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Come esercitare la propria attività di accompagnamento scolastico?

Di Catia, pubblicato il 23/10/2017 Blog > Lezioni private > Ripetizioni > Quale Status Scegliere per Dare Lezioni Private?

Hai sempre sognato di diventare un insegnante, ma non sei pronto per la Scuola Pubblica e per lo status di funzionario? In effetti, per alcuni, il semplice fatto di trovarsi di fronte a una classe di studenti irrequieti non è proprio un incentivo.

Se anche tu sei uno di questi, hai mai pensato di dare delle lezioni a domicilio in qualità di insegnante privato? Ti potrai occupare di studenti che hanno delle difficoltà a scuola e dovrai aiutarli a recuperare e perfezionare la materia del debito. E’ un compito tanto difficile quanto appassionante, dal punto di vista personale e professionale.

Per poter essere efficace, devi scegliere la forma giuridica che ti permetta di lavorare con tranquillità e sapere tutto sul sostegno scolastico.

Allora qual è lo status più adatto a un insegnante che dà corsi a domicilio, ad esempio ripetizioni roma?

Insegnante privato come lavoratore autonomo

Il primo status giuridico da considerare è quello del lavoratore autonomo occasionale. Mettiamo che hai già un lavoro e che di tanto in tanto offri lezioni a studenti in difficoltà, magari in vista di un’interrogazione o di un esame.

Come fare per dare lezioni private e pagare le tasse? Sei pronto per scegliere lo status di insegnante?

Potresti avere sia contatti diretti con le famiglie dei tuoi allievi, oppure affidarti a un ente di formazione specializzato nelle ripetizioni scolastiche (scopri quale ente paga meglio), che fa da intermediario.

In entrambi i casi puoi sfruttare la normativa sul lavoro autonomo occasionale, art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, che ha creato due strumenti in sostituzione dei vecchi buoni lavoro:

In entrambi i casi ci sono delle regole da rispettare:

  • l’importo massimo del lavoro occasionale è 5.000€
  • non puoi superare 2.500€ per committente
  • deve essere lavoro saltuario e sporadico

Nel caso del libretto famiglia, bisogna registrarsi sul sito dell’INPS. I buoni da 10€ vengono acquistati dai genitori dei tuoi allievi, e quando ti vengono accreditati dall’INPS hai un netto di 8€ perché ti vengono tolte le spese previdenziali e il costo di gestione. La famiglia ha 30 giorni di tempo per comunicare all’INPS che l’operazione è stata eseguita.

Per quanto riguarda il CPO, il compenso minimo è di 9€ l’ora ma la paga giornaliera non può superare 36€. L’impresa deve comunicare l’arrivo del lavoratore almeno 1 ora prima dell’inizio dell’attività.

Il sistema dovrebbe essere snello perché con un SMS l’INPS ti comunica che il tuo datore di lavoro ha attivato la prestazione.

Insegnante come collaboratore autonomo o con Partita IVA

Se la tua attività di insegnamento supplementare non è più occasionale, ma lavori in modo costante puoi scegliere se collaborare con un ente di formazione o un privato come lavoratore autonomo o come libero professionista.

Il lavoratore autonomo firma con l’ente con cui lavora un contratto di collaborazione continuativa che prevede:

  • Autonomia: decidi tu come e dove lavorare,
  • Prestazione personale: sei tu che svolgi le lezioni, in caso di assenza, sei tu a mandare un eventuale sostituto;
  • Continuità: a differenza del lavoro autonomo occasionale il rapporto di lavoro dura nel tempo.

Se al contrario, è l’ente di formazione che ti dice dove, come e quando lavorare significa che in realtà sei subordinato e in questo caso, dovresti avere un contratto da lavoratore dipendente.

Il lavoratore autonomo deve iscriversi alla gestione separata dell’INPS e pagare un’aliquota del 32% per i contributi più uno 0.72% per maternità, congedo parentale, assegni familiari, malattia.

I 2/3 dei contributi ti vengono versati dall’azienda, e il restante dovrai versarlo tu.

Segui la tua passione e dai le lezioni private in piena autonomia. Puoi lavorare nel settore dell’insegnamento supplementare come autonomo!

Puoi dare lezioni private anche con la partita IVA, e in questo caso sei un libero professionista senza cassa e devi iscriverti alla gestione separata per versarti da solo i contributi previdenziali.

Puoi chiedere informazioni a un consulente fiscale oppure aprirti una posizione da solo presso l’Agenzia delle Entrate.

Se non hai mai svolto questa attività, hai dei vantaggi come nuova partita IVA:

  • Non devi versare l’IVA, che è già un bel risparmio per i tuoi clienti, anche se non puoi dedurre le spese;
  • Paghi solo il 5% delle tasse sul reddito per i primi 5 anni, poi vai al 15% se adotti il regime forfettario;
  • Versi i contributi per il 25.72% dell’imponibile.

Per poter adottare il regime forfettario non puoi avere ricavi per più di 30.000€.

Se superi questa soglia, le tasse da pagare ricadono nel regime semplificato o ordinario, ma si parla di compensi molto alti!

Il Jobs Act autonomi e partita IVA ha introdotto più coperture per queste categorie di lavoratori autonomi dal congedo parentale alla possibilità per i liberi professionisti di partecipare a bandi pubblici.

Se sogni di ampliare il servizio di ripetizioni scolastiche, potresti partecipare ai bandi per le scuole nel tuo quartiere, cominciando a redigere i tuoi annunci ripetizioni!

Come libero professionista puoi anche avere dei collaboratori, basta che i loro compensi non superino i 5.000€.

Se trovi un ente di formazione che ti fa un contratto di collaborazione puoi cominciare a muovere i primi passi nel mondo delle lezioni private come lavoratore autonomo. Chissà che non trovi il lavoro della tua vita e passi poi a un contratto a tempo indeterminato.

Se lavorare per qualcuno proprio non ti attira e vuoi essere totalmente libero puoi sempre cominciare con la partita IVA con il regime forfettario.

Hai 5 anni di tempo per far volare la tua attività!

Esercita la professione creando una ditta individuale o in società

Pensiamo in grande! Diciamo che sei dotato di un certo spirito imprenditoriale e buone capacità di gestione.

Perché non espandi la tua attività?

Allarga gli orizzonti e il tuo giro di lezioni private, potresti perfino creare una società! Stai pensando di espandere l’attività di formatore privato?

Cominciamo con la costituzione di una società che richiede procedimenti più lunghi della semplice apertura della partita IVA.

Infatti, bisogna far intervenire un notaio, avere un capitale sociale minimo, redigere lo statuto e tenere i registri contabili.

E’ vero che esiste una forma di società, la Srl semplificata, che dovrebbe risolvere alcuni di questi problemi economici e amministrativi:

  • puoi aprire una Srl semplificata anche con 1€
  • puoi usare un atto costitutivo standard
  • il notaio controlla l’atto costitutivo senza chiedere un compenso e quindi risparmi sui costi di apertura
  • non paghi imposte di bollo e diritti di segreteria per iscriverti alla camera di commercio

Ci sono comunque dei costi da affrontare:

Il maggior vantaggio di una Srl è che in caso di debiti non rispondi con quello che possiedi personalmente, ma solo con il patrimonio della società.

Se preferisci lavorare da solo, invece che con dei soci, puoi aprire una ditta individuale.

In questo caso rispondi tu con il tuo patrimonio, ma puoi dirigere la tua impresa di formazione in totale libertà.

Esistono altre forme di società di persone, di capitali e cooperative…

Sia che tu apra una società o lavori come ditta individuale devi calcolare il pagamento di:

  • circa 3670€ di contributi fissi per i primi 15.450€ e poi una percentuale tra il 20.5-24.5%, a seconda del tipo di attività (artigiani, commercianti, ecc.);
  • l’IRI, l’imposta sul reddito d’impresa se scegli di tassare la tua impresa separatamente, e ammonta al 24% del reddito;
  • l’IRPEF, l’imposta progressiva che paghi tu come persona e va dal 23% al 43% dell’imponibile, in base al tuo reddito.

La materia non è semplice, ed è sempre meglio rivolgersi a un consulente fiscale per essere aggiornati sulle ultime norme in materia e avere una consulenza sul tipo di società da aprire.

La scelta dello status giuridico è molto importante perché influenza la scelta della tariffa per le tue lezioni.

Lavorare come insegnante privato per un ente di formazione

Per finire, puoi sempre dare lezioni private come lavoratore dipendente presso un organismo specializzato nel recupero delle materie scolastiche.

Ma quale ente di formazione paga meglio? E soprattutto, è meglio lavorare come dipendente di un organismo o come insegnante autonomo?

Puoi dare ripetizioni come dipendente per un ente che si occupa di doposcuola. Ti piacerebbe aiutare i bambini con i compiti come dipendente?

Se non vuoi essere autonomo e preferisci approfittare dei vantaggi del lavoro subordinato, perché non cercare un ente di formazione specializzato nelle ripetizioni scolastiche?

In genere, questi organismi sono sempre alla ricerca di studenti che hanno bisogno di un lavoro estivo o part time, di insegnanti in pensione che vogliono mantenersi attivi o di professionisti che vogliono  arrotondare lo stipendio.

Il vantaggio di questi organismi è che hanno già costruito un rapporto di fiducia con i propri clienti. Molti di questi, poi, sono associazioni che lavorano direttamente nelle scuole con un servizio di doposcuola.

Da una parte, non avrai bisogno di cercare i clienti. Dall’altra parte, però, è chiaro che il tuo compenso sarà più basso rispetto a quando lavori in maniera indipendente, visto che una parte della tariffa oraria pagata dallo studente viene trattenuta dall’organismo.

I corsi in gruppo poi, vengono pagati di più. Mentre, per una lezione individuale l’insegnante ha un compenso più basso. Informati sulla politica di prezzo dell’ente di formazione che ti interessa.

L’avrai capito: scegliere lo status giusto ti permette di esercitare la tua attività minimizzando i rischi. Devi concentrarti sulle tue prestazioni e dare ai tuoi studenti un servizio di qualità.

Non esitare a consultare un consulente fiscale per farti aiutare a scegliere lo status che fa per te. Una volta stabilito come esercitare l’attività di insegnamento supplementare dovrai occuparti solo della buona riuscita della tua attività sia che tu lo faccia come dipendente, come lavoratore autonomo o come imprenditore.

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