“ Non è su una mossa che tu devi riflettere, ma su un piano realizzabile”  Eugène A. Znosko-Borovsky (1884-1954)

Per imparare a giocare a scacchi e raggiungere i migliori giocatori della Federazione Italiana, bisogna innanzitutto conoscere la storia degli scacchi.

Ciò richiede una buona conoscenza delle regole del gioco degli scacchi, ma anche di come ottimizzare lo spostamento dei pezzi sulla scacchiera.

Ogni figura ha un ruolo ben preciso da giocare, tanto il pedone quanto la Regina o il cavallo per farti vincere la partita.

Superprof vi presenta oggi l’Alfiere, la sua origine negli scacchi, le sue tattiche di gioco e le varianti da adottare durante una partita di scacchi

Sei pronto a sconfiggere il re avversario? Che parta il segnatempo!

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L'origine del gioco degli scacchi

Il gioco degli scacchi è un gioco di società originario dell’India.

All’epoca, l’alfiere era il consigliere del re, chiamato vizir, è per questo che è posizionato al suo fianco.

Nato oltre 1500 anni fa, questo gioco che unisce strategia avanzata e ragionamento tattico, ha sedotto milioni di giocatori attraverso il mondo.

Sia divertente che giocoso, giocare una partita di scacchi ti stimolerà sul piano intellettuale come giocare a dama o fare i puzzle, ma in una dimensione più complessa.

I princìpi del gioco degli scacchi si sono evoluti nel corso dei secoli, ma rimangono fondati sulla stessa idea militare: la scacchiera è un campo di battaglia sul quale si affrontano due armate, dirette dai loro rispettivi capi (il re bianco contro il re nero)

Molti storici del momdo degli scacchi dicono, secondo la leggenda, che gli scacchi sarebbero nati dalla volontà di un bramino (uomo di fede) chiamato Sissa, che desiderava far uscire il Re delle Indie dal suo torpore e dalla noia.

Creò allora questo gioco da tavolo (chiamato al tempo shatranj) che sottopose al suo sovrano per occupare le sue lunghe giornate solo nel suo palazzo.

Follemente entusiasmato da questo gioco di memorizzazione, il re promise a Sissa di concedergli tutto quello che avesse desiderato, come ricompensa.

Sissa chiese una cosa all’apprenza molto modesta: che il re posasse un grano di riso sulla prima casa della scacchiera, poi due sulla seconda, poi quattro sulla terza e via di seguito, sino a coprire le 64 case della scacchiera, raddoppiando ad ogni volta la posta precedente.

Il Re accetto senza batter ciglio di fronte ad una richiesta così umile. Tuttavia, aveva appena segnato la sua perdita.

Dopo un semplice calcolo il vizir (consigliere del re) si rese conto che soddisfare questa richiesta gli sarebbe costato il totale del loro raccolto annuale e ben più ancora!

Di che vuotare i granai del paese!

In effetti, Sissa voleva quindi ottenere 18 446 744 073 709 551 615 grani di riso!

Se ci si basa sulla produzione annuale di riso ad oggi (479 milioni di tonnellate per anno), servirebbero un po’ più di 1 539 anni per riunire  tutti i grani di riso necessari alla realizzazione di queso problema, ti immagini?

Ridendo, Sissa annullò la sua richiesta e confessò di essersi divertito alle spalle del Re. Quest’ultimo considerò alora Sissa come suo pari e moltiplicò le partite di scacchi insieme durante gli anni, non come avversari, ma come pari.

L’alfiere dall’epoca Persiana ad oggi

L’antenato dell’alfiere negli scacchi medievali (chatrang) era l'alfil, letteralmente “l’elefante”.

Esistono vari tipi di scacchiera, in legno, pieghevole, e persino in tre dimensioni!

Quest’ultimo poteva saltare di due case in diagonale, se necessario, al di sopra di un’altra casa. Di conseguenza, ogni filo era limitato a otto case, e nessuno dei due poteva attaccarne un altro.

Dopo aver attraversato le Indie ed il mondo arabo, gli scacchi arrivarono in Italia ed in Spagna, lasciando questo pezzo esotico dell’elefante nei suoi luoghi originali.

Malgrado tutto, le origini di questa mutazione tra elefante ed alfiere, resta ancora un enigma per numerosi appassionati di scacchi.

In effetti, il gioco degli scacchi mette in scena una battaglia militare che consiste nel catturare il re avversario.

In questo contesto, l’elefante svolge, come il cavallo, il suo ruolo marziale.

Certamente, gli eserciti dei paesi occidentali non avevano elefanti, e si può dunque capire  che i giocatori di scacchi occidentali abbiano voluto sostituire questa figura con qualcosa o qualcuno che fosse loro più comune.

Aver scelto un personaggio della corte e non un guerriero (come ad esempio un arciere)  rimane ancora un mistero irrisolto, che troverà forse la sua soluzione in uno studio etimologico comparativo fra i diversi dialetti dell’epoca.

Ok, basta con i misteri, ritorniamo alle basi del gioco degli scacchi!

In alcuni paesi anglosassoni l’alfiere è considerato come un vescovo (bishop), e per questo è rappresentato con una mitra di vescovo su un diagramma di gioco.

Per quanto riguarda la notazione algebrica, gli alfieri occupano le case bianche c11 e f1 e le case nere c8 e f8 in posizione iniziale.

Piccolo promemoria per i principianti che desiderano imparare gli scacchi.

Una schacchiera è composta da:

  • 64 case,
  • 8 linee verticali chiamate colonne,
  • 8 linee verticali chiamate file,
  • 26 linee oblique a 45° (13 nere e 13 bianche) chiamate diagonali.

Per ogni giocatore, la scacchiera è anche:

  • 1 re,
  • 1 regina,
  • 2 alfieri,
  • 2 cavalli,
  • 2 torri,
  • 16 pedoni.

L’alfiere si sposta unicamente in diagonale, mai verticalmente o orizzontalmente.

E’ considerato un pezzo a lungo raggio, cioè può essere spostato di tutte le caselle desiderate, senza poter saltare al di sopra di un altro pezzo.

Non può cambiare colore di casa durante la partita e dunque agisce solo su metà della scacchiera

Un alfiere sarà più utile in una posizione aperta, penza pedoni al centro della scacchiera per bloccarlo.

Lo si posiziona dunque in “fianchetto”, cioè in una posizione strategica che permette di occupare le grandi diagonali del campo di gioco.

Questo fa parte di quelle che si chiamano aperture ipermoderne, l’alfiere diventa quindi un’arma offensiva che non bisogna sottovalutare.

Attenzione tuttavia ad utilizzarlo dall’altra parte del piccolo arrocco o del grande arrocco (se hai fatto arroccare il Re e la sua torre precedentemente ovviamente) per non fragilizzare lo scudo dell’arrocco.

Sarebbe sciocco prendersi uno scacco matto dopo solo qualche mossa e così poche combinazioni!

Il buon alfiere ed il cattivo alfiere sulla scacchiera

Si parla spesso di “buon alfiere” e di “cattivo alfiere”

L’attività dell’alfiere dipende principalmente dal posizionamento dei suoi pedoni amici.

Adoriamo giocare insieme, io e mio fratello, gli insegno le mie tattiche preferite!

Il buon alfiere è quello i cui pedoni sono posizionati su case di un altro colore rispetto a quella sulla quale si trova; il cattivo alfiere, al contrario ha il passaggio bloccato dalla propria catena di pedoni, soprattutto dai pedoni centrali, che si trovano su case dello stesso colore di quelle sulle quali si sposta.

Quindi, meno pedoni si trovano sulla scacchiera e più gli Alfieri sono efficaci.

Nelle posizioni aperte, quando le diagonali non sono bloccate da pedoni, un Alfiere può attaccare il Re, proteggendosi allo stesso tempo contro la Regina avversaria.

L’Alfiere è una figura di lunga portata, ma controlla solo le case di uno stesso colore, questa è la sua principale debolezza.

Ecco perchè due alfieri si completano perfettamente, perchè permettono di occupare l’insieme della scacchiera in una sorta di tenaglia, quella che viene chiamata la coppia di Alfieri.

Se ben coordinati, sono superiori ad un alfiere e un cavallo.

In effetti, la mobilità ridotta del cavallo non permetterà al tuo avversario di raggiungere il cuore del combattimento nei tempi desiderati e ridurrà il numero dei colpi possibili.

L’altro vantaggio della coppia di alfieri è che in qualsiasi momento, ti è possibile scambiarne uno contro un cavallo avversario, mentre è ben difficile il contrario.

Con un po’ di allenamento ed una certa padronanza del gioco, capirai il ruolo strategico di questi pezzi sulla scacchiera.

I campionati del mondo non saranno per domani, ma si preparano!

Non esitare a giocare contro i tuoi amici, i tuoi parenti (se sono già giocatori). E perchè non entrare in un club di scacchi e provare con dei tornei a più giocatori online?

Gratuiti e senza iscrizione, esiste senza dubbio il sito di scacchi adatto a te.

Niente di meglio per progredire negli scacchi che giocare qualche partita tutte le settimane quando si è ancora principiante!

Il sacrificio dell’alfiere per mettere pressione fin dall’inizio della partita

Fin dall’inizio della partita, tutte le mosse devono essere ben ponderate

L’alfiere è spesso all’origine dei sacrifici all’inizio della partita:

  • Sia su f2 o f7 se il re avversario è rimasto al centro, ed i suoi pedoni sono difesi solo dal re,
  • Sia su h2 o h7 se è stato effettuato il piccolo arrocco avversario, ciò che porta all’apertura della colonna h, l’attacco mette spesso in gioco regina e cavallo,
  • Sia in h3 o h6 se è stato effettuato il piccolo arrocco ed il pedone h ha avanzato, ciò che porta all’apertura della colonna g.

E’ importante aprire le file con degli spostamenti di pedoni o dei sacrifici di pezzi.

E’ attraverso queste file che i pezzi attaccanti possono penetrare le linee nemiche e mettere in piazza le loro strategie di gioco.

Ecco un video per illustrarti i danni che un sacrificio di alfiere può causare, soprattutto nei confronti dei cavalli avversari:

Perchè piazzare i pedoni è altrettanto importante che costruire configurazioni complicate!

Pensa a vedere dei video online, spesso si tratta di un buon giocatore che ama condividere le sue strategie di gioco ed aiutarti a capire le mosse da giocare, ma anche a parare gli attacchi.

Non serve essere Bobby Fischer o Kasparov per parlare di scacchi!

Un piccolo aneddoto dell’ultimo minuto:

Il campione del mondo in titolo, il norvegese Magnus Carlsen ha appena perso dopo 125 vittorie (o partite nulle).

Da cosa è stata provocata questa sconfitta, secondo te?

Dalla perdita veloce di un alfiere!

Incredibile, no?

Perchè anche i grandi maestri internazionali possono perdere la partita, poco importa il livello di gioco, basta un solo errore impossibile da evitare!

Analizzare il gioco, mantenere il proprio sangue freddo e soprattutto la memoria di lavoro, saranno le tue migliori risorse durante i tornei, ma anche per progredire nel gioco.

Giocare regolarmente ti permetterà di capire come vincere o, alla peggio, come arrivare a partita patta senza subire più sconfitte di fila.

Allora, dopo tutte queste storie e colpi di scena, sei tentato da una partita di scacchi?

 

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Paola

Traduttrice, insegnante, chissà un giorno....scrittrice. Ma con un'infinita passione per le lingue straniere