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Qual è il salario di un prof di matematica?

Di Catia, pubblicato il 31/07/2017 Blog > Sostegno Scolastico > Matematica > Quanto Guadagna un Insegnante di Matematica della Scuola Pubblica?

Spesso si avverte un certo malcontento da parte dei professori per le loro cattive condizioni di lavoro, per la mancata considerazione nei loro confronti o per salari troppo bassi.

Ma quanto guadagna un insegnante di matematica, per esempio? Il suo stipendio è davvero basso?

Lo stipendio è lo stesso se si è alle medie, al liceo o all’università? Che differenza c’è tra un insegnante laureato in matematica e un professore associato?

Ci sono delle differenze a livello salariale per chi voglia dare lezioni di matematica?

Diventare insegnante di matematica sembra complicato quanto questa materia. Non è poi così facile fare l’insegnante di matematica!

Come si diventa insegnanti di matematica?

La domanda da farsi prima di dare un’occhiata agli stipendi è come si diventa insegnante di matematica. La risposta non è poi così scontata, perché è in atto una riforma chiamata. La Buona Scuola, che vuole cambiare le regole di accesso all’insegnamento a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

Oggi si può diventare insegnanti in due modi:

  • Ottenendo un titolo di studio per accedere all’insegnamento
  • Ottenendo l’abilitazione all’insegnamento

Nel primo caso, ti laurei in matematica, per esempio; ti iscrivi nelle liste d’istituto e puoi diventare supplente a tempo determinato. Nel secondo caso diventi insegnante di ruolo dopo aver passato un corso universitario: il TFA, Tirocinio Formativo Attivo, della durata di 3 anni.

Questo tirocinio è stato istituito per la prima volta nel 2010, tramite il decreto n. 249 del 10 settembre, emanato ai sensi della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, modificato dal decreto del Miur n. 81 del 25 marzo 2013! Di che perdersi qualcosa, se non si segue tutto! Il TFA è strutturato su tre sezioni:

  • lo studio della didattica in generale
  • lo studio del proprio ambito di specializzazione, nel nostro caso la matematica
  • un tirocinio pratico di 475 ore in una scuola pubblica

Per accedere al TFA – e diventare un cosiddetto “tieffino” – bisogna essere laureati nella classe di interesse. Per la matematica il codice è A27 (A28 per matematica e scienze). Bisogna poi superare un esame di ammissione che, a detta di tutti, è davvero molto difficile.

Alla fine del tirocinio si dovrà redigere una relazione finale.

Semplifichiamo ulteriormente questa spiegazione, per chi dovesse essersi già scoraggiato.

  • Se tu vuoi diventare un insegnante di matematica devi, come prima cosa, iscriverti all’università e riuscire a laurearti in matematica o in una classe di laurea affine, come ad esempio sono l’astronomia, l’ ingegneria, l’architettura, ecc.
  • Dopo di che dovrai sostenere e superare un esame che regola, appunto, l’accesso al cosiddetto TFA,
  • Una volta portato a termine con successo il TFA potrai finalmente partecipare ai concorsi pubblici che preludono all’inizio della carriera come insegnante nelle scuole pubbliche italiane.
  • Il punto critico però……è che, se e quando riuscirai a passare il temuto e pesante concorso, dovrai iniziare a pregare di essere assunto prima che ti spuntino i primi capelli bianchi! Con il rischio che ciò, comunque, avvenga anche a 1500 km da casa tua!

Bisogna essere davvero super motivati per diventare un insegnante di matematica della scuola pubblica! Il mio prof è un supereroe!

Per il momento, finché la riforma in via di discussione ed approvazione non sarà integralmente e definitivamente approvata, pare possibile (e dovrebbe esserlo ancora, di certo, fino all’anno 2019) riuscire a svolgere il ruolo anelato di insegnante, senza per forza passare attraverso la tappa dell’abilitazione. Lo schema da seguire, in tal caso, è il seguente:

  • Ci si laurea in una delle classi di concorso che sono richieste per la disciplina che si vuol insegnare;
  • Si richiede, con lettere scritta, di essere inserito all’interno delle tanto abusate graduatorie d’istituto di III fascia. Si tratta di liste che contengono i nomi di tutti coloro che si rendono disponibili per effettuare delle supplenze in caso di assenze improvvise dei docenti di ruolo. L’inserimento in questo genere di lista riguarda tutti quelli che posseggono titoli quali la laurea, il dottorato, dei master, delle specializzazione, ma non hanno mai sostenuto, o comunque superato, il concorso per insegnante né il concorso (e le scuole a periodi istituite in Italia, poi abolite a fasi alterne) per la cosiddetta abilitazione.

Con questo percorso, lo capisci, salti a piedi uniti tutta la fase TFA ed il concorso. Ma, da un lato, non hai niente di sicuro in mano. Rischi di restare supplente a vita. Dall’altro, si tratta di un’opzione che sarà presto resa impossibile, dato che dal 2019 non dovrebbe più essere possibile accedere all’insegnamento – seppur occasionale – in tal modo! Il rischio, in somma, in tal modo è quello di rimanere intrappolato nel circuito infinito delle supplenze, senza mai avere una cattedra, né un contratto a tempo indeterminato. Nessuna certezza, insomma. Il rischio è quello di una gavetta a vita. Per di più, inframmezzata da periodi non lavorativi.

Cambiamenti in corso: dal TFA al FIT

La riforma che attualmente è al vaglio – e di cui non possiamo dunque prevedere ancora gli effetti definitivi (pregi o difetti che siano) – impone che a partire dall’anno 2020 esista uno ed un solo modo per riuscire a diventare insegnante. Si tratterà del percorso FIT (Formazione Iniziale Tirocinio) e non più TFA. Non si tratterà più di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, ma di svolgere un tirocinio propedeutico e retribuito.

A questo percorso, probabilmente, si accederà sempre e comunque tramite concorso. Il concorso, teoricamente tenuto con la cadenza periodica di due anni, avrà la funzione di selezionare il numero di insegnanti effettivamente necessari nel Paese, regione per regione. Questo se saranno mantenute le precondizioni che regolavano l’accesso al TFA.

Occorrerà, come sempre, il possesso del titolo di diploma di laurea lunga o specialistica; il superamento, durante il percorso di studi universitari, di esami psico-pedagogici e a carattere didattico; il possesso di conoscenze linguistiche in una lingua europea di livello minimo B2; il possesso di conoscenze informatiche.

Una bella fatica, diciamocelo pure! E il punto è, allora: quanto viene remunerato tutto questo, sul breve e sul lungo periodo?

Stipendi nella scuola pubblica

Il guadagno di un insegnante di matematica non dipende solo dalla sua esperienza, ma anche dal titolo di studio che possiede e dal tipo di scuola in cui insegna. Per via delle continue riforme della scuola coesistono docenti con diversi profili:

  • L’insegnante della scuola d’infanzia e della primaria può essere laureato in scienze della formazione oppure possedere il vecchio diploma magistrale;
  • L’insegnante delle scuole medie, anche lui laureato o diplomato in materie tecnico-scientifiche;
  • L’insegnante delle scuole superiori, può essere un diplomato o un laureato che potrebbe accedere anche alle cattedre universitarie.

Per intenderci, in base al CCNL per la scuola statale gli insegnanti laureati sono pagati più degli altri, così come gli insegnanti della scuola secondaria hanno uno stipendio più alto di quelli della scuola primaria.

Lo stipendio di un insegnante di matematica in Italia è tra i più bassi in Europa. Ecco quanto guadagna un insegnante della scuola pubblica!

Insegnanti della scuola d’infanzia e primaria

I docenti della scuola primaria devono essere laureati in scienze della formazione oppure avere un diploma del liceo psico-pedagogico ottenuto prima del 2002. Nella classifica dei docenti sono i meno pagati visto che il loro stipendio lordo parte da circa 19.000 euro lordi l’anno a inizio carriera e termina con 29.000 euro, dopo “appena” 35 anni di esperienza!

Insegnanti delle scuole medie

La maggior parte degli insegnanti di matematica nelle scuole medie non è laureato in questa disciplina. Infatti, molti insegnanti hanno un background di biologia e chimica o ingegneria. I matematici puri preferiscono insegnare al liceo dove gli stipendi sono più alti.

Un docente di matematica delle medie comincia la sua carriera con quasi 21.000 euro annui, e va in pensione con 31.300 euro (sempre lordi, ricordiamocelo!)

Insegnanti delle scuole superiori

Gli insegnanti di matematica del liceo sono i più pagati della categoria. I loro stipendi però, dipendono dal titolo di studio che possiedono.

Un insegnante di matematica del liceo che abbia un diploma di scuola superiore riceve uno stipendio che parte da poco più di 19.000 euro lordi a poco più di 29.000 euro a fine carriera.

Un insegnante laureato che svolga le stesse funzioni parte invece da quasi 21.000 euro e dopo 35 anni di servizio può avere quasi 33.000 euro lordi.

Professori universitari

Un discorso a parte meritano i professori universitari. Innanzitutto, un professore universitario ha una maggiore libertà nel decidere il programma di matematica da seguire.

Gli orari delle lezioni di matematica sono ridotti, affinché il professore possa dedicarsi anche alla ricerca, pubblicare articoli, seguire gli studenti che preparano la tesi.

I professori di matematica all'università sono decisamente meglio pagati dei colleghi della scuola secondaria e primaria. Insegnare matematica all’università conviene!

Anche all’università ci sono molte differenze di trattamento:

  • un ricercatore prende uno stipendio lordo di circa 24.000 euro,
  • un professore associato comincia con 31.000 euro,
  • un professore ordinario agli esordi ha invece circa 60.000 euro.

Una gran bella differenza di trattamento che indica non solo una differenza di ruolo ma anche quella generazionale tra un giovane ricercatore e un anziano professore confermato!

Premi e salario accessorio

Gli stipendi degli insegnanti di matematica, come di ogni altro docente della scuola pubblica, possono aumentare leggermente grazie alla componente accessoria. Si tratta di una remunerazione in più per motivi professionali, eventuali altri compiti svolti dal docente a livello amministrativo o per le ore di lavoro straordinario.

La polemica maggiore su questo punto dipende dal fatto che, rispetto a quello di altri dipendenti statali, il salario accessorio degli insegnanti rimane molto basso.

Infatti un insegnante, che in media guadagna 25.000 euro lordi all’anno, ha un salario accessorio di 3.200 euro lordi. Totalizza quindi poco più di 28.000 euro. Invece, un impiegato ministeriale che parte da 23.000 euro ha uno stipendio finale di 29.700, grazie alla componente aggiuntiva.

A riscaldare ancora di più gli animi è poi il premio per gli insegnanti più meritevoli, che la Buona Scuola vorrebbe introdurre. Il punto, dicono i rappresentanti sindacali dei docenti, è che non si sa come e a chi dare questi premi.

Come si fa a valutare se un insegnante sia stato più produttivo degli altri? Dal numero delle assenze? Dalle prove dei suoi studenti?

Il braccio di ferro tra sindacati e Ministero dell’istruzione ancora non ha trovato una soluzione. Intanto chi aspira a diventare insegnante di matematica ha le idee ancora più confuse su quanto prenderà effettivamente a fine mese.

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Lo stipendio dei supplenti

Quando un insegnante di ruolo si assenta per motivi di salute o altro, si aprono una serie di procedure per chiamare un supplente. È meglio non entrare nel merito di questa materia perché le casistiche sono davvero troppe. Ma, che si faccia da supplenti per tutto l’anno scolastico o solo per alcuni giorni, il compenso è sempre quello: circa 40 euro al giorno.

La supplenza alla scuola pubblica è ben pagata, ma il problema è che si lavora troppo poco. Quanto prende un giovane supplente?

Il che non è proprio malvagio. Ed infatti il problema vero è che i supplenti raramente rimangono in carica per tutto l’anno scolastico. La maggior parte di loro è fatta di giovani alle prime armi, che dovranno accontentarsi di qualche ora di supplenza di tanto in tanto. E’ chiaro, allora, che a fine mese lo stipendio non possa che risultare misero.

Cosa ancor più truce, che qui teniamo a segnalare, è poi che, purtroppo, la prassi attuale prevede ancora che l’elargizione di emolumenti dovuti ai supplenti possa avvenire con ritardi di anche due o tre mesi rispetto alla fine del servizio prestato. Il Governo, dopo innumerevoli promesse, non ha infatti a tutt’oggi risolto questa incresciosa situazione palesemente disfunzionale su più piani.

Eppure, per alcuni la passione per l’insegnamento è talmente grande che non rinunciano certo alle poche ore di supplenza proposte loro, con la speranza, è certo, di poter un giorno entrare di ruolo nella scuola pubblica, grazie al punteggio accumulato.

Esiste sempre la possibilità di sviluppare un’attività autonoma in qualità di insegnante privato. Digita subito, ad esempio, matematica milano per ottenere un’idea dei prezzi e tariffe medie.

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Quali sono le disparità salariali nella scuola pubblica?

Sono molte le disparità di trattamento nella scuola pubblica. Per la stessa mansione di insegnante delle scuole superiori, per esempio, un docente laureato ha uno stipendio più alto di uno diplomato.

Se andiamo all’università, non solo gli stipendi sono i più alti della categoria, ma tra un ricercatore e un professore ordinario esiste un abisso di oltre 30.000 euro annui.

Sempre nella scuola, molte differenze sussistono tra supplenti e insegnanti di ruolo. I primi sono precari per definizione e non riescono a portare uno stipendio a casa ogni mese.

Nonostante lo stipendio sia più basso che in altri paesi europei, molti insegnanti italiani sono felici di fare il loro lavoro. Will Hunting…Agli studenti piacerebbe molto come insegnante di matematica!

La scuola è principalmente donna, ma gli uomini occupano sempre i posti meglio pagati, soprattutto all’università.

In generale, gli insegnanti di ogni ordine prendono uno stipendio leggermente più alto della media nazionale, ma se facciamo un confronto con il resto d’Europa vediamo che i salari di partenza e arrivo sono tra i più bassi. In Germania lo stipendio iniziale è più alto, 48.000 euro contro i 25.000 italiani. E addirittura la Spagna supera l’Italia, con 31.000 euro per un docente a inizio carriera.

Insomma, c’è ancora molto da fare per gli insegnanti di matematica e i docenti della scuola pubblica in generale.

Iscriversi ancora in matematica?

Tiriamo un po’ le fila del discorso, a questo punto. La matematica ed anche l’insegnamento dovrebbero essere scelti innanzitutto per passione, pena l’impossibilità di superare gli ostacoli quotidiani, nello studio come nella carriera.

Però, è anche vero che il denaro, che di certo non è tutto, aiuta comunque a vivere meglio!

I sacrifici sono molti, durante un percorso di studi come quello che conduce alla laurea in matematica. Tanto il giovane studia per andare avanti, tanto il genitore si impegna generalmente a sostenerlo per la durata del corso di studi, spesso fino ad una parvenza di sistemazione.

L’investimento, specialmente nelle famiglie italiane, è a carattere sistemico. Più generazioni si impegnano affinché le nuove leve conseguano la laurea e trovino un impiego. E alla fine, a conti fatti, la cosa conviene?

Se si guarda alle prospettive lavorative presso aziende private – in Italia o all’estero – ci si rende conto che le possibilità per un matematico possono anche essere più rosee, economicamente, che presso una scuola pubblica. Inoltre, paragonato ad un laureato in lettere, il matematico appare il laureato più fortunato che ci sia!

Non tutti i neolaureati in matematica sono inchiodati da una scelta coatta tra i mille euro scarsi mensili da insegnante e quelli da informatico in proprio.

Ancor più felice appare la situazione se il giovane di talento sceglie di perfezionarsi all’estero ed integrare un gruppo di ricerca – in Italia o all’estero – presso università oppure nel privato.

I più brillanti, poi, e coloro che non smettono mai di studiare, potranno lanciarsi alla cattura di tutte le borse di studio possibili ed immaginabili.

Se anche tu sei davvero appassionato alle discipline matematiche, insomma, ti consigliamo di tentare di vincere un progetto a livello europeo e farti finanziare un’idea, un progetto autonomo…! Immagini che emozione e che onore?

A quel punto sarai bersaglio di tutte le aziende che cercano di accaparrarsi cervelli giovani, internazionali ed “elastici”.

Il trend delle discipline matematiche negli ultimi decenni

Dopo decenni in cui l’Italia lamentava una scarsità di iscritti e laureati in discipline matematiche, a dispetto di altri Paesi europei, studi recenti hanno messo in evidenza un aumento di una volta e mezzo dei dottori in matematica negli ultimi trent’anni.

Nell’immaginario collettivo, invece, l’informazione non è stata integrata. Giornalisti ed opinionisti continuano ad affermare che nel Paese abbondano umanisti e, al massimo, scienziati della comunicazione. Invece non è così.

I giovani sembrano aver superato il tabù della matematica. Soprattutto, le ragazze sono oggi molto più numerose nelle scienze esatte rispetto al passato. Ed anche i mestieri della ricerca, infatti, vedono molte più donne di prima.

Studenti di matematica, tuttavia, specialmente se di genere femminile, hanno spesso aspettative molto elevate. Solo a malincuore, e come ripiego, scelgono di tentare l’insegnamento. Occorrerebbe, per rendere quest’ultimo più attrattivo, che le condizioni salariali e quelle di stabilizzazione in ruolo fossero più attraenti.

Consideriamo anche che, a fronte di un salario non proprio da grido, gli sforzi richiesti oggi ad un aspirante insegnante possono apparire, a volte, davvero eccessivi. Parliamo della sfera organizzativa e famigliare. Il dissesto creato dalle modifiche intervenute a partire dal 2010 ha fatto sì che le proposte di cattedra iniziassero ad apparire spesso come delle vere e proprie condanne.

A fronte di uno stipendio iniziale che è quasi pari a quello di un sacerdote di prima nomina (costui prende più di ottocento euro, non paga né affitto, né alloggio!), i costi degli affitti, degli spostamenti, del vitto fuori sede sono davvero insostenibili…

Spesso si chiede alle famiglie con figli di spezzarsi a metà e vivere a mille chilometri di distanza. In tal caso, gli affitti possono essere due, così come le utenze.

Il clima psicologico in famiglia diviene pesante. Specialmente i bambini ne risentono. Gli insegnanti separati dai propri congiunti, con mille preoccupazioni, non potranno di certo affrontare con serenità la loro giornata scolastica. In molti, così, finiscono col rinunciare al posto proposto, non potendo magari allontanarsi da genitori e parenti anziani non autosufficienti e non presi in carico dallo Stato.

Delle scelte incrociate segnano il destino, la carriera e la giornata di diverse generazioni, in un guazzabuglio che – cosa più grave – si ripercuote innanzitutto sul buon funzionamento dell’istituzione scolastica.

Il salario, a questo punto, può diventare il discrimen principale. Anche se non sei venale, alla fine, specialmente se sei un matematico, sarai portato a fare quattro conti! E allora … se arrotondassi dando lezioni private?

Accostare il mestiere di insegnante nella scuola pubblica a quello di insegnante privato può essere vantaggioso. La stessa cosa può dirsi per chi lavora come informatico, privatamente. Costui potrà, in parallelo, insegnare a scuola o dare lezioni a domicilio. Ed ecco che le entrate a fine mese potrebbero farsi più allettanti…

Ancora indeciso sulla tua iscrizione in matematica? Leggi i nostri articoli e fai quattro conti. Se valuti l’insieme delle possibilità e delle prospettive in parallelo potrai restare sbalordito e capovolgere una situazione che inizialmente pareva svantaggiosa!

Prova a raddoppiare il tuo salario insegnando matematica a casa tua o via skype…

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Catia Dos SantosAndrea Recent comment authors
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Andrea

“Per accedere al TFA, oltre a essere laureati, bisogna dimostrare di aver sostenuto all’università alcuni esami psico-pedagogici e di didattica”. Un laureato in matematica non fa alcun esame psico-pedagogico né di didattica, così come un chimico , un geologo o comunque chiunque abbia frequentato facoltà scientifiche; potrei avere chiarimenti su questo punto? Grazie!