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Rivoluzioni linguistiche e autori francesi

Di Francesca, pubblicato il 05/08/2017 Blog > Lingue straniere > Francese > L’influenza degli Scrittori sulla Lingua Francese!

“La mia patria è la lingua francese”, affermò Albert Camus, la cui vocazione letteraria derivava da un insegnante della scuola pubblica.

Il francese gode di una grande immagine a livello internazionale, essendo la lingua privilegiata dal linguaggio diplomatico, almeno a partire dal Trattato di Westfalia del 1648.

È una lingua bellissima, ma considerata così difficile!

Ma cos’era nei secoli passati?

Ti proponiamo una breve passeggiata attraverso i secoli, per godere di tutte le sfumature che i nostri grandi letterati sono stati in grado di donare alla lingua francese!

O quando la cultura influenza la lingua di Molière

Arricchisci il tuo francese con gli scrittori umanisti

Il Rinascimento, che segna per convenzione la fine del Medioevo, coinvolge sia l’Italia che i Paesi Bassi della Borgogna.

Arriva in Francia nella prima metà del XVI secolo, alimentando il movimento umanistico nazionale.

Se gli studi etimologici e la conoscenza della letteratura greca antica e del latino letterario sono tornati in auge, le grandi menti hanno cominciato a scrivere sempre di più in lingua volgare.

Partecipa a un soggiorno linguistico per imparare il francese! L’immersione è la regola d’oro per imparare l’inglese!

François Rabelais reinventa il romanzo sotto il regno di Francesco I, pubblicando Pantagruel e Gargantua.

Questo umanista pieno di verve e di spirito maneggia la penna con molta libertà, avendo il coraggio di prendere in giro tutto e tutti, con valanghe di vocaboli e i sinonimi più golosi!

Si tratta di una vera e propria rivoluzione spirituale, attuata con l’aiuto del francese medio!

La sua aura mise in ombra anche molti autori che ebbero comunque successo in quel tempo: il Guascone Guillaume du Bartas, Étienne Pasquier (un po’ anti-umanista), Maurice Scève…

Gli altri due giganti del secolo delle guerre di religione sono stati Michel de Montaigne e Etienne de La Boétie, due amici inseparabili.

Se il secondo è noto per il suo Discours de la servitude volontaire, il primo ha dominato il pensiero moderno con i suoi Essais.

Da buon magistrato di Bordeaux, raddoppia la ricerca storica, filosofica, letteraria e scientifica.

Si rivolge a tutti i temi che potrebbero riguardare l’attività umana. Questo rappresenta un must nei programmi scolastici.

Nel frattempo, la poesia francese del XVI secolo rimane ancora dominata dalle ispirazioni italiane: la maggior parte dei seguaci si ispira al Canzoniere di Petrarca.

Joachim du Bellay marca il pregio del francese con la sua Défense et illustration de la langue française.

Dimostra ulteriormente le sue bellezze nascoste in Les regrets, dove le odi raddoppiano la loro inventiva.

Pierre de Ronsard mette in rima le rose e canta il San Bartolomeo in nome del potere reale: gli artisti cominciano a mettersi sotto la sua protezione.

In breve, in concomitanza con l’editto di Villers Cotterets, il secolo degli umanisti assiste alla ritirata definitiva del latino scolastico a favore delle lingue vernacolari, con una grande varietà di accenti, ortografia e dispositivi letterari.

Prendere lezioni di francese e letteratura del XVII secolo

Dopo la sintassi talvolta anarchica e linguaggio vorticoso degli umanisti, il Grande Secolo assiste alla codificazione del francese.

Un buon insegnante potrà introdurti a questa magnifica prosa in occasione di una lezione privata o di alcuni corsi di francese a domicilio.

L’Accademia di Francia è stata creata nel 1635 su iniziativa del Cardinale Richelieu, con l’obiettivo di produrre un dizionario e una grammatica.

Si trattava di “dégasconner” la lingua francese, affrontando le particolarità dell’Aquitania e l’eccessiva influenza di Rabelais e Montaigne, che si erano presi grandi libertà scritturali.

La versificazione è debitamente codificata da Malherbe, mentre gli studenti in Francia sentono ancora parlare del “linguaggio di Vaugelas” al liceo.

Una frase di Boileau concretizza queste intenzioni: “Ciò che è concepito bene si afferma chiaramente”.

Il francese del diciassettesimo secolo è così bello che meriterebbe docenti specializzati!

I temi antichi sono più presenti che mai, come testimoniano le tragedie di Racine. Il suo verso è senza dubbio il più puro della storia letteraria nazionale, le sue alessandrine si avvicinano alla perfezione.

Al contrario, la commedia assiste alle messe in scena ritmiche e potenti di Molière.

Impara a padroneggiare la tua lingua madre! La padronanza della propria lingua in una conversazione è un bisogno culturale!

I racconti sono in voga, con Charles Perrault che ottiene i favori del Re Sole. Le Favole di La Fontaine completano il quadro.

Oltre ai temi tratti dall’antichità, si attinge volentieri dai tratti caratteristici dei popoli vicini. Le Cid di Pierre Corneille riscuote un grande successo sotto il regno di Luigi XIII, anche se durante il periodo della guerra contro la Spagna!

Tra barocco, classicismo e preziosità, gli autori sono molti e si frequentano a vicenda grazie agli eventi di corte.

Studiare questi grandi movimenti letterari con un insegnante di francese o semplicemente per se stessi è un’idea mettere in pratica per migliorare la propria cultura generale.

Madame de Lafayette onora il romanzo con La Princesse de Clèves, mentre La Rochefoucauld si distingue per le sue Maximes.

La filosofia approfitta della purificazione del linguaggio, dando vita a grandi pensatori, tra i quali possiamo contare Pascal e Descartes.

Gli oratori – come Bossuet, Bourdaloue e Flechier – incantano le orecchie dei loro ascoltatori, mentre Fenelon si rivolge già alle opere utopiche che annunciano i filosofi dell’Illuminismo.

Quale avvocato non sognerebbe di avere la stessa arte della retorica! Ma sai che queste cose si imparano?

Gli insegnanti di arte oratoria sono rari, ma si trova di tutto su Superprof!

Théophraste Renaudot lancia con successo il genere giornalistico, creando La Gazette (de France) nel 1631.

Infine, i memorialisti si prendono una maggiore libertà, scrivendo in un primo momento soltanto per se stessi. Da qui la splendida natura delle Memoires del duca di Saint-Simon, o gli scritti storici del cardinale di Retz.

Anche le lettere possono esservi associate, anche se avranno più successo nel secolo successivo.

Seguendo corsi di cinema, potrai anche analizzare l’impatto della 7a arte sulla lingua francese.

L’Illuminismo: la svolta della lingua francese

Dopo il rigore del francese dell’epoca di Luigi XIV, il regno di Luigi XV segna il ritorno della libertà di scrittura.

Vengono privilegiati lo “spirito” e il significato della formula; con Rabelais si giunge all’umorismo, mentre la letteratura approda nei territori del lavoro enciclopedico.

Il genere epistolare è molto apprezzato, anche quando le lettere sono di fantasia: La Nouvelle Héloïse di Rousseau, le Lettres persanes di Montesquieu o le Liaisons dangereuses di Laclos.

Gli Illuministi dominano ampiamente quest’epoca. Voltaire fa parte di questi talentuosi scrittori che affrontano tutte le discipline, tra cui la storia, il teatro, la poesia e la narrazione.

Bisogna esercitarsi continuamente per migliorare il proprio francese! Per sviluppare le proprie competenze, è necessario un esercizio continuo!

Il racconto filosofico raggiunge l’apice con Diderot, mentre Beaumarchais compone pièce teatrali dal significato politico innegabile.

L’attrazione per l’Inghilterra è molto visibile nel pensiero di Montesquieu, che introduce al parlamentarismo e alla separazione dei poteri nel suo Esprit des lois (1748).

I trattati filosofici si avvicinano a volte più alla letteratura che al rigore morale.

Ad esempio, Rousseau prefigura il romanticismo e brandisce un linguaggio più piacevole, mentre l’Encyclopédie non lesina sui metodi controversi.

L’autobiografia conosce un momento di rinascita con Les Confessions, una sorta di riaffermazione del sé e dell’individuo che prepara al liberalismo individualista dell’era contemporanea.

Il XVIII secolo è quello dell’emancipazione delle coscienze e delle menti, e di conseguenza delle penne. I discorsi della Rivoluzione Francese, a volte terribili (vedi Saint-Just, Mirabeau, Danton e Robespierre), rientrano ancora all’interno di questa dinamica.

Migliorare in francese grazie ai realisti e ai romantici

Dopo gli orrori del Terrore, le arti iniziano a ricostruirsi.

Con l’Impero e la Restaurazione, autori come Maistre, Chateaubriand e Lammenais conducono la lingua al suo apice.

Con l’istruzione che inizia a riguardare un numero sempre maggiore di persone, la letteratura si democratizza e gli scrittori abbondano. Gli studenti di oggi ne sono gli eredi.

Il XIX secolo è segnato da uno spleen che riguarda anche la linguistica.

Due correnti principali lo dominano: il romanticismo e il realismo.

Non è sempre facile distinguere tra i due, dal momento che il prolifico scrittore accademico Honoré de Balzac si considerava lui stesso come un autentico romantico!

Nel complesso, gli autori romantici danno ampio spazio ai sentimenti e alle emozioni. Utilizzano i campi semantici relativi ai cinque sensi.

Stiamo parlando di autori come Stendhal, Dumas e Lamartine – che a volte si occupano anche di politica.

Fai un test per verificare il tuo livello di conoscenza del francese! È necessario un test di verifica della pronuncia e della conoscenza per imparare una lingua straniera!

Victor Hugo, che attraversa quest’epoca, realizza la déclaration des droits du laid dopo la battaglia di Hernani (1830). Anche il rospo trova posto ne Les Contemplations!

Si rispolvera l’araldica medievale con Notre-Dame de Paris o Aloysius Bertrand. Il tutto ruota spesso intorno alla malinconia: si tratta dei romantici neri come Nerval, Musset…

Anche Baudelaire e Rimbaud si inseriscono in questo filone di malessere, che rappresenta un’opportunità per creare nuove parole ed espressioni. L’inventiva brilla come mai prima d’ora!

Verso la fine del secolo, il realismo opera principalmente sul fronte del romanzo. I suoi due grandi esponenti sono Flaubert e Maupassant, senza dimenticare Zola per la sua variante naturalistica.

Scopri anche come la musica ha trasformato la lingua francese

L’evoluzione del francese nel XX e XXI secolo

Il ventesimo secolo, dilaniato dalle Guerre Mondiali, nasce nel realismo classico, con Maurice Barres, Paul Bourget e Anatole France.

Gradualmente, con il futurismo, il dadaismo e il surrealismo, la letteratura subisce l’attacco della destrutturazione. Si iniziano a ignorare tutte le regole.

Tra Paul Valéry e Paul Claudel, la poesia perde la vera metrica.

Anche il teatro incontra queste tendenze con l'”assurdo” di Artaud e Camus.

Il romanzo guadagna libertà con capolavori di un genere unico: La Recherche di Proust e le opere sulfuree di Céline (un linguaggio inimitabile!).

Anche le oscenità possono trovare spazio nella letteratura più pura.

Nella seconda metà del secolo, l’originalità sembra diminuire e l’ispirazione venir meno.

Il francese si caratterizza quindi per una maggiore permeabilità nei confronti delle lingue straniere, a cominciare dall’inglese.

Il XXI secolo conferma questa tendenza per l’elasticità e l’assenza di qualsiasi punto di riferimento, mentre lo Stato effettua alcune modifiche alle regole ortografiche e i più famosi romanzieri si prodigano in modernissime scelte stilistiche.

E gli insegnanti si strappano i capelli di fronte a compiti colmi di “linguaggio degli SMS”!

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