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I nostri consigli agli alunni per imparare a scrivere bene!

Di Nicolò, pubblicato il 03/07/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Preparare un Dettato per il tuo Corso di Italiano

« I ragazzi di oggi hanno un difetto. Non sanno scrivere in italiano. Talvolta lasciano cadere sulla pagina espressioni divertenti e felici, che però si smarriscono e si disperdono subito. Non hanno il dono della sintassi: non sanno costruire un pensiero, seguendo le sue fasi e i suoi sviluppi interiori, passando scioltamente e velocemente da un punto all’altro, possedendo quell’armonia che la mente deve conoscere anche nei luoghi più ardui e convulsi», Pietro Citati. 

Imparare a leggere e a scrivere durante i primi tre anni delle elementari è uno dei pilastri fondamentali del percorso scolastico, e rappresenta una tappa cruciale che condizionerà il futuro successo accademico e professionale di ogni allievo.

L’apprendimento dell’italiano occupa un posto di rilievo nel percorso scolastico di uno studente, e tuttavia, nonostante le ambizioni del Ministero della Pubblica Istruzione, l’Italia continua a produrre molte disuguaglianze in ambito scolastico, e un buon numero di alunni delle elementari soffrono di grandi difficoltà didattiche, specialmente se nati in contesto social sfavorevole.

Per progredire in ortografia e migliorare l’uso della lingua italiana, il dettato è un esercizio molto diffuso. In questo articolo vi spieghiamo come preparare al meglio i vostri figli a questa prova.

Praticare il dettato ortografico alle scuole elementari: benefici e vantaggi

Fare errori nei dettati ortografici a scuola è spesso una delle più grandi paure degli alunni, soprattutto se il risultato è un brutto voto.

Errori di ortografia, regole di coniugazioni sconosciute, mancanza di vocabolario, difficoltà a distinguere le parole o a trascrivere suoni come le doppie consonanti: il dettato ortografico serve prima di tutto a colmare le lacune e padroneggiare l’italiano scritto.

Il dettato resta un ottimo esercizio per imparare bene l'ortografia. Perché esercitarsi a scrivere nella propria lingua madre?

I programmi ministeriali per l’insegnamento dell’italiano alle scuole elementari ci ricordano l’importanza del dettato:

«Si scriverà per il piacere di scrivere e di giocare con le parole, di narrare, esprimendo con originalità il proprio bagaglio di esperienze, di sensazioni. […] Si ricorrerà, a seconda degli scopi, alle diverse forme di dettato, cercando di dettare come si parla, senza segmentare artificiosamente gli enunciati e senza inventare forzate e inesistenti pronunce.»

Saper scrivere un testo di dieci o quindici righe senza errori e saper utilizzare un vocabolario italiano corretto e ricco figurano nella base comune di capacità fondamentali che il bambino dovrebbe acquisire durante i primi anni di scuola.

In un dettato, ogni bambino deve:

  • Scrivere in maniera automatica le parole che già conosce,
  • Realizzare correttamente tutti gli accordi grammaticali,
  • Fare ipotesi ortografiche sulle parole sconosciute,
  • Saper rileggere il suo testo e individuare da solo gli  eventuali errori.

Nei corsi di italiano delle scuole elementari, i maestri devono fare la distinzione tre due tipi di errori ortografici: l’errore grammaticale e l’errore lessicale. Il primo è sintomo di un’incapacità di accordare le parole tra di loro a seconda della loro natura e della loro funzione all’interno della frase: i verbi coniugati, le parole del gruppo nominale, l’accordo in genere e numero con il soggetto, l’aggettivo qualificativo, ecc…

L’ortografia grammaticale riguarda anche l’identificazione degli omofoni grammaticali (a/ha, sì/si, ne/né, ecc…): se il professore di italiano detta una frase semplice come «Tu hai fatto un disegno stamattina prima di venire a scuola», il bambino non deve avere dubbi sul fatto che «hai» si scrive con la «h».

L’alunno deve quindi distinguere il verbo dalla preposizione. Il dettato ortografico serve esattamente a valutare il livello di conoscenze grammaticali italiane del bambino.

L’ortografia lessicale, invece, mira a giudicare la capacità del bambino nello scrivere le parole correttamente: sapere, ad esempio, che « cielo » si scrive con una « i », mentre  parole come « cesto », « ceppo » o « cespuglio » si scrivono senza.

Insomma, fare dettati permette al bambino di migliorare il suo livello di grammatica e di ortografia, arricchendo al contempo il suo vocabolario italiano.

Perché di fronte a un testo letto ad alta voce, l’alunno deve individuare le trappole, identificare la natura delle parole e scegliere la grafia adeguata.

Piccola interrogazione a sorpresa per i più piccoli: quali frasi tra le seguenti sono corrette ortograficamente? «Bevo un bicchiere d’accua» o «Bevo un bicchiere d’acqua»? «Martina dà una penna a Marco» o «Martina da una penna a Marco»? «Oggi sono un po’ stanco» o «Oggi sono un pò stanco»?

Come progredire nella lettura?

Gli esercizi per allenarsi prima di un dettato alla scuole elementari

I primi tre anni delle scuole elementari rappresentano una tappa cruciale per la formazione sociale primaria del bambino: per imparare bene l’italiano, poter comunicare e seguire le lezioni in tutta serenità bisogna esercitarsi assiduamente.

Grazie al sostegno dei nostri insegnanti, gli alunni possono prepararsi al dettato durante le lezioni a domicilio. Ecco qualche consiglio rivolto ai genitori e agli insegnanti a domicilio per insegnare correttamente la lingua italiana ai bambini.

"Parla come mangi!" Le regole degli accordi grammaticali: «ho mangiato le verdure» o «ho mangiate le verdure»?

Prima di tutto, è importante far leggere il testo in questione più volte, affinché il bambino possa familiarizzarsi con questo nuovo documento.

A seconda del livello letterario del testo — o del registro linguistico (familiare, informale, formale) — un alunno di 1^, 2^, 3^, 4^ o 5^ elementare può trovare delle difficoltà e bloccarsi di fronte a certe parole complicate che non ha ancora mai incontrato prima. Sarà opportuno in questo caso sottolineare queste parole nuove per poi cercarle una alla volta nel dizionario.

Così facendo, l’alunno costruisce un database di parole del vocabolario, che potrà poi ricopiare su un quadernino di brutta composto da schede pedagogiche che permettano di ripassare con regolarità.

L’adulto può in seguito procedere alla lettura a voce alta del testo in questione: il dettato ha inizio.

Al fine di introdurre il bambino a questo esercizio e di fargli memorizzare in maniera duratura le regole fondamentali dell’ortografia italiana, i genitori e i professori possono chiedere ai bambini di ricopiare più volte il testo cercando di correggere da soli gli eventuali errori.

Ovviamente particolare attenzione va prestata alla corretta concordanza dei tempi verbali, alla grafia delle parole omofone e agli accordi grammaticali.

Altro consiglio fondamentale da mettere in pratica durante tutto l’anno scolastico: curare la calligrafia, rileggersi e scrivere in maniera leggibile! Bisogna prestare particolare attenzione a scrivere bene le doppie, gli accenti, gli apostrofi e le maiuscole.

Questo perché una parola illeggibile rischia di essere contata come un errore e di penalizzare l’alunno.

Numerosi alunni della scuola elementare pagano il prezzo della loro calligrafia indecifrabile e perdono punti scioccamente perché non si rileggono e vengono sanzionati dal professore, che scambia per esempio una «m» per una «n», una «u» per una «v», ecc…

Professori ed esperti dell’infanzia raccomandato unanimemente di far leggere ai propri figli molti libri per ragazzi, far imparare a memoria le parole e le regole di ortografia studiate in classe e di prestare molta attenzione alla punteggiatura.

In effetti i libri per bambini pullulano di fantasia, di immaginazione e di inventività e, permettendo al piccolo lettore di viaggiare in universi fantastici, hanno tendenza a stimolare la sua creatività, accrescendo al contempo la sua ricchezza lessicale.

Fare dettati permette di migliorare il livello di conoscenza della grammatica italiana.

Come migliorare l’ortografia italiana alle scuole elementari?

Come possono fare i genitori per aiutare i loro figli a preparare un dettato se malgrado tutti i loro sforzi, questi non riescono ad assimilare le regole fondamentali della loro lingua materna?

Non c'è niente di più bello che viaggiare nel mondo della fantasia! La lettura trasporta il bambino in mondi paralleli e libera la sua creatività: una ricetta vincente per imparare nuove parole e non fare errori nel dettato.

In un primo momento, i genitori degli alunni possono chiedere ai loro bambini di trovare le parole che sono potenzialmente all’origine del problema (doppie consonanti, accenti e apostrofi, parole con l’«h», ecc…).

In seguito, possono aiutarli a scrivere una lista di termini che appartengono alla stessa famiglia lessicale di queste parole. Questo dovrebbe favorire l’apprendimento creando dei piccoli automatismi mnemonici.

Durante i corsi di sostegno, si potrà anche lavorare in maniera più specifica sugli omofoni e gli omonimi se le difficoltà permangono a questo livello.

Imparare l’italiano con i corsi privati a domicilio permette in effetti di ritagliare tutto il tempo necessario per ripassare e colmare le lacune specifiche di ogni alunno.

Non c’è da vergognarsi se non si è in grado di scrivere un testo di cinque righe senza fare errori di ortografia. Questo significa solo che lo studio della lingua italiana domanderà un po’ più di tempo e di impegno.

Se prima o durante un dettato ortografico, l’alunno si sbaglia ad accordare il un verbo in una frase semplice, bisogna rivedere con lui le basi della grammatica elementare.

Consideriamo ad esempio le due frasi seguenti: « Maria e Massimo hanno visto un film al cinema. A Maria il film non è piaciuto, ma Massimo ha trovato la storia molto bella ». Il soggetto è plurale: bisogna quindi coniugare il verbo alla terza persona plurale e ricordarsi che in questa forma il verbo avere vuole una « h ». Nella seconda frase, « bella » è un aggettivo qualificativo e va concordato in genere e numero con la parola « storia ».

Bisogna saper individuare tutte le forme verbali complesse : saper riconoscere subito il presente, l’imperfetto, il participio passato, il passato remoto, il passato prossimo, il trapassato prossimo, il congiuntivo imperfetto, il futuro semplice, il condizionale presente, ecc… Bisogna anche essere in grado di capire la differenza tra il modo indicativo e il modo congiuntivo.

Tra le frasi «Penso che sia tardi» e «Penso che è tardi», qual è quella corretta? Ovviamente la risposta giusta è la prima, ma l’utilizzo del congiuntivo presente con i verbi di opinione non è un concetto semplice da capire per un bambino delle elementari.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il metodo più efficace è leggere molti libri. Praticare la lettura dalla più tenera età permette una di memorizzare molti vocaboli e previene i cattivi risultati scolastici.

Gli errori di ortografia più diffusi nei corsi di italiano delle elementari

I professori universitari italiani da anni denunciano un drastico calo nel livello di conoscenze ortografiche e grammaticali dei loro studenti, come testimonia una lettera collettiva indirizzata al governo e pubblicata su diversi quotidiani nel febbraio 2017.

L'apprendimento in gruppo è essenziale per la crescita del bambino. «Oggi ha squola abbiamo fatto un detatto» o «Oggi a scuola abbiamo fatto un dettato»?

Eppure, un certo numero di errori può essere facilmente evitato se ci si pongono le buone domande durante un dettato. Ecco una top 5 degli errori più comuni:

  • L’uso dell’«h» è uno degli errori più comuni degli italiani. La regole è però semplice: bisogna solo pensare che questa lettera muta serve per distinguere le forme presenti del verbo avere dalla preposizione « a », dalla congiunzione «o» e dalla parola «anno».
  • Fa, fa’ e fà: «fa» è la terza persona singolare del verbo fare e si usa anche per indicare il passato nelle formule come «5 anni fa». «Fa’» è invece la seconda persona singolare dell’imperativo dello stesso verbo, e serve quindi per dare un ordine. «Fà» con l’accento non esiste e non va quindi mai scritto.
  • «Un» o «Un’»: l’apostrofo si usa quando si verifica il fenomeno dell’elisione, ovvero quando si elimina la vocale finale di una parola. Nel caso dell’articolo indeterminativo, l’apostrofo va messo solo davanti a una parola femminile che inizia per vocale: scriviamo «un amico» ma «un’amica», «un’ape» ma «una mosca».
  • «Q», «qq» o «cq»: la regola di base è abbastanza semplice — se la «u» è seguita da una vocale si dovrà usare la «q» (es. «quadro»), quando invece la «u» è seguita da una consonante si scrive «cu» (es. Cucina). Ci sono però molte eccezioni: «scuola», «soqquadro», «vacuo», ecc… Queste parole vanno imparate a memoria! Inoltre alcune parole come «acqua» e i suoi derivati prendono la forma «cq».
  • Gli o le: la forma corretta del complimento di termine, quando esso si riferisce a un nome femminile, è la seconda: «Oggi Marta aveva dimenticato la sua penna. Le ho quindi prestato la mia».

Numerosi altri esempi di errori di ortografia comuni sono disponibili su internet e nei corsi online.

Potrete scriverli su un quaderno per impararli e non sbagliarvi più.

Come migliorare il proprio vocabolario alla scuola elementare?

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