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Scopri come leggere uno spartito grazie ai corsi di batteria

Di Nicolò, pubblicato il 04/09/2019 Blog > Musica > Batteria > Imparare A Leggere Gli Spartiti Grazie Alle Lezioni Di Batteria

“Senza musica la vita sarebbe un errore” Friedrich Nietzsche

Rock, pop, jazz, hip hop, country, ecc… la musica occupa un posto di rilievo nella vita degli italiani, che ascoltano in media 18 ore di musica a settimana secondo il Music Consumer Insight Report 2018!

Molte persone suonano uno strumento, ma sono in pochi a suonare la batteria. Se diventare un batterista è il tuo sogno nel cassetto, questo articolo fa al caso tuo!

Buddy Rich, considerato da molti il miglior batterista del mondo, era autodidatta, così come Dave Lombardo, batterista degli Slayer. Entrambi non erano in grado di leggere uno spartito.

Ma è saggio seguire il loro esempio?

La risposta è no. Per imparare a suonare la batteria è fortemente consigliato studiare le basi del solfeggio. 

Ma niente panico, vi spieghiamo come leggere uno spartito e diventare batteristi professionisti! 

Perché imparare il solfeggio e le basi del ritmo per suonare la batteria?

Il solfeggio non è per forza una pratica noiosa e ripetitiva! Imparare le basi del ritmo ti permetterà di diventare un batterista professionista!

Il solfeggio spaventa tanti batteristi, al punto che molti preferiscono accontentarsi delle tablature o di andare a orecchio. Se l’esercizio e l’improvvisazione sono sempre molto utili, esistono tante ottime ragioni per fare uno sforzo in più e imparare il solfeggio della batteria. 

Non preoccuparti: in realtà il solfeggio ritmico è ben più facile del solfeggio musicale, ovvero quello che devono studiare gli apprendisti pianisti, violinisti, violoncellisti, ecc…

Già dalla prima lezione di batteria, inizierai a capire come funziona!  

Imparando il solfeggio ritmico, sarai in grado di: 

  • Decifrare qualsiasi spartito per batteria, 
  • Leggere i brani per batteria e progredire rapidamente, 
  • Riconoscere il valore e la durata di ogni battito,  
  • Visualizzare il ritmo, 
  • Scrivere spartiti per non dimenticare un ritmo complesso da una settimana all’altra (un corso batteria può aiutarti anche a migliorare la memoria),
  • Sviluppare la tua creatività scrivendo le tue composizioni ritmiche, 
  • Comunicare con altri musicisti (batteristi, ma anche chitarristi, bassisti, trombettisti, ecc…). 

Senti che stai per perdere la motivazione e non sai come ritrovarla? Dai un’occhiata ai nostri consigli!

In cosa consiste la scrittura ritmica? 

Per i batteristi, il ritmo è fondamentale! Saper scrivere e leggere un ritmo permette di coordinarsi con altri musicisti.

La notazione ritmica serve ad aiutare i batteristi che vogliono ricordare un ritmo e scriverlo. Talvolta l’orecchio non basta per riprodurre un pezzo per batteria, soprattutto se non si pratica per un po’ di tempo! 

Attenzione, la notazione non è sempre standardizzata. In effetti, la batteria è uno strumento personalizzabile, e non tutti i batteristi dispongono degli stessi elementi. Una batteria può avere due grancasse, due pedali, un rullante, non disporre di un charleston, possedere 10 piatti o 5 campane, ecc…

Proprio per questo, è difficile avere sviluppare un sistema di notazione uguale per tutti. Inoltre, le notazioni varianti spesso a livello nazionale: la notazione italiana e quella americana presentano delle piccole differenze, ma in genere sono facili da comprendere.

Il libro per batteria “Guide to Standardized Drumset Notationdi Norman Weinberg è un ottimo supporto per coloro che vogliono imparare le basi della notazione ritmica!  

Il pentagramma 

Nel solfeggio, il pentagramma è costituito da 5 linee orizzontali e parallele sulle quali vengono scritte le note. 

Le linee si contano dal basso verso l’alto. Le interlinee sono invece gli spazi tra le linee — che sono ovviamente quattro in un pentagramma.

Per quanto riguarda la batteria, il pentagramma serve principalmente per coordinare lo strumento alla parte suonata dagli altri musicisti, dal momento che non vengono indicate varianti delle note ma semplicemente la durata e lo strumento da battere con le bacchette.

Impara tutti i segreti della notazione ritmica con una lezione batteria!

La chiave 

Ecco una buona notizia: non esistono chiavi nella notazione ritmica! Dal momento che la batteria non è uno strumento armonico, il simbolo della chiave è rimpiazzato da due barre orizzontali. 

Non è quindi necessario effettuare alcuna trasposizione. 

Le due barre indicano chiaramente che si tratta di uno spartito per batteria e non di uno spartito per pianoforte o violino. 

L’indicazione di tempo 

Situata all’inizio del pentagramma, l’indicazione di tempo definisce la durata di una misura. Può anche apparire in mezzo a un brano se è previsto un cambio di ritmo.

Si tratta di una frazione a due cifre: 

  • Quella superiore definisce il numero di battiti in una misura di tempo, 
  • Quella inferiore definisce invece la durata di un tempo. 

Per esempio, se l’indicazione è 6/8 significa che ci saranno 6 battiti di una durata di mezzo tempo.  

Le cifre del basso sono definite in funzione delle durate standard: 

  • 4 corrisponde a una nota nera, quindi a un tempo, 
  • 8 corrisponde a una croce, quindi a un mezzo tempo, 
  • 16 corrisponde a una doppia-croce, quindi a un quarto di tempo, 
  • E così via…

Nella musica rock, generalmente il ritmo è di 4/4 (4 tempi della durata di una nota nera o di 6/8 (6 tempi della durata di una croce). 

Bisogna quindi essere in grado di adattarsi a seconda dello stile di musica che si desidera suonare. Scopri tutti i segreti della ritmica con un corso di batteria!

La batteria è composta da diversi elementi: scopri il loro nome e la loro funzione!

I simboli dei diversi elementi della batteria

Impara a leggere gli spartiti per batteria con un insegnane privato! La batteria è composta da numerosi elementi, ed è inoltre totalmente personalizzabile.

Nella notazione ritmica, l’altezza della nota indica l’elemento su cui bisogna battere. Ma dal momento che non esiste una notazione standard, è essenziale avere una leggenda per ogni spartito. 

I simboli delle casse 

Suonare la batteria con uno spartito richiede un po’ di pratica. Vediamo ora come leggere uno spartito nel concreto.

  • Il rullante è rappresentato dallo spazio della terza interlinea (partendo dal basso), ed è indicato da una nota piena. La coda, che si chiama gambo, è rivolta verso l’alto per indicare un battito normale. Se invece lo spartito esige che utilizziate la tecnica del cross-stick, la nota piena sarà rimpiazzata da una croce (x), 
  • La grancassa è indicata sulla prima interlinea, da una nota col gambo rivolto verso il basso. Se ci sono due gran casse, la seconda sarà segnata nello stesso modo, ma si situerà sulla prima linea, 
  • I tom si posizionano generalmente in alto nel pentagramma. Il tom alto sarà sull’ultima linea (nota col gambo verso l’alto). I tom medio sarà sulla quarta interlinea, mentre il tom basso è sulla seconda interlinea. 
  • Il colpo sul pedale del charley viene inizialmente tralasciato per non appesantire lo strumento e confondervi come principianti!

I simboli dei piatti 

La notazione dei piatti si situa sempre al di sopra della quinta linea: 

  • Il charley è segnato da una croce, col gambo della nota rivolto verso l’alto. È generalmente chiuso, ma per mostrare il cambiamento tra l’apertura e la chiusura (con il pedale), si può aggiungere una “o” per indicare che deve essere aperto e un “+” per indicare invece che dev’essere chiuso, 
  • Il crash si posiziona su una linea al di sopra di quella del charley, ed è rappresentato da una croce sbarrata orizzontalmente, col gambo rivolto verso l’alto, 
  • Il ride è posizionato sulla quinta linea. È una croce, sempre col gambo verso l’alto, 
  • Lo splash o il piatto cinese è indicato sulla linea al di sopra del charley; è un tratto sormontato da una croce, col gambo verso l’alto, 
  • La campana ha una forma di triangolo sbarrato, ed è situata sulla linea al di sopra del charley.

Scopri tutto quello che c’è da sapere per diventare un grande batterista!

La durata e le notazioni 

Ritmo binario o ternario, terzina, modifica del tempo, ruolo della mano sinistra, ecc… Il batterista deve essere in grado di improvvisare, ma deve anche saper guidare gli altri strumenti. 

Anche per quanto riguarda la batteria, i suoni e le pause hanno una durata che è bene conoscere.

Le note 

Le note sono tutte legate tra loro. Hanno infatti durate proporzionali: 

  • Una nota tonda e senza gambo vale due note bianche, 
  • Una nota bianca vale due note nere, 
  • Una nota nera vale due croci, 
  • Una croce vale due doppie croci, 
  • Una doppia croce vale due triple croci, e così via…

Ecco un piccolo schema riassuntivo: 

  • Nota tonda = 4 tempi = 4 nere 
  • Nota bianca = 2 tempi = 2 nere 
  • Nota nera = 1 tempo 
  • Croce = 1/2 tempo = 1/2 nota nera
  • Doppia croce = 1/4 tempo = 1/4 nota nera 
  • Tripla croce = 1/8 tempo 
  • Quadrupla croce = 1/16 tempo 

Le pause

In musica, le note non occupano tutte le misure di tempo. Esistono infatti anche i silenzi. E questi silenzi sono indicati da diverse figure: 

  • La doppia pausa, 
  • La pausa, 
  • La semi-pausa, 
  • Il sospiro, 
  • Il mezzo sospiro, 
  • Il quarto di sospiro, 
  • L’ottavo di sospiro, 
  • Il sedicesimo di sospiro. 

Ogni band che si rispetti ha bisogno di un batterista! Impara a suonare con altri musicisti e componi brani originali con la tua band!

L’utilizzo di un metronomo è talvolta necessario per coordinarsi bene con i tempi, poiché gli intervalli non sono sempre uguali tra i vari strumenti musicali. 

Non sai a che ritmo esercitarti? Niente panico, Superprof ti dà la risposta!

È obbligatorio studiare il solfeggio per suonare bene la batteria? 

Buddy Rich, Dave Grohl, John Bonham, Keith Moon… Moltissimi grandi batteristi sono autodidatti (o per lo meno lo erano quando hanno iniziato). 

Abbiamo fatto una chiacchierata con Thierry, batterista da oltre 30 anni. Gli abbiamo fatto qualche domanda su come ha imparato e su cosa pensa del solfeggio ritmico. 

Ecco le sue risposte. 

Come hai imparato a suonare la batteria? 

Ho imparato a suonare la batteria nel 1981, quando avevo 16 anni, ascoltando dischi e cercando di riprodurre i ritmi che sentivo. All’inizio privilegiavo i pezzi blues, abbastanza lenti da poter essere eseguiti da un principiante. 

Dopo un po’ di pratica iniziale, sono passato a dei tempi più rapidi. Sono partito dall’album Highway to Hell degli ACDC, per poi passare alla musica rockabilly degli Stray Cats e il punk-rock dei Clash. L’album London Calling è davvero utile per gli aspiranti batteristi.  

Tre anni dopo aver preso in mano le bacchette per la prima volta, ho iniziato a suonare con amici. 

Perché non hai studiato il solfeggio ritmico? Non avere una base teorica ti ha fatto incontrare difficoltà? 

Non ho provato il bisogno di studiare il solfeggio per imparare a suonare la batteria. L’orecchio mi sembrava uno strumento sufficiente per capire dove e quando colpire. 

Non ho mai sentito il peso di non aver studiato la ritmica. Penso che il solfeggio sia obbligatorio quando si vuole suonare in una grand band o registrare in studio con altri artisti che utilizzano gli spartiti. 

Non è difficile ricordare un ritmo senza scriverlo? 

Per niente! Ogni ritmo che sento e che mi coinvolge rimane impresso nella mia testa!

Quando suoni in un gruppo, tutto dipende ovviamente dal feeling. Per comporre, io, il contrabbassista e il chitarrista ci presentiamo con un idea che sviluppiamo poco a poco tutti e tre per dare vita a un pezzo originale. 

Cosa aspetti allora? Prenota il tuo primo corso di batteria oggi stesso!

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