Quando si pensa alla Sicilia, sono tante le immagini che vengono in mente: le meraviglie dell'arte barocca nelle chiese e nei musei di Palermo, il mare cristallino delle isole Eolie, l'ombra dell'Etna che domina il paesaggio nel catanese e, senza ombra di dubbio, la ricchezza e la qualità della cucina siciliana, famosa in tutto il mondo per le sue delizie.

La pasta alla norma, gli/le arancini/e (che cambiano genere a seconda della provincia!) e i cannoli sono solo alcuni dei piatti della tradizione siciliana che hanno conquistato i palati di turisti provenienti dai quattro angoli del globo!

Ma un altro dei piatti che fa subito pensare alla Sicilia e alle sue calde giornate estive è la caponata! Un tempo considerata una portata principale, oggi fa parte dei contorni che accompagnano i secondi. Scopri insieme a noi i segreti dell'origine di questa gustosa pietanza, impara a prepararla grazie alla nostra ricetta ed esplora l'isola più grande del Mediterraneo attraverso le sue numerose varianti! Pronto/a? Si parte!

La storia della caponata

Il fatto che non si conosca con esattezza l'origine della caponata non rende il piatto meno gustoso, anzi!
Secondo alcuni, il nome della caponata deriverebbe da un tipo di pesce: il celebre piatto siciliano troverebbe quindi origine nel mare!

Partiamo col dire che la reale origine del piatto è tutt'oggi sconosciuta, perché purtroppo sono poche le testimonianze storiche nel campo della cucina. Esistono tuttavia diverse ipotesi su come sia nata la caponata, due delle quali sembrano abbastanza convincenti.

La prima sostiene che il nome "caponata" derivi da "capone", antico nome del pesce che oggi chiamiamo lampuga, che veniva servito sulla tavola delle famiglie benestanti accompagnato da una salsa agrodolce. La classe popolare, non potendosi permettere il costoso pesce, l'avrebbe in seguito sostituito con le più accessibili melanzane, dando vita alla caponata che conosciamo oggi. Questa ipotesi sarebbe sostenuta dal fatto che, già nell'Ottocento, il celebre cuoco napoletano Ippolito Cavalcanti inseriva la "caponata con verdure" nel suo ricettario: si trattava in effetti di un pasto a base di pesce, servito con ortaggi e pane bagnato con aceto, olio, sale e zucchero.

La seconda ipotesi che vogliamo prendere in considerazione teorizza invece che la parola derivi da "caupone", termine che veniva usato per indicare le taverne frequentate dai marinai. Il piatto a base di melanzane e altri ingredienti semplici sarebbe quindi stato servito per riempire le pance degli uomini di mare che passavano dalla Sicilia.

Insomma, non ci è dato sapere esattamente come sia nato il nome della caponata, né chi abbia inventato la ricetta. Quello che però sappiamo e che questa pietanza si è conquistata un posto d'onore nel pantheon della cucina siciliana, al punto di essere inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole e alimentari.

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Ricetta della caponata siciliana

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Le melanzane sono un ingrediente chiave della cucina siciliana!

Trattandosi di un piatto presente da molto tempo in Sicilia, ogni città ne ha sviluppato una propria versione (leggi: ogni famiglia ha la propria ricetta!).

In questo articolo, vogliamo proporti la ricetta più classica della caponata di melanzane, ma sei ovviamente libero/a di modificarla a tuo piacimento (facendo comunque attenzione a che tutti gli ingredienti si abbinino bene tra loro).

Ingredienti:

Melanzane 1 kg
Sedano 400 g
Cipolle 250 g
Pomodori ramati 200 g
Olive verdi da denocciolare 200 g
Capperi sotto sale dissalati 50 g
Pinoli 50 g
Zucchero 60 g
Aceto di vino bianco 60 g
Basilico q.b.
Concentrato di pomodoro 40 g
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale fino q.b.

Ecco il procedimento più facile da seguire per cucinare la caponata:

  1. Per prima cosa, devi mondare la cipolla e tagliarla finemente.
  2. Spunta poi il sedano e taglialo a rondelle di ugual misura.
  3. Prendi metà delle olive e privale del nocciolo.
  4. Lava e asciuga le melanzane, poi tagliale a cubetti di circa 2cm e mezzo di lato.
  5. Fai la stessa cosa con i pomodori.
  6. In una pentola che avrai fatto riscaldare, tosta i pinoli per qualche minuto, fino a che non li vedrai dorati (attento/a a non farli bruciare!).
  7. Fai riscaldare un po' d'olio d'oliva in un tegame, e buttaci dentro le melanzane poco a poco, lasciandole friggere per un po' di minuti. Quando saranno dorate, ritirale dall'olio e mettile su un piatto con della carta assorbente al fine di eliminare l'olio in eccesso. Per ora, mettile da parte.
  8. In un altro ampio tegame o una padella con le pareti alte versa un po' d'olio d'oliva, fallo scaldare e poi aggiungi la cipolla, facendola soffriggere per un po' prima di aggiunger il sedano. Lascia rosolare anche quest'ultimo, poi aggiungi le olive senza nocciolo, i pinoli tostati, i capperi e i pomodori. Fai tostare per qualche istante, poi copri e cuoci a fiamma dolce per un quarto d'ora abbondante.
  9. Approfitta dei minuti di attesa per preparare la salsa agrodolce: mescola l'aceto, il concentrato di pomodoro e lo zucchero con un cucchiaino. Al termine della cottura, versa la salsa nel tegame.
  10. Alza la fiamma e mescola fino a che non sentirai più il forte odore d'aceto, spegni la fiamma, aggiungi le melanzane fritte e il basilico.
  11. Trasferisci il tutto in una pirofila e lascia riposare. Una volta che si sarà raffreddata, mettila in frigo: la caponata va consumata fredda, e più a si lascia riposare, più i sapori risaltano! Ti consigliamo addirittura di consumarla il giorno dopo averla preparata, sarà ancora più buona!

Adesso sai come preparare una caponata classica per stupire i tuoi amici e la tua famiglia! Ti servono altre idea per una cena coi fiocchi? Perché non prepari anche un risotto alla zucca?

Le varianti della caponata siciliana

La cucina siciliana è apprezzata in tutto il mondo!
Da Ballarò a Fera 'o Luni, la Sicilia pullula di mercati in cui acquistare gli ingredienti per le proprie ricette!

Sebbene la versione palermitana sia considerata la più canonica, esistono varianti della caponata in tutte le principali città siciliane. Facciamo un viaggio per la regione per scoprire cosa cambia tra la versione cucinata a Palermo, quella di Agrigento, di Trapani, di Catania e di Messina!

La versione palermitana

Si tratta della versione più "canonica" di questa ricetta, quella che ti abbiamo proposto qui sopra. In realtà, nessuna ricetta prevale sulle altre, ma la caponata palermitana è diventata celebre in tutto il mondo perché esportata prima delle altre. Già verso la fine del XIX secolo si iniziò infatti a inscatolarla e venderla anche nel resto d'Italia e all'estero.

Inoltre, nel palermitano è molto diffusa anche la caponata di pesce spada, in cui dei dadini di pesce vengono fritti e aggiunti alla ricetta. Questo fatto sembra in parte confermare l'ipotesi che inizialmente la caponata fosse un piatto a base di pesce, e che fu la tradizione popolare a trasformarlo, rendendo le melanzane l'ingrediente principale.

La versione agrigentina

Ad Agrigento, la caponata viene preparata con melanzane, peperoni arramascati (meglio conosciuti come friggitelli), pomodoro, cipolla bianca o rossa, sedano, olive verdi, olive nere, capperi, aceto, miele, zucchero, aglio, olio e peperoncino basilico pinoli o mandorle — ingrediente locale — e uvetta secca.

In alcune provincie, si trovano anche delle varianti più eccentriche, come quella che sostituisce le melanzane coi carciofi, o alcune che inseriscono addirittura nella caponata albicocche e pere! Insomma, la caponata è senza dubbio uno dei contorni più mutevoli di sempre, e non esiste un solo modo di cucinarla bene, ma tante varianti, tutte gustose!

La versione trapanese

Eccoci giunti nella provincia di Trapani. Qui, la maggiore differenza con la caponata palermitana è l'aggiunta di mandorle tostate, che danno al piatto un sapore unico!

La caponata di melanzane è un ottimo piatto da proporre a una cena con amici e parenti!
In un'epoca in cui siamo tutti sempre di corsa, ritrovare il tempo e il piacere di cucinare assieme è un piacere che non andrebbe trascurato!

La versione catanese

Anche la versione preparata nella provincia di Catania è abbastanza simile a quella palermitana. Esiste però una variante conosciuta come caponatina, pensata per essere conservata più a lungo. Viene preparata con melanzane, pomodori pelati, peperoni, patate, cipolle, aglio, olio, sale, pepe, caciocavallo ragusano a pezzetti e vino bianco. Talvolta nella caponatina gli ingredienti sono cotti al forno, e non fritti come nella ricetta originale.

La versione messinese

A Messina non si utilizza la passata, ma i pomodori pelati. Non essendoci quindi il sugo di pomodoro, i gusti dei singoli ortaggi risaltano maggiormente rispetto alla versione palermitana.

La caponata napoletana

Usciamo un attimo dai confini regionali per recarci a Napoli, dove esiste una ricetta conosciuta con il nome di "caponata", che però differisce molto dalle versioni siciliane viste finora. In effetti, la caponata napoletana non si prepara con le melanzane, ma con i taralli bagnati (o friselle), conditi con pomodoro fresco, aglio, olio, origano e basilico, e talvolta anche acciughe, olive ed altri ingredienti.

Insomma, l'avrai capito: la caponata è una ricetta perfettamente personalizzabile, e adatta per accompagnare secondi piatti di carne, pesce o vegetariani. Fa parte delle ricette facili della cucina siciliana, e, sebbene di voglia qualche decina di minuti per prepararla, non è difficile cucinarla bene (non possiamo dire che sia facile quanto bere un bicchier d'acqua, ma ci sono ricette ben più complesse!).

Se senti di aver bisogno di ulteriori consigli per stupire i tuoi amici e parenti con una caponata dal gusto pronunciato e irresistibile, puoi sempre contattare uno dei/delle nostri/e insegnanti di cucina, che saprà darti i migliori consigli per diventare un/una mago/a della padella!

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.