La matematica è la poesia della scienza.
Albert Einstein
Il docente di matematica nella scuola superiore unisce competenze disciplinari solide e capacità didattiche mirate a rendere accessibili concetti oggettivamente molto complessi. Il suo lavoro ha un valore strategico importantissimo perché sviluppa negli studenti il pensiero logico, il problem solving e le basi di tutte le competenze STEM essenziali per gli studi universitari scientifici e per tutte le professioni tecniche. Insomma, il professore di matematica svolge un ruolo centrale nella formazione critica e scientifica degli studenti e nel loro orientamento verso il futuro.
Le responsabilità educative includono la progettazione di lezioni efficaci, la valutazione equa dei progressi, la creazione di un clima inclusivo e il sostegno all’autonomia di apprendimento. Ma quanto guadagna in media1 un professore di matematica alle superiori?
| ANNI DI SERVIZIO | STIPENDIO NETTO MENSILE |
|---|---|
| 0–8 anni | ~ € 1.690 |
| 9–14 anni | ~ € 1.838 |
| 15–20 anni | ~ € 1.985 |
| 21–27 anni | ~ € 2.120 |
| 28–34 anni | ~ € 2.245 |
| Oltre 35 anni | ~ € 2.315 |
In questo articolo scopriremo nel dettaglio quanto può guadagnare un professore di matematica nel corso della sua carriera in base agli anni di servizio.
Stipendio medio di un professore di matematica alle superiori

L’analisi degli stipendi dei docenti di matematica alle scuole superiori consente di comprendere meglio il funzionamento del sistema retributivo del settore scolastico e l’impatto che esso ha sulla vita professionale e personale degli insegnanti.
Pur essendo regolato da criteri nazionali uniformi, lo stipendio risente di dinamiche economiche e territoriali che ne determinano il reale valore, soprattutto in un contesto di crescente attenzione al ruolo e al riconoscimento sociale della professione docente.
Vediamo dunque i dati nazionali aggiornati e le variazioni di stipendio a seconda delle regioni.
Dati nazionali aggiornati 2025
Secondo le tabelle previste dall’attuale contratto del pubblico impiego (CCNL Istruzione e Ricerca 2022‑2024)2, aggiornate al 2025, la retribuzione per un docente di scuola secondaria di II grado varia con l’anzianità.
Per un docente con laurea (come richiesto per insegnare matematica nelle superiori), le fasce retributive principali sono:
| Fascia di anzianità | Retribuzione lorda annua |
|---|---|
| Inizio carriera (0–8 anni) | ~ € 22.678,52 |
| 15–20 anni di servizio | ~ € 28.520,99 |
| 21–27 anni | ~ € 31.736,25 |
| 28–34 anni | ~ € 33.837,37 |
| Oltre 35 anni (fine carriera) | ~ € 35.505,47 |
Per quanto riguarda la retribuzione professore netta - considerando tasse, contributi, addizionali regionali/comunali - alcune stime riportano per un docente delle superiori laureato un netto mensile che va da circa € 1.690 all’inizio della carriera fino a circa € 2.315 a fine carriera.
Occorre tuttavia considerare che tali valori sono indicativi: il netto effettivo3 può variare in funzione di condizioni personali (ad es. detrazioni fiscali, carichi familiari), ore aggiuntive, eventuali incarichi, tredicesima, indennità, ecc.

Variazioni regionali
Sebbene la base retributiva nazionale sia uniforme su tutto il territorio (perché definita a livello nazionale da CCNL), il netto percepito da un insegnante può variare in funzione di addizionali regionali e comunali, costo della vita e altre variabili locali — ad esempio spese per abitazione, trasporti, equilibrio fra spesa e potere d’acquisto.

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Fattori che influenzano lo stipendio
I livelli retributivi di un professore di matematica alle scuole superiori non dipendono esclusivamente dalla tabella nazionale prevista dal contratto di lavoro, ma vengono modulati da una serie di fattori professionali e organizzativi che possono incidere in misura significativa sullo stipendio complessivo e sul riconoscimento economico della carriera.
Anzianità di servizio

L’anzianità costituisce il determinante principale dell’evoluzione stipendiale.
Ogni anno di servizio contribuisce alla maturazione degli scatti stipendiali previsti dal contratto, che permettono un aumento progressivo della retribuzione lorda e, di conseguenza, del netto percepito.
Questo meccanismo rende il percorso di carriera lineare e prevedibile, premiando la permanenza e l’esperienza maturata in aula (cui è possibile integrare l'esperienza maturata offrendo ripetizioni matematica online).
Titoli di studio e formazione continua
Pur essendo richiesto un titolo di laurea per l’insegnamento della matematica, ulteriori qualificazioni possono avere un impatto sulla carriera e, indirettamente, sulle opportunità economiche.
Master, corsi di perfezionamento, certificazioni e attività di aggiornamento possono favorire l’accesso a ruoli o incarichi meglio remunerati, oltre a migliorare la qualità dell’offerta formativa e la professionalità complessiva dell’insegnante.

Incarichi aggiuntivi e responsabilità
Molti docenti svolgono funzioni che comportano compensi aggiuntivi rispetto allo stipendio base: coordinamento di dipartimenti, funzioni strumentali, tutoraggio, collaudi, progetti didattici, attività extracurricolari e ore di potenziamento. Questi incarichi riflettono responsabilità aggiuntive e possono incidere in modo non trascurabile sul reddito annuale, pur rimanendo variabili e legati alle esigenze dell’istituto.
Accostare il mestiere di insegnante nella scuola pubblica a quello di insegnante privato di ripetizioni matematica può essere vantaggioso.
Come diventare professore di matematica alle superiori

Diventare professore di matematica alle scuole superiori richiede un percorso che combina preparazione accademica, abilitazione professionale e un impegno costante nello sviluppo delle competenze didattiche. Si tratta di una professione che, oltre alla padronanza della disciplina, richiede capacità pedagogiche e aggiornamento continuo.
Per diventare professore di matematica nella scuola secondaria superiore in Italia, il primo passo è costruire un background accademico solido e coerente con le classi di concorso dedicate alle materie matematiche.
Requisiti accademici e titoli di studio validi
Il candidato deve possedere una laurea magistrale (o a ciclo unico / vecchio ordinamento riconosciuto) in una disciplina pertinente.
Le classi di laurea più comunemente accettate per le classi di concorso per Matematica sono:
- Il candidato deve possedere una laurea magistrale (o a ciclo unico / vecchio ordinamento riconosciuto) in una disciplina pertinente. Le classi di laurea più comunemente accettate per le classi di concorso per Matematica sono: Matematica (LM-40), oppure lauree in discipline scientifiche affini come Fisica, Informatica, o ingegneristiche, purché il piano di studi includa i crediti disciplinari richiesti per la classe di concorso.
- Alcune classi di concorso prevedono che il laureato abbia maturato un certo numero di crediti universitari (CFU) in specifici settori disciplinari (es. matematica, fisica, informatica etc.), così da garantire competenze coerenti con l’insegnamento.
- Se il titolo di studio non copre tutti i CFU richiesti dalla classe di concorso, è possibile ottenere CFU integrativi tramite esami aggiuntivi o integrazioni del proprio piano di studi, in modo da colmare eventuali gap.
In sostanza: una laurea magistrale coerente ed eventuali integrazioni CFU è il presupposto minimo per accedere all’insegnamento della matematica nelle scuole superiori.
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Abilitazione e concorsi
Per insegnare nella scuola pubblica è necessario ottenere l’abilitazione all’insegnamento, attraverso percorsi dedicati, e successivamente partecipare ai concorsi pubblici che permettono l’accesso all'insegnamento. Questo passaggio assicura che il docente possieda non solo conoscenze disciplinari, ma anche competenze metodologiche e conoscenze del sistema scolastico.

Dopo la laurea (con titolo idoneo per la classe di concorso desiderata), il candidato deve conseguire l’abilitazione all’insegnamento. Questo avviene attraverso percorsi formativi universitari: il sistema prevede un percorso abilitante che normalmente prevede 60 CFU in discipline pedagogiche, metodologico-didattiche e tirocinio (anche diretto), con prova finale — scritta e con simulazione di lezione.
Alcune deroghe o percorsi transitori (dipendenti dalla normativa e dalla classe di concorso) possono prevedere requisiti diversi, ma la riforma del reclutamento ha stabilito l’obbligo dell’abilitazione per partecipare al concorso per docenti. Una volta ottenuta l’abilitazione, per diventare docente di ruolo è necessario superare un concorso pubblico nazionale per la scuola secondaria.
Questo percorso (laurea-abilitazione-concorso) serve a garantire che i futuri insegnanti non siano valutati solo per la loro competenza nella disciplina, ma anche per la loro preparazione in ambito educativo, metodologico, didattico e organizzativo.
In sede di concorso, le prove prevedono non solo quesiti sulla materia, ma anche su pedagogia, psicopedagogia, inclusione, metodologia didattica, competenze digitali e, spesso, una lezione simulata. Per migliorare in tutti questi ambiti può rivelarsi utile prendere lezioni private.
Chi supera il concorso ed entra in graduatoria con riserva (spesso in regime transitorio) può accedere a incarichi a tempo determinato: durante questo periodo è previsto il completamento del percorso formativo (se non già compiuto) e, dopo l’abilitazione definitiva, l’anno di prova in servizio. Solo dopo il superamento di questo periodo viene conferita la stabilizzazione su tempo indeterminato.
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Sviluppo professionale
Una volta avviata la propria carriera, il docente è chiamato a proseguire nella formazione attraverso corsi di aggiornamento, con la partecipazione a progetti didattici e costantemente migliorando le proprie competenze nell'ambito delle lezioni di matematica.
Questo sviluppo continuo assume un ruolo centrale in un ambito come quello della matematica, dove cambiano nel tempo sia gli strumenti (ad esempio il ricorso alle tecnologie, ai software di calcolo e alla modellizzazione), sia le esigenze educative degli studenti.
La ricerca didattica, anche in forma di sperimentazione in classe e di condivisione dei risultati, favorisce un miglioramento progressivo della qualità dell’insegnamento e sostiene lo sviluppo di soluzioni innovative alle difficoltà ricorrenti nei processi di apprendimento.

La collaborazione con i colleghi, con le reti di scuole e con le associazioni professionali amplia inoltre lo sguardo e permette di costruire comunità di pratica in cui il sapere professionale viene continuamente rinnovato e consolidato. In questo senso, la formazione in servizio non è un adempimento formale, ma un vero motore di crescita professionale che ricade direttamente sul successo formativo degli studenti e sulla capacità della scuola di rispondere alle sfide culturali e scientifiche del presente.
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Benefit e opportunità di carriera per i docenti di matematica delle scuole superiori
La professione di docente di matematica nella scuola secondaria non si esaurisce nell’attività didattica quotidiana: il sistema scolastico italiano prevede una serie di benefit contrattuali e possibilità di crescita professionale che contribuiscono a rendere questo percorso lavorativo stabile, strutturato e arricchente nel lungo periodo.
Accanto allo stipendio base, il docente può infatti contare su tutele economiche e giuridiche, oltre che su prospettive di avanzamento che valorizzano competenze metodologiche, organizzative e gestionali.
Benefit contrattuali (assicurazioni, TFR, ferie, ecc.)
Il Contratto Collettivo Nazionale della Scuola garantisce ai docenti una serie di benefit e diritti che rappresentano un importante valore aggiunto alla retribuzione ordinaria.

Tra i i principali diritti dei docenti possiamo ricordare:
- Stabilità contrattuale e tutele previdenziali: i docenti di ruolo godono di un trattamento previdenziale pubblico, dell’accantonamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) o TFS, a seconda della data di assunzione, e dell’accesso a fondi integrativi facoltativi.
- Assicurazioni e tutela legale: le scuole sono tenute a garantire coperture assicurative per responsabilità civile connessa alle attività svolte, oltre a tutele aggiuntive tramite polizze scolastiche interne.
- Ferie e permessi retribuiti: il contratto prevede 32 giorni di ferie (più 4 giornate di festività soppresse) per i docenti a tempo pieno, fruibili principalmente nel periodo estivo. Sono inoltre garantiti permessi retribuiti per motivi personali, familiari, formativi e sindacali.
- Congedi e tutele speciali: sono previste misure favorevoli per maternità e paternità, congedi parentali, tutele per situazioni di salute, e agevolazioni legate alla Legge 104.
- Retribuzione accessoria: attraverso il fondo d’istituto, i docenti possono ottenere compensi aggiuntivi per incarichi specifici, progetti scolastici, attività di recupero, gruppi sportivi o funzioni organizzative.
Questi elementi contribuiscono a rendere la professione complessivamente stabile e tutelata, elementi particolarmente apprezzati in un contesto lavorativo complesso come quello contemporaneo.
I docenti delle scuole superiori possono beneficiare di alcune forme di supporto aggiuntivo che valorizzano il loro lavoro quotidiano. In molte scuole sono previsti buoni pasto o l’accesso alla mensa scolastica, un aiuto concreto soprattutto nelle giornate con attività pomeridiane. A questi si aggiungono i compensi accessori legati a incarichi extra, come il coordinamento di dipartimento, la gestione di progetti o le funzioni strumentali, che riconoscono formalmente l’impegno aggiuntivo del docente. Infine, la stabilità contrattuale garantita dal ruolo offre tutele come ferie, permessi, congedi e diritti previdenziali, assicurando un contesto professionale strutturato e sicuro.
Possibilità di avanzamento
Nel corso della carriera, un docente di matematica può accedere a una serie di opportunità di crescita professionale che permettono di ampliare il proprio ruolo oltre la didattica frontale. Tra le principali possibilità vi sono:

- Coordinamento di dipartimento o area disciplinare: ruolo dedicato alla gestione dell’offerta formativa nell’ambito matematico-scientifico, alla progettazione di percorsi, alla standardizzazione dei criteri di valutazione e al supporto metodologico ai colleghi.
- Funzioni strumentali al PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa): incarichi che comportano responsabilità organizzative, progettuali e valutative in aree quali inclusione, orientamento, innovazione digitale e valutazione interna.
- Collaboratore del dirigente scolastico o vicepresidenza: il docente può essere nominato collaboratore fiduciario del dirigente, assumendo compiti di gestione organizzativa dell’istituto. Con esperienza e formazione adeguata, può concorrere anche a funzioni direttive o alla carriera di dirigente scolastico.
- Formazione formatori e divulgazione didattica: i docenti con competenze avanzate possono partecipare a reti di scuole, rivestire il ruolo di formatori per corsi regionali e nazionali, contribuire a pubblicazioni didattiche, proporre attività laboratoriali e collaborare con associazioni disciplinari.
- Progettualità e ricerca didattica: partecipazione a bandi, innovazione metodologica, sviluppo di attività di matematica applicata, laboratori di problem solving, valorizzazione delle STEM e utilizzo di strumenti digitali avanzati.
Queste opportunità permettono al docente di accrescere il proprio impatto sul sistema scolastico e di sviluppare competenze gestionali, progettuali e pedagogiche di alto livello, con ricadute positive sia sulla crescita professionale sia sulla qualità dell’offerta educativa dell’istituto.
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Confronto con altri paesi
Il confronto internazionale evidenzia come la retribuzione, le condizioni di lavoro e le opportunità per gli insegnanti varino sensibilmente da paese a paese.
Analizzare questi dati ci consente di comprendere quali siano i punti di forza e le criticità del sistema italiano, e ci fornisce degli importanti spunti di riflessione sul valore sociale ed economico della professione docente.

Prendiamo dunque tre paesi vicini all'Italia:
| PAESE | |
|---|---|
| Francia | Secondo studi internazionali e report OCSE, lo stipendio medio di un insegnante di scuola secondaria per un insegnante con esperienza media si aggira attorno a valori che -convertiti- risultano competitivi rispetto a molte regioni italiane, soprattutto nel netto in rapporto al costo della vita e ai benefici sociali. |
| Germania | Gli insegnanti delle scuole superiori tendono a percepire stipendi iniziali e medi superiori alla media italiana; inoltre, il sistema tedesco offre spesso progressioni più rapide e incentivi legati sia all’esperienza sia a incarichi aggiuntivi o qualifica di “docente esperto”. |
| Spagna | Lo stipendio dei docenti è generalmente più modesto rispetto a Francia e Germania, ma la retribuzione risulta -a seconda della regione autonoma -sufficientemente stabile e accompagnata da benefici simili a quelli italiani, con un potere d’acquisto spesso migliore in zone dal costo della vita più basso. |
Nel complesso, l’Europa evidenzia una certa disomogeneità: paesi con un sistema scolastico robusto e politiche di investimento educativo (come Germania e Francia) tendono a offrire retribuzioni e condizioni più favorevoli, mentre in altri (come alcune regioni spagnole) il compenso può essere inferiore, ma compensato da costi di vita e benefici sociali differenti.

Quanto al confronto con l’Italia: anche laddove la retribuzione nominale fosse simile, il rapporto tra stipendio, costo della vita e servizi pubblici può rendere la professione più o meno attrattiva a seconda del contesto locale (si pensi al divario nel costo della vitra tra nord e sud Italia)
Altri sistemi educativi (USA, Canada, Nord Europa)
Nei sistemi educativi al di fuori dell’Europa, la situazione varia molto:
| PAESE/ZONA | |
|---|---|
| Stati Uniti | La retribuzione dei docenti delle scuole superiori dipende fortemente dallo Stato e dal distretto scolastico. Alcuni distretti offrono stipendi competitivi e benefici aggiuntivi (assicurazioni sanitarie, pensione complementare), ma il costo della vita e le disparità territoriali possono pesare sull’equilibrio economico. |
| Canada | Soprattutto nelle province più dinamiche e con alto costo della vita, gli stipendi tendono ad essere buoni e accompagnati da un sistema di welfare educativo e sanitario che rafforza il valore della professione. |
| Paesi scandinavi | Il livello retributivo e le condizioni di lavoro per gli insegnanti sono spesso elevati: buone pensioni, benefit, elevata considerazione sociale della professione, investimenti in formazione continua. Questo rende la carriera docente comparabile, in termini di stabilità e qualità della vita, a professioni di medio-alto livello in altri settori. |
Il confronto con altri paesi mostra che la professione docente è trattata molto diversamente: in alcuni paesi europei e nordamericani gli stipendi e i benefit rendono la carriera più attrattiva e sostenibile, anche in rapporto al costo della vita. Questo rende evidente che, oltre alle cifre nominali, è fondamentale considerare l’insieme di welfare, supporti sociali, opportunità di crescita e riconoscimento professionale per valutare il valore reale della professione docente.
Dopo aver insegnato in Italia per dieci anni, ho accettato un incarico come insegnante di matematica in una scuola secondaria tedesca. Pur mantenendo lo stesso titolo di studio e lo stesso numero di ore di lezione, il mio stipendio iniziale netto è stato circa il 20-25% superiore, e il sistema di welfare scolastico (supporto per salute, pensione, formazione continua obbligatoria) mi ha dato una serenità economica e professionale che in Italia faticava a concretizzarsi. Il lavoro è impegnativo, ma la stabilità e il riconoscimento valorizzano davvero l’impegno quotidiano.
Sabrina,docente di matematica
In conclusione possiamo riassumere in pochi punti essenziali la situazione dei professori di matematica in Italia:
- Stipendio iniziale lordo annuo: un docente neo-assunto alla scuola secondaria superiore percepisce, secondo le tabelle contrattuali, un lordo annuo di circa 22.700€
- Stipendio lordo a piena carriera: con anzianità e nella fascia stipendiale più alta prevista dal contratto, il lordo annuo può superare i 35.500€.
- Scatti di anzianità come meccanismo di incremento: l’evoluzione stipendiale prevede aumenti graduali legati agli anni di servizio; questi scatti rappresentano la componente principale del progresso economico all’interno della carriera.
- Percorso formativo e requisiti obbligatori per insegnare: per essere ammessi all’insegnamento nelle scuole superiori è necessario possedere una laurea valida per la classe di concorso, i crediti disciplinari richiesti, ottenere l’abilitazione all’insegnamento, superare un concorso pubblico e completare un anno di prova.
- Differenze tra ruolo stabile e supplenze/contratti temporanei: i docenti con ruolo stabile beneficiano di tutele contrattuali, scatti, TFR/TFS, ferie, stabilità; i supplenti o docenti con contratti temporanei affrontano condizioni più precarie con retribuzioni spesso inferiori e minore continuità.
Intraprendere la carriera di docente di matematica nelle scuole superiori rappresenta una scelta di grande valore umano e professionale: nonostante le sfide legate alla complessità del sistema scolastico e a una retribuzione che talvolta non riflette pienamente l’impegno richiesto, si tratta di una professione capace di offrire stabilità, crescita continua e la soddisfazione unica di contribuire in modo diretto alla formazione delle nuove generazioni. Se dunque stai pensando di intraprendere questa carriera...in bocca al lupo!
Fonti
- Tabella retributiva ufficiale per il personale docente (e ATA) con i valori aggiornati dal 1.1.2021: https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?art.codiceRedazionale=24A00501&art.dataPubblicazioneGazzetta=2024-02-08&art.num=190&art.tiposerie=SG&cdimg=24A0050100101900110011&dgu=2024-02-08&
- Testo completo del contratto collettivo nazionale per il comparto scuola (triennio 2019-2021 / 2022–2024): https://www.aranagenzia.it/wp-content/uploads/2024/07/CCNL-Istruzione-e-ricerca-6.12.2022.pdf
- Tabelle stipendiali ufficiali per docenti: https://www.aranagenzia.it/wp-content/uploads/2024/07/CCNL-Istruzione-e-ricerca-6.12.2022.pdf
Tutte le fonti sono state consultate in data 12/12/2025.
Résumer avec l'IA :










“Per accedere al TFA, oltre a essere laureati, bisogna dimostrare di aver sostenuto all’università alcuni esami psico-pedagogici e di didattica”. Un laureato in matematica non fa alcun esame psico-pedagogico né di didattica, così come un chimico , un geologo o comunque chiunque abbia frequentato facoltà scientifiche; potrei avere chiarimenti su questo punto? Grazie!
Ciao Andrea, al momento il TFA sembra essere stato sostituito dal FIT (formazione iniziale e tirocinio) un percorso post laurea per chi vuole insegnare alle medie e al liceo. Per accedere al FIT servono la laurea e crediti formativi in discipline psico-pedagogiche. Come sai, la riforma della Buona Scuola è ancora in fieri, per cui ti consiglio di seguirla passo dopo passo sul sito del MIUR oppure chiedere alla facoltà di matematica che hai frequentato le vie per l’accesso all’insegnamento.
cerchiamo di essere un po’ piu precisi, per favore ? spieghiamo meglio QUALE laurea e’ al momento richiesta per partecipare al concorsone ? la “laurea” sic et sempliciter non basta affatto. ci vuole la laurea magistrale.. in altri termini, ci vogliono due lauree per insegnare matematica a scuola, perche’ qualche genio li al miur ha deciso che una non bastava… una delle leggi piu idiote che io abbia mai visto, degna solo di un paese come il nostro
Insegnanti delle scuole superiori
Gli insegnanti (eliminare di matematica) del liceo sono i più pagati della categoria. I loro stipendi però, dipendono dal titolo di studi che possiedono.
Un insegnante (eliminare di matematica) del liceo che ha un diploma riceve uno stipendio che parte da poco più di 19.000 euro lordi a poco più di 29.000 euro a fine carriera.
Nota – Nella scuola secondaria superiore non ci sono mai stati docenti di matematica (o di fisica) senza laurea ma fino a qualche anno fa si poteva accedere all’insegnamento senza laurea per educazione fisica, disegno e storia dell’arte con lo specifico diploma.
C’è un errore secondo me nel discorso più o meno verso la fine, si pensa che il matematico possa poi andare a fare l’informatico in proprio (quasi nessuno trova più spazio a farlo in proprio se non piccoli siti web per il barbiere (e c’è un corso di laurea dove studiano quelle cose per 3 anni quindi un matematico anche con tutta la sua buona volontà non potrà mai competere)),
Vorrei chiarire (per chi fa le superiori ed è venuto qui a leggere per farsi un’idea se conviene o no studiare matematica) che il matematico tratta informatica da un punto di vista astratto: un modo matematico per l’appunto (temi come il famoso P=NP?, macchine di turing, teoria della complessità computazionale)
Il matematico non studia informatica, se non un esame con le basi di programmazione in C, quando invece un informatico moderno che vuole arrangiarsi in proprio deve come minimo sapere:
– linguaggi per applicazioni web (html css javascript php)
(fattibili con corsi online gratuiti, richiedono molta pratica)
– uno a scelta tra python C++ (o Java ma sconsiglio fortemente visto l’andazzo)
Difficile con corsi online, meglio fare veri e propri corsi altrimenti uno ci perde mesi
– SQL assolutamente da sapere (quindi anche progettazione database)
(anche questo necessità di corsi a mio avviso)
– programmi di scripting vari e come funzionano i compilatori/sistema operativo su cui deve lavorare (molta pratica, iniziate ad usare qualche distribuzione di Linux piuttosto che windows e vi impratichite)
– conoscere (passatemi i termini perché sono più leggibili così) “come funziona l’hardware del pc” (ram, cpu, hard disk, periferiche) e “come funziona internet e l’hardware che occorre”
(ethernet, IP, switch router firewall, le basi crittografia tipo cosa sono le certification authority eccetera, eccetera, eccetera)
Esco da ingegneria e nella stessa sede avevo i matematici, posso dirvi che la matematica che si studia alle superiori viene considerata la base da cui iniziare all’universita per ingegneria o per matematica, è come saper fare le tabelline prima di arrivare alle medie, quindi sono cose molto più astratte come livello logico rispetto a quello che si fa alle superiori, che sono proprio i conti basilari da avere nel sangue.
All’università (mi hanno detto i matematici) ai corsi di matematica non si fanno conti, si studiano dimostrazioni e si va molto in profondità sugli argomenti senza dare applicazioni pratiche di quello che viene presentato…ad esempio i matematici più volte mi hanno chiesto dove usiamo in ingegneria i numeri complessi o le trasformate di fourier e laplace…se uscite da un istituto tecnico assolutamente non andate a matematica, non ha senso, rispetto a chi fa il liceo siete molto più pratici nell’affrontare i problemi quotidiani, perché anche inconsciamente avete maturato alle superiori praticità manuale e relazionale (lezioni materasso in cui non si fa una mazza e si parla, meno studio a casa e più uscite rispetto ad un liceale…la mia fidanzata che ha fatto il classico mi ha detto io alle superiori ero addormentata a forza di studiare a casa, mi sono svegliata all’università e ancora sento che tu mio fratello e mio papà che avete fatto un istitute tecnico siete molto più pratici nel quotidiano),
Se vi piace fare i conti andate piuttosto ad ingegneria/informatica/scienze ambientali/chimica che come richiesta nel mondo c’è…Mi raccomando assolutamente non ingegneria civile (con la crisi del settore immobiliare si stanno mangiando tra loro)…
Matematica la deve fare solo chi proprio è appassionato (esempio uno che si compra le uscite settimanali che fanno ogni tanto in bundle col giornale sul tema numeri primi o i frattali)…vi porto un esempio di chi conosco adesso dopo 5 anni di matematica si trova a scrivere libri di testo per le elementari, non assunto senza stipendio fisso viene pagato una miseria…se proprio entrate in un’azienda applicherete meno dell’1% di quello che studiare in 5 anni di matematica e i primi mesi vi re-istruiscono su quello che a loro serve che voi facciate….
l’elasticità mentale poi non è un’esclusiva del matematico, è stato provato empiricamente che dipende dal percorso (meglio scientifico che umanistico) e dal titolo di studio…i massimi livelli sono per chi studia statistica (che di solito è dentro al dipartimento di economia) ed è schifata dai matematici puri..
Se siete proprio convinti andate a fare matematica, non se ve lo consiglia il nonno o il professore di matematica al liceo..