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Cronologia dell’idioma di Cicerone, dall’antichità ai giorni nostri

Di Francesca, pubblicato il 22/11/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > La Grande Storia della Lingua Latina

“Senza il latino, è inutile cercare di comprendere i 3000 anni di storia che hanno dato vita all’Impero Romano, visto trionfare il Cristianesimo, affermarsi l’identità dell’Occidente. Jürgen Leonhardt, autore di The Great History of Latin, From Origins to Today.

La lingua latina è stata la prima tra tutte le lingue europee a godere di un’aura internazionale e dello status di lingua universale.

Oggi dichiarato estinto, il latino era la lingua ufficiale dell’antica Roma, quindi dell’intero Impero Romano Occidentale fino alla sua caduta (avvenuta nel 476 d.C.), uno dei più potenti imperi – e uno dei più affascinanti – della storia.

Anche chi non è uno storico e neppure un archeologo sa che il latino (lezioni di latino) era la lingua della civiltà romana.

Altrimenti, sa almeno che la lingua italiana è scritta con l’alfabeto latino.

In genere tutti sanno che l’Italia, il Portogallo, la Spagna e la Francia fanno parte dei Paesi latini.

Ma conosciamo la vera storia della lingua latina sin dalla sua genesi fino ad oggi?

Per alcuni, il latino cessò di esistere quando l’ultimo latinofono si estinse senza trasmetterla ad altre persone.

Per altri, il latino è in effetti una lingua ancora viva poiché la latinità, nel 2018, riguarda l’intero continente americano e latino-americano, tutta l’Europa occidentale, centrale e orientale (per i Paesi che non usano l’alfabeto cirillico), la maggior parte dell’Africa e dell’Oceania.

Anche i Paesi asiatici che non utilizzano l’alfabeto latino spesso traducono i loro simboli in inglese – una lingua pesantemente influenzata dal latino.

Qual è la storia del latino?

Questa è la domanda a cui la redazione di Superprof cercherà di rispondere per te in questo articolo.

All’origine dei Romani, il latino arcaico

In origine, non c’era nulla, e poi…

Fu sulle rive del fiume Tevere, nel Lazio, a livello di Roma, che venne pronunciata la prima forma di ciò che veniva chiamato latino parlato (corsi di latino).

I figli della Lupa, Romolo e Remo! Romolo e Remo parlavano il latino?

Si trattava di un dialetto italico come il sannitico e l’osco-umbro. Da vicino o da lontano, questi dialetti avevano alcune differenze, ma avevano in comune il fatto che derivassero tutti dall’alfabeto greco ed etrusco.

Le origini della lingua latina sono, tuttavia, molto oscure e difficili da certificare. In effetti, i parlanti di un latino arcaico (prisca latinitas in latino), prima dell’Impero Romano, adottavano una lingua di tradizione orale.

Della loro arte dell’eloquenza – come gli antichi Greci con Socrate – non sono rimasti che pochi documenti scritti.

Il più antico scritto è attestato da una scoperta archeologica nel 1887, che appare sulla fibula prenestrina, e risale al VII secolo a.C.

Se vuoi ammirarla vi basta fare un salto a Roma: la fibula è oggi esposta al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini.

Una curiosità a proposito di questa importante scoperta: gli studiosi hanno dibattuto a lungo sulla possibilità o meno che l’iscrizione fosse autentica; solo nel 2011, dopo analisi con microscopio elettronico a scansione e altri mezzi all’avanguardia si è arrivati ad avere una conferma basandosi sulla corrispondenza delle tecniche impiegate per costruire la fibula. e le tecniche del tempo.

La fibula prenestina, che nel 2011 è stata dichiarata la prima autentica testimonianza di latino scritto, è oggi esposta al museo Pigorini di Roma. Per ammirare la fibula prenestina, prima testimonianza di latino scritto, organizza un viaggio a Roma!

Ma torniamo a noi!

Si pensa che la lingua latina si sia evoluta per quattro o cinque secoli prima di unificarsi come lingua di tutti i Romani, e prima di essere adottata come lingua scritta degli atti giuridici, come lingua franca della civiltà romana.

Tuttavia, la leggenda narra che la città di Roma fu fondata da Romolo e Remo nel 753 a.C. e che, dopo un duello fratricida vinto da Romolo, prese il nome attuale.

Dal III secolo a.C., sotto l’era reale e la Repubblica romana, fino all’apogeo dell’Impero Romano, molti autori si serviranno del latino parlato come vettore di diffusione: le commedie di Plauto (-254; -184), Terenzio (-185; -159), le lettere di Cicerone (-106; -43), le Satire e le Epistole di Orazio (-65; -8) e il Satyricon di Petronio (27-66).

Se non avete ancora avuto la possibilità di leggere questo testo, vi consigliamo di recuperare al più presto: si tratta di un’opera unica in cui l’autore è riuscito a mettere insieme diversi e apparentemente distantissimi generi letterari per creare un risultato incredibilmente ironico per l’epoca ma anche per i lettori attuali. Una vera impresa!

Dai primi secoli della latinità arcaica, i prestiti dell’alfabeto greco – già presenti sul suolo italiano, specialmente in Sicilia e a Taranto – sono numerosi: molte parole della koinè greco saranno presenti nel latino e poi nella lingua italiana più di un millennio dopo.

Forse non ci fai caso, ma usi quasi quotidianamente prestiti dal greco. Quando parli di grammatica, ad esempio, la cui etimologia riportata da Garzanti è: ← dal lat. grammatĭca(m), che è dal gr. grammatik (téchnē) ‘(arte o scienza) delle lettere’; cfr. grammatico.

Lo stesso vale per ortografia ← dal lat. orthographĭa(m), e questo dal gr. orthographía, comp. di orthós‘corretto’ e -graphía ‘-grafia’ e per un oggetto che utilizzi (e tantissimo anche!) ogni giorno: il tuo telefono. Il termine deriva apparentemente dall’inglese; in realtà, anche l’inglese ha attinto alla lingua greca con tele- che significa “da lontano” e “phoné” che significa voce.

La verità è che tutte le parole che utilizziamo ogni giorno derivano dalla lingua latina e dal greco… ma non ne siamo davvero consapevoli!

L’età del latino arcaico termina intorno all’anno 78 a.C, anno in cui morì Lucio Cornelio Silla.

Se cerchi corso di latino scuola media trovi queste nozioni di base.

Le epoche del latino classico antico

Il latino classico è quello che prevale nei testi letterari scritti dai Romani, utilizzando la semantica considerata come “classica”.

Questa è l’età d’oro della letteratura latina: il latino letterario, che si estende nel primo secolo avanti Cristo.

L’età d’oro del latino (-100 – 14)

La terminazione delle parole latine cambia rispetto al latino arcaico e molte produzioni letterarie emergono. Gli storici hanno infatti portato alla luce innumerevoli scritti di autori storici e di fama mondiale:

  • Giulio Cesare,
  • Cicerone,
  • Tito Livio,
  • Catullo,
  • Lucrezio,
  • Virgilio,
  • Orazio,
  • Ovidio.

Siamo certi che hai già letto da qualche parte queste righe:

Odi et amo. Quare idfaciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Si tratta di uno dei più famosi carmina di Catullo.

Ci sono opere che sono conosciute da tutti gli studenti, in ogni angolo del mondo. Eccone un esempio! Odi et amo, uno dei più famosi carmina scritti da Catullo nel I secolo!

Forse non hai invece ancora incontrato sulla tua strada “De oratore”  l’opera di Marco Tullio Cicerone, scritta tra il 55 e il 54 a.C.

Un’opera che rimane attuale pur nel tempo che passa, un buon motivo per approfondire la conoscenza della lingua latina.

Un’opera davvero attualissima se si pensa che l’opera viene presentata così:

Nella Roma repubblicana l’oratoria era il sapere più strettamente legato alla politica: riflettere sulla pratica oratoria e sulla fisionomia dell’oratore significava quindi intervenire in un campo di problemi intrecciato e in parte sovrapposto all’ambito della politica. Occuparsi della formazione dell’oratore, in particolare, equivaleva a occuparsi della formazione del cittadino romano nel senso più pieno: il modello di oratore ideale che il ‘De oratore’ si propone di delineare coincide perciò con quello del cittadino (e uomo di governo) ideale. Cicerone affrontò questo tema nel 55 a.C., in un momento in cui, parallelamente alla grave crisi delle istituzioni repubblicane, anche i modelli culturali tradizionali erano in discussione, e saperi specializzati e professioni tecniche emergevano a minaccia di quella cultura unitaria la cui difesa è uno degli obiettivi dell’opera.

La prosa e la poesia si sviluppano negli ultimi decenni della Repubblica romana, quindi si parla in questo periodo di una transizione dalla tradizione orale della lingua latina a una lingua letteraria nobile, chiamata classica.

Questa fase è caratterizzata da una grande flessibilità e da una libertà di sintassi come non erano mai esistite prima, con risultati davvero sorprendenti.

L’età d’argento (14 – 130)

Il periodo compreso tra il 14 d.C.  e il 130 d.C. è quello chiamato età “post-agostiniana”, nome che vuole evocare una letteratura di latino classico meno ricca di quella dell’età d’oro.

Il Colosseo di Roma, inaugurato nell'anno 80 da Tito! Il Colosseo di Roma, costruito per volere dell’imperatore Vespasiano!

Tra i grandi autori della Storia della letteratura romana vi sono Fedro, Seneca, Plinio il Vecchio (morto a Pompei nel 79), Petronio, Quintiliano, Tacito, Plinio il Giovane, Giovenale.

Studiare questi autori vuol dire non soltanto avere una visione più chiara e approfondita della lingua latina, ma imbattersi in personaggi misteriosi e affascinanti. Ad esempio, attorno a Fedro aleggia un’aurea di assoluto mistero: si conosce solo la data della sua nascita, fissata forse intorno al 20 a.C. e della sua morte, avvenuta intorno al 50 d.C.

Un uomo longevo, se si considera l’età in cui vive, e con le idee chiarissime: nel prologo della sua raccolta dichiara infatti

La materia che Esopo, il creatore della favola, ha trovata, io l’ho rifinita in versi senari. Doppio è il pregio di questo libretto: che suscita il riso e che insegna, con il suo consiglio, la vita dell’uomo prudente. Se poi qualcuno volesse dir male del fatto che gli alberi parlano, e non gli animali soltanto, si ricordi che noi scherziamo con favole inventate.

Questo “latino imperiale”da lui e gli altri utilizzato – corrispondente all’apogeo dell’Impero sotto gli imperatori romani Nerone, Domiziano o Flaviano – è caratterizzato da una raffinatezza e da una maggiore complessità dell’arte della retorica.

Inoltre, l’influenza dello stoicismo della Grecia antica stava allora riducendo l’importanza data agli dei in una Roma dove la mitologia era ancora politeista e pre-cristiana.

In un corso di latino si dà molto spazio a questo periodo, quindi se ti interessa approfondirlo non verrai certamente deluso frequentando le lezioni!

Il latino “tardivo”

Dal II all’VIII secolo dell’era cristiana, le invasioni barbariche fanno precipitare la situazione e portano alla caduta dell’Impero Romano causando la sua dissoluzione politica.

Questa segna un cambiamento nella lingua latina, perché perde il suo status: non è più la lingua ufficiale dello stato più potente.

Anche se l’Impero Romano d’Oriente, o Impero Bizantino che dir si voglia, ha mantenuto i suoi confini fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453, continua a servirsi della lingua greca.

Proprio in questo periodo molte parole straniere appaiono nel lessico latino: è l’era chiamata del “latino basso”.

Va notato, inoltre, che il latino parlato dalla classe elitista (detto sermo cotidianus) di Roma differisce da quello parlato dalle classi popolari dell’impero (detto sermo plebeius).

È la lingua della plebe, della gente, che ha dato origine alle lingue romanze: nei territori in cui il volgare latino – chiamato anche lingua romana – si è diffuso, una compenetrazione della lingua imperiale ha avuto luogo negli spazi regionali e nei dialetti delle province soggette all’impero di Roma.

Dal latino medievale al latino umanista

Una lunga fase di mutazione della lingua latina ha luogo dal tardo Medioevo al Rinascimento europeo (IX- XVI secolo).

Piazza San Pietro, il cuore cristiano del mondo! Il Vaticano, la sede della Santa Chiesa Cattolica!

Il latino del periodo feudale rappresenta la lingua letteraria usata in tutta l’Europa occidentale. Fu soprattutto in quel momento che la cristianità e la Chiesa cattolica decisero di mantenere il latino come lingua di scrittura.

Questa scelta è chiaramente dettata dalla volontà di mantenere una lingua che parli a tutti i cristiani, unendoli generazione dopo generazione: è l’universalità, l’abbraccio in cui la religione vuole stringere tutti i suoi fedeli a imporre una scelta linguistica di questo tipo.

Il popolo letterario di quest’epoca, sia della nobiltà che del clero, sta assistendo a una colossale produzione di documenti di tipo liturgico, mentre la letteratura ecclesiastica si apre anche all’arte della scansione di testi antichi.

La lingua latina viene profondamente rielaborata: riformata nell’800 da Carlo Magno, la sua composizione sintattica viene semplificata e molti neologismi vengono incorporati nel linguaggio corrente.

Carlo Magno, un imperatore che ebbe un grande impatto anche sulla cultura e che ideò - tra le altre cose - una nuova tipologia di scrittura. Carlo Magno è una figura centrale anche per la lingua latina e per la sua grafia!

L’imperatore ha anche un grande impatto sulla grafia: introduce infatti un nuovo tipo di scrittura, la minuscola carolina, che ha appunto ereditato da lui il suo nome. Si tratta di una grafia che risulta molto elegante e che prevede che ogni lettera sia staccata da quella che la segue e quella che la precede. La sua importanza risiede nel fatto che rende più semplice il lavoro degli amanuensi (tanto che fu adottata nei monasteri per la trascrizione dei libri liturgici); la sua semplicità la rende adatta anche alla stesura degli ufficiali e a poco a poco si inserisce anche nella pubblica amministrazione.

Dobbiamo fare un salto temporale per arrivare a scoprire l’importanza che la lingua latina continua ad avere, nonostante le evoluzioni.

Dopo secoli di oscurantismo cristiano in Europa, arriva una nuova era, in cui l’arte, la ragione e la scienza emergono sul culto della divinità: il Rinascimento.

Successivamente e paradossalmente, il latino rimane il nobile linguaggio delle scienze.

Così, tra i filosofi e gli scienziati “umanisti” del XV e XVI secolo, sono numerosi coloro che mantengono il latino per la loro produzione letteraria – in particolare per le opere scientifiche, filosofiche e religiose. Autori come Erasmo da Rotterdam (1467-1536) , Cartesio (1596-1650), Francesco Bacone (1561-1626) o Isaac Newton (1643-1727) continuano a utilizzare la lingua latina non solo per comunicare al mondo le loro scoperte, ma anche per avere contatti e confronti fra di loro.

Il latino rimane la lingua franca della conoscenza, compresa da tutti i letterati d’Europa dei Paesi in cui è stata applicata la legge romana.

In tutto l’Ancine-Régime, l’Europa ha una miriade di dialetti, lingue romanze non ancora completamente definite.

Di conseguenza, il latino rappresenta anche il miglior strumento linguistico per i re e gli imperatori nelle relazioni diplomatiche internazionali.

Perché studiare oggi questa lingua, anche se sono passati svariati secoli?

Scopri subito perché imparare la lingua latina è un’esperienza davvero interessante anche oggi, nonostante spesso si parli in maniera ben poco accattivante di “lingua morta”.

Dal “neolatino” al latino contemporaneo

Ancora oggi, il latino è una delle lingue ufficiali del Vaticano. Sorprendente, no? Gli Stati pontifici e la Chiesa Cattolica non hanno infatti mai abbandonato il loro linguaggio storico e l’universalità che questo permette di raggiungere.

In botanica, il latino rimane ancora la lingua più utilizzata! L’hibiscus: il latino è ancora la lingua della scienza!

Linguisti e scienziati delle lettere classiche utilizzano la terminazione “neolatino” per designare l’uso dell’idioma latino dal Rinascimento italiano.

Un anno dopo la caduta dell’Impero Romano d’Oriente (Impero Bizantino), ossia nell’anno 1454, Johannes Gutenberg – orafo e tipografo – inventa la stampa a caratteri mobili. Questa innovazione rende i testi latini ampiamente disponibili e li fa viaggiare in ogni angolo del mondo, rendendoli fruibili da un numero sempre maggiore di persone. Forse non ci hai mai pensato, ma tutto questo ha reso possibile seguire un corso di latino anche prima che la digitalizzazione rendesse possibile la partecipazione a un corso di latino online!

Eppure due o tre secoli dopo, mentre le lingue romanze si uniscono sotto l’Ancien-Régime, il latino cade gradualmente in disuso.

Al punto che qualcuno inizia a considerarla una lingua morta.

Il latino del XVIII secolo, infatti, viene usato soltanto per produzioni scientifiche e letterarie, specialmente nell’ambito della poesia.

Dalla fine del XIX  secolo, la lingua latina rimane principalmente una lingua religiosa e liturgica, rivendicata da un numero sempre minore di cardinali e teologi della Chiesa Cattolica Romana.

Tuttavia, in alcuni ambiti rimane vivissima: i termini della scienza hanno mantenuto molto del loro nome latino, in particolare in medicina, botanica, biologia e farmacia.

Questo perché – dice lo storico Novica Vojinovic riassumendo perfettamente l’importanza della lingua latina –

Tutti i termini latini hanno due caratteristiche che nessun’altra lingua possiede: la prima è
l’estrema concisione, la chiarezza e la precisione della formula, che non si può ritrovare in
nessun’altra lingua come in quella latina. La seconda caratteristica è che le parole, le frasi e i verbi
della lingua latina fanno parte del bagaglio culturale di molte lingue.

Va da sé che queste due caratteristiche rendono davvero la lingua latina la più adatta alla diffusione della conoscenza, soprattutto in ambiti tanto delicati.

Tieni quindi presente che, se a livello lavorativo sogni di avere a che fare con una di queste materie, se pensi di voler tentare il fatidico esame di ammissione in medicina, ad esempio, la lingua latina ti sarà non solo utile ma addirittura indispensabile!

Alcuni settori come la medicina, la biologia e la scienza, continuano a fare uso massiccio della lingua latina. Ecco perché è importante studiarla ancora oggi. Sogni di diventare un medico? Lo studio della lingua latina per te sarà davvero utile!

Altro che lingua morta, inizia subito a studiare.

Tieni presente a questo proposito che, se desideri prendere lezioni di latino, non devi impazzire: su Superprof troverai moltissimi insegnanti disponibili anche vicino a casa tua e nella tua città. Oppure, se preferisci per avere maggiore flessibilità oraria e non doverti spostare o accogliere un insegnante a domicilio, puoi decidere di seguire un corso online: per farlo ti basteranno solo un pc, una connessione internet e un microfono per poter partecipare attivamente alle lezioni.

Solitamente, la prima lezione è offerta dall’insegnante stesso in modo da darti l’opportunità di capire se le lezioni proposte sono in linea con le tue aspettative, se c’è buon feeling con il tuo prof e se hai la motivazione giusta per seguire un corso con regolarità (di solito se esci entusiasta dalla prima lezione, sei davvero sulla strada giusta).

Siamo certi che, una volta cominciato, questo corso ti darà grandi soddisfazioni e ti darà la possibilità di scovare ogni dettaglio di bellezza di una lingua che parli ogni giorno, anche quando non te ne accorgi!

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