"In una partita a scacchi, la vittoria appartiene il più delle volte a colui che vede un po’ più in là dell’avversario” - Emanuel Lasker (1868 - 1941)

Ti piace il gioco degli scacchi, ma non conosci bene i movimenti dei pezzi sulla scacchiera?

Ti piacerebbe semplicemente saperne di più sui pezzi ed i pedoni che compongono il gioco degli scacchi in modo da poterne discutere con i membri del tuo club di scacchi durante i tornei?

Oggi Superprof ti parla del cavallo e delle sue risorse!

Al tuo posto, pronto, gioca!

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Riassunto della storia degli scacchi

L'origine del gioco risale al VI secolo d.C. e ci porta in India.

Ogni paese ritrascrive gli elementi forti della propria cultura in una scacchiera e nei suoi pezzi personalizzati.

Nato secondo la leggenda per ingannare la noia di un eminente indiano, questo gioco di abilità e memorizzazione conquistò l’esigente sovrano.

Questa leggenda, nota ad ogni giocatore, ripercorre quindi la storia di Sissa, un bramino indiano (sacerdote) che creò quindi questo tabellone di gioco su richiesta del suo sovrano per occupare le sue giornate di ozio.

Totalmente stupito da questo gioco, divertente ed intellettuale allo stesso tempo, promise una ricompensa di sua scelta al buon Sissa.

Quest’ultimo chiese che il re mettesse un chicco di riso (o di grano) sul primo quadrato della scacchiera, poi due sulla seconda, quattro sulla terza, raddoppiando così il numero dei chicchi fino al sesantaquattresimo quadrato.

Il re, sorpreso da questa richiesta all’apparenza modesta e singolare, accettò senza batter ciglio, senza tuttavia riuscire a soddisfarla!

Poichè, se noi facciamo i conti, a forza di raddoppiare ad ogni volta il numero di chicchi, arriveremmo alla cifra enorme di 18 446 744 073 709 551 615 grani di riso, l’equivalente di un granaio lungo 25 km ed alto più di 2 km, riempito fino all’orlo!

Persino oggi non produciamo così tanto riso o grano sulla Terra!

Bravo giocatore ed astuto, Sissa rinunciò alla sua ricompensa a favore della lezione che insegnò al Re: non fidarsi di una richiesta, anche se sembra facilmente soddisfabile senza aver calcolato tutte le varianti.

Ed ancora più importante, non lasciarsi ingannare da qualcuno che cerca di approfittare delle vostre ricchezze o del vostro potere, mascherandolo dietro intenzioni all’apparenza lodevoli.

Il gioco degli scacchi (ouchatranj in indiano) fu esportato in Persia, poi nel mondo arabo, per arrivare in seguito nell’Europa del Sud (Spagna e Italia).

Verso l’anno 800, si narra che un signore arabo offrì una scacchiera in avorio a Carlomagno, ed un altro princie beduino ne offrì una a San Luigi nel 1250 in cristallo di roccia.

Questo dimostra la grande stima per questo gioco presso le alte sfere dell’epoca.

Le scacchiere classiche sono generalmente in legno (palissandro, bosso ed ebano).

Il Medioevo sarà simbolo di grandi cambiamenti nelle regole del gioco, con l’apparizione della Regina (inizialmente chiamata Vergine, poi Dama) che prima era un uomo (un visir o il consigliere del re) e l’estensione del suo potere, così come per l’alfiere ed i pedoni, che possono ormai avanzare di due case al primo colpo giocato.

Le regole del gioco chiare di oggi si sono poco evolute dai tempi degli scacchi romantici se non per lo sviluppo delle combinazioni e delle tattiche di gioco.

Si parla allora, dagli anni ‘50 dello sviluppo delle teorie moderne e iper-moderne portate avanti dai grandi giocatori russi dell’epoca, come Karpov, o dall’americano Bobby Fischer.

Kasparov invece, darà una dimensione ancora più tecnologica alla cultura degli scacchi, affrontando un’intelligenza artificiale creata da IBM, il supercalcolatore Deep Blue.

Subirà qualche sconfitta, ma saprà strappare la vittoria contro il computer in più occasioni!

Il cavallo, una figura forte

Come promemoria: una scacchiera è composta da 64 quadrati alternati (casella bianca, poi casella nera).

I cavalli ti permettono di guidare la partita fin dai primi colpi giocati.

Ogni giocatore dispone dei seguenti pezzi:

  • Un Re,
  • Una Regina (o Dama),
  • Due Alfieri,
  • Due Cavalli ,
  • Due Torri,
  • Otto Pedoni.

Il Cavallo è rapresentato appunto da una testa di cavallo.

Ognuno dei giocatori inizia con i due cavalli piazzati rispettivamente in b1 e g1 per i bianchi, e b8 e g8 per i neri.

Quando inizi ad imparare a giocare a scacchi, la prima cosa da studiare è lo spostamento delle figure.

Il Cavallo si sposta in modo particolare, effettua una specie di L maiuscola ad ognuno dei suoi spostamenti.

Questa L può essere anche capovolta o sovrapposta, secondo una delle seguenti configurazioni: 2 case orizzontali + 1 verticale o 1 casa verticale + 2 orizzontali contemporaneamente.

Di conseguenza, il Cavallo può irradiarsi su otto case attorno a sè, il che gli conferisce una posizione strategica in mezzo alla scacchiera, poichè può raggiungere numerosi pezzi.

Sarà quindi più utile al centro della scacchiera piuttosto che lasciato in un angolo e permetterà di elaborare varie strategie di gioco.

Giocatri rincipianti, attenzione alle “forchette”!

Un’altra regola importante da sapere sul Cavallo: può saltare oltre i tuoi pezzi e quelli del tuo avversario.

Quindi, nella posizione di partenza, i bianchi possono giocare sia uno dei pedoni, sia uno dei Cavalli per iniziare una partita!

Per fnire, il Cavallo prende i pezzi avversari “saltando” sulle loro caselle.

Prende il pezzo avversario che si trova sulla casa della sua destinazione (la casa di arrivo) e perciò si rivela molto utile nelle posizioni chiuse.

Riassumendo, i punti forti del Cavallo sono:

  • La sua potenza nei giochi “bloccati”,
  • Il controllo localizzato in mezzo alla scacchiera,
  • Il fatto di poter giocare su più colori.

Ecco un video che mostra i diversi spostamenti del Cavallo sulla scacchiera:

Dopo aver studiato questo diagramma avrai un’idea dell’utilità del Cavallo, una figura comunque minore, all’inizio e a metà partita.

Il suo potere dimnuisce via via che si procede nel gioco, a favore di pezzi più forti, come la Regina.

Tuttavia ti permette di parare molti attacchi o di aprire nuove possibili mosse da giocare con una sola mossa tattica.

Lo scacco matto è a portata di mano!

L’analisi degli scacchi, il numero di partite giocate, o anche dei corsi di scacchi online o per corrispondenza ti permetteranno di progredire negli scacchi ma anche di comprendere le basi dl gioco ed il potenziale di ogni figura.

Il mondo degli scacchi non ha finito di sorprenderti!

Padroneggia l’inizio del gioco grazie al Cavallo

Molto sollecitato all’inizio della partita, il cavallo può rivelarsi una risorsa importante per le aperture.

Il cavallo è il padrone dell’inizio della partita

Può lasciare la sua fila fin dalla prima mossa della partita e permette al giocatore principiante di elaborare le sue prime strategie per catturare un pedone o il pezzo avversario sulla sua linea di tiro.

Molto apprezzato anche dai maestri e dai grandi maestri, il Cavallo si distingue nelle diverse strategie di difesa che si possono prevedere fin dalla sua posizione iniziale.

Permette così al giocatore di evitare di essere sconfitto fin dai primi colpi e di contrastare un attacco troppo frontale, disturbando così i giocatori troppo sicuri di sè.

Ecco qualche esempio di manovre possibili con il Cavallo:

La difesa dei due cavalli, una delle aperture più formidabili

Molto utilizzato dai giocatori principianti, permette di applicare una delle prime regole del gioco degli scacchi: lo sviluppo.

E’ una delle strategie di difesa più attive contro lo sviluppo dell’alfiere del re avversario.

La popolarità e l’efficacia della difesa dei 2 cavalli dipende dal gran numero di varianti possibili.

Eccone una dimostrazione:

La difesa Petrov

Esiste anche un’altra variante che coinvolge tre cavalli, la difesa Petrov, che deve il suo nome ad uno dei migliori giocatori russi della storia degli scacchi.

E’ spesso utilizzata dai giocatori che cercano la partita patta.

Abbastanza complicata, è riservata ai giocatori che abbiano raggiunto al minimo 1500 punti nella classsifica Elo.

Eccone una panoramica:

Come promemoria: devi padroneggiare le basi del gioco prima di lanciarti in partite di scacchi così complesse.

L’inizio Reti, o apertura Zukertort-Reti 

Così chiamata in omaggio al grande maestro internazionale Richard Reti, di origine cecoslovacca.

Anche se non riuscì mai a vincere i campionati del mondo, grazie a questa tattica riuscì a battere il campione del mondo in carica dell’epoca Jose Raul Capablanca nel 1924!

Questa combinazione è conosciuta anche con il nome di apertura del Cavallo-Re.

Eccone una dimostrazione:

Ecco dunque un esempio di apertura accessibile ai principianti per infondere loro la padronanza del gioco!

 

Puoi mettere alla prova le tue combinazioni su una scacchiera gigante!

La difesa Alekhin

Questa apertura fa riferimento al grande giocatore franco-russo Alexandre Alekhin che l’utilizzò nel 1921.

Quarto campione di scacchi del mondo dal 1927 al 1935 e dal 1937 fino alla sua morte, è stato il primo campione del mondo di scacchi a riconquistare il titolo e l’unico a morire portando il suo titolo.

Ecco il video che vi spiega tutto su questa mossa:

Esistono ancora numerose aperture e difese che il Cavallo può giocare all’inizio della partita:

  • La difesa Nimzowitsch,
  • La difesa est-indiana,
  • La difesa Grünfeld,
  • La difesa nimzo- indiana,
  • La difesa Bogo- indiana,
  • Le difese Benoni,
  • La mossa Benko,
  • La mossa di Budapest,
  • La mossa messicana.

Sappi che un’apertura ben gestita può permetterti di accumulare le vittorie!

Te ne accorgerai molto rapidamente, ti basta giocare qualche partita e allenare la tua memoria di lavoro.

Cerca anche di controllare sempre il ritmo della partita di scacchi, si acquisisce nello stesso tempo in cui guadagni livello nel gioco.

Pensa anche ad arroccare, a giocare il “matto del barbiere” o ancora a monopolizzare una diagonale per disturbare i tuoi avversari!

Non dimenticare un altro elemento fondamentale: il pezzo più importante negli scacchi è il giocatore!

Dai, metti via questo gioco della dama e vieni ad imparare gli scacchi!

L’adrenalina, i movimenti dei giocatori, il ticchettio del segnatempo, lo sguardo attonito dell’arbitro al tuo colpo da maestro.... una volta che avrai assaporato i tornei, non potrai più farne a meno!

Scommettiamo che entrerai a far parte della Federazione Italiana degli Scacchi!

Non aver paura, rivela il Magnus Carlsen che nascondi in te!

 

 

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Paola

Traduttrice, insegnante, chissà un giorno....scrittrice. Ma con un'infinita passione per le lingue straniere