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I migliori insegnanti privati di scacchi a Roma

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Voto medio 5 ⭐ su 24+ recensioni. I nostri studenti adorano le lezioni di scacchi!

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Le domande più frequenti:

♟️ Quanto serve per imparare a giocare a scacchi?

Conoscere come muovere i pezzi è questione di pochi giorni, mentre padroneggiare il gioco richiede più tempo.

Ecco cosa influenza i tempi di apprendimento:

  • Le regole di base: come muovere pedoni, torri e alfieri richiede una sola lezione.
  • La tattica: forchette, inchiodature e combinazioni richiedono settimane di esercizi mirati.
  • La strategia: valutare le posizioni in modo corretto si impara progressivamente.
  • Aperture e finali: studiare le posizioni tipiche affina il gioco sul lungo periodo.

Un professore esperto adatta gli esercizi al tuo livello e ottimizza i tempi.

💰 Quale budget prevedere per imparare gli scacchi a Roma?

La tariffa oraria per gli scacchi a Roma si aggira intorno a 19€/ora.

L'importo dipende da:

  • Il tuo livello attuale e i tuoi obiettivi
  • L'esperienza e le qualifiche del professore
  • Il numero di ore prenotate
  • La modalità di insegnamento (in presenza o in video)

Confrontare diversi profili permette di trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.

🧠 Quali benefici hanno gli scacchi sulla mente?

Gli scacchi sono un vero allenamento per il cervello, a ogni età.

Ecco i principali benefici per la mente:

  • La memoria: memorizzare le posizioni allena il richiamo delle informazioni.
  • La concentrazione: seguire una partita sviluppa attenzione e focus prolungato.
  • Il ragionamento logico: collegare causa ed effetto rafforza il pensiero critico.
  • La pazienza: attendere il momento giusto insegna autocontrollo e calma.

Un professore esperto rende ogni lezione un allenamento mentale completo.

⭐ Cosa pensano gli studenti dei professori di scacchi a Roma?

Gli insegnanti di scacchi a Roma si distinguono con 5/5.

24 studenti hanno condiviso la loro esperienza.

Queste recensioni garantiscono l'affidabilità dei profili e ti aiutano a scegliere.

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Le informazioni essenziali per il tuo lezione di scacchi

✅ Tariffa media:19€/ora
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Gli scacchi a Roma oggi e nel passato

Nella splendida capitale meta del turismo mondiale, i modi per apprendere come si deve il gioco degli scacchi sono davvero infiniti.

Oltre a poter prendere lezioni di scacchi da insegnanti privati, infatti, è possibile rivolgersi a diverse e numerose associazioni legate al “gioco del Re”.

Prendiamo, ad esempio, la A.s.d. Scuola Popolare di Scacchi, che offre innumerevoli possibilità di scoperta, apprendimento e perfezionamento nel gioco degli scacchi.

Questa associazione propone lezioni e corsi in presenza, lezioni a distanza, giocate a scacchi su scacchiere giganti per favorire la psicomotricità, tornei e progetti di ogni genere e sorta: nelle scuole, nei comuni, presso altri circoli e club.

Già dal lontano 2007, quest’associazione ha consentito, in seno alla storica Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Giordani, di aggiungere il gioco degli scacchi ai classici sport noti a tutti. Oggi, essa conta ben sei sedi in tutto il territorio romano: il gioco libero, le lezioni, le sfide sono allora assicurate un po’ ovunque e sempre sotto la guida esperta di campioni titolati e riconosciuti a livello internazionale.

Questa scuola popolare è addirittura parte delle scuole iscritte all’albo delle scuole di scacchi di primo e secondo livello! Un vero orgoglio.

I maestri di scacchi, qui, sono istruttori riconosciuti dalla Federazione Scacchistica Italiana. La sede principale della scuola si trova in viale Irpinia 34, all’incrocio con viale Telese.

Associazioni dedite al gioco degli scacchi a Roma

Il Nuovo Circolo degli Scacchi di Roma ha sede in via del Corso 518. Il nome si deve alla fusione da cui esso deriva: quella tra il Circolo degli scacchi ed il Nuovo Circolo, avvenuta nell’ormai lontano 1916.

Rispettivamente, i due circoli primigeni risalivano, addirittura, al 1872 e al 1906.

Il fatto che l’attuale circolo abbia sede a Palazzo Rondinini, naturalmente, gli assicura un fascino tutto speciale.

Palazzo Rondinini è uno stratosferico esempio di architettura barocca. Infatti, risale al XVIII secolo. Più precisamente, diciamo che una preesistente struttura risaliva al XVI secolo, che fu ampliata e resa maestosa dall’Architetto Dori, su richiesta del Marchese Giuseppe Rondonini, per l’appunto. I lunghi lavori di ristrutturazione dell’antico palazzo appartenuto al pittore Giuseppe Cesari diedero alla luce un luogo meraviglioso in cui opere architettoniche, scultoree e pittoriche vennero conservate dall’eclettico proprietario, che era un archeologo e collezionista.

La cornice, insomma, è del tutto idonea a ospitare i cultori del più nobile dei giochi.

E questa sede è decisamente un fiore all’occhiello della cultura scacchistica italiana, dato che in occasione di scambi e incontri con altri circoli di scacchi consente di presentare nel migliore dei modi i maestri e gli appassionati di scacchi di Roma a tutti gli altri.

Il Circolo, ad esempio, è in costante contatto con il Circoli scacchistici di Bologna, Brescia, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Siena, Torino, Venezia e Verona, per quanto riguarda l’Italia!

Per quanto riguarda l’estero, invece, gli scacchisti romani possono contare su scambi e ospitalità con Argentina, Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Perù, Portogallo, Regno Unito, Spagna, USA, Svezia, Svizzera.

L’Accademia scacchistica di Roma

Se vuoi sapere quale è il Circolo di Scacchi più antico d’Italia, probabilmente puoi rivolgerti all’Accademia Scacchistica, fondata nel 1819, oggi sita in via Luigi Pulci 14.

Didattica, agonistica e svago sono gli obiettivi di questo Circolo, affiliato alla FSI e dedicato al Maestro Sandro Meo.

Il Circolo, poi, dispone addirittura di una biblioteca specialistica, la “Marco Crucioli”, creata negli anni Settanta, fatta di materiale raro e pregiato, come di centinaia di periodici e monografie italiani e stranieri, prevalentemente donati da appassionati scacchisti, bibliofili e benefattori.

Le proposte dell’accademia sono assai variegate e ben specificate come utili a diverse categorie di allievi ed amatori.

Vengono proposti corsi base, della durata di circa un mese e mezzo, in cui si affronta un po’ di storia del gioco, si scopre il valore dei pezzi e si apprendono alcune regole speciali. Alcuni elementi strategici e tattici sono ugualmente introdotti, dopo aver presentato le basi dell’apertura sulla scacchiera. La fine del corso vede un primo torneo interno, perché si mettano a frutto i primi apprendimenti.

I corsi di livello intermedio, invece, della durata di circa due mesi, puntano al miglioramento delle due fasi – iniziale e finale – del gioco. Inoltre, si lavora molto sulla tecnica di medio gioco.  Agli allievi si propongono lezioni tematiche specifiche. È possibile scegliere di seguire, ad esempio, otto lezioni sui soli finali:

  • elementari;
  • di pedone;
  • di pezzi;
  • di torre.

Oppure, iscriversi al corso di otto lezioni sulle aperture:

  • gioco aperto e semiaperto;
  • partita di donna;
  • difese indiane;
  • altre aperture.

Ancora, il livello intermedio prevede la proposta di otto lezioni per migliorare la visione tattica:

  • il pezzo sospeso;
  • le geometrie, le forchette e gli allineamenti;
  • l’attacco al Re;
  • le combinazioni di promozioni.

Infine, sempre restando nell’ambito dello stesso livello, è possibile seguire un corso specifico per migliorare la valutazione strategica, con otto lezioni su:

  • strutture pedonali e centro;
  • debolezze;
  • collocamento dei pezzi;
  • posizione del Re.

Il costo per otto lezioni è di 100 euro. Degli sconti sono previsti per chi si iscriva a più corsi intermedi.

Ben nove corsi di livello superiore, poi, sono proposti ai giocatori avanzati:

  • quattro di carattere tecnico e teorico;
  • quattro agonistici e laboratoriali;
  • due per preparare istruttori e formatori.

Infine, l’Accademia Scacchistica Romana propone anche corsi in partenariato, corsi esterni, lezioni individuali e tutoraggio. Insomma, se vuoi imparare a giocare a scacchi a Roma, se vuoi perfezionarti o desideri divertirti e svagarti, le occasioni della scacchiera non mancano nella bella Capitale.

Lasciti scacchistici dell’età moderna: i grandi giocatori dei secoli scorsi!

La storia degli scacchi è lunga, ricca, interessantissima.

Ecco, allora, qualche nome del passato, legato alla storia e soprattutto alla diffusione e alla legittimazione del gioco degli scacchi nella società che poi divenne quella italiana.

Eh già! Perché il gioco non fu sempre come lo conosciamo oggi, né risultò da subito lecito, in un territorio dominato dalla Chiesa. Ma la passione per i quadrati bianchi e neri vinse su ogni remora, ed anche i Cattolici dovettero arrendersi, ad un certo punto, di fronte alla limpidezza logica e morale di questa pratica ludica e distensiva, vero toccasana meditativo.

Fu con Leone X che la Chiesa ammise la possibilità di dedicarsi agli scacchi! Il Papa stesso - pare - trascorreva lunghe ore a giocare a scacchi, ascoltando musica. Il poemetto dal titolo De ludo scaccorum dell’autore Vida, del resto, fu incoraggiato dallo stesso Pontefice.

La Spagna, in parallelo, si mostrava assai dedita ed esperta in questa pratica ludica. Addirittura, in questo periodo diversi giocatori di spicco emigrarono verso il nostro Paese, contribuendo al rinnovamento delle regole di gioco. Il portoghese Pedro Damiano, in quest’epoca, trasferitosi a Roma, diede alle stampe un libricino assai rilevante, dal titolo bizzarro, per noi: Libro da imparare giocare a scachi et de li partiti.

Corti italiane e spagnole si contendevano i migliori giocatori:

  • Zanobi Magnolino di Firenze,
  • Giovanni Leonardo di Bona da Cutro,
  • il sacerdote Lui Lopez de Segura,
  • Paolo Boi il Siracusano,
  • Giulio Cesare Polerio di Lanciano.

Tra il Seicento ed il Settecento vi fu un vero e proprio periodo d’oro degli scacchi, nella nostra penisola. Sono di questo periodo i giocatori assai noti:

  • Alessandro Salvio di Napoli,
  • Gioacchino Greco della Calabria,
  • Pietro Carrera della Sicilia.

Per non parlare dei noti tre giocatori modenesi:

  • Ercole del Rio,
  • Giambattista Lolli,
  • Domenico Lorenzo Ponziani,

che scrissero importantissimi trattati sul gioco, oggi disponibili in biblioteche specializzate.

Recuperare informazioni su questi nomi ed anche dedicarsi alla lettura di alcuni libelli lasciatici da questi illustri scacchisti dell’età moderna è davvero un lavoro interessante, da poter svolgere a latere delle lezioni di scacchi a Roma o delle partite tra amici. Recuperare le origini dello scacchismo certamente conferirà una maggiore completezza di senso al gioco degli scacchi dei giorni nostri, anche se effettuato per mero passatempo.

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