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I nostri consigli agli alunni per imparare a scrivere bene!

Di Nicolò, pubblicato il 23/01/2019 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Preparare un Dettato Ortografico per il tuo Corso di Italiano

« I ragazzi di oggi hanno un difetto. Non sanno scrivere in italiano. Talvolta lasciano cadere sulla pagina espressioni divertenti e felici, che però si smarriscono e si disperdono subito. Non hanno il dono della sintassi: non sanno costruire un pensiero, seguendo le sue fasi e i suoi sviluppi interiori, passando scioltamente e velocemente da un punto all’altro, possedendo quell’armonia che la mente deve conoscere anche nei luoghi più ardui e convulsi», Pietro Citati. 

Imparare a leggere e a scrivere durante i primi tre anni delle elementari è uno dei pilastri fondamentali del percorso scolastico, e rappresenta una tappa cruciale che condizionerà il futuro successo accademico e professionale di ogni allievo.

L’apprendimento dell’italiano occupa un posto di rilievo nel percorso scolastico di uno studente, e tuttavia, nonostante le ambizioni del Ministero della Pubblica Istruzione, l’Italia continua a produrre molte disuguaglianze in ambito scolastico, e un buon numero di alunni delle elementari soffrono di grandi difficoltà didattiche, specialmente se nati in contesto sociale sfavorevole.

Per progredire in ortografia e migliorare l’uso della lingua italiana, il dettato ortografico è un esercizio molto diffuso. In questo articolo vi spieghiamo come preparare al meglio i vostri figli a questa prova.

Praticare il dettato ortografico alle scuole elementari: benefici e vantaggi

Fare errori nei dettati ortografici a scuola è spesso una delle più grandi paure degli alunni, soprattutto perché il risultato è spesso un brutto voto.

In realtà, non dev’essere percepito solamente come uno strumento di verifica ma anche come uno strumento per rendere automatiche certe conoscenze acquisite e ancora da sedimentare nella testa.

Errori di ortografia, regole di coniugazioni sconosciute, mancanza di termini di vocabolario, difficoltà a distinguere le parole o a trascrivere suoni come le doppie consonanti: il dettato ortografico serve prima di tutto a colmare le lacune e padroneggiare l’italiano scritto.

Il dettato resta un ottimo esercizio per imparare bene l'ortografia. Perché esercitarsi a scrivere nella propria lingua madre?

I programmi ministeriali per l’insegnamento dell’italiano alle scuole elementari ci ricordano l’importanza del dettato ortografico:

«Si scriverà per il piacere di scrivere e di giocare con le parole, di narrare, esprimendo con originalità il proprio bagaglio di esperienze, di sensazioni. […] Si ricorrerà, a seconda degli scopi, alle diverse forme di dettato, cercando di dettare come si parla, senza segmentare artificiosamente gli enunciati e senza inventare forzate e inesistenti pronunce.»

Saper scrivere un testo di dieci o quindici righe senza errori e saper utilizzare un vocabolario italiano corretto e ricco figurano nella base comune di capacità fondamentali che il bambino dovrebbe acquisire durante i primi anni di scuola.

In un dettato, ogni bambino deve:

  • Scrivere in maniera automatica le parole che già conosce,
  • Mettere alla prova la sua capacità di concentrazione e imparare ad ascoltare (potrà in questo modo associare il suono di una determinata parola alla sua corretta grafia),
  • Realizzare correttamente tutti gli accordi grammaticali,
  • Fare ipotesi ortografiche sulle parole sconosciute,
  • Saper rileggere il suo testo e individuare da solo gli  eventuali errori.

Dopo il dettato, è importante che l’alunno abbia un po’ di tempo per procedere a una riflessione sugli errori commessi e che li trascriva su un foglio per fissarli meglio nella memoria e acquisire maggiore consapevolezza sulle sue lacune.

La consapevolezza, in tutte le cose, è il primo passo!

Saper scrivere un testo di dieci o quindici righe senza errori e saper utilizzare un vocabolario italiano corretto e ricco figurano nella base comune di capacità fondamentali che il bambino dovrebbe acquisire durante i primi anni di scuola. Acquisire le basi della lingua italiana, ma senza stress!

Nel corso di italiano delle scuole elementari, i maestri devono fare la distinzione tre due tipi di errori ortografici: l’errore grammaticale e l’errore lessicale. Il primo è sintomo di un’incapacità di accordare le parole tra di loro a seconda della loro natura e della loro funzione all’interno della frase: i verbi coniugati, le parole del gruppo nominale, l’accordo in genere e numero con il soggetto, l’aggettivo qualificativo, ecc…

L’ortografia grammaticale riguarda anche l’identificazione degli omofoni grammaticali (a/ha, sì/si, ne/né, ecc…): se il professore di italiano detta una frase semplice come «Tu hai fatto un disegno stamattina prima di venire a scuola», il bambino non deve avere dubbi sul fatto che «hai» si scrive con la «h».

L’alunno deve per prima cosa, infatti, distinguere il verbo dalla preposizione. Il dettato ortografico serve esattamente a valutare il livello di conoscenze grammaticali italiane del bambino. Considerate che questo è un aspetto davvero fondamentale: basti pensare che l’uso della famigerata “H” fa spesso emergere dubbi tra gli italofoni (e non solo i piccoli, ma anche gli adulti!). Il suo utilizzo scorretto è tra gli errori grammaticali più diffusi nel nostro paese; una lettera può fare la differenza… non solo tra una parola e un’altra, ma anche sul superare un test scritto per accedere a una scuola, un’università, un posto di lavoro ad esempio!

L’ortografia lessicale, invece, mira a giudicare la capacità del bambino nello scrivere le parole correttamente: sapere, ad esempio, che « cielo » si scrive con una « i », mentre  parole come « cesto », « ceppo » o « cespuglio » si scrivono senza.

Insomma, fare dettati permette al bambino di migliorare il suo livello di grammatica e di ortografia, arricchendo al contempo il suo vocabolario italiano e ad acquisire maggiore fiducia nelle sue capacità sia nello scritto che nell’orale.

Perché di fronte a un testo letto ad alta voce, l’alunno deve individuare le trappole, identificare la natura delle parole e scegliere la grafia adeguata.

Piccola interrogazione a sorpresa per i più piccoli: quali frasi tra le seguenti sono corrette ortograficamente? «Bevo un bicchiere d’accua» o «Bevo un bicchiere d’acqua»? «Martina dà una penna a Marco» o «Martina da una penna a Marco»? «Oggi sono un po’ stanco» o «Oggi sono un pò stanco»?

Come progredire nella lettura?

Gli esercizi per allenarsi prima di un dettato ortografico alla scuole elementari

Come abbiamo detto, i primi tre anni delle scuole elementari rappresentano una tappa cruciale per la formazione sociale primaria del bambino: ecco perché, per imparare bene la propria lingua, poter comunicare e seguire il corso di italiano in tutta serenità, bisogna esercitarsi assiduamente.

Grazie al sostegno dei nostri insegnanti, gli alunni possono prepararsi al dettato ortografico durante le lezioni a domicilio. Su Superprof sono infatti moltissimi i professori di italiano a disposizione per tenere ripetizioni di italiano sia nella vostra città che da remoto, attraverso un collegamento Skype. Vi basta collegarvi e effettuare una ricerca in pochi clic. Considerate che, solitamente, la prima lezione è offerta: avrete così la possibilità di valutare l’insegnante e l’affinità coi vostri bimbi prima di decidere se cominciare un percorso di crescita insieme.

Ecco qualche consiglio rivolto a genitori ma anche agli insegnanti a domicilio per insegnare correttamente la lingua italiana ai bambini.

A volte è proprio il caso di dire: "Parla come mangi!" Le regole degli accordi grammaticali: «ho mangiato le verdure» o «ho mangiate le verdure»?

Prima di tutto, è importante far leggere il testo in questione più volte, affinché il bambino possa acquisire familiarità con questo nuovo documento.

A seconda del livello letterario del testo — o del registro linguistico utilizzato (familiare, informale, formale) — un alunno della classe 1^, 2^, 3^, 4^ o 5^ elementare può trovare determinate difficoltà e bloccarsi di fronte a certe parole complicate che non ha ancora mai incontrato prima o di cui non ricorda o confonde il significato. Sarà opportuno, in questo caso, sottolineare queste parole nuove per poi andarle a cercare una alla volta nel dizionario.

Così facendo, è come se l’alunno costruisse nella sua testa un database di parole del vocabolario, che potrà poi ricopiare su un quadernino di brutta composto da schede pedagogiche che permettano di ripassare con regolarità.

L’adulto può in seguito procedere alla lettura a voce alta del testo in questione: il dettato ha inizio.

Al fine di introdurre il bambino a questo esercizio e di fargli memorizzare in maniera duratura quelle che sono le regole fondamentali dell’ortografia italiana, i genitori e i professori possono chiedere ai bambini di ricopiare più volte il testo cercando di correggere da soli gli eventuali errori.

Ovviamente particolare attenzione va prestata alla corretta concordanza dei tempi verbali, alla grafia delle parole omofone e agli accordi grammaticali.

curare la calligrafia, rileggersi e scrivere in maniera leggibile! La calligrafia: un elemento importantissimo di cui prendersi cura quando si parla di dettato ortografico!

Altro consiglio fondamentale che è importante mettere in pratica durante tutto l’anno scolastico: far curare la calligrafia, far rileggere ciò che si è scritto e insistere sul fatto che si deve scrivere in maniera leggibile! Bisogna soprattutto prestare particolare attenzione a scrivere bene le doppie, gli accenti, gli apostrofi e le maiuscole.

Questo perché una parola illeggibile rischia di essere contata come un errore e di penalizzare l’alunno.

Numerosi alunni della scuola elementare pagano il prezzo della loro calligrafia indecifrabile e perdono punti scioccamente perché non si rileggono e vengono sanzionati dal professore, che scambia per esempio una «m» per una «n», una «u» per una «v», ecc…

Professori ed esperti dell’infanzia raccomandano all’unanimità di far leggere ai propri figli molti libri per ragazzi, far imparare a memoria le parole, rivedere le regole di ortografia studiate in classe e di prestare molta attenzione alla punteggiatura.

In effetti i libri per bambini pullulano di fantasia, di immaginazione e di inventiva e, permettendo al piccolo lettore di viaggiare in universi fantastici, hanno la bellissima e utilissima capacità di stimolare la sua creatività, andando ad accrescere al contempo la sua ricchezza lessicale.

Fare dettati è uno degli strumenti che maggiormente permette di migliorare il livello di conoscenza della grammatica italiana.

Come migliorare l’ortografia italiana alle scuole elementari?

Come possono fare i genitori per aiutare i loro figli a preparare un dettato ortografico se, malgrado tutti i loro sforzi, questi non riescono ad assimilare le regole fondamentali della loro lingua materna?

La lettura trasporta il bambino in mondi paralleli e libera la sua creatività: una ricetta vincente per imparare nuove parole e non fare errori nel dettato. Non c’è niente di più bello che viaggiare nel mondo della fantasia per imparare l’italiano!

In un primo momento, i genitori degli alunni possono chiedere ai loro bambini di trovare le parole che sono potenzialmente all’origine del problema (doppie consonanti, accenti e apostrofi, parole con l’«h», ecc…).

In seguito, una volta evidenziate,  possono aiutarli a scrivere una lista di termini che appartengono alla stessa famiglia lessicale di queste parole. Questo dovrebbe favorire l’apprendimento creando dei piccoli automatismi mnemonici.

Durante i corsi di sostegno scolastico, si potrà anche lavorare in maniera più specifica sugli omofoni e gli omonimi se le difficoltà permangono a questo livello.

Imparare con i corsi privati a domicilio o con un corso di italiano online permette in effetti di ritagliare tutto il tempo necessario per ripassare e colmare le lacune specifiche di ogni alunno. Nel primo caso le lezioni saranno personalizzate e incentrate unicamente sui bisogni del bambino, cosa che gli permetterà di progredire e superare le difficoltà in uno spazio di tempo più breve.

Non c’è da vergognarsi se non si è in grado di scrivere un testo di cinque righe senza fare errori di ortografia. Questo significa solo che lo studio della lingua italiana domanderà un po’ più di tempo e di impegno. Non c’è nessun errore, anche quando si è “radicalizzato”, che non possa essere corretto dal lavoro costante e dall’esercizio regolare e puntuale. 

Nessuno degli autori italiani, neanche coloro che hanno scritto capolavori immortali, è nato conoscendo tutte le regole grammaticali e lessicali della nostra lingua!

Se, prima o durante un dettato ortografico, l’alunno si sbaglia ad accordare il un verbo in una frase semplice, bisogna rivedere con lui le basi della grammatica elementare. L’importante è che non sembri una “punizione” per l’errore in cui è incorso, ma solo un modo per migliorarsi e evitare di incorrere nello stesso errore alla prima futura occasione.

Consideriamo ad esempio le due frasi seguenti: « Maria e Massimo hanno visto un film al cinema. A Maria il film non è piaciuto, ma Massimo ha trovato la storia molto bella ». Il soggetto è plurale: bisogna quindi coniugare il verbo alla terza persona plurale e ricordarsi che in questa forma il verbo avere vuole una « h ». Nella seconda frase, « bella » è un aggettivo qualificativo e va concordato in genere e numero con la parola « storia ».

Bisogna saper individuare tutte le forme verbali complesse : saper riconoscere subito il presente, l’imperfetto, il participio passato, il passato remoto, il passato prossimo, il trapassato prossimo, il congiuntivo imperfetto, il futuro semplice, il condizionale presente, ecc… Bisogna anche essere in grado di capire la differenza tra il modo indicativo e il modo congiuntivo.

Tra le frasi «Penso che sia tardi» e «Penso che è tardi», qual è quella che è scritta nella maniera corretta? Ovviamente la risposta giusta è la prima, ma l’utilizzo del congiuntivo presente con i verbi di opinione non è un concetto semplice da capire per un bambino delle elementari (e non solo!).

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il metodo più efficace per tenersi in allenamento è leggere molti libri. Praticare la lettura dalla più tenera età permette di memorizzare molti vocaboli e previene i cattivi risultati scolastici. La lettura aiuta a sviluppare il linguaggio e a comunicare a tutti i livelli, non soltanto quando si parla di grammatica e ortografia.

La lettura aiuta a sviluppare il linguaggio e a comunicare a tutti i livelli. Far amare la lettura fin da piccoli: il modo migliore per insegnare a scrivere!

L’importante è che il bambino sia coinvolto, quando è possibile farlo, nella scelta del testo da leggere.

L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati.

Teniamo a mente questo pensiero di Gianni Rodari, uno che di bambini e pedagogia se ne intende davvero!

Gli errori di ortografia più diffusi nei corsi di italiano delle elementari

I professori universitari italiani da anni denunciano un drastico calo nel livello di conoscenze ortografiche e grammaticali dei loro studenti, come testimonia una lettera collettiva indirizzata al governo e pubblicata su diversi quotidiani nel febbraio del 2017. La lettera ha messo in evidenza la preoccupante necessità di colmare le lacune sul piano ortografico, sintattico e grammaticale e sull’utilizzo di alcuni vocaboli, utilizzati in maniera inappropriata e spesso senza cognizione.

La necessità è tale che molti atenei hanno deciso di mettere in piedi corsi di recupero di italiano espressamente dedicati alle matricole: vi si approfondiscono grammatica e sintassi, cioè argomenti che dovrebbero essere consolidati da tempo, almeno dal primo anno di scuola media (se non prima).

Insomma, studenti che riescono a laurearsi in Ingegneria e Medicina ma che sarebbero bocciati all’esame di terza media… incredibile!

L'apprendimento in gruppo è essenziale per la crescita del bambino, anche dal punto di visto lessicale e grammaticale. «Oggi ha squola abbiamo fatto un detatto» o «Oggi a scuola abbiamo fatto un dettato»?

Eppure, un certo numero di errori può essere facilmente evitato se ci si pongono le buone domande durante un dettato ortografico, già in tenera età e se si trascrivono gli errori per non rifarli. Ecco una classifica degli errori più comuni che si possono rintracciare nell’utilizzo della grammatica italiana:

  • L’uso dell’«h» è uno degli errori più comuni degli italiani. La regole è però semplice: bisogna solo pensare che questa lettera muta serve per distinguere le forme presenti del verbo avere dalla preposizione « a », dalla congiunzione «o» e dalla parola «anno». Provare a esplicitare mentalmente la forma verbale può essere un metodo efficace per capire quando questa lettera è necessaria.
  • Fa, fa’ e fà: «fa» è la terza persona singolare del verbo fare e si usa anche per indicare il passato nelle formule come «5 anni fa». «Fa’» è invece la seconda persona singolare dell’imperativo dello stesso verbo, e serve quindi per dare un ordine. «Fà» con l’accento non esiste e non va quindi mai scritto.
  • «Un» o «Un’»: l’apostrofo si usa quando si verifica il fenomeno dell’elisione, ovvero quando si elimina la vocale finale di una parola. Nel caso dell’articolo indeterminativo, l’apostrofo va messo solo davanti a una parola femminile che inizia per vocale: scriviamo «un amico» ma «un’amica», «un’ape» ma «una mosca».
  • «Q», «qq» o «cq»: la regola di base è abbastanza semplice — se la «u» è seguita da una vocale si dovrà usare la «q» (es. «quadro»), quando invece la «u» è seguita da una consonante si scrive «cu» (es. Cucina). Ci sono però molte eccezioni: «scuola», «soqquadro», «vacuo», ecc… Queste parole vanno imparate a memoria… dopo che gli alunni le avranno incontrate varie volte, non potranno più sbagliarle! Inoltre alcune parole come «acqua» e i suoi derivati prendono la forma «cq».
  • Gli o le: su questo c’è tanta pigrizia e si finisce sempre con il dire “gli”. Ma attenzione: la lingua è così ricca che essere pigri non le rende giustizia. La forma corretta del complimento di termine, quando esso si riferisce a un nome femminile, è la seconda: «Oggi Marta aveva dimenticato la sua penna. Le ho quindi prestato la mia».
  • Espressioni come “non c’entra niente”, con “centra” spesso scritto attaccato. In questo caso le due espressioni hanno significati estremamente diversi!
  • Qual è: la spiegazione del perché non ci voglia l’apostrofo la lasciamo all’Accademia della Crusca! “L’esatta grafia di qual è non prevede l’apostrofo in quanto si tratta di un’apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante (qual buon vento vi porta?) e non di un’elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale (e l’apostrofo è il segno grafico che resta proprio nel caso dell’elisione)”. Siamo certi che questo dubbio abbia attanagliato tutti noi, almeno una volta nella vita.

    Alcuni dubbi grammaticali riguardano il plurale di parole che finiscono in -cia e -gia. La ciliegia: il frutto più amato finché non si tratta di scriverne il plurale!

  • I plurali irregolari e di parole che finiscono in -cia e -gia: es. “provincia” diventa “province” ma “sudicia” diventa “sudicie”… alcune forme plurali si imparano di fatto grazie alla consuetudine. Più si usano e si vedono scritte, meno ci sarà la possibilità di cadere nell’errore.

Numerosi altri esempi di errori di ortografia comuni si possono rintracciare su internet e nei corsi di italiano che sono disponibili online.

A volte è bene fare un lavoro a ritroso e partire dagli errori per poter poi fare progressi: potrete quindi scriverli su un quaderno per impararli e non sbagliarvi più.

Ma, dettato ortografico a parte, sapete come migliorare il proprio vocabolario alla scuola elementare? E dove trovare dei corsi di italiano per principianti?

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