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Insegnare italiano nella scuola primaria

Di Catia, pubblicato il 30/07/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Come Migliorare in Italiano alle Elementari

Imparare l’italiano alle elementari è un passo fondamentale verso la scolarizzazione, per lo sviluppo cognitivo e personale di ogni bambino. Leggere è talmente importante che alcuni genitori cominciano a insegnare ai propri figli le lettere dell’alfabeto fin dal primo anno della scuola d’infanzia.

Secondo Education at glance, un rapporto dell’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, lo stato italiano non è altrettanto bravo nell’investire nell’apprendimento dei bambini.

Infatti, le spese annuali per la scuola pubblica in Italia sono diminuite del 14% nel periodo 2008-2013 a fronte di un calo dl Pil dell’8%.

Il risultato è che l’Italia ha una spesa per l’istruzione del 7%, contro una media Ocse dell’11%.

Il primo gradino della scuola dell’obbligo è la scuola primaria, ed è proprio qui che si gettano le basi per la vita dei futuri studenti, a partire dalle capacità fondamentale di leggere e scrivere, su cui tutti sono d’accordo che è importante investire.

Vediamo come si potrebbe facilitare l’apprendimento dell’italiano per gli studenti della scuola primaria.

Alcuni consigli per far migliorare i bambini nella lettura

Ogni anno la qualità dell’apprendimento nelle seconde e quinte elementari viene testata con le prove Invalsi. L’obiettivo dell’omonimo istituto che le promuove è quello di vedere se gli studenti raggiungono gli obiettivi didattici facendo un test al computer.

Ogni anno i risultati per la scuola primaria dicono che buona parte degli studenti raggiunge un livello adeguato di competenze di lettura e scrittura e che non ci sono molte disparità tra il Nord, il Centro e il Sud Italia.

Alle medie, invece, le prove dimostrano che la questione geografica si fa più  marcata visto che la qualità delle prove diminuisce scendendo da Nord a Sud.

Questo non vuol dire che nella scuola primaria non ci siano degli alunni con dei problemi nella lettura o nella scrittura.

Per ridurre la disparità nel rendimento degli studenti bisogna valorizzare l’insegnamento dell’italiano in età precoce.

La lettura è un mezzo potente per trasmettere una certa proprietà di linguaggio ai bambini. Leggere stimola i bambini fin dalla culla!

I bambini tra i 3 e i 5 anni cominciano a familiarizzare con le lettere dell’alfabeto e, anche se non distinguono le vocali dalle consonanti, individuano il grafema e cominciano ad associare lettere e suono.

Alcuni bambini, ancor prima di entrare a scuola, cominciano a capire il principio alfabetico per cui le parole sono composte da sillabe.

Secondo Maria Montessori, il periodo sensibile per il linguaggio si situa tra i 3 e i 6 anni, quindi i bambini potrebbero imparare a leggere anche prima dei 6 anni.

Inoltre, prima ancora di seguire un corso di italiano alla scuola primaria, ogni bambino avrà già imparato molte parole del vocabolario italiano.

Questo spinge alcuni a dire con una certa sicurezza che, se ogni studente imparasse a leggere e a scrivere prima dei 6 anni, il livello di lettura e scrittura nella scuola primaria sarebbe più alto.

La domanda è perché tanta fretta? Piuttosto è meglio assecondare la curiosità dei bambini per la lettura e la scrittura.

Ecco alcuni consigli che potrebbero stimolare le capacità di lettura dei bambini, senza imposizioni:

  • Non avere troppa fretta, alla prima elementare i bambini imparano a leggere e si gettano le basi per la comprensione dei testi
  • Lasciare che il bambino avanzi con il proprio ritmo, anche se ritenuto precoce nella lettura
  • Incoraggiare il bambino a fare gli esercizi di lettura assegnati dai maestri, quando entra a scuola
  • Leggere ai bambini una storia prima di andare a dormire, fin dalla culla
  • Lasciare che il bambino scelga le storie che preferisce e immagazzini il vocabolario che per lui ha senso

Un bambino con difficoltà scolastiche può essere aiutato da un insegnante che sa come stimolare le sue capacità di lettura.

Non  sarà certo ripetendo a memoria che si impara!

Per non far perdere la motivazione ai piccoli apprendisti si raccomanda agli insegnanti di usare dei giochi educativi per instillare nel bambino il piacere per la lettura.

Come trasmettere la grammatica in un corso di italiano per le elementari

Un bambino che ha delle difficoltà può trovare i ritmi degli ultimi anni delle elementari troppo serrati e rimanere ancora più indietro.

Un insegnante di italiano a domicilio sa come aiutare un bambino della scuola primaria con la grammatica. Imparare la grammatica è come liberarsi dalle catene dell’ignoranza!

Un bambino di 6 anni che impara l’italiano fa già un grande lavoro, come quello che devono fare gli adulti che imparano una lingua straniera.

In seconda e terza elementare si cominciano a scoprire le coniugazioni, gli aggettivi qualificativi, le frasi semplici e complesse.

Negli anni successivi si perfeziona l’acquisizione di un lessico più ricco e preciso. La grammatica rimane una dei pilastri per lo sviluppo delle competenze linguistiche dei bambini.

Alcuni alunni hanno bisogno di approfondire lo studio della grammatica per la scuola primaria.

Su Superprof ci sono oltre 2.700 insegnanti di italiano. Grazie a un corso di italiano a domicilio ogni apprendista può avere un supporto personalizzato e una metodologia adatta.

Ci sono anche molte risorse didattiche gratuite pensate da insegnanti della scuola primaria, genitori e gruppi editoriali per aiutare i bambini con lo studio della grammatica italiana. Baby Flash, La pappa dolce, Rossana web sono solo alcuni esempi di siti dedicati a corsi di grammatica per bambini.

Come usare il dettato in una lezione di italiano

Nei primi anni di studio della lingua italiana il dettato ha un ruolo molto importante nel fissare l’ortografia e ampliare il lessico.

I bambini devono essere in grado di scrivere correttamente quello che ascoltano, prima semplici parole, poi frasi.

Non tutti condividono la valenza didattica del dettato che, però, resta uno degli strumenti più usati nella scuola primaria. Il dettato è uno strumento pedagogico lodato e temuto allo stesso tempo!

Individuare le doppie, coniugare i verbi e accordare il verbo sono alcune delle difficoltà che incontrano gli studenti, anche se l’italiano è la propria lingua madre.

L’obiettivo del dettato è quello di colmare le lacune e acquisire una padronanza dell’italiano scritto.

Preparare un dettato di italiano per la scuola primaria stimola gli studenti a scrivere in maniera automatica e prendere confidenza con le parole, arricchendo il proprio vocabolario.

Ecco alcuni consigli per prepararsi per un dettato:

  • leggere dei libri ai bambini
  • individuare e annotare le parole difficili
  • imparare a usare il dizionario e un libro di grammatica
  • seguire il ritmo di apprendimento del bambino

Il dettato non è uno strumento amato da tutti, genitori inclusi. Come tutti gli strumenti pedagogici, deve essere adattato all’età e alle capacità cognitive degli apprendisti. Attraverso il dettato si può prendere coscienza dei propri errori ed evitarli.

I bambini hanno bisogno di ascoltare e scrivere i suoni gn e gl per poterli distinguere da n e l. Inoltre, le parole con le doppie che generano confusione anche ai bambini di quinta possono essere interiorizzate solo con la lettura e la scrittura.

E’ sempre bene cominciare il dettato in maniera graduale andando dalle sillabe alle parole, dalle frasi semplici a quelle complesse. Anche l’argomento del dettato deve essere in linea con gli interessi degli apprendisti.

In quinta elementare i bambini hanno acquisito una certa padronanza linguistica che permette loro di affrontare anche poesie ed estratti di testi letterari.

I vocaboli da conoscere nella scuola primaria

Un alunno dii quinta elementare dovrebbe conoscere almeno 6.000 vocaboli in italiano.

Alla fine della scuola d’infanzia ci si aspetta che un bambino conosca 2.500 parole, per cui alla scuola primaria il suo lessico si deve arricchire di altri 3.000 vocaboli!

A pensarci è impressionante!

In realtà, la mole di vocaboli non è poi così alta. Infatti, i bambini hanno 5 anni per poter espandere il proprio lessico: dalla prima alla quinta elementare sono 600 parole l’anno, ossia 50 parole al mese e appena 2 nuovi vocaboli al giorno!

 I bambini apprendono una grande quantità di parole nuove, anche prima di entrare a scuola.  Quanti nuovi vocaboli si imparano ogni giorno!

Ovviamente, l’apprendimento della lingua italiana non può essere ridotta alla quantità di parole apprese, ma i nuovi vocaboli sono comunque un indicatore del lavoro di lettura che viene fatto.

Lo studio della lingua italiana apre all’apprendimento interdisciplinare visto che la padronanza di linguaggio facilita l’apprendimento di altre materie come la storia, la geografia, la matematica.

I programmi scolastici della scuola primaria mettono l’accento su lettura, scrittura e lessico insegnando ai bambini a riconoscere l’ortografia delle parole, identificare nomi e azioni in una frase e usare le parole nuove.

Quindi, insegnare i vocaboli della lingua italiana è uno strumento utile per le scuole elementari. Un lessico ricco e vario permette di affrontare con sicurezza tutti i testi scritti.

Il lavoro dell’insegnante di italiano include delle pratiche pedagogiche che stimolano diversi tipi di memoria: visiva, uditiva e cinestetica.

Su questa base, si possono proporre ai bambini dei giochi educativi per confrontarsi con un numero crescente di vocabolo.

La via principale per arricchire il proprio vocabolario è, in ogni fase della propria vita, la lettura. I libri fanno immergere il lettore in un altro mondo, regalando una piacevole evasione che fa lavorare la propria immaginazione, la creatività e la concentrazione.

Insomma, espandere il lessico stimola la propria intelligenza.

Non è una citazione colta, ma è il caso di ricordare la commedia fantascientifica Idiocracy che descrive una società abbrutita dove gli adulti conoscono meno parole di un bambino di 5 anni e leggere è considerata una devianza.

La morale del film potrebbe essere che c’è solo un modo per non piombare nell’idiozia: leggere, leggere, leggere.

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