Dall'Antichità al Medioevo, il continente euroasiatico vide emergere sul suo territorio un gran numero di lingue regionali e dialetti diversi, un'evoluzione delle lingue derivante da importanti flussi migratori, contatti, scontri e colonizzazione tra i popoli.

L'Europa è infatti il ​​prodotto di un'evoluzione plurimillenaria, durante la quale molte popolazioni — a volte con origini lontane — hanno vissuto insieme o si sono scontrate l'una con l'altra, formando un substrato di culture derivante da civiltà e imperi che si sono succeduti e le cui eredità hanno dato vita a molte lingue diverse tra loro.

Un mappa delle lingue romanze in Europa
In questa mappa puoi vedere come sono distribuite le lingue romanze (o lingue neolatine) in Europa.

Milioni di persone nel vecchio continente ma non solo parlano ogni giorno lingue che sono l'evoluzione storica della lingua latina.

Il latino (lezioni di latino), inizialmente il dialetto parlato soltanto dal popolo del Lazio, si è affermato in tutta Europa come lingua ufficiale dell'Impero Romano.

Col passare dei secoli, vengono di fatto a crearsi almeno due forme della lingua latina: il latino classico — la lingua dell'amministrazione romana — e il latino volgare, ovvero quello parlato dal popolo nei diversi territori colonizzati.

Alla caduta dell'Impero Romano, la lingua latina era ormai diventata il linguaggio comune nella maggior parte dei territori conquistati. Sebbene si abbia tendenza a dire che il latino sia una lingua morta, la realtà è ben diversa: il latino non è mai morto, ma a seconda delle regioni si è evoluto al punto di diventare irriconoscibile. Così, le varie forme di latino volgare parlato nelle province precedentemente sotto il dominio romano formarono le cosiddette lingue romanze.

Sapresti citare altre lingue romanze?
Il francese, così come lo spagnolo, il portoghese, il romeno e ovviamente l'italiano, è una lingua derivata dal latino.

Chiamiamo "lingue romanze" tutte le lingue che si sono evolute dalla lingua latina, conservandone in buona parte le caratteristiche, ma modificando profondamente il proprio apparato fonologico, morfologico e sintattico rispetto alla lingua madre.

L'area geografica di influenza del latino è così grande che può essere suddivisa in due categorie: le lingue neolatine occidentali e le lingue neolatine orientali.

Se il latino ha dato vita a un'intera serie di lingue romanze — le lingue figlie — usate da più di un miliardo di persone in tutto il mondo, possiamo davvero considerare il latino come una lingua morta?

Ecco, dalla redazione di Superprof, una breve presentazione delle lingue derivanti ​​dalla lingua latina.

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Lingue provenienti dal latino: le lingue italiche

La lingua latina - la lingua franca di Roma - emerse nella regione del Lazio, per poi espandersi su un vasto territorio nel corso dei secoli con le conquiste dell'Impero Romano.

La civiltà romana decollò grazie alla sua capacità di assimilare e imitare le tecniche e le conoscenze delle altre province non latine della penisola italica, in particolare degli Etruschi.

L'italiano risente moltissimo dell'influenza latina!
C'è una grande somiglianza tra il latino e l'italiano!

Quando i Romani imposero il latino come lingua universale dell'impero, le lingue italiche erano numerose: osca, sannita, marsa, marrucina, vestina, sabina, dialetto equo, volsca, umbra, veneziana, sicula, ecc.

L'egemonia dell'impero di Roma provocò un processo di latinizzazione dell'intera penisola italica, poiché questi dialetti — vicini al latino — non furono più usati.

L'italiano appartiene al gruppo delle lingue italo-dalmate, e raggruppa tutti i dialetti italiani: piemontese, lombardo, genovese (o ligure), veneziano, istriano, toscano, romano, umbro, calabrese, siciliano, ecc.

Tutte le lingue italiche hanno radici greche ma soprattutto latine. Si tratta quindi di lingue romanze, parlate ancora oggi: essendoci stata una tardiva unificazione (1861), molti sistemi linguistici coesistono tuttora in Italia. Sebbene si abbia tendenza a chiamare questi sistemi "dialetti", va sottolineato che questa classificazione è più politica che linguistica (celebre è la frase del linguistica Max Weinreich "una lingua è un dialetto con un esercito e una marina). I dialetti sono in effetti sistemi linguistici completamente indipendenti dalla lingua standard, e possiedono una propria storia e una propria evoluzione.

Anziché parlare solo di una lingua italiana, sarebbe quindi meglio parlare di diverse lingue italiane.

Al nord, esistono dialetti vicini al francese e allo spagnolo, mentre i dialetti del sud hanno subito anche l'influenza dell'arabo (particolarmente presente nel dialetto siciliano) e del greco (tutt'oggi parlato in alcune comunità della Puglia).

Esiste inoltre una dicotomia delle lingue italiane basata su una linea immaginaria che separa le influenze linguistiche tra il mondo romano occidentale e il gruppo orientale delle lingue romanze: la linea La Spezia-Rimini.

Ciò corrisponde in realtà al massimo progresso che i Galli hanno compiuto nell'Italia settentrionale tra il V e il III secolo a.C. La linea distingue così la Gallia Cisalpina (al nord della Toscana) dal resto d'Italia prima della conquista romana della Pianura Padana.

Per la cronaca, ancora oggi, gli italiani del nord rivendicano una cultura molto diversa dagli italiani del sud, a tal punto che alcuni gruppi indipendentisti dell'Italia settentrionale desiderano separarsi dall'Italia meridionale.

A nord di questo confine, le lingue romanze italiche - il veneziano, il ladino, il romancio, il lombardo, il veneto e il ligure - sono quindi incluse nel gruppo occidentale delle lingue romanze, mentre al sud si troverà nel gruppo orientale il toscano (italiano standard), il napoletano e il siciliano.

A nord e a ovest di questa linea, le consonanti di certe parole latine sono cadute ma sono state mantenute nel sud e nell'est.

Come si dice
Come si dice "fuoco" in latino?

Ad esempio, la parola latina focum è diventata fuoco nell'italiano standard, foc in romeno, ma fuego in spagnolo e feu in francese: lo spazio orientale delle lingue romanze ha mantenuto il suono del latino classico.

Un'altra differenza è la formazione del plurale.

Nell'Italia settentrionale, il plurale nei dialetti deriva dal plurale accusativo del latino e spesso termina con la consonante "s" (come nella scrittura spagnola, portoghese o francese).

Nelle zone romaniche dell'est, il plurale termina con una vocale, come nei testi letterari latini. Inoltre, l'apparato fonetico è molto diverso tra i dialetti del nord e quelli del sud Italia.

Qual è l’origine della lingua latina?

Ogni lingua risente degli eventi storici del paese e quindi delle invasioni, più o meno violente, sul proprio territorio di altri conquistatori.
La lingua latina deriva dall’etrusco, dal fenicio e dal greco antico!

Le lingue in Europa sono prevalentemente delle lingue indo-europee, ossia delle lingue parlate dall’Europa all’India (dal Greco, al Sanscrito). Le lingue del gruppo indo-europeo sarebbero nate sulle rive del Volga, diversi millenni orsono.

Ma, pur avendo quasi tutte una stessa origine, le lingue europee differiscono tra loro. In effetti, troviamo lingue slave, lingue germaniche, lingue celtiche e lingue latine.

Le lingue latine usano l’alfabeto latino e seguono l’evoluzione del latino, la cui origine è etrusca. Gli Etruschi presero in prestito l’alfabeto greco. I Greci, per crearne uno, avevano dapprima utilizzato l’alfabeto fenicio, da cui poi trassero le proprie lettere.

All’inizio, il latino era solo una lingua italica fra tante altre parlate sulle rive del Tigri.

Il latino era, in origine, parlato nella regione del Latium e dell’Italia Centrale.

Roma esercitò un’influenza importante sul bacino mediterraneo durante l’Antichità ed ecco perché divenne una lingua di massa, che pose fine all’esistenza di altri dialetti. Le nostre lingue, oggi giorno, provengono in gran parte dal latino.

La lingua latina possiede:

  • 5 declinazioni e numerose desinenze,
  • 3 generi nei nomi e negli aggettivi, come il Greco e il Tedesco,
  • Un singolare e un plurale,
  • Nessun articolo,
  • 4 coniugazioni,
  • 1 forma passiva come nella lingua greca.

Il latino è una lingua inversiva: le parole si sistemano nella frase in base al valore e all’importanza, ma anche secondo le leggi dell’armonia (quando si scrive o si parla in versi o in prosa). La lingua latina era una lingua oratoria e veniva praticata molto nell’esercizio della giurisprudenza e del diritto e della politica.

Ovviamente, il popolo, gradualmente, si appropriò della lingua per trasformarla attraverso i secoli e dare vita alle lingue latine che oggi conosciamo e parliamo.

Ma tu sai come imparare il latino e le declinazioni?

Che cos’è una lingua romana?

Le invasioni romane in buona parte del continente europeo ne hanno determinato la fonologia della lingua. Allo stesso modo in cui le invasioni slave hanno influenzato le formazioni linguistiche dell’est Europa.
L’appartenenza fonologica dipende dall’origine occidentale o orientale della lingua!

Le differenti lingue romaniche sono lingue derivate dal latino volgare. Questo era parlato dal popolo – cosiddetto latino vernacolare – che lo usava per comunicare nella vita quotidiana.

Le lingue romaniche sono state parlate, o sono ancora parlate, entro un’area geografica designata col nome di Romania, il nord-est europeo dell’Antico Impero Romano. La parola Romania è una derivazione di romanus (romano). Di fatto, i locutori usavano una lingua derivata dal romano, in contrapposizione, ad esempio, alla lingua usata dalle popolazioni germaniche e parlata nelle zone del Nord della Francia.

L’evoluzione del latino volgare ha condotto alla nascita di diverse lingue.

Cronologicamente, esistevano varie forme di latino volgare tra il 200 e il 400. Poi, poco alla volta, le forme si differenziarono sempre più, tra il 500 ed il 600. Nell’813, esisteva una lingua romana ed i discorsi si tenevano in rusticam Romanam linguam, lingua romana rurale. Consultando un dizionario latino troverai, ancora oggi, qualche discorso pronunciato all’epoca.

Per finire, nell’842, un primo testo totalmente in lingua romana venne redatto, Siamo agli albori della futura lingua d’oïl.

Tutte le lingue romaniche presentano caratteristiche quali:

  • Origine delle parole derivanti dal latino volgare;
  • Vocaboli del latino volgare;
  • Sistema vocalico diverso dal latino (dittonghi, apofonie, sincopi);
  • Evoluzione consonantica verso una palatalizzazione rilevante;
  • Scomparsa del genere neutro (che persiste solo nel romeno oggi giorno);
  • Sistema verbale riorganizzato (scomparsa del futuro latino, creazione di ausiliari e del condizionale),
  • Sviluppo degli articoli, che non esistevano nella frase latina.

Le lingue romaniche sono esse stesse suddivise in due gruppi, secondo la linea Spezia-Rimini: lingue romaniche occidentali (gallo-romane, ibero-romane, occitano-romane, reto-romane) e lingue romaniche orientali (italo-romane, sarde, traco-romane, dalmate).

Leggi le nostre domande e le nostre risposte sul latino!

Le lingue neolatine

La somiglianza tra le lingue romane può essere messa in risalto attraverso alcuni esempi, che riportiamo nella tabella sottostante:

LatinoItalianoSpagnoloRomenoOccitanoPortogheseFrancese
ClaveChiaveLlaveCheieClauChaveClé
NocteNotteNocheNoapteNuèit/nuèchNoiteNuit
CantareCantareCantarCîntaCantarCantarChanter
CapraCapraCabraCapraCabraCabraChèvre
LinguaLinguaLenguaLimbǎLengaLinguaLangue
PlateaPiazzaPlazaPiaţǎPlaçaPraçaPlace
ClaveChiaveLlaveCheieClauChaveClé

Le differenze linguistiche si devono ai diversi avvenimenti storici che hanno interessato i diversi paesi. Ogni lingua ha «pescato» in altre lingue. Per esempio: il Francese ha preso molto da Arabo, Spagnolo e Italiano; lo Spagnolo ha fatto ricorso al Francese e all’Arabo; l’Italiano è stato influenzato dal Francese; il Rumeno ha preso dalla lingua della Dacia.

Per quanto le somiglianze tra lingue siano notevoli, il fatto, poi, di aver subito o meno influenze germaniche distingue le lingue: come ad esempio il Francese dall’Italiano.

Le somiglianze riguardano molto più spesso lo scritto, che non l’orale. Prendi il numero 5, ossia cinq, cinque, cinci (romeno):

  • La vocale nasale [~ε] si sente solo in Francese,
  • All’inizio della parola sentiamo «tch» in Rumeno e in Italiano, mentre «s» in Francese,
  • Alla fine, abbiamo [k] in francese, mentre [kw] e «tch» nelle altre due lingue.
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Lingue neolatine: elenco e dettagli

L’Italiano, lingua neolatina

L’Italia si forgia di una estrema varietà linguistica, data la tardiva unificazione del Paese (1861). I dialetti italiani del Nord si avvicinano di più alle lingue romane occidentali (come fanno il Francese e lo Spagnolo) mentre al Sud sono le lingue romaniche orientali che hanno influenzato il parlare (somiglianza con il Rumeno, allora). L’opposizione Nord-Sud non è cosa recente, insomma!

La lingua designata come Italiano ufficiale è il toscano di Dante Alighieri, come già ben sai.

Per la cronaca, la Corsica, che è francese, ha un dialetto italiano vicino al toscano delle origini.

62 milioni di persone parlano Italiano nel mondo.

Lo Spagnolo, lingua neolatina

Lo Spagnolo, anche detto Castigliano (da non confondere col Catalano), deriva dal Latino ma è stato molto influenzato dall’Arabo. I Mori furono presenti per oltre sette secoli in seno alla penisola iberica. Nell’America latina, la lingua si è evoluta diversamente, dando origine a diverse varianti e innumerevoli termini differenti.

Oggi lo Spagnolo è la lingua madre di ben 437 milioni di persone.

Italiani, ma anche francesi, spagnoli, portoghesi e romeni devono la lingua che parlano a Cicerone, Ovidio e amici vari.
Uno stesso idioma ha definito e strutturato gran parte delle lingue dell’Europa occidentale!

Il Romeno, lingua neolatina

La lingua Romena è molto vicina ai dialetti del Sud Italia, come il Napoletano, ma rivela anche influenze slave. «Sì» è detto «Da» come nella maggior parte delle lingue slave, ad esempio.

Il Moldavo, per quanto scritto in Cirillico, si avvicina al Romeno. Le differenze tra le due lingue sono più politiche, che linguistiche.

24 milioni di persone parlano il Romeno come lingua madre.

Il Portoghese, lingua neolatina

Il Portoghese è un’altra lingua presente nella penisola iberica. Esso si è diffuso nel mondo al ritmo delle conquiste portoghesi.

219 milioni di persone al mondo parlano il Portoghese come lingua madre

Il Francese, lingua neolatina

Questa lingua è stata unificata e codificata molto precocemente: nel Rinascimento. Ma essa contiene comunque innumerevoli nuances. Due gruppi linguistici coabitano in Francia: le lingue d’oc a sud e le lingue d’oïl a nord. Le due parole furono scelte per distinguere le parlate poiché significano “sì”, nelle rispettive realtà linguistiche.

Il Francese si è imposto poco alla volta come lingua nazionale, ma, alla base, si tratta di una lingua d’oil, diffusa poi nella Capitale. Questa influenza si nota leggendo le citazioni latine, ove parecchi termini somigliano agli attuali francesi.

76 milioni di persone al mondo parlano oggi Francese come lingua madre.

Lingue latine: quali sono le altre?

Esistono numerose lingue neo-latine, a cui si fa spesso riferimento anche durante il corso di latino scuola media. Attualmente molte parlate appartengono al gruppo italiano, francese e spagnolo.

Il gruppo ibero-romanico è diviso in più lingue dialettali o meno:

  • Gruppo spagnolo: Castigliano, Asturiano, Lionese, Andaluso, Estremaduro, Giudaico-spagnolo,
  • Gruppo portoghese: portoghese, galiziano, mirandese, acoriano, algarvio, alenteiano, dialetto del Minho…
  • Gruppo catalano: il Catalano è parlato in una parte della Spagna, in Francia, in Andorra, in Catalogna, parzialmente nell’Aragona, parzialmente a Valencia e nelle isole Baleari. Da un punto di vista linguistico, il Catalano si avvicina più all’Occitano che al Castigliano.

Il gruppo occitano-romano comprende il Francese, l’Alverniate, il Guascone, il Linguadociano, il Limosino, il Provenzale, il Vivaro alpino (nella zona transfrontaliera italiana).

Il gruppo italo-romanico comprende tutti i dialetti e le lingue parlati nella penisola italica: piemontese, lombardo, ligure, emiliano, bolognese, vicini al francese per via della pronuncia. Ma anche: i dialetti trentini, oltre a Toscano, Corso, Sardo, Romano, Campano, Siciliano, Calabrese.

Il gruppo gallo-romano o gallo-italico è composto da più lingue d’oïl: franciano (dialetto dell’Ile de France), vallone, piccardo, normanno, parlata della Champagne, francoconteese, borgognone, lorenese, pittavino-santongese, gallò (una variante parlata nell’Alta Bretagna), …

Nel gruppo reto-romano bisogna menzionare il friulano e il ladino per l’Italia e il romancio per la Svizzera.

Infine, il gruppo balcano romano comprende il dacio-romano, ma anche le lingue scomparse come l’istro-romano.

Tutte queste lingue regionali o tutti questi dialetti, all’origine, provengono dal latino.

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Il Tedesco: lingua latina?

E del Tedesco cosa possiamo dire? Esso fa parte del ceppo delle lingue germaniche, sottofamiglia delle lingue indoeuropee, assieme ad altri idiomi del nord Europa, come le lingue scandinave, l'inglese, il nederlandese e il tedesco. Il tedesco come lo conosciamo oggi è il frutto di un lungo processo iniziato nel medioevo, durato fino ai nostri giorni e che, come per tutte le lingue vive, proseguirà ancora e ancora.

Infatti, anche se ad un primo sguardo potrebbe sembrare strano, nel mondo germanico (e quindi nella sua lingua) l'influenza della lingua latina è stata estremamente importante, per diversi secoli. Il prestigio e la potenza di Roma si trasmettevano "anche" attraverso la lingua latina: le persone di scienza e conoscenza di tutta Europa utilizzavano il latino, per parlare e comunicare tra loro, per studiare e per scrivere. Inevitabile, dunque, che anche gli uomini dotti di Germania utilizzassero il latino, per quanto nella sua forma volgare.

Da un punto di vista storico, l'entrata del latino nel tedescoè avvenuta in tre step successivi l'uno all'altro.

  • Il primo step risale all'epoca dei primi contatti delle due popolazioni, quella romana e quella germanica: siamo tra il I secolo e il VI secolo d.C.;
  • Il secondo step corrisponde con l'epoca della cristianizzazione dell'Europa: si parla dell'epoca compresa tra i VI secolo e l'VIII secolo;
  • Il terzo e ultimo step è ovviamente quello dell'Umanesimo, corrispondente al XV secolo.
Quando i romani sono stati in Germania e quando i popoli germanici hanno invaso l'Italia del nord le due lingue si sono influenzate le une con le altre.
Sapevi che anche il tedesco ha molti termini derivati dal latino?

Il tedesco deriva dal latino: i primi contatti con i romani

Dopo aver conquistato tutte le terre bagnate dal mar Mediterraneo, i romani si espansero anche a Nord, conquistando le Gallie ed entrando in contatto con le popolazioni germaniche. Sono sorte tra il I e il VI secolo d.C. le città romane di Colonia, Augusta, Vienna e Treviri. Ma non è tutto: al successivo indebolimento dell'Impero romano corrispondono le invasioni barbariche del III, IV e soprattutto V secolo. Il culmine si ebbe con la sconfitta di Romolo Augustolo nel 476 per opera di Odoacre: anche in questi casi, vi furono contatti tra i due popoli e le rispettive lingue.

Ecco come il latino ha influenzato il tedesco per quello che riguarda i termini legati all'agricoltura:

plantadie Pflanze
prunumdie Pflaume
fructusdie Frucht
radixder Rettich
vinum mostumdie Most
ficusdie Feige
persicader Pfirsich

Qui, invece, puoi leggere quali termini tedeschi relativi ad attrezzi e recipienti abbiano una derivazione latina:

tabuladie Tafel
discusder Tisch
catinusder Kessel
scutuladie Schüssel
calixder Kelch
pondusdas Pfund
catenadie Kette

Infine, ecco i termini tedeschi legati all'edilizia provenienti dall'antica lingua di Roma:

calx der Kalk
murusdie Mauer
cameradie Kammer
fenestradas Fenster
cellariumder Keller
extufaredie Stube
portadie Pforte
hospitaledas Spital, das Hotel

Il tedesco deriva dal latino: i secoli della cristianizzazione dell'Europa

A partire dal VI secolo e fino all'VIII, Merovingi, Carolingi e Franchi in generale iniziarono un periodo di fusione di elementi culturali, sociali e linguistici romani, cristiani e germanici. Durante il Medioevo germanico, si assistette alla suddivisione del regno franco in Regno Franco Occidentale (corrispondente grossomodo all'attuale Francia) e Regno Franco Orientale (i cui confini approssimano per eccesso quelli dell'attuale Germania).

L'epoca della cristianizzazione ebbe, com'è ovvio pensare, una forte influenza sui termini ecclesiastici ed affini:

epsicopusder Bischof
clastrumdas Kloster
monasteriumdas Munster
monachusder Monch
celladie Zelle
libellus brevisder Brief

Il tedesco deriva dal latino: l'epoca dell'Umanesimo

Il movimento intellettuale del XV secolo partì il secolo precedente dall'Italia e colpì in pieno la Mitteleuropa e non solo. Le discipline morali, civili e letterarie puntavano al recupero delle tradizioni classiche. Ecco alcuni dei termini tedeschi - e i corrispettivi latini - che corrispondono a quell'epoca:

declinatiodie Deklination
disputatiodie Disputation
disciplinadie Disziplin
epistuladie Epistel
matriculadie Matrikel
exprimentumdas Experiment

Imparare il latino per comprendere le principali lingue romanze occidentali

Le lingue romanze derivanti dal latino sono, nell'ovest europeo, il francese, lo spagnolo e il portoghese.

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Il francese

La Gallia fu conquistata sotto il regno di Giulio Cesare (-100; -44).

Di conseguenza, la lingua francese - come le altre lingue - si è evoluta dal latino incorporando il vocabolario preso in prestito dagli idiomi gallici, franchi, ma anche dalle lingue germaniche.

La parola castello è molto simile nelle varie lingue romanze!
Per dire la parola castello, diciamo castellum in latino, château in francese, castelo in portoghese, castel in rumeno, castillo in spagnolo, castell in catalano. Ecco come la lingua e la cultura latine hanno influenzato l'Europa!

Anche se la lingua francese è stata unificata nel 16° secolo, due principali dialetti romanzi e un altro, minoritario, sono coesistiti in Francia: la lingua d’oïl al nord, la lingua d'oc nella metà meridionale, e l'arpitano (il francoprovenzale) in uso intorno alla valle del Rodano e sulle Alpi (nell'odierna regione Rhône-Alpes), in una parte d'Italia e in Svizzera.

Così troviamo molte parole francesi con una locuzione latina e fonemi risalenti all'antica Roma (VII secolo a.C. - V secolo d.C.).

Inoltre, molte preposizioni sono costruite con l'accusativo nel francese latino.

La lingua d'oïl, che rischiava di diventare una lingua morta, raggruppa diversi dialetti: pittavino-santongese, champenois, gallo, lorenese, mayennais, normanno, francoconteese, borgognone-morvandiau, courtisien, puccardo, vallone.

Per quanto riguarda le lingue d'oc, queste includono gli idiomi derivanti dal latino e parlati in parte della Francia meridionale, in Occitania (guascone, alvernese, limosino, linguadoca, provenzale). La lingua occitana è anche la lingua regionale più parlata in Francia.

Si noti che l'origine della lingua bretone e quella dell'alsaziano non è romana: uno è di origine celtica, l'altro di origine germanica. Basta in effetti osservare queste due lingue per notare come sia per quanto riguarda il loro apparato fonetico, sia per quanto riguarda il loro lessico e la loro grammatica, esse siano distanti dal francese e dalle sue varianti regionali.

Lo spagnolo e il portoghese

La penisola iberica fu conquistata dai Romani a partire dal 3° secolo a.C. (- 228). Le lingue romanze del gruppo ibero-romano, sviluppatisi dal latino volgare della Spagna romana, hanno dato vita a molte lingue parlate ancora oggi, tra cui:

  • il Castigliano,
  • il Catalano,
  • l'Andaluso,
  • l'Estremegno,
  • il Murciano,
  • l'Aragonese,
  • il Galiziano,
  • il Portoghese.

Dopo l'epoca dell'antica Roma, il castigliano (meglio conosciuto come spagnolo) è stato fortemente influenzato dall'arabo, come conseguenza della colonizzazione degli Ottomani e degli Arabi durata sette secoli, durante il Medioevo. Molti termini utilizzati nel castigliano contemporaneo, quali ajedrez, almohada o zanahoria, sono infatti prestiti più o meno diretti della lingua araba.

Il catalano, parlato in Catalogna, è una variante dell'occitano francese. Proprio per questo motivo, capire il catalano risulta più semplice per un francese che per uno spagnolo che parli castigliano.

In Portogallo e in Spagna la latinizzazione è stata molto rapida secondo gli storici. I Romani, quando colonizzavano un territorio, vi facevano stabilire un gran numero di soldati e funzionari dell'impero.

In effetti, la lingua latina è penetrata facilmente nella lingua locale e i popoli, di generazione in generazione, a poco a poco hanno dimenticato la loro lingua madre (celtico, iberico, leonese, cantabrico, basco) utilizzata prima della nascita dell'impero romano.

Alcuni dialetti hanno comunque resistito alla lingua latina: è il caso, per quanto riguarda la Spagna e la Francia, del basco, la cui radice grammaticale non è latina (e la cui origine linguistica rimane in parte inspiegabile: il basco non appartiene infatti a nessuna famiglia linguistica nota, ed è una delle poche lingue "isolate" presenti sul continente europeo).

Nel gruppo gallo-romano e ibero-romano delle lingue che discendono dal latino, troviamo anche altri linguaggi di varia importanza e la cui sfera di influenza si riduce, come quello parlato in Corsica e in Sardegna.

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Il gruppo orientale delle lingue romanze

Conosciuto anche come "Diasistema romanzo dell'est", il gruppo orientale delle lingue romanze riguarda quattro lingue derivanti dal latino, parlate in Romania e in Moldavia: il dacoromeno, l'istrorumeno, l'aromeno e il meglenorumeno.

Il Tropaeum Traiani in Romania, simbolo della dominazione romana nel Paese!
Il Tropaeum Traiani che celebra la battaglia di Adamclisi (101-102), è uno dei simboli dell'Impero Romano in Romania!

Secondo alcuni linguisti, il lessico latino incorporato nell'albanese e nella lingua greca devono essere considerati come lingue romanze dell'est.

In altre parole, sono le lingue romanze parlate nei Balcani nell'antica Roma, nella zona nord della linea Jireček, una linea fittizia che delimita i territori balcanici sotto l'influenza latina nel 4° secolo d.C.: Romania, Moldavia, Albania, Serbia, Bosnia, Croazia.

L'imperatore Traiano (53-117) sottopone la Dacia all'impero romano tra il 101 e il 106 d.C.

Secondo alcune teorie, è stata la presenza romana in Romania che ha reso possibile che il romeno sia oggi considerato un'isola di latinità in un oceano slavo. Ma non sappiamo da che parte del Danubio - in Dacia, Macedonia, Moldavia o nel sud del Danubio - si sia formata la lingua romena.

I romeni usano l'alfabeto latino. Inoltre, ci sono molte somiglianze nella lingua romena con la fonetica e la grammatica latina, il che rende il romeno a tutti gli effetti una lingua romanza/

Inoltre, il 71,66% del lessico rumeno deriva dal vocabolario latino, direttamente o indirettamente.

In definitiva, dato che il latino è la lingua madre delle lingue romanze, imparare a parlare il latino (lezioni di latino) aiuterà davvero nell'apprendimento delle lingue indoeuropee.

Studiare il latino per imparare a tradurre un testo (corso di latino scuola media), impararne il vocabolario latino o conoscere la storia della letteratura latina (Ovidio Cicerone, Livio, ecc.) non serve soltanto per erudirsi, ma aiuta anche a capire meglio tutte le lingue parlate in Europa.

Grazie alle conquiste dell'Impero Romano, la lingua latina ha influenzato una fetta enorme del mondo occidentale.
Nel periodo di massima espansione, l'Impero Romano ricopriva un vastissimo territorio che andava dal Portogallo al Medio Oriente, dall'Inghilterra all'Egitto.

Se ti interessa approfondire l'argomento, con una rapida ricerca online potrai trovare molto materiale sul tema — video su YouTube, libri sulle lingue romanze e sulla storia della lingua latina, testi con commenti sulla diacronicità e l'evoluzione della lingua, e molto altro ancora! — o in alternativa puoi iscriverti a un corso di filologia romanza all'università. Se però non sei più uno/a studente/essa, ricorda che su Superprof puoi trovare centinaia di insegnanti specializzati in ambiti specifici, tra cui quello linguistico e, più nello specifico, quello della lingua latina e delle lingua romanze.

Cosa aspetti? Prenota oggi la tua prima lezione e coltiva la tua passione per la lingua latina e la sua discendenza!

Lingue derivate dal latino: quale si avvicina di più all'originale?

La lingua inglese trae le sue origini dalle lingue germaniche, ma alcune parole di Londra sono di origine latina.
Anche gli inglesi parlano un po’ di latino!

Ecco una domanda ben complessa cui rispondere: oggi qual è la lingua che più somiglia al latino?

Il sardo, la lingua parlata in Sardegna, sarebbe la lingua più vicina al latino (lezioni di latino). In un contesto più generale, le lingue del Sud Italia sono quelle che più si avvicinano al latino, mentre al Nord se ne distaccano.

Data la presenza del Vaticano in Italia, ove ancora il latino figura come lingua ufficiale, non sorprende che l’italiano sia la lingua che più resta vicina al latino.

Ed ecco perché gli stranieri che studiano latino riescono poi, un po’ meglio degli altri, a capire qualche parola di italiano.

Ma sai che anche l’Inglese possiede molti termini derivati dalle lingue latine? Questo è dovuto ad una discendenza indiretta dal latino, tramite le lingue neo-latine attuali!

Cosa aspetti? Inizia subito a cercare le lezioni di latino che fanno per te!

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Francesca Cavallo

Appassionata di musica, curiosa e sempre alla ricerca di novità: Acquario in tutto e per tutto.