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Qual è il percorso per insegnare le discipline matematiche?

Di Francesca, pubblicato il 28/02/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Matematica > Che Titolo Bisogna Possedere Per Insegnare Matematica?

In teoria, insegnare, qualsiasi disciplina, dovrebbe essere una vocazione.

Ciò vuol dire che, tutto quanto richiesto per poter svolgere questa professione, non dovrebbe risultare pesante, tedioso, né tantomeno un incubo …

Conseguire laurea, diplomi, specializzazioni, seguire corsi di aggiornamento pedagogico …

Tutto ciò dovrebbe attirare, interessare, impegnare gradevolmente la mente ed il tempo, essere effettuato senza il minimo sforzo intellettuale.

Se si sceglie di insegnare una disciplina, insomma, studiarla dovrebbe procurare o aver procurato, a tempo debito, piacere. Altrimenti ci troviamo in una situazione schizofrenica.

Ecco perché insegnare dev’essere una scelta primaria, non un ripiego o un’attività secondaria e dell’ultim’ora.

Insegnare è un’attività che va retribuita. Ma la retribuzione non può bastare a far sì che l’insegnante agisca correttamente.

I titoli di studio aiutano ad assicurare un certo percorso pedagogico e formativo. Ma nessuno potrà mai dirci se il CV di un insegnante denoti più passione e motivazione di quello di un altro.

Solo i fatti parlano. Il clima relazionale instaurato con i discenti e l’armonia, l’amore per l’approfondimento in una disciplina: ecco cosa denota la presenza di un ottimo insegnante.

Al di là del minimo percorso richiesto, degli studi in matematica di base, queste qualità e competenze tanto necessarie quanto rare, sono indispensabili per insegnare matematica.

Diventare un insegnante di algebra è un percorso che può essere molto duro perché gli studi universitari sono decisamente selettivi, ma anche anche molto lunghi.

Tutto ciò è comunque necessario per poter insegnare all’interno del sistema nazionale della Pubblica Istruzione…

Come funziona, invece, per gli insegnanti indipendenti? Bisogna obbligatoriamente possedere gli stessi diplomi o lauree per poter impartire lezioni a domicilio? Esistono regolamentazioni specifiche?

Come potrai constatare, la risposta è no. Oggi esistono diversi profili di docenti di matematica a domicilio, tra cui numerosi autodidatti che non hanno seguito lo stesso percorso formativo.

È anche questo il vantaggio di essere un insegnante operante nel piccolo mondo del sostegno scolastico e delle lezioni private: esercitare una professione poco regolamentata.

Ma, per chi desidera comunque avvalersi del proprio diploma o laurea, quali sono i vantaggi di scegliere questa via? E, soprattutto, quali sono i diplomi o le lauree necessari per dare lezioni di aritmetica? Ne esistono tanti?

Verifica tu stesso! Basta digitare “matematica online” oppure “matematica milano” per ottenere una prima lista di risultati.

Bisogna obbligatoriamente possedere un diploma o una laurea per poter impartire lezioni di algebra?

A settembre 2015, Superprof ha pubblicato il suo rapporto annuale relativo alle lezioni private. In questa occasione, sono state presentate diverse cifre e altre infografiche agli utenti del sito.

Le statistiche, incentrate su professori e allievi, hanno messo in luce una serie di aspetti.

Scopri i requisiti necessari per poter insegnare Appassionato di matematica? Puoi insegnare senza laurea?

Tra questi, un dato molto interessante è venuto a galla: a parità di materie e insegnanti, il costo medio di una lezione privata è stato di 21,60€ all’ora.

Si tratta, senza dubbio, di una cifra considerevole che può garantire uno stipendio molto interessante a un docente privato di matematica a tempo pieno. Si può facilmente capire, dunque, come il numero di candidati all’insegnamento stia crescendo in tutta Italia.

L’apporto finanziario può essere un po’ trascurabile. Ma, dopo tutto, chi può davvero pretendere di dare lezioni private oggi? Sono necessari titoli di studio specifici in discipline matematiche?

Due domande che forse ti sarai già posto. La risposta? no.

Da un punto di vista legale, una persona è autorizzata a insegnare una materia a partire dai 14 anni. E, come potrai immaginare, a 14 anni non si è ancora in possesso di un diploma di scuola superiore o di una laurea…

I minori di 18 anni che intendono insegnare matematica online o a domicilio con lezioni private o con corsi di sostegno scolastico, devono comunque richiedere l’autorizzazione ai propri genitori e all’ispettorato del lavoro.

Non è dunque raro, come invece succede in altri casi, che studenti in difficoltà in matematica si rivolgano a docenti autodidatti. Insegnanti particolarmente bravi nei calcoli, nelle equazioni, nei teoremi, in algebra, trigonometria, nei numeri, in matematica e geometria per bambini

I genitori stessi non esitano più a contattare questo tipo di insegnanti per offrire ai loro figli una metodologia e una pedagogia diverse. Lezioni di matematica più rilassate che a volte riscuotono un maggior successo tra gli studenti delle superiori o dell’università.

Sappi infine che la maggior parte dei siti specializzati come, ad esempio, Superprof, accettano ovviamente candidature da parte di insegnanti non laureati in matematica.

Siamo consapevoli del fatto che questi candidati possano apportare il loro significativo contributo agli studenti in difficoltà nelle materie scientifiche: aritmetica, ma anche fisica, chimica, Scienze della Terra, informatica o ingegneria.

Impartire lezioni di algebra quando si è ancora studenti

L’algebra: “questa strana bestia” …

Chi di noi non ricorda con orrore le prime – anzi, piuttosto, le seconde – lezioni di algebra della vita adolescenziale?

Due vie si aprivano a noi, a quell’epoca: amarla e capirla nel suo senso più profondo oppure detestarla per sempre, costruendo un vero muro, ostacolo ad ogni comprensione ed ottenimento di risultati corretti.

Il lavoro principale, per qualsiasi insegnante. deve essere quellodi creare un feeling con gli studenti e un ambiente propizio all'apprendimento. Gli adolescenti non sono certo un auditorium facile per un insegnante di matematica!

E, per quanto gli adolescenti non siano certamente una facile popolazione cui insegnare matematica, bisogna riconoscere un’attenuante rispetto a tutte le colpe del mondo che tendenzialmente si attribuiscono a questa frangia della popolazione.

L’incontro con l’algebra dipende, nella sua qualità e clima, dall’insegnante che lo propone e porta avanti.

Secondo punto a discolpa dei nostri adolescenti e di quelli di ogni epoca (dunque anche di noi adulti, magari incapaci di dedicarci con efficacia all’algebra): l’incontro con questa disciplina matematica dipende, purtroppo, in maniera indistricabile, dal primissimo incontro avuto coi numeri, con le operazioni di base, con l’addizione, con la sottrazione, con i segni …

Il rapporto instaurato con l’algebra potrebbe già essere dettato nei primissimi anni di vita. In fase prescolare, addirittura.

Non a caso si tendeva, un tempo, ad attribuire alla genetica determinate doti di calcolo…

Naturalmente, noi oggi sappiamo che le cose non stanno proprio così.

Le doti e le passioni personali esistono, ok. Ma la cosa fondamentale è il tipo di approccio che gli adulti che si occupano di un bambino piccolo hanno, in prima persona, con il calcolo.

Ognuno di noi tende a fare quello che può e che sa… nel mondo in cui lo sa….

Insegnando a contare ad un bambino, allora, useremo i nostri metodi …

In tal modo, potremo farne un futuro asso della matematica e dell’algebra … o condannarlo alla sconfitta più assoluta e definitiva nella disciplina di Archimede.

Questa è la pura e semplice verità.

Ed ecco perché insegnare algebra può anche essere frustrante per un insegnante. Non solo egli dovrà interagire con adolescenti in preda alla loro burrascosa esistenza. Ma dovrà spesso fare i conti con un’istruzione primaria e famigliare a dir poco “controproducente” rispetto ad un humus favorevole all’algebra …

Insomma, se hai deciso di insegnare algebra, non condannare mai troppo severamente quelle che giudichi incapacità, imperizie, da parte dei tuoi discenti.

Il background aritmetico e del calcolo è vincolante. È inutile nasconderselo.

In tal senso, riteniamo elevatissima la responsabilità di chiunque si ritrovi ad insegnare matematica a giovani individui!

Tra tutti questi professori improvvisati, troverai spesso degli studenti particolarmente dotati in matematica, in genere iscritti all’università.

Questi ragazzi studiano ingegneria, economia e commercio, architettura, scienze dell’educazione, scienze della formazione, vogliono diventare insegnanti professionisti (non tutti, necessariamente), ma soprattutto desiderano pagarsi parte degli studi attraverso le lezioni private!

Puoi essere uno studente e un insegnante al tempo stesso. Essere, contemporaneamente, studente e insegnante di matematica: un bel tour de force!

Naturalmente, questi studenti scelgono di insegnare ciò che padroneggiano meglio e gli argomenti sui quali si sentono più sicuri.

In assenza di una formazione specifica o di una laurea adatta all’insegnamento della matematica nel suo complesso, è fortemente consigliabile indicare le proprie aree di predilezione ai futuri clienti.

In questo modo, eviterai spiacevoli malintesi o fraintendimenti con i tuoi allievi e con i relativi genitori. Bisogna essere molto chiari, fin dall’inizio.

Sebbene alcuni padri e madri siano titubanti nell’affidare l’insegnamento della matematica per i propri figli a uno studente, non è sempre così. Prima di tutto, perché un insegnante giovane (uno studente, appunto) costa meno rispetto a un docente laureato, con una certa esperienza alle spalle. Inoltre, perché la minore differenza di età può aiutare ad addolcire le difficoltà. E di questo, i genitori ne sono pienamente consapevoli.

Ingegnere e professore di aritmetica?

Possono proporsi come insegnanti di discipline matematiche anche candidati più esperti. Diventare docente di algebra è una possibilità presa spesso in considerazione anche da chi fa mestieri altamente qualificati. E qui pensiamo in particolare agli ingegneri.

Gli studi seguiti dagli ingegneri dopo il diploma sono estremamente avanzati e selettivi, già a partire dal primo anno di corsi all’università.

Con la specializzazione, poi, iniziano ad apprendere le basi del loro lavoro, focalizzando ulteriormente l’apprendimento su un aspetto specifico: matematica, fisica, ecc.

In breve, gli studenti di ingegneria acquisiscono un background molto forte, che consolidano nel corso della loro carriera professionale su molti cantieri e altre costruzioni.

Per questo motivo, si trovano così tanti ingegneri tra i docenti di discipline matematiche in grado di offrire sostegno scolastico o lezioni private. Questi insegnanti, generalmente provenienti dal privato, da anni applicano nozioni di matematica avanzata.

Loro non hanno bisogno di mostrare il certificato di laurea. Un cv ricco e dettagliato è senza dubbio il miglior biglietto da visita ed è più che sufficiente per rassicurare i genitori. La fama dell’ingegnere non tramonta mai, d’altra parte.

Naturalmente, la cosa migliore sarebbe quella di reperire sì, degli ingegneri o degli studenti di ingegneria motivati, che per nel contempo seguano o abbiano già seguito dei corsi specializzanti. È importante, ad esempio, se si lavora con bambini molto piccoli, adoperare dei registri linguistici, delle tecniche pedagogiche e tutto un savoir-faire specifico, adatto alla tenera età.

I piccolini vanno incuriositi, stuzzicati. Parallelamente, l’incoraggiamento serve a tutti, grandi e piccini che vogliano imparare la matematica.

Insegnare matematica con qualunque titolo, ok. Ma è il reale CV che conta.

Più si segue l’aggiornamento pedagogico, più ci si cimenta nelle nuove tecniche comunicative, meglio si potrà insegnare matematica facendola amare da subito.

Insegnare matematica senza passione per la materia, senza passione per la trasmissione dei saperi. Questo non dovrebbe mai accadere. Può essere altamente nocivo nella vita di allievi ed insegnanti.

Uno studente universitario appassionato, e che pensi già all’insegnamento, non avrà problemi ad iscriversi a corsi di aggiornamento periodici. Egli sa, per esperienza personale, cosa non fare con degli allievi. Non bisogna tediarli, atterrirli, sovraccaricarli di nozioni troppo numerose e complesse.

Ed ecco che, per esser certo di sfuggire al rischio di tali errori, la cosa migliore sarà quella di interessarsi fin da subito alle specializzazioni in trasmissione ai più giovani.

È all’inizio dell’incontro con la matematica che si gioca tutto. L’avvenire anche professionale può essere seriamente compromesso da un primo incontro sgradevole con la matematica.

Insegnare matematica a tutti, con qualsiasi tiolo può anche andar bene.

Ma non dovrà mai essere un ripiego professionale, una scelta da “ingegnere frustrato” o semplicemente squattrinato, ma privo di verve.

Insegnare matematica è una cosa serissima. Dev’essere una vocazione.

In questo modo, sin dai primi anni dell'Università potrai seguire dei corsi di specializzazione e di pedagogia. L’ideale è decidere quanto prima di dedicarsi all’insegnamento della matematica!

La matematica, come la lingua straniera, va approcciata con gusto, interesse, senza timore reverenziale o “snervamenti”. Ne va dell’avvenire della relazione instaurata nei confronti delle discipline considerate.

Purtroppo, come sappiamo anche dai nostri banali ricordi di infanzia, una nozione mal chiarita in età infantile può trasformarsi in un vero e proprio handicap algebrico, computazionale, mnemonico. Difficilmente questi grossi problemi saranno sormontati. Un’incapacità aritmetica imputabile ad un insegnante impreparato nella pedagogia e nel metodo può produrre scenari di vera e propria devastazione motivazionale e metodologica.

Anche un giovane appassionato, applicato, in grado di ben studiare la teoria in età da liceale o universitario, non potrà purtroppo arrivare a dei risultati corretti, se in tenera età non avrà sviluppato la giusta forma mentis per il calcolo.

E così, anche estasiato di fronte ad uno studio di funzione, di cui arriva a padroneggiare e ben gestire le fasi, potrebbe, in età adulta, veder frustrato il proprio desiderio di giungere al “magico finale” del disegno della curva corretta.

Preghiamo, per il bene dell’umanità, tutti coloro intendano un giorno insegnare matematica ai bambini piccoli, di riflettere sul contenuto di quest’articolo!

Le lauree che permettono di diventare professore di aritmetica

Ecco dunque le alternative “senza laurea” dell’insegnante di matematica.

Se questa sarà la tua preferenza, dal momento che non richiede lunghi studi, sappi comunque che i docenti laureati sono meglio pagati all’ora. È una cosa normale e funziona così ovunque, anche per le altre materie.

Scopri qual è l'università più adatta a te per diventare un professore di discipline matematiche. L’università ti permetterà di raggiungere il tuo obiettivo: diventare un insegnante di matematica.

Per diventare un professore vero e proprio è ovviamente necessario ottenere la laurea. IL percorso successivo è un po’ più libero e deve essere coerente con la futura materia di insegnamento: matematica, inglese, storia, psicologia…

Una volta conseguita la specializzazione, per essere considerato un insegnante a tutti gli effetti, occorre ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole.

Questo percorso, denominato TFA, è strutturato in 3 gruppi di attività e prevede corsi a numero chiuso. Per accedervi è necessario essere in possesso dei titoli di accesso all’insegnamento e superare un test di ammissione.

Con una formazione simile, gli insegnanti di materie scientifiche possono dedicare la loro carriera alle lezioni di aritmetica a domicilio, prendendosi carico di allievi delle elementari, delle medie, delle superiori e persino dell’università.

Ci si può avvalere dei voucher anche se non si è laureati?

Forse non lo sai, ma i genitori possono pagare gli insegnanti anche attraverso i cosiddetti buoni lavori, meglio conosciuti come voucher. I metodi di remunerazione di un docente possono quindi essere molteplici.

Sai che i voucher sono utilizzabili anche dai professori non laureati? Gli insegnanti indipendenti di matematica come te possono usufruirne. I buoni lavoro possono infatti essere impiegati come forma di retribuzione per qualsiasi tipo di lavoratore e non sono soggetti a vincoli per quanto riguarda i titoli di studio. Questo permette, quindi, di fissare liberamente le proprie tariffe per le lezioni private di matematica.

Puoi essere pagato con i voucher anche se non sei laureato Buone notizie: non occorre essere laureati per poter usufruire dei voucher!

I voucher rappresentano tutto ciò che serve a te per stabilire una struttura giuridica e organizzata, seria agli occhi dei genitori, nonostante la tua mancanza di qualifiche! E sono perfetti proprio per il lavoro occasionale.

Bisogna essere consapevoli del fatto che i termini “professore” e “insegnante” non sono oggetto di alcuna protezione. Ciò spiega perché un docente certificato o privato abbia completamente il diritto di farsi chiamare così.

Possiamo quindi dire che la professione di docente indipendente non è ancora veramente regolamentata.

Per poter beneficiare dei voucher (buoni lavoro), occorre:

  • Che la famiglia effettui la comunicazione di inizio prestazione all’INPS
  • Che la famiglia verifichi il non superamento del limite economico da parte del prestatore.

In cambio, la famiglia può beneficiare di una riduzione fiscale e di un credito di imposta grazie a queste lezioni, sotto la dicitura di “servizi alla persona”.

Per te, professore non laureato e abilitato all’insegnamento, questa soluzione è certamente la più semplice da attuare. I genitori verseranno 10 Euro all’ora per la tua prestazione e tu ne guadagnerai 7,50 netti. Tutto ciò che dovrai fare, sarà di andare a ritirare il denaro con la tua ricevuta nei luoghi convenzionati (tabaccherie, in genere).

In breve, per diventare un insegnante di matematica, hai due possibilità: seguire un lungo percorso di studi per ottenere uno stipendio migliore o improvvisarti docente indipendente in una struttura semplice. A te la scelta!

Ti segnaliamo, comunque, che è in atto una trasformazione dello strumento “voucher”, il quale cesserà presto di esistere in quanto tale. Naturalmente il Governo propone un’alternativa non dissimile nei contenuti, ma diversamente denominata, che ti consigliamo di analizzare approfonditamente non appena essa sarà varata tramite apposito decreto. A tal fine ricorda che anche per poter insegnare matematica nel modo più corretto, e sempre entro i termini della legalità, ti conviene consultare periodicamente – quotidianamente – i siti del Ministero e dell’Agenzia delle Entrate.

In quanto lavoratore autonomo dovrai emettere fattura fiscale o rilasciare ricevuta per prestazione occasionale. E' fondamentale se non vuoi incorrere in sanzioni del Fisco. In quanto insegnante di matematica, non puoi permetterti di commettere errori nel calcolo delle imposte!

Un piccolo errore contributivo, una prestazione non dichiarata al momento opportuno, una prestazione di troppo rispetto alla fascia di appartenenza, potrebbero avvelenarti il caffè, al momento di un’eventuale resa dei conti. Un buon commercialista potrà indicarti l’opportunità di determinate scelte di status, dell’associazione di attività, del regime da scegliere in caso di partita iva e lavoro non dipendente.

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