"Un giocatore di scacchi è come della vernice: se non è brillante è opaco! - Philippe Geluck  (1954- ...)

Imparare a giocare a scacchi, diventare quindi un buon giocatore, o anche un grande maestro, richiede una profonda conoscenza del mondo degli scacchi.

La logica degli scacchi richiede di sapere come utilizzare ogni pezzo sulla scacchiera al suo massimo potenziale.

Oggi studieremo quindi la Torre, le sue caratteristiche ed i suoi movimenti.

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Qualche nozione di base sul gioco degli scacchi

Come ogni giocatore che si rispetti, deve imparare gli scacchi dalle loro origini.

Fin dal Medioevo, la scacchiera era un oggetto pregiato nelle corti di Europa.

Nato nel VI secolo d.C in India, il gioco degli scacchi che conosciamo oggi era molto diverso a quei tempi.

Si giocava inizialmente a quattro, ogni giocatore posizionato ad un angolo del tabellone di 64 caselle, simile a quello che utilizziamo oggi.

La differenza risultava nei colori: la scacchiera era nera e rossa, anzichè bianca e nera come al giorno d’oggi.

Sempre controversa, la storia degli scacchi vuole che questo gioco tattico trovi le sue origini in diverse leggende, venute dall’Asia, dalla Persia e dall’Europa.

Alcuni diranno che gli scacchi (chiamati Shatranj nella loro forma primitiva) sono stati inventati da un bramino, di nome Sissa, per scacciare la noia di Shiram, l’allora Re delle Indie.

Nella Grecia antica, si attribuisce la nascita dell’arte degli scacchi a Palamede, eroe della mitologia, che avrebbe anch’egli creato questo gioco per occupare le sue truppe durante l’assedio di Troia.

Sarebbe anche l’inventore del gioco dei dadi e degli astragali. Di che disputare tornei indiavolati nelle trincee!

Nato in Asia, il gioco degli scacchi fu molto apprezzato dal popolo arabo, che lo fece arrivare fino alle porte dell’Europa nell’epoca medioevale.

Divenne popolare in Italia ed in Spagna dal XI sec. e conobbe dei cambiamenti importanti a partire dal secolo successivo.

Le regole del gioco diventano più complesse e si occidentalizzano.

Ogni figura diventa più mobile è lo spostamento dei pezzi si amplifica:

  • Il vizir diventa la Vergine, e poi la Regina; l’elefante diventa l’Alfiere,
  • Il  roukh arabo diventerà roc in francese antico, poi Torre (per ricordare le torri di avvistamento come nei castelli),
  • Le combinazioni di gioco si moltiplicano soprattutto con l’apparizione dell’arrocco nel 1560, che dà nuove libertà di gioco soprattutto all’inizio della partita.

Le regole del gioo chiare che noi conosciamo oggi, sono state redatte per la prima volta nel 1749 da François-André Danican Philidor, grande giocatore di scacchi del suo tempo.

Le origini della Torre

La Torre protegge i quattro angoli del campo di gioco!

Piccolo promemoria per i giocatori principianti: una scacchiera è composta da:

  • 2 re (un re bianco ed un re nero)
  • 2 regine,
  • 4 cavalli,
  • 4 torri,
  • 4 alfieri,
  • 16 pedoni.

In origine, la Torre rappresentava un charou, o un carro per i persiani (rukh).

Il suo sviluppo fonetico la fece diventare roc.

In Occidente, secondo i pezzi del classico gioco di Staunton, la torre è rappresentata da una torre merlata sulla sua sommità, simbolo del suo ruolo di guardia e di difesa del quadrato di gioco contro gli assalti dei tuoi avversari.

La torre può spostarsi orizzontamente o verticalmente, per andare a catturare i pezzi sulla sua linea, mai in diagonale.

E’ un pezzo a lunga portata, può cioè essere spostata di quante caselle vuoi, ma senza mai passare al disopra di un altro pezzo, nè del suo campo, nè del campo dell’avversario.

Ogni campo possiede due torri. Nella posizione iniziale, si situano secondo la notazione algebrica sulle caselle a1 e h1 per i bianchi e sulle caselle a8 e h8 per i neri.

Considerata come il pezzo più importante del gioco, dopo la Regina, fa parte infatti dei pezzi pesanti, proprio come la Regina.

A differenza di loro, l’alfiere ed il cavallo sono considerati come dei pezzi leggeri,  più utili e potenti della torre o del pedone nel mezzo del gioco, poichè molto più mobili.

Questa tendenza si inverte dall’inizio delle fasi finali caratteristiche della fine del gioco, quando la Torre guadagna potenziale via via che i pezzi cadono dalla scacchiera.

La Torre è idealmente posizionata su una colonna aperta o semi-aperta, cioè una colonna il cui raggio d’azione non è limitato da uno dei suoi pedoni.

Sono pezzi a cui bisogna fare attenzione quando sono disposte su una stessa colonna; si proteggono a vicenda ed in questo caso si dice che sono posizionate “in batteria”.

I grandi maestri di scacchi sono particolarmente affezionati al loro potere strategico a fine partita poichè ostacolano notevolmente l’avanzare dell’avversario se hanno un posizionamento chiave, permettendo così di avanzare nel gioco rapidamente.

L’Arrocco o il primo colpo della Torre

L’arrocco è una mossa che riguarda il Re ed una delle sue due Torri.

Mi alleno sull’arrocco per perfezionare le mie aperture!

Quando il Re e questa Torre sono ancora nelle loro case iniziali, e che non ci sono pezzi fra loro, il giocatore può spostare di due caselle il Re verso la Torre, quindi posizionare questa Torre giusto a fianco del Re, dall’altro lato.

L’arrocco può essere effettuato sull’ala del Re (si parla allora di piccolo arrocco) o sull’ala della Regina (molto generalmente giocato all’inizio della partita allo scopo di mettere il Re al sicuro in un angolo della scacchiera fin dall’inizio)

L’arrocco è un colpo molto speciale per iniziare una partita di scacchi, poichè è l’unica mossa nella quale si possono muovere due pezzi simultaneamente.

E’ anche l’unica mossa nella quale il Re può muoversi di due case, e l’unica nella quale la Torre può oltrepassare un’altro pezzo.

Attenzione: un giocatore non può fare l’Arrocco se:

  • Ci sono uno o più pezzi tra il Re e la Torre,
  • Il Re o la Torre si sono già mossi (e sono ritornati nella loro casa iniziale),
  • Il Re è in scacco, se una casa che deve attraversare è attaccata o se la sua casa di arrivo è attaccata. In questo caso l’arrocco è proibito per il momento.

Oltre a proteggere il Re, l’arrocco permette di unire le due Torri e così facendo, di proteggersi a vicenda per svilupparsi poi sulle colonne centrali.

Possono avanzare più facilmente e così facendo, occupare il centro della scacchiera.

Arroccare dalla parte opposta del tuo avversario è anche considerato il modo migliore di creare uno squilibrio, o ottenere il vantaggio su alcune aperture.

E’ il caso in alcune varianti della difesa Siciliana, ed in particolare nella variante detta del Drago, che vi mostriamo qui sotto:

In ogni caso, analizzare il gioco e memorizzare le mosse precedenti saranno sempre le vostre armi migliori di fronte all’avversario.

Via via che le tue partire aumenteranno, imparerai la padronanza del gioco e a ottimizzare il potenziale di ogni pezzo.

Vedrai che lo scacco matto è a portata di mano in poche mosse!

Ma prima di partecipare al campionato del mondo, dovrai far lavorare la tua memoria per progredire negli scacchi!

La Torre, una risorsa nelle fasi finali  

Le finali delle torri con e senza pedoni, sono spesso oggetto di discussione nei libri dedicati agli scacchi.

Alcune, come le finali torre ed alfiere contro torre, possono rivelarsi complesse, ma molto apprezzate dai migliori giocatori.

Giochiamo insieme fin dal nostro matrimonio, e lei non mi ha mai lasciato vincere!

Ancora una volta il posto della torre sulla scacchiera permetterà ai buoni giocatori di sviluppare delle configurazioni tattiche complesse, ma che offriranno loro la possibilità di vincere.

Aiutato da allenatori di nome, come i grandi ex-maestri internazionali, e dopo ore passate a studiare ogni diagramma, riuscirai a raggiungere questo livello di gioco.

Kasparov, o il norvegese Magnus Carlsen, non hanno ottenuto il titolo di campioni del mondo prendendo dei corsi per corrispondenza!

Giocare qualche partita contro avversari più esperti di te, giovane principiante, può essere un buon modo per assimilare i principi del gioco complessi e di mettere a fuoco i tuoi problemi tattici.

E perchè non allenarsi contro il computer o prendere dei corsi di scacchi online?

Ritorniamo alla torre ed alle sue posizioni finali!

La posizione di Philidor

Negli scacchi, la posizione di Philidor  è una delle strategie di gioco più conosciute ed una delle più importanti posizioni finali del gioco degli scacchi.

E’ fondamentale nella finale torre e pedone contro torre.

Spesso, permette anche di arrivare ad una partita nulla nella quale nessuno dei giocatori riesce a mettere in scacco ed a terminare la partita con una vittoria.

Eccone un riassunto in video:

Pensa innanzitutto ad acquisire le basi del gioco prima di lanciarti alla cieca in questo genere di strategie!

Il Ponte di Lucena

Questa posizione è fondamentale nella finale torre e pedone contro torre.

La posizione o ponte di Lucena è considerata come la madre di tutte le finali, poichè mostra le trappole da evitare quando si tratta di difendere con un pedone in meno, ma anche la situazione da raggiungere per gli attaccanti.

Ecco una dimostrazione per memorizzare:

Ecco una tattica ben audace per catturare il Re avversario e vincere la partita!

L'ombrello

L'ombrello è una tecnica in finale di gioco che consiste a nascondersi dietro il pedone de proprio avversario per evitare gli scacchi.

Il pedone avversario funge quindi da ombrello e lo protegge daggli assalti dell’avversario.

Chi avrebbe mai pensato che un semplice pedone avrebbe scongiurato uno scacco!

Ecco come raggiungere una posizione strategica sulla scacchiera:

Con tutte queste tattiche per perfezionare la tua strategia di gioco, parlerai degli scacchi come un professionista!

Ricorda che l’allenamento è la chiave di riuscita come in tutte le discipline.

Quindi vai avanti, gioca a scacchi tutti i giorni, moltiplica le vittorie e rimani umile di fronte alla sconfitta.

Lo scopo è di imparare i principi del gioco divertendoti!

Allora, chi è che entrerà a far parte del Club di Scacchi della propria città?

Bobby Fischer, la successione è assicurata!

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Paola

Traduttrice, insegnante, chissà un giorno....scrittrice. Ma con un'infinita passione per le lingue straniere