L'insegnamento è una passione condivisa da molti neo laureati che sognano di insegnare a scuola. A giudicare da un certo malcontento che si avverte da parte dei docenti, però, chi sceglie questo percorso deve andare incontro a diverse difficoltà: regole per l'accesso all'insegnamento che cambiano di continuo, precariato, mancanza di formazione sulla didattica a distanza e uno stipendio piuttosto basso, per citare i problemi più sentiti.

Visto che la passione non basta e che bisogna anche vivere del proprio mestiere, cerchiamo di scoprire quanto guadagna un insegnante della pubblica istruzione. Lo stipendio di un professore di matematica, per esempio, è davvero così basso?

Come cambia la retribuzione di un professore delle medie e delle superiori rispetto a quella di un docente universitario? Che differenza c’è tra un insegnante di ruolo e un supplente?

Esistono delle differenze a livello salariale per chi vuole dare lezioni di matematica? A tutte queste domande bisogna dare una risposta, o almeno ci proviamo!

Un insegnante deve poter vivere del proprio lavoro.
Si insegna per passione, è vero, ma anche una giusta  retribuzione è importante!
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Come si diventa insegnanti di matematica?

Per capire qual è lo stipendio di un insegnante di matematica è bene cominciare dai requisiti per accedere dalla cattedra nella scuola pubblica. Le regole sono cambiate più volte con la Riforma Gelmini e la riforma della Buona Scuola, per citare quelle più recenti.

Requisiti essenziali per insegnare a scuola

Se vuoi capire cosa devi fare per accedere all'insegnamento oggi, comincia con l'andare sul sito del Miur e parti dagli unici due requisiti fondamentali:

  • Ottenere un titolo di studio
  • Avere l'abilitazione all'insegnamento

E queste sono le uniche informazioni certe e aggiornate che puoi trarre dal sito del Miur. Qui si fa ancora riferimento al TFA, tirocinio formativo attivo, attivo dal 2010 al 2017, un tentativo di far fare esperienza agli aspiranti insegnanti prima del concorso. Questo è stato poi sostituito dal FIT, formazione iniziale tirocinio, che in realtà non è stato attivato.

Tramite i siti dei sindacati della scuola, puoi avere un'idea più chiara del percorso da fare e che possiamo sintetizzare in questo modo:

  • Se vuoi insegnare matematica devi, per prima cosa, iscriverti all’università e riuscire a laurearti in matematica, classe A26, A27 o in una classe di laurea affine matematica e scienze.
  • Poi, dovrai sostenere e superare un concorso pubblico nella classe di concorso che ti appartiene e diventare insegnante di ruolo.
  • Se non c'è il concorso, puoi iscriverti alle graduatorie di istituto o alle graduatorie provinciali per le supplenze ed entrare a far parte del magnifico mondo dei precari!
Come si diventa davvero insegnanti, è ancora un mistero per molti neolaureati.
Per un aspirante insegnante è difficile anche capire cosa deve fare per insegnare nelle scuole statali!

Graduatorie di istituto e provinciali

Per il momento, finché i vari governi che si susseguono non risolvono, una volta per tutte, la questione dell'abilitazione all'insegnamento, tra TFA, FIT e concorso, puoi seguire questo schema per insegnare qualunque materia a scuola:

  • Laureati in una delle classi di concorso che sono richieste per la disciplina che vuoi insegnare, includendo 24 crediti formativi in materie psico-pedagogiche.
  • Richiedi, con lettera scritta, di essere inserito all’interno delle graduatorie d’istituto di III fascia. Si tratta di liste che contengono i nomi di tutti coloro che si rendono disponibili per effettuare delle supplenze in caso di assenze improvvise dei docenti di ruolo. Ricordati che puoi fare solo supplenze brevi.
  • Richiedi sempre con lettera scritta, di entrare nelle Graduatorie provinciali per le supplenze, GPS, per poter fare supplenze annuali.

L’inserimento in queste graduatorie riguarda tutti quelli che posseggono titoli quali la laurea, il dottorato, dei master, ma non hanno mai sostenuto, o comunque superato, il concorso per insegnante né i percorsi (e le scuole di specializzazione e vari tirocini a periodi istituiti in Italia, poi aboliti) per la cosiddetta abilitazione.

In questo modo, puoi insegnare senza concorso, ma non hai niente di sicuro in mano. In effetti, sono anni che si cerca di smaltire le graduatorie e che si proclama che non dovrebbe più essere possibile accedere all’insegnamento – seppur occasionale – in questo modo!

Il rischio, insomma, è quello di rimanere intrappolato nel circuito infinito delle supplenze, senza mai avere una cattedra, né un contratto a tempo indeterminato. Nessuna certezza, insomma.

Che fine hanno fatto il TFA e il percorso FIT?

Il TFA, che prevedeva un triennio di studio/lavoro prima di poter ottenere l'abilitazione all'insegnamento è stato sostituito dal FIT, Formazione iniziale tirocinio, nel 2017. La legge di bilancio del 2019 ha abolito anche il FIT.

Questo tirocinio propedeutico e retribuito, quindi, non esiste più.

Se vuoi un consiglio, cerca sempre delle informazioni aggiornate su come si accede all'insegnamento e, soprattutto, cerca di capire fino a quando puoi ancora iscriverti alle graduatorie di istituto o provinciali per le supplenze.

Gli unici requisiti immutabili per insegnare nelle scuole statali sono il titolo di studio, ossia la laurea, tranne pochissime eccezioni, e il concorso pubblico!

Attenzione anche ai 24 crediti formativi. Infatti, durante il percorso di studi universitari, dovrai superare esami psico-pedagogici e a carattere didattico; dovrai dimostrare il possesso di conoscenze linguistiche in una lingua europea di livello minimo B2; dovrai avere conoscenze informatiche.

Dopo tutta questa fatica per capire come si diventa insegnanti veniamo al punto centrale: qual è lo stipendio dei docenti?

Quanto guadagna un professore della scuola pubblica?

Il guadagno di un insegnante non dipende solo dalla sua esperienza, ma anche dal tipo di scuola in cui insegna e, in alcuni casi, anche dal titolo che possiede. Per via delle continue riforme della scuola coesistono docenti con diversi profili.

I fattori che influenzano il compenso di un insegnante di scuola sono l'anzianità e il ciclo scolastico.
Il guadagno di un insegnante di matematica dipende da esperienza e grado di istruzione in cui insegna!
  • L’insegnante della scuola d’infanzia e della primaria può essere laureato in scienze della formazione oppure possedere il vecchio diploma magistrale ottenuto prima del 2002;
  • L’insegnante delle scuole medie, anche in questo caso si tratta di una persona laureata o diplomata in materie tecnico-professionali;
  • L’insegnante delle scuole superiori è un laureato che potrebbe accedere anche alle cattedre universitarie.

E' bene ricordare che dalle ultime riforme della scuola, gli insegnanti devono essere tutti laureati. Le eccezioni, riguardano solo chi ha conseguito un titolo di studio prima del 2002 per la scuola d'infanzia e primaria e chi insegna materie tecnico-pratiche alle medie!

Oggi siamo ancora in una fase di coesistenza di insegnanti laureati e solo diplomati. In base al CCNL per la scuola statale gli insegnanti laureati sono pagati più degli altri, così come gli insegnanti della scuola secondaria hanno uno stipendio più alto di quelli della scuola primaria.

Insegnante di...Inizio carriera (0-8 anni)Fine carriera (dopo 35 anni di servizio)
Scuola d'infanzia e primaria19,9 mila euro29,2 mila euro
Scuola secondaria di I grado21,6 mila euro32,4 mila euro
Scuola secondaria di II grado21,6 mila euro34 mila euro

Insegnanti della scuola d'infanzia e primaria

I docenti della scuola primaria devono essere laureati in scienze della formazione oppure avere conseguito un diploma del liceo psico-pedagogico prima del 2002. Nella classifica dei docenti, sono i meno pagati visto che il loro stipendio lordo parte da circa 19,9 mila euro lordi l’anno, a inizio carriera, e termina con 29,2 mila euro, dopo “appena” 35 anni di esperienza!

Stipendio professore medie: quale laurea per insegnare matematica?

La maggior parte degli insegnanti di matematica nelle scuole medie non è laureato in questa disciplina. Infatti, molti insegnanti hanno un background in biologia e chimica o ingegneria. I matematici puri preferiscono insegnare al liceo dove gli stipendi sono più alti.

Un docente di matematica delle medie comincia la sua carriera con circa 21,6 mila euro annui, e va in pensione con 32,4 mila euro (sempre lordi).

Stipendio professore superiori

Gli insegnanti di matematica del liceo, come tutti i colleghi, hanno uno stipendio che parte da quasi 21 mila euro e, dopo 35 anni di servizio, possono raggiungere quasi 33 mila euro lordi.

Quanto guadagnano i professori universitari?

Un discorso a parte meritano i professori universitari. Innanzitutto, un professore universitario ha una maggiore libertà nel decidere il programma di matematica da seguire.

Gli orari delle lezioni di matematica sono ridotti, affinché il professore possa dedicarsi anche alla ricerca, pubblicare articoli e seguire gli studenti che preparano la tesi.

Leggi il contratto collettivo nazionale per risolvere i dubbi sul compenso degli insegnanti.
Hai dubbi sul guadagno di un insegnante?

Anche all'università ci sono molte differenze di trattamento:

  • un ricercatore prende uno stipendio lordo di circa 24 mila euro
  • un professore associato comincia con 31 mila euro
  • un professore ordinario agli esordi ha, invece, circa 60 mila euro

Una gran bella differenza di trattamento che indica non solo una differenza di ruolo ma anche quella generazionale tra un giovane ricercatore e un anziano professore confermato!

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Stipendio professore: premi e salario accessorio

Gli stipendi degli insegnanti di matematica, come di ogni altro docente della scuola pubblica, possono aumentare leggermente grazie alla componente accessoria. Si tratta di una remunerazione in più per motivi professionali, eventuali altri compiti svolti dal docente a livello amministrativo o per le ore di lavoro straordinario.

La polemica maggiore su questo punto dipende dal fatto che, rispetto a quello di altri dipendenti statali, il salario accessorio degli insegnanti rimane molto basso.

Infatti un insegnante, che in media guadagna 25 mila euro lordi all’anno, ha un salario accessorio di 3.200 euro lordi. Totalizza, quindi, poco più di 28 mila euro. Invece, un impiegato ministeriale che parte da 23 mila euro ha uno stipendio finale di 29,7 mila euro, grazie alla componente aggiuntiva.

A riscaldare ancora di più gli animi è poi il premio per gli insegnanti più meritevoli, che varie riforme avrebbero voluto introdurre. Il punto, dicono i rappresentanti sindacali dei docenti, è che non si sa come e a chi dare questi premi.

Come si fa a valutare se un insegnante sia stato più produttivo degli altri? Dal numero delle assenze? Dalle prove dei suoi studenti?

Il braccio di ferro tra sindacati e Ministero dell’istruzione ancora non ha trovato una soluzione. Intanto chi aspira a insegnare matematica, e ogni altra materia, ha le idee ancora più confuse su quanto prenderà effettivamente a fine mese.

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Lo stipendio dei supplenti

Quando un insegnante di ruolo si assenta per motivi di salute o altro, si aprono una serie di procedure per chiamare un supplente. È meglio non entrare nel merito di questa materia perché le casistiche sono davvero troppe. Ma, che si faccia da supplenti per tutto l’anno scolastico o solo per alcuni giorni, il compenso è sempre quello: circa 40 euro al giorno.

La supplenza alla scuola pubblica è ben pagata, ma il problema è che si lavora troppo poco.
Quanto guadagna un giovane supplente?

Il che non è proprio malvagio per un paio d'ore di lavoro. Infatti, il problema vero dei supplenti non è tanto la remunerazione, quanto la precarietà della propria posizione. Innanzitutto, raramente i supplenti, rimangono in carica per tutto l’anno scolastico: la maggior parte di loro è fatta di giovani alle prime armi, che dovranno accontentarsi di qualche ora di supplenza di tanto in tanto. E’ chiaro, allora, che a fine mese lo stipendio di un supplente non è sufficiente.

Un'altra problematica, che qui teniamo a segnalare, è che, purtroppo, la prassi attuale prevede ancora che la retribuzione dei supplenti possa avvenire con ritardi di anche due o tre mesi rispetto alla fine del servizio prestato.

Eppure, per alcuni la passione per l’insegnamento è talmente grande che non rinunciano certo alle poche ore di supplenza proposte loro, con la speranza, è certo, di poter un giorno entrare di ruolo nella scuola pubblica, grazie al punteggio accumulato.

Esiste sempre la possibilità di sviluppare un'attività autonoma in qualità di insegnante privato. Digita subito, ad esempio, matematica milano per ottenere un'idea dei prezzi e delle tariffe medie.

Potrai sempre insegnare matematica e geometria per bambini!

Esistono disparità salariali nella scuola pubblica?

La retribuzione dei docenti della pubblica istruzione dipende dal ciclo scolastico in cui si insegna, dall'esperienza dell'insegnante e dal titolo di studio. Per la stessa mansione di insegnante delle scuole medie, per esempio, un docente laureato ha uno stipendio più alto di uno diplomato.

Se andiamo all’università, non solo gli stipendi sono i più alti della categoria, ma tra un ricercatore e un professore ordinario esiste un abisso di oltre 30 mila euro l'anno.

Sempre nella scuola, molte differenze sussistono tra supplenti e insegnanti di ruolo. I primi sono precari per definizione e se fanno solo brevi supplenze, non riescono a portare uno stipendio a casa ogni mese. Inoltre, esistono ancora delle disparità di trattamento sul conteggio degli scatti di anzianità dei supplenti e dei docenti di sostegno rispetto ai colleghi a tempo indeterminato.

Sindacati e docenti spesso evidenziano le disparità di trattamento tra precari e insegnanti di ruolo.
Le disparità di retribuzione nella pubblica istruzione sono oggetto di attenzione e dibattiti!

La scuola è principalmente donna, ma gli uomini occupano sempre i posti meglio pagati, soprattutto all’università.

In generale, gli insegnanti di ogni ordine prendono uno stipendio leggermente più alto del salario medio in Italia, ma se facciamo un confronto con il resto d’Europa vediamo che i salari di partenza e arrivo sono tra i più bassi. Secondo i dati dell'OCSE espressi in dollari, in Germania lo stipendio iniziale alla scuola primaria è più alto, 60,5 mila dollari contro i 30,4 mila dollari in media dei professori italiani e 31 mila della media OCSE. Anche la Spagna, che ha un'economia più piccola, supera l’Italia, con 31 mila dollari per un docente a inizio carriera.

Andando avanti con la scuola secondaria e con l'anzianità, il divario si allarga: la retribuzione media dei professori italiani dopo 15 anni di servizio è di 39,8 mila dollari, mentre la media dei paesi OCSE è di 47,6 mila dollari.

Insomma, anche se gli stipendi della scuola sono in linea con il salario medio nazionale, rispetto ad altri paesi europei c'è ancora molto da fare per gli insegnanti di matematica e i docenti della scuola pubblica in generale.

Vale la pena laurearsi in matematica?

Nonostante ci siano ancora delle disparità di trattamento a scuola, la materia che si insegna non influisce sullo stipendio finale. Un insegnante di matematica prende esattamente quanto un docente di italiano che ha la stessa anzianità nello stesso ciclo scolastico.

Se hai la passione per la matematica e vuoi insegnare questa materia a scuola, non solo vale la pena laurearsi, ma è anche obbligatorio per partecipare al concorso e iscriverti alle graduatorie di istituto e provinciali, finché rimarranno aperte.

E' vero che l'insegnamento è una vocazione e che dovrebbe essere fatto per passione. Però, è anche vero che il denaro, che di certo non è tutto, aiuta comunque a vivere meglio!

Quindi, è naturale chiedersi quanto guadagni un insegnante della scuola pubblica, prima di scegliere questo percorso che sembra quasi a ostacoli.

I sacrifici sono molti, durante un percorso di studi come quello che conduce alla laurea in matematica. L’investimento, specialmente nelle famiglie italiane, viene fatto da più generazioni che si impegnano affinché le nuove leve conseguano la laurea e trovino un impiego. Anche tu potresti pagarti gli studi dando ripetizioni matematica bologna con Superprof.

E alla fine, a conti fatti, conviene insegnare con la laurea in matematica?

Se si guarda alle prospettive lavorative presso aziende private – in Italia o all’estero – ci si rende conto che le possibilità per un matematico possono anche essere più rosee, economicamente, rispetto alla scuola pubblica.

Diciamolo apertamente: con la laurea in matematica potresti specializzarti in analisi dei dati ed essere assunto da aziende private che hanno bisogno di persone che sappiano leggere e interpretare i grandi numeri che la tecnologia genera ogni secondo.

L'altra opzione, per un giovane matematico di talento, può essere quella di perfezionarsi all’estero ed entrare a far parte di un gruppo di ricerca - in Italia o all’estero – presso le università oppure nel privato.

I più brillanti, poi, e coloro che non smettono mai di studiare, potranno lanciarsi alla cattura di tutte le borse di studio possibili e immaginabili.

Se hai un certo spirito imprenditoriale, potresti lanciare la tua idea di impresa e vincere un progetto a livello europeo per avviare la tua startup.

Gli sbocchi della laurea in matematica sono diversi e qualunque sia la tua scelta ne vale sempre la pena. E poi, se senti la chiamata dell'insegnamento, la risposta la conosci già.

Il trend delle discipline matematiche negli ultimi decenni

Dopo decenni in cui l’Italia lamentava una scarsità di iscritti e laureati in discipline matematiche, a dispetto di altri Paesi europei, studi recenti hanno messo in evidenza un aumento di una volta e mezzo dei dottori in matematica negli ultimi trent’anni.

I giovani sembrano aver superato il tabù della matematica. Soprattutto, le ragazze sono oggi molto più numerose nelle scienze esatte rispetto al passato. E anche i mestieri della ricerca, infatti, vedono molte più donne.

Gli studenti di matematica, come abbiamo visto, hanno diverse possibilità di carriera e l'insegnamento non dovrebbe essere un'occupazione di ripiego. Occorrerebbe, per rendere quest’ultimo più attrattivo, che le condizioni salariali e quelle di stabilizzazione in ruolo fossero più attraenti.

Passione e giusta retribuzione vanno di pari passo per i docenti.
L'insegnamento è una vocazione!

A fronte di uno stipendio che non supera i 1.250 € per le elementari, non si può chiedere a un docente di andare a insegnare a km di distanza da casa!

Ci sono i costi degli affitti, degli spostamenti, del vitto fuori sede che rendono quei 1250 € davvero insostenibili.

Spesso si chiede alle famiglie con figli di spezzarsi a metà e vivere a mille chilometri di distanza. In tal caso, gli affitti possono essere due, così come le utenze.

Il clima psicologico in famiglia diviene pesante. Gli insegnanti separati dai propri congiunti, con mille preoccupazioni, non potranno di certo affrontare con serenità la loro giornata scolastica. In molti, così, finiscono col rinunciare alla cattedra assegnata.

Questi sono altri elementi da tenere in considerazione, quando si parla di stipendio dei professori.

Anche se non sei venale, alla fine, specialmente se sei un matematico, sarai portato a fare quattro conti! E allora...se arrotondassi dando lezioni private, ad esempio delle ripetizioni matematica torino?

Accostare il mestiere di insegnante nella scuola pubblica a quello di insegnante privato può essere vantaggioso. La stessa cosa può dirsi per chi lavora come informatico, privatamente, che potrà, in parallelo, insegnare a scuola o dare lezioni a domicilio. Ed ecco che le entrate a fine mese potrebbero farsi più allettanti.

Ancora indeciso sulla tua iscrizione alla facoltà di matematica? Leggi i nostri articoli e fai quattro conti. Se valuti l’insieme delle possibilità e delle prospettive in parallelo potrai restare sbalordito e capovolgere una situazione che inizialmente pareva svantaggiosa!

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue