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La nostra selezione di insegnanti e tutor di matematica a Firenze

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Il voto medio dato ai nostri e alle nostre prof di matematica a Firenze è di 5,0 con più di 126 commenti.

15 €/ora

Le migliori tariffe: il 93% dei nostri e delle nostre insegnanti offre la prima ora di lezione. In media, le lezioni di matematica a Firenze costano 15€.

4 h

Veloci come saette, i nostri e le nostre prof ti rispondono in 4h.

Imparare Matematica a Firenze non è mai
stato così facile.

2. Organizza le tue lezioni private di matematica a Firenze

Parla con l'insegnante di matematica per condividere le tue necessità e disponibilità. Programma le lezioni di matematica e pagale in tutta sicurezza attraverso la chat Superprof. Trovare lezioni di matematica a Firenze non è mai stato così facile.

3. Vivi nuove esperienze

Il "Pass Alunno" ti consente l'accesso illimitato a tutti/e gli/le insegnanti, tutor, docenti, coach, maestri/e alle masterclass di Matematica a Firenze, o in altre città, oppure online, per 1 mese. Un mese intero per scoprire nuove passioni.

Le domande più frequenti:

💸 Quanto può costare in media un (o una) docente di matematica a Firenze?

A Firenze, come nelle altre città, il costo di un'ora di lezione di matematica può variare a seconda:

  • Dell'esperienza del professore o della professoressa di matematica.
  • Il luogo in cui avranno luogo i corsi: a casa dell'allievo o dell’allieva, a casa del maestro privato o della maestra privata, online o in un altro luogo, come un bar letterario o una biblioteca?
  • La cadenza e la continuità delle lezioni.

 

Scopri i costi degli e delle insegnanti vicino a casa tua con una semplice ricerca su Superprof.

👩🏻‍🚀 Quanti maestri privati e quante maestre private sono disponibili a impartire lezioni private di matematica a Firenze?

A Firenze e dintorni ci sono 479 prof disponibili per insegnare matematica.

 

I criteri che dovresti tenere in conto per scegliere l'insegnante più adatto a te sono:

  • La tariffa. Oltre al prezzo orario, puoi verificare se l'insegnante propone un pacchetto di più ore, o altre tariffe speciali.
  • La distanza da casa tua.
  • La sua esperienza e la sua formazione in relazione al livello ricercato; per ogni allievo o allieva esiste l'insegnante che fa per te!
  • Le raccomandazioni degli ex alunni e delle ex alunne.

Vedrai che seguendo questi criteri, trovare il o la tutor ideale sarà una passeggiata!

💻 Se trovo un (o una) docente di matematica ideale per quello che cerco ma nessuno di noi può spostarsi, è possibile fare le lezioni a distanza?

Assolutamente sì! La maggior parte dei nostri (e delle nostre) insegnanti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi via webcam.

 

Le lezioni via webcam sono più economiche rispetto a quelle faccia a faccia perché non ci sono supplementi di spostamento e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

 

Le lezioni private in remoto sono un'ottima opportunità per colmare le proprie lacune ed alzare la propria media. Ti basterà avere un computer, una connessione a internet e il tuo quaderno di matematica a portata!

🧮 Perché contattare un o un'insegnante di matematica a Firenze può essere una buona opzione?

La matematica è una materia molto importante e spesso critica nel percorso scolastico di molti e molte discenti delle scuole elementari, medie, superiori e talvolta anche per molti studenti e molte studentesse dell'università.

Le statistiche mostrano che il 45% degli allievi e delle allieve ha difficoltà in matematica. I numeri aumentano con l'intensificarsi dei programmi scolastici. Alla scuola secondaria di secondo grado, la matematica è l'incubo di molti studenti e molte studentesse. Di conseguenza, è spesso importante programmare lezioni supplementari di matematica in casa oppure via webcam non appena si manifestano le prime difficoltà, per permettere di riprendere per tempo alcuni argomenti ed evitare di ritrovarsi con troppe lacune accumulate.

 

Contrariamente a quello che pensano in tanti, i corsi privati di matematica non si rivolgono solo agli studenti e alle studentesse con importanti lacune, ma anche a chi desidera essere ammesso in una buona facoltà di matematica o semplicemente approfondire il programma.

 

Che cosa aspetti a entrare in contatto con i nostri e le nostre insegnanti di matematica a Firenze?

✍🏻 Quante stelle hanno dato gli alunni e le alunne ai e alle docenti di matematica di Firenze?

Con 126 valutazioni ricevute, i (e le) insegnanti di matematica  hanno ottenuto un voto medio 5,0 su 5.

 

Dietro Superprof c'è un'equipe disponible tutta la settimana per supportarti. Puoi contattarci per telefono o via mail.

 

Per ulteriori dubbi, puoi consultare le nostre domande frequenti, dove rispondiamo ai dubbi più frequenti.

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Ripetizioni di matematica per sciogliere tutti i dubbi

Matematica a Firenze: gioco, paura o dolore?

Molti di noi hanno sperimentato la vera e propria paura, davanti al foglio bianco durante un compito in classe di matematica, in attesa che i quesiti, il problema o lo studio di funzione piombassero violentemente, attraverso parole o copie distribuite dall’insegnante.

Chi non ricorda i momenti di panico al Liceo Scientifico Antonio Gramsci, al Leonardo Da Vinci o al Niccolò Rodolico di Firenze?

E che dire del sudore freddo al Lieo Classico Galileo Galilei, al Michelangiolo o all’Alberti - Dante dove notoriamente gli amanti dei numeri non contavano nemmeno la metà delle dita di una mano?

Che ne è del rapporto con l’aritmetica dei ragazzini della Scuola Media Carducci? E della Scuola media Masaccio?

Paura o dolore?

Se molti adolescenti temono la matematica e certi adulti ricordano questa disciplina come fonte estrema di ansia e destabilizzazione, pare, invece, che la matematica sia addirittura benefica per il nostro cervello e per l’intero funzionamento fisiologico.

Come mai tanto malessere matematico in giro, allora?

Relativamente alla paura, gli studi avanzatissimi consentiti dall’imaging avanguardista oggi disponibile, mostrano che essa non è connessa tanto alla materia in sé, quanto all’attesa di una consegna, ossia al fatto di non sapere cosa ci si troverà dinnanzi. Durante il momento di paura, ad esempio, mentre il professore scorre l’appello per interrogare in matematica, si attiva l’insula posteriore. Questa zona cerebrale è connessa alla percezione di minacce per la nostra incolumità. Ed ecco spiegate le spiacevolissime sensazioni da molti ricollegate, per tutta la vita, alla materia scolastica “matematica”.

La matematica: una forma educativa?

Cerchiamo di vedere il bicchiere ultra-pieno, pedagogicamente parlando: a scuola, la matematica non è una disciplina fra tante. Si tratta di un’ottima occasione per sperimentare metodi, forme di socialità, strategie gruppali ed amicali, nonché ipotesi didattiche e pedagogiche da parte degli insegnanti.

Proporre un quesito a piccoli gruppi di bambini delle elementari o della scuola media, ad esempio, fa sì che essi si riuniscano in brain storming, sperimentando le basi dello scambio scientifico, della generosità intellettuale, della logistica organizzativa con relativa suddivisione dei compiti (chi scrive, chi schematizza, chi effettua i calcoli, chi redige una bella copia del procedimento risolutivo concordato, etc.). Che dire, poi, della distribuzione dei meriti all’interno di un gruppo, dell’emergenza di leadership, della sana competizione, della costruttiva verifica ed autocritica a contatto con altre cerchie?

La cerchia di pari che lavora, come mostra il cooperative learning da decenni, è una situazione educativa indispensabile, in una società democratica. Essa abitua ad avere a che fare coi pari (anche con quelli che tanto “pari” non sembrano: i più bravi, i più svogliati, i più antipatici…).

Le regole di vita e di azione vengono apprese sia manifestamente – con l’insegnante che annuncia come procedere durante una sfida matematica tra gruppi - sia a livello inconscio - sulla base dell’esperienza vissuta da ognuno. Ogni ragazzino, col passare del tempo, fa tesoro di quanto scoperto in gruppo: occorre allearsi con le persone più gradevoli, flessibili, sveglie e volenterose.

In gruppo, si scopre che la fantasia è un quid in più, anche per una gara di aritmetica; che esistono spesso diversi modi per giungere ad una stessa e corretta soluzione; che più si è rapidi a risolvere operazioni e problemi, più tempo avanza per giocare e scherzare insieme. Anche le basi della popolarità tra pari sono scoperte induttivamente così…

La matematica in gruppo

La matematica in gruppo rende i bambini più curiosi. Ognuno, poi, tiene certamente a non sfigurare: dunque, la capacità di concentrazione è massima, quanto meno nella fase iniziale, quando occorre comprendere una consegna ed iniziare ad elaborare proposte risolutive.

Nessun alunno ama restare escluso, perdere il turno di parola o apparire poco partecipe e performante. Ecco perché l’insegnante che sa tarare bene i punti chiave di una sfida matematica otterrà diversi risultati, pedagogicamente parlando:

- magnetismo da parte del gruppo, della sfida e della materia, riscontrabile in un gran numero di allievi;

- curiosità ed eccitazione in attesa di ogni appuntamento collettivo con la matematica;

- iniziative individuali di approfondimento e contatto con la disciplina (chi scopre di non avere tutti gli strumenti durante una sfida, ad esempio, può essere portato ad effettuare ricerche ed approfondimenti individuali a casa, di cui sfoderare i risultati in classe).

I giochi matematici di gruppo fatti a scuola “sdoganano” la cosiddetta bestia nera di tutte le materie scolastiche, con leggerezza, tratti ludici ed anche adeguatamente chiassosi. Basti pensare al frastuono che si sente quando un insegnante di matematica chiede chi abbia la risposta ad un quesito specifico di aritmetica.

Alla scuola elementare, i bambini sgomitano letteralmente per poter dire la loro. E se questo entusiasmo viene tenuto alto tramite giochi, premi concreti e simbolici, riconoscimenti ufficiali ed istituzionali, anche alle medie si potrebbe beneficiare di un humus fertile in termini di risultati matematici… e risultati in pagella!

La matematica in lettere

E se a far fare matematica ai bambini…fossero le lettere?

Pensiamo, nello specifico, al pre-schooling, come anche ai primi anni delle elementari. A quest’epoca, i bambini scoprono simboli grafici e li collegano al proprio funzionamento fonologico.

Le aree cerebrali legate ai numeri e quelle del linguaggio sono risaputamente vicine. Alcuni meccanismi chiave attivati di fronte ai numeri sono simili a quelli messi in moto da parole nuove e frasi da decifrare, leggere e scrivere. Ecco perché le nozioni aritmetiche di fondo, come gli stessi numeri da zero a nove, sono accolti meglio quando a presentarli sono filastrocche, canzoncine, balletti, movimenti ritmati, musica e percussioni.

Scrivere un numero in lettere, dopo averlo tracciato tramite cifra e dopo aver individuato il quantitativo che esso indica, è un completamento della scoperta simbolica legata al mondo matematico. Linguaggio tout court e linguaggio dei numeri possono procedere insieme, nei primi anni, per evitare di cadere nella classica “divisione di genere” – lettere vs numeri – che da sempre dicotomizza i saperi!

Toccare il cielo (numerico) con un dito

La manipolazione, il tatto, lo scambio/baratto sono tra le attività più importanti da incoraggiare nei bambini, durante la scoperta dei numeri.

Naturalmente, le lettere stesse possono trasformarsi in numeri, in questo ragionamento. Il che non guasta mai.

Creare e far costruire ai bambini stessi i numeri (legno, stoffa, carta, etc.) è un’attività utilissima. Si proporrà loro, dapprima, di creare piccoli mucchi ordinali: ad esempio un sacchettino da uno, uno con due, uno con tre elementi (delle A, delle B, oltre che delle palline o dei cubetti uguali, etc.); poi, li si porterà, gradualmente, ad assegnare un’etichetta ai sacchettini, per associare il numero corrispondente al totale del contenuto. In seguito, si proporrà un piccolo mercato delle lettere e dei numeri, in cui numerosità uguali di oggetti verranno scambiate con equivalenti quantitativi di altri oggetti (lettere, numeri, palline…).

I più grandicelli potranno riportare su una lavagnetta il conteggio generale dell’attività in corso: chi ha quante palline? Quante unità servono per ottenere un sacchettino etichettato con il numero “tre”? E così, anche la divisione dei ruoli, in una classe mista di scuola materna, potrà essere presentata ed acquisita come meccanismo di funzionamento di una piccola società… di matematici!

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