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Insegnanti e corsi privati: come mettersi in regola con il fisco

Di Catia, pubblicato il 16/10/2017 Blog > Lezioni private > Ripetizioni > Come si Dichiarano i Proventi delle Ripetizioni?

Stai pensando di lanciarti nell’attività di aiuto compiti? Vuoi sapere tutto sulle ripetizioni online e a domicilio?

E’ un’attività particolarmente richiesta, sia che tu lo faccia per un organismo che si occupa di aiuto compiti sia che tu dia privatamente dei corsi di lingua straniera, storia, geografia, matematica, fisica ecc.

E’ l’ideale se ami trasmettere delle conoscenze a persone di ogni età che hanno voglia d’imparare, perfezionarsi in una materia specifica e investire nel loro successo scolastico senza passare per gli enti specializzati nei corsi di recupero o in aggiunta al sistema scolastico e universitario.

Per prima cosa, ti dovresti informare sugli obblighi fiscali legati alle ripetizioni, ai corsi privati a domicilio (cerco ripetizioni roma) e all’aiuto compiti.

Le lezioni private possono essere una buona fonte di reddito per un insegnante, soprattutto se lo studente che segue ha delle insufficienze a scuola o deve prepararsi agli esami.

Se ai genitori emetti una regolare fattura o ricevuta, saranno anche più motivati a contattarti per fare in modo che il proprio figlio recuperi le materie scolastiche durante l’estate o per tutto l’anno scolastico.

Le vacanze scolastiche possono essere il momento giusto per cominciare il sostegno scolastico a domicilio.

In effetti, è un periodo di calma e ci si può lanciare in un corso intensivo per perfezionare le proprie conoscenze e rivedere le nozioni acquisite (ripetizioni milano).

Di fronte ai progressi, lo studente sarà sempre più motivato e tu potrai vedere con soddisfazione che la tua metodologia porta dei frutti.

Come si dichiarano i redditi da lezioni private online e a domicilio? Vediamolo insieme.

Dichiarazione dei redditi per un insegnante dipendente

Primo caso: lavori come insegnante con un contratto di lavoro subordinato per un ente di formazione, sostegno scolastico o per una scuola di lingue.

Se lavori per un ente di formazione come dipendente significa che:

  • svolgi la tua attività nei locali dell’ente
  • usi il materiale che ti viene fornito
  • osservi gli orari di lavoro che ti indicano
  • organizzi il tuo lavoro in base alle direttive dei tuoi superiori

Scopri subito quali sono gli enti di formazione che pagano meglio!

Se sei un lavoratore salariato, dichiari le tasse come qualunque lavoratore dipendente in Italia.

I lavoratori dipendenti si vedono detrarre i contributi previdenziali direttamente dalla busta paga. Se lavori come insegnante salariato non devi fare mille calcoli per le tasse!

Le spese di previdenza sociale ti vengono detratte direttamente dalla busta paga. Si tratta della cifra che ogni mese il tuo datore di lavoro versa all’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, e che coprono:

  • pensione
  • malattia
  • maternità
  • disoccupazione

Una parte viene anche versata all’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e, appunto, ti copre se ti dovessi far male sul posto di lavoro.

Per i contributi assistenziali e previdenziali, quindi, non devi fare proprio nulla quando lavori con un contratto di lavoro come dipendente.

L’unica cosa che dovresti fare è conservare tutte le buste paga, il documento che ogni mese attesta il pagamento dello stipendio con le detrazioni.

Non sarebbe male controllare periodicamente, anche tramite il sito dell’INPS, se la società o ente per cui lavori effettivamente ti versa i contributi.

Non si sa mai!

La dichiarazione dei redditi, invece spetta a te. Si tratta di pagare l’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che in realtà già ti viene detratto in busta paga.

A fine anno però, porti le spese che hai sostenuto, eventuali figli a carico e se necessario, lo stato ti rimborsa parte di quanto hai versato.

Ogni anno il tuo datore di lavoro è obbligato a darti il CUD, un documento di sintesi di tutte le tue buste paga, dei contributi versati e altre informazioni personali.

Se hai più di un datore di lavoro avrai più CUD.

Per la dichiarazione dei redditi puoi affidarti al CAF, centro di assistenza fiscale, più vicino a casa tua, oppure fare da solo con il modello 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.

Se oltre al contratto come dipendente hai anche altre fonte di reddito, da lavoro autonomo, per esempio, puoi usare il modello Redditi Persone Fisiche, che ha sostituito il vecchio modello Unico.

Ricordati di tenere da parte tutte le spese che puoi detrarre dalle tasse:

  • spese sanitarie
  • mense scolastiche per bambini
  • attività sportive
  • tasse universitarie

Ricordati anche di dichiarare il tuo patrimonio mobiliare e immobiliare!

Chiedi maggiori informazioni al tuo consulente fiscale di fiducia! Ti saprà dare indicazioni precise!

Scopri subito se è più proficuo lavorare per un ente di formazione o in piena autonomia!

Dare lezioni come lavoratore autonomo

Molti enti di formazione hanno una base di insegnanti e formatori fissi, che hanno un contratto come dipendenti, e alcuni professionisti o lavoratori autonomi con cui collaborano.

E' facile mettere in regola il lavoro occasionale di aiuto compiti. Se ogni tanto aiuti i bambini con i compiti, puoi lavorare come autonomo!

Sei un lavoratore autonomo se hai trovato una scuola di lingue o un ente di formazione con cui fai lezioni senza essere subordinato, oppure lavori presso una famiglia dando ripetizioni ai bambini.

Puoi svolgere la tua attività di lavoratore autonomo in maniera occasionale o continuativa.

Questi sono gli strumenti da conoscere:

  • ricevuta non fiscale con ritenuta d’acconto
  • i nuovi voucher
  • contratto di collaborazione continuativa

Emettere una ricevuta con ritenuta d’acconto

Se la tua prestazione è di natura occasionale, e non superi il tetto dei 5.000€ l’anno, puoi lavorare senza aprirti la partita IVA. La natura occasionale del rapporto vuol dire che non svolgi l’attività di insegnante privato con continuità.

Magari aiuti solo qualche studente prima degli esami, con un ripasso intensivo. Forse hai anche un altro lavoro e, di tanto in tanto, tieni qualche corso presso un ente di formazione.

La ricevuta d’acconto la puoi scrivere tu stesso, devi solo indicare l’importo, il tipo di prestazione e metterci una marca da bollo da 2€ se il tuo compenso supera 77.47€.

Attenzione! La ritenuta d’acconto va applicata solo alle società, ai professionisti e agli enti! Quel 20% che loro trattengono lo verseranno allo stato al posto tuo, in questo senso sono sostituti d’imposta.

Un privato non può farti da sostituto d’imposta, per questo se emetti una ricevuta ai genitori dei tuoi studenti non si applica la ritenuta d’acconto!

Incassare i nuovi voucher per la prestazione occasionale

Per lavorare solo con i privati puoi usare il libretto famiglia. I sostituti dei vecchi voucher danno alle famiglie la possibilità di prendere del lavoro occasionale e mettersi in regola con le tasse.

Puoi mettere in regola le ripetizioni attraverso il libretto famiglia che paga le prestazioni occasionali. Il libretto famiglia è il nuovo strumento per regolarizzare le lezioni a domicilio!

Sono stai pensati per piccoli lavori in casa tipo giardinaggio, riparazioni varie e…indovina? L’insegnamento privato supplementare!

Si tratta di un lavoro di tipo occasionale, altrimenti, se lo fai in modo stabile e professionale devi aprire la partita IVA.

Per le imprese con meno di 5 dipendenti e i liberi professionisti è possibile usare il contratto di prestazione occasionale, CPO. 

In entrambi i casi ci sono alcuni limiti da rispettare:

  • non si possono superare i 5.000€ l’anno
  • non si può ricevere più di 2.500€ dallo stesso committente
  • non si possono lavorare più di 280 ore in un anno solare
  • devi iscriverti alla gestione separata per avere pensione, malattia, ferie, riposo ecc.

La buona notizia è che anche il lavoratore occasionale ha diritto alle prestazioni sociali.

Un altro vantaggio è che questi proventi non sono tassati! Quindi non dovrai pagare l’IRPEF sul lavoro occasionale!

I buoni per le famiglie sono da 10€ lordi, ovvero 8€ netti togliendo i contributi e le spese di gestione per l’INPS.

Il Cpo prevede un pagamento orario minimo di 9€.

Lavorare con un contratto di lavoro come autonomo

Il  Jobs Act ha stabilito un nuovo modo di pensare la collaborazione tra una società e un lavoratore autonomo.

I contratti a progetto non esistono più, ma si possono fare solo contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Avere un co.co.co significa che, per esempio, svolgi un’attività di doposcuola per un’associazione in maniera autonoma e continuativa:

  • non sei un dipendente
  • non hai un vincolo di subordinazione
  • sei iscritto alla gestione separata dell’INPS

Il nuovo Jobas Act sui lavoratori autonomi e partite IVA prevede che se sei un lavoratore autonomo puoi finalmente avere:

  • la maternità, anche se continui a lavorare
  • la possibilità di trovare un sostituto per il periodo in cui non puoi lavorare
  • lo stesso trattamento dei dipendenti se svolgi le stesse mansioni

Per evitare abusi, e mascherare un finto rapporto di lavoro come dipendente sono stati introdotti i criteri di subordinazione.

Se è il tuo committente a decidere come, quando e dove devi lavorare in modo continuativo e se, in caso di tua assenza, non sei tu a mandare un sostituto, significa che sei un dipendente e quindi il co.co.co non è il contratto giusto per te!

Ricorda che sei un lavoratore subordinato e non autonomo se svolgi:

“Prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative ed organizzate dal committente rispetto al luogo e all’orario di lavoro.”

Per metterti in regola con il fisco dichiara quanto guadagno con il modello Redditi Persone Fisiche.

Prima di dichiarare le tue entrate, è importante sapere come fissare al meglio le tariffe delle lezioni private!

Dichiarazione dei redditi per un insegnante con partita IVA

Sei libero professionista se hai cominciato a intraprendere con regolarità l’attività di aiuto compiti e tieni corsi a domicilio e in azienda.

Puoi scegliere la partita IVA con il regime forfettario per dare lezioni private in modo continuativo e in piena regola. Se ti dedichi regolarmente all’insegnamento privato devi aprire la partita IVA!

Se hai uno statuto di insegnante privato (libero professionista) puoi aprire la partita IVA per due motivi:

  • svolgi la tua attività in maniera continuativa e professionale e quindi hai un obbligo per legge
  • vuoi essere davvero libero di gestire la tua attività, dall’orario di lavoro al pagamento delle tasse ecc, quindi per scelta

Per aprire la partita IVA per dare lezioni private devi andare all’Agenzia delle Entrate e scegliere il codice ATECO 85.5 che corrisponde ad altri servizi di istruzione che non rientrano nell’insegnamento scolastico.

Ti conviene scegliere un regime fiscale forfettario perché, se non superi i 30.000€ di reddito, paghi solo il 5% di IRPEF per i primi cinque anni di attività, poi passi al 15%, e sei esonerato dal versamento dell’IVA.

Iscrivendoti alla gestione separata versi tu stesso i contributi, pari al 25.72%.

Se oltre all’attività di libero professionista, versi i contributi pensionistici perché hai un altro lavoro come dipendente, i contributi sono il 24%.

Con il Jobs Act autonomi e partita IVA, il libero professionista ha acquisito più vantaggi. Per esempio, può partecipare ai bandi pubblici anche se non è titolare di un’impresa!

Se una scuola fa un bando per un servizio di aiuto compiti anche tu puoi partecipare con la semplice partita IVA.

Per espandere la tua attività e prendere delle persone a lavorare con te su pianta stabile, puoi diventare un imprenditore e aprire una ditta individuale o una società di persone.

Ricorda che ci sono  molte differenze tra un libero professionista e un imprenditore. Di base il libero professionista trova lavoro a se stesso, mentre l’imprenditore trova lavoro per sé e per gli altri accollandosi tutti i rischi.

Inoltre, gestire un’impresa individuale o collettiva significa avere più responsabilità come:

  • tenere una contabilità
  • versare l’IVA  periodicamente
  • pagare le tasse anche se ancora non sei stato pagato dai clienti

Diciamo che è uno step che fanno solo gli insegnanti privati che hanno capacità di gestione e, soprattutto, hanno talmente tanto lavoro da avere bisogno di prendere collaboratori o creare il proprio ente di formazione.

Per dichiarare i redditi puoi chiedere aiuto a un commercialista e compilare il modello Redditi Persone Fisiche.

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