli accordi durante le lezioni di piano.

Naturalmente, stiamo descrivendo una situazione di estrema semplicità, proprio tipica di chi inizia a suonare il pianoforte. Infatti, poi, andando avanti negli anni con la pratica musicale e con al lettura di spartiti sempre più complessi, scoprirai che i pezzi più celebri, quelli difficili, da concerto, le opere immense come quella di Rachmaninov, ad esempio, non seguono una struttura cosi lineare e bipartita. In quei casi, infatti, le mani si incrociano, si alternano, si sovrappongono, si danno il cambio, per assicurare melodie complessissime e… decisamente armoniche!

Stiamo parlando di melodie molte estese anche rispetto al posizionamento in tastiera, cosa che richiede il frequente intercambio di destra e sinistra. La destra si presta a momenti di cosiddetto “accompagnamento” – sebbene questo termine sia restrittivo, parlando di pezzi ricchi e variegati di grossi artisti!

E la sinistra assicura il completamento di temi e la manifestazione di voci, senza nulla togliere al proprio ruolo di “mano della parte bassa della tastiera”.

Avrai notato che è molto più facile suonare con la mano destra rispetto alla mano sinistra. La sinistra è più maldestra e anche meno forte. All’inizio, avrai la tendenza a suonare solo con la destra, ovviamente se sei destro.

Naturalmente, si tratta di luoghi comuni: tutto dipende dal livello cui si sia giunti (una volta esperti, le due amni si equivarranno, infatti) e dal fatto di essere destri o mancini! Insomma, questa descrizione estremamente banalizzata riguarda una visione tipicamente infantile del pianoforte.

In linea di massima, però, vi può essere qualche traccia di fondamento accettabile anche nei luoghi comuni.

Cominciare con la mano destra non è poi una cattiva idea, visto che è la mano della melodia, quel motivo che ricordiamo quando sentiamo una canzone. Tuttavia, per stare dentro il pezzo, la mano sinistra diventa indispensabile.

Per alcuni pianisti autodidatti, all’inizio è più facile concentrarsi sulla melodia. Per altri invece, è importante conoscere prima gli accordi. Ognuno può trovare un proprio metodo d’apprendimento, che in nessun caso può escludere la mano sinistra.

I manuali di piano possono essere anche molto diversi tra loro sono tutti concordi negli esercizi per sviluppare la destrezza.

Oggi esiste la possibilità di confrontare più metodi per poi riuscire ad estrapolare il migliore per se stessi, dato che l’apprendimento è sempre una questione personale! Ognuno di noi è diverso dagli altri. Non possiamo trovare tutti giovamento da un unico e solo metodo.

Acquisire l’indipendenza nelle due mani significa, soprattutto all’inizio, suonare con la mano sinistra. Come suonare il piano con la mano sinistra? O meglio, come imparare a suonare il piano con la mano sinistra?

Innanzitutto, basta cominciare a suonare unicamente con la mano sinistra fin dalle prime lezioni di piano. Non aspettare due mesi per far lavorare la sinistra!

Quando ti sentirai più a tuo agio con la sinistra, potrai cominciare a suonare con entrambe le mani. Il trucco è proprio questo: non cominciare a suonare con entrambe le mani prima di aver lavorato sulla mano sinistra singolarmente. 

Per suonare il pianoforte bisogna usare entrambe le mani, ecco perché devi allenarti fin da subito sia con la destra sia con la sinistra. Imparare a usare le due mani per un brano può essere un vero grattacapo!

Per migliorare, esegui le stesse note, lo stesso tempo prima con l’una, poi con l’altra mano. In seguito, suona la stessa identica melodia con entrambe le mani. Il passo successivo è cominciare a suonare uno spartito semplice, dove ogni mano ha una parte diversa. Comincia a suonare le parti separatamente. C’è un’altra regola da rispettare: non suonare da subito con le entrambe le mani, ma prima falle lavorare separatamente.

Vedrai che lavorando sulla destra e la sinistra singolarmente, suonare con entrambe ti porrà sempre meno problemi. Ci vuole del tempo, il tempo di crearsi una forma mentis, e il tempo che le mani memorizzino i movimenti. Arriverà il momento in cui potrai decifrare uno spartito suonando direttamente con entrambe le mani.

Ovviamente, scegli bene gli spartiti, a cominciare da quelli più semplici. Ne puoi trovare diversi nei metodi per principianti. Ti servirà almeno un anno di pratica per acquisire una certa destrezza con le mani. Non ti scoraggiare mai, perché non si diventa Mozart all’improvviso.

Consultati con amici e vicini che già suonano il pianoforte. Qualcuno potrebbe anche proporsi di darti qualche sporadica lezione, per una infarinatura generale.

Comunque sia, se vuoi imparare a suonare il pianoforte, sappi che potrai alternare lezioni di piano private a periodi di studio autonomo e da autodidatta.

Leggi, passando tramite Superprof, le storie ed i consigli di chi insegna e di chi si sia già messo ad imparare a suonare il pianoforte.

Imparare a suonare il pianoforte: studiare il solfeggio

Il secondo problema che affronterai è quello del solfeggio.

Non si tratta di un problema, in realtà.

Il solfeggio è semplicemente una tappa. Una tappa importantissima ed essenziale, che non dev’essere presa come una corvée tediosa e …di pessimo gradimento.

Il solfeggio dovrebbe essere il primo reale incontro – serio – con la musica, assicurato a chi voglia davvero – seriamente – imparare a suonare il pianoforte in modo corretto e dilettevole.

Sappiamo che molti giovani disprezzano e parlano male del solfeggio. Ma diciamo che… volare, senza conoscere le leggi dell’aerodinamica è una cosa piuttosto azzardata ed irresponsabile, no…?

Perché mai dovrebbe essere diverso con la musica, il pianoforte ed il solfeggio?

Dopotutto, anche quando sei andato in prima elementare hai dapprima scoperto l’alfabeto e le regolette della grammatica di base, per poi iniziare a formulare parole, frasi e piccoli temi. Ricordi?

Ebbene, non ti stiamo dicendo nulla di diverso, alla fine! Anche all’epoca ti lamentavi degli esercizi di grammatica, ma poi sei diventato un perfetto scrittore. No?

Abbi fiducia in te stesso e nei consigli degli insegnanti di Superprof e procedi assennatamente, allora.

L’apprendimento del pianoforte richiede l’apprendimento del solfeggio. Si tratta di uno studio teorico, non necessariamente invitante né ludico, ma è spesso una tappa obbligata per imparare a usare un sintetizzatore, un piano a coda o un piano verticale.

E’ sempre possibile imparare a suonare il piano senza conoscere il solfeggio, ma sarai limitato, anche se non hai in progetto di suonare dei pezzi di musica classica.

Diciamo che sarà come correre dietro ad un pallone, senza aver mai scoperto le regole del calcio. Ti diverti, ma non è tutto semplice e, soprattutto, non tutti capiranno come stai giocando e potranno apprezzarti o unirsi a te. Giocherai da solo.

Molti libri per pianoforti si basano sul solfeggio. Dalla musica classica alla musica leggera italiana, è molto difficile trovare l’equivalente delle tablature per chitarra. Al piano, solo i tutorial su Youtube possono aiutare i pianisti amatoriali a cominciare. Ecco perché è importante conoscere la teoria musicale e saper leggere uno spartito per pianoforte.

Il solfeggio non è altro che la lettura delle note su uno spartito ad alta voce. Con il solfeggio impari a leggere le note musicali ad alta voce!

Il solfeggio è abbastanza ripetitivo all’inizio, ma una volta acquisito, ti permette di andare molto più veloce nell’apprendimento di un brano musicale. Ci sono essenzialmente due componenti nel solfeggio: le note e il ritmo. Dovrai imparare a lavorare su entrambi.

Sicuramente conosci il nome delle note musicali le famose do, re, mi, fa sol, la si. Tutto sta nel saperle leggere e identificare su uno spartito.

Forse hai qualche reminiscenza delle medie e di qualche nota imparata suonando il flauto, durante le lezioni di musica…

Conoscere la posizione delle note su uno spartito è abbastanza semplice. Ti basta qualche minuto.

Per non esitare davanti allo spartito devi fare un esercizio poco divertente ma essenziale: leggere le note. Basta tenere lo spartito e leggere, ovvero dire ad alta voce il nome delle note che vedi in successione da sinistra a destra.

Prendendo delle lezioni di solfeggio in una scuola di musica o al conservatorio, dovrai anche passare per il dettato. E’ un esercizio che piace a pochi, ma permette di decifrare e trascrivere la musica ascoltata su di uno spartito. Non c’è bisogno di dire che servono diverse ore di pratica.

Piccola complicazione: il piano usa due chiavi diverse, la chiave di sol e la chiave di fa. La posizione di una nota non è la stessa a seconda della chiave che si usa. Sulla chiave di fa, infatti, le note sono una riga o un’interlinea più in alto.

Puoi imparare queste nozioni di base ad ogni età perché si può studiare il piano anche da adulti.

Imparare a suonare il piano: il ritmo

Il ritmo è l'essenza della musica. Senza ritmo è impossibile suonare uno strumento!

Quando avrai familiarizzato con la lettura delle note, potrai cominciare a studiare il ritmo. La musica è un insieme di suoni e ritmo, non esiste l’uno senza l’altro.

Il lavoro sul ritmo è in continuità con il solfeggio solo che, a questo stadio, non si tratta solo di leggere le note, ma di rispettare anche il ritmo, con l’aiuto delle mani o di un metronomo. Questo presuppone che tu abbia assimilato il valore delle note musicali: semibreve, minima, semiminima, croma ecc.

Un consiglio: all’inizio lavora sul ritmo, senza preoccuparti della lettura delle note. E’ fondamentale assimilare i diversi valori, i tempi, prima di procedere oltre. D’altronde, non sono tanto i valori che si devono imparare quanto le loro relazioni. L’importante è sapere che un tasto bianco vale come due tasti neri che a loro volta valgono come quattro crome. E’ bene saperlo e metterlo in pratica negli esercizi. Cerca di familiarizzare anche con la nozione di misura.

Uno sparito è diviso in diverse unità di tempo chiamate misure.

All’inizio può essere tanto difficile quanto leggere dei geroglifici a testa in giù, ma una volta imparate le basi dei codici,  la tua vita di pianista principiante sarà più facile. I brani di Beethoven, Mozart e Bach non sono altro che un sublime susseguirsi di note.

I tempi imposti da ogni partitura sono delle vere indicazioni per l’interpretazione. Tuttavia, sei libero di modificare i tempi come meglio credi, una volta che avrai imparato il brano in questione alla perfezione.

I tempi imposti da ogni partitura sono delle vere indicazioni per l’interpretazione. Tuttavia, un certo margine di libertà potrebbe anche essere ammesso.

Con l’esperienza, potrai anche imparare a improvvisare con il piano.

Prima da solo e poi con gli altri componenti dell'orchestra o della banda. Impara a tenere il ritmo, è fondamentale!

Imparare a suonare il piano: leggere e suonare allo stesso tempo

Quando la lettura delle note e il ritmo non avranno più segreti per te, potrai concentrarti su ciò che davvero conta, ossia suonare le note di uno spartito sul piano rispettando i tempi. E’ un lavoro a lungo termine e molto difficile all’inizio, perché presuppone di saper gestire più cose allo stesso tempo.

Si tratta davvero di un esercizio eccellente, dal punto di vista neurologico: sia in termini di pratica, allenamento, sia…in termini di diagnosi!

Scherzi a parte: è ovvio che per suonare il pianoforte, usando due mani per eseguire flussi di note diversi, guardando il foglio e muovendo le dita (quasi senza guardarle) ci vuole un’ottima coordinazione, che implica un lavoro delle sinapsi degno di un filmato su “le funzioni della macchina corpo-umano”.

Imparare a suonare il pianoforte, insomma, è innanzitutto un mettere alla prova le proprie abilità, il proprio funzionamento dal punto vista biologico, neuronale.

Non si tratta solo di una prova di pazienza o dimostrazione di passione e dedizione!

Per leggere e suonare contemporaneamente, con entrambe le mani  dovrai esercitarti molto.

Ora, i maggiori pianisti virtuosi della storia della musica come Lang Lang hanno la fortuna di avere qualcuno che giri le pagine per loro, a te toccherà fare un po’ di pratica prima di poter sognare di averne uno.

Sai che molti pianisti in erba sognano, invece, di poter girare le pagine per conto dei loro idoli, celebri pianisti?

Cerca su Internet come metterti in relazione con le associazioni che promuovono concerti e stagioni pianistiche nei grossi teatri: Milano, Roma, Napoli…

Costeggiare un musicista può essere molto formativo: si scopre una passione, una motivazione che poi, per mimetismo, si potranno ricreare dentro di sé. Chissà…certi incontri potrebbero proprio essere di buon auspicio.

Se non c'è chi gira le pagine per te, devi imparare a leggere e suonare il piano contemporaneamente. E’ difficile coordinare lettura, mano destra e mano sinistra con il piano!

Torniamo, comunque, al lavoro sodo, alla pratica iniziale e giornaliera. Da dove incominciare, per sperare di riuscire ad imparare a suonare il pianoforte?

Ecco qualche consiglio che potrebbe tornarti utile: comincia col leggere le note, senza toccare il piano. Poi lavora con le due mani separatamente e molto lentamente. Le tue mani e la tua mente devono abituarsi a ritrovare le note dello spartito sulla tastiera. E’ un punto di partenza per imparare ad accordare il piano da soli.

Un’altra dritta: comincia a fare l’esercizio di lettura delle note scegliendo dei brani molto lenti. Dimentica Per Elisa e qualunque altro pezzo dinamico.

Oppure, cosa banale quanto intelligente e basilare: studia pure tutti i pezzi che vuoi, ricordandoti che all’inizio la velocità di esecuzione dovrà essere quanto meno dimezzata, se non oltre! Solo ogni dieci giorni – si tratta di un’indicazione di massima, ma tutto dipende da quante ore si studia al giorno e dall’avanzamento personale – potrai avanzare di qualche tacca con il tuo metronomo, per approssimare – e molto raramente raggiungere realmente – la velocità indicata sullo spartito in alto a sinistra, dove appare la figura con un uguale ed il numero, oltre – generalmente – ad un’indicazione per esteso (allegro, ma non troppo; presto, con fuoco; lento; largo…).

A poco a poco acquisirai degli automatismi. Possiamo dire che c’è un parallelo tra la tastiera di un piano e quella di un computer. Se ti ricordi bene, all’inizio usavi solo due dita per scrivere un testo.

Ma col pianoforte, ovviamente, le capacità richieste non sono così ridotte. Al contrario! Imparare a suonare il pianoforte richiede l’abilità di estendersi con le dita, i polsi, le braccia, le spalle, tenendo correttamente anche le gambe.

Una posizione scorretta di anche una sola parte del corpo, infatti, può influire negativamente sulla correttezza del suono, delle note e non parliamo, poi, dell’espressione!

Ecco perché, sin da quando ci si mette ad imparare a suonare il pianoforte, da piccolissimi, ci si sente ripetere che: la postura corretta è importantissima.

Non siamo della scuola per cui esiste una ed una sola postura. Ognuno dovrà trovare un proprio adattamento corporeo, per suonare al meglio lo strumento. Ma vi sono comunque delle regole e dei consigli fondamentali: hai mai visto un concertista suonare con le gambe accavallate o appollaiato sullo sgabello? No di certo!

Il tuo insegnante di pianoforte e le indicazioni di Superprof ti aiuteranno ad abituarti a tutto. E vedrai, sarà come imparare a leggere e scrivere.

Coloro che non avevano mai scritto con un computer, credevano si trattasse di qualcosa di molto complesso. A forza di usare il computer, è diventato invece sempre più facile scrivere senza guardare la tastiera e usando tutte le dita, o quasi. Questa è una capacità che si acquisisce con tempo e pazienza, anche con il piano.

Coraggio!

E' praticamente sempre presente e il suo ruolo è fondamentale con qualsiasi altro strumento. Il pianoforte occupa un ruolo centrale nell’orchestra!

Lavorare sulle scale può essere un buon modo per esercitarsi ad associare le note dello spartito alla loro posizione sulla tastiera.

Sei pronto: DO, RE, MI…

Scegli la scala di Do maggiore, naturalmente, per imparare a suonare il pianoforte. Quelle più difficili, con alterazioni varie e “tasti neri” verranno poi …!

L’importante, adesso, è acquisire i riferimenti sulla tastiera. Sapersi situare e saper situare quanto richiesto da uno spartito è la prima cosa, quando si impara a suonare il pianoforte. A quale posizione sulla tastiera corrisponde un determinato suono indicato sul pentagramma? Do centrale, Do più basso, o quale suono altissimo?

Non è un mistero: per fare passi avanti devi esercitarti. All’inizio farai diversi errori ed è assolutamente normale. Con la perseveranza riuscirai senz’altro a vedere dei rapidi progressi.

Ci sarebbe molto altro da dire sull’apprendimento del pianoforte, per ora concentrati su queste semplici indicazioni di base durante le tue lezioni di piano.

E ricorda: Superprof può metterti in relazione con diversi insegnanti di musica. Inoltre, puoi anche leggere i nostri articoli in cui diamo svariati consigli a chi voglia imparare a suonare il pianoforte, o a parlare una lingua straniera, a far di conto rapidamente…

 

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