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Breve retrospettiva linguistica russofila

Di Igor, pubblicato il 14/05/2018 Blog > Lingue straniere > Russo > Storia della Lingua Russa

Se le relazioni diplomatiche tra Unione Europea, da un lato, e Russia dall’altro non sono sempre rilassate, gli europei che studiano il russo (corso di russo online) sono sempre in crescita.

San Pietroburgo è diventata destinazione culturale di spicco, ed i matrimoni italo-russi aumentano.

Tu preferiresti Mosca o San Pietroburgo?

La lingua russa (Русский) differisce dall’Italiano e dalle altre lingue neo-latine.

Ciò che salta all’orecchio di noi occidentali è la dolcezza, il calore, il carattere cantato della lingua dei Russi.

Essa comporta un accento e un’intonazione particolarmente affascinanti e divertenti per uno straniero amante delle lingue moderne.

Uno studio costante e motivato del Russo potrà però portarti a padroneggiare questa lingua così affascinante. La grammatica russa non è semplice perché utilizza molti prefissi, suffissi e alternanze di vocali!

Ma il Russo è stato sempre così gradevole da ascoltare?

Risaliamo indietro di qualche secolo, per seguire le evoluzioni linguistiche russe e scoprire la Russia come si deve!

L’origine etnica dei russi

Gli Slavi costituivano un vasto gruppo etnoculturale e linguistico costituito da diverse sotto-popolazioni.

Giusto per fare un esempio, Omero parla già degli Eneti che il linguista Raymond Delattre identifica con dei probabili Slavi, nel suo saggio Langues et origines des peuples de l’Europe antique: influences sur les langues actuelles.

Questo storico, poi, situa l’origine delle etnie slave nell’alta vallata del Dniepr, a Nord dell’Ucraina e della Bielorussia.

Furono questi due missionari a trascrivere per primi i suoni che sentivano nell’Impero Bizantino, utilizzando delle lettere greche. Cirillo e Metodo, senza questi due frati oggi non potremmo imparare il Russo così come lo conosciamo!

A partire da questo sostrato si costituì gradualmente la lingua russa moderna, così come la analizzano Jean Breuillard e Stèphane Viellard nel testo Histoire de la langue russe des origines au XVIIIe siècle.

Quest’opera è da consigliare agli studenti di Russo all’Università: oltre alle belle illustrazioni di documenti autentici, essa presenta il vantaggio di trattare della sintassi, della costituzione del lessico (o vocabolario), etc.

Tra lingue slave e vecchio Russo

Il linguaggio detto antico-slavo sarebbe più o meno la fonte comune di tutte le lingue slave di oggi. Il sotto-gruppo slavo, poi basso-slavo, in generale, è esso stesso derivato dal gruppo centrale delle lingue indo-europee, cosa che lo mischia al greco ed al tracio.

Il vecchio Russo deriva dal vecchio-slavo, così come lo slavo ecclesiastico antico, di cui è d’altro canto una sorta di escrescenza o, almeno, un dialetto parallelo che ne subisce pesanti influenze.

I linguisti situano la sua apparizione nel corso del X secolo, e il suo uso fino al XIV secolo, epoca in cui esso sfociò poco alla volta in un russo più moderno (corso di russo).

Il vecchio Russo è classificato nel sotto-gruppo delle lingue slave orientali: si tratta di un insieme dialettale parlato in Ucraina, in Bielorussia e nella Russia europea.

Si è sempre trattato di una lingua non tonale, ma dotata di accenti tonici variabili. Possiede vocali brevi ed altre no.

Ricordiamoci che fu solo tardivamente, in epoca moderna addirittura contemporanea, che gli Zar si diressero verso Est, annettendosi la Siberia!

L’alfabeto cirillico … poi Russo

I due monaci e santi Cirillo e Metodo partirono dall’Impero Bizantino e penetrarono le contrade slave in qualità di missionari.

Ovviamente, per condurre bene a termine i loro progetti, dovettero interagire e comunicare con gli autoctoni.

Questi ultimi non avevano alcuna scrittura codificata, dunque i due religiosi ritrascrissero i suoni che ascoltavano (in particolare un dialetto macedone) tramite lettere derivanti dal sistema greco.

L’ortografia cirillica è innanzitutto fonetica, con declinazioni secondo il genere, il caso e il numero.

La loro impresa fu coronata dal successo postumo, col battesimo del principe Vladimir I († 1015), che regnò su Kiev a partire dal 980.

Il Professore Roberto de Mattei, vice-presidente onorario del CNR, spiega, nel testo La Chiesa nella tormenta, che il termine «rus’» (Russkaya Zemlye) serviva a designare tutti i territori sottomessi ai sovrani di Kiev, i quali successivamente si convertirono.

Le Cronache dell’Origine della Russia (o dei tempi passati) composte da monaci del XII secolo ci raccontano la storia della genesi della nazione russa e della linguistica relativa.

L’alfabeto cirillico (33 lettere) delle origini ha ovviamente subito numerose modifiche di utilizzo, nel corso dei secoli.

Queste trasformazioni sono state tali che il suo nome è cambiato: ormai bisognerebbe parlare di alfabeto russo.

Con Internet è facile familiarizzarsi con le principali sonorità del russo.

In effetti, una volta fissata la scrittura cirillica, il linguaggio parlato ha continuato ad evolvere, al punto tale da differire sempre più dal modo di scrivere.

È stato allora necessario riadattare tutte le morfologie e le fonologie di un idioma che si era piuttosto ripulito nel corso del tempo.

Adesso l’alfabeto russo (corso di russo) non si scrive generalmente più nella stessa maniera in cui si pronuncia.

Le lingue russe religiose

Se le lingue slave preesistevano al metodo cirillico, ciò ha consentito di tradurre e fissare i testi religiosi cristiani nella lingua locale.

Questa lingua di un tempo è oggi rimasta la lingua sacra del patriarcato di Mosca, ma anche della ormai minoritaria Chiesa Cattolica russa.

Si tratta della cosiddetta lingua slava della Chiesa, anche detta “vecchio Slavo liturgico”. Fissata attraverso i testi latini, essa non è cambiata quasi per niente, dall’epoca della cristianizzazione delle contrade, avvenuta circa mille anni orsono!

Lo slavo ecclesiastico antico è stato creato nel corso del IX secolo, per una Chiesa ancora attaccata alla Roma cattolica e alla fede ortodossa (corso di russo milano).

Ed è stato solo nel X secolo avanzato che l’uso della scrittura si è diffuso davvero presso i Russi.

Il Russo ecclesiastico è più ricercato rispetto ai linguaggi vernacolari correntemente usati dalla persone meno erudite.

Lo slavo ecclesiastico antico ha mantenuto la sua preminenza letteraria e intellettuale fino al XVII secolo: al pari del latino che aveva perso terreno in Europa dell’Ovest dopo il Medio Evo, la lingua ecclesiastica russa lasciò il suo prestigio al russo moderno.

La letteratura russa classica

Il Russo è insomma nato nel corso del XVIII secolo.

Lo Zar Pietro il Grande († 1725) ne fu il principale artefice, nella sua volontà di occidentalizzare l’Impero.

No solo egli accantonò lo slavo ecclesiastico antico relegandolo alla sola liturgia, ma presiedette anche alla modernizzazione della lingua russa amministrativa allora in vigore, ereditata direttamente dall’antico Russo.

Il Russo moderno è un’alchimia tra la grammatica di Lomonossov (1711-1765) e lo slavo ecclesiastico antico. È parlato da tutti i grandi dell’epoca.

Diversi autori brillanti diedero lustro a tale lingua: Gogol (1809-1852), Dostoevskij (1821-1881), ed altri personaggi inclusi tra le nostre 10 celebrità russe, Cechov (1860-1904) …

L’apprendimento in loco è sicuramente il miglior metodo per imparare una lingua straniere e per impregnarsi della cultura locale. Studia all’estero per imparare la lingua: parti per San Pietroburgo o per Mosca!

Nella Revue des ètudes slaves (1965, vol. 44, n° 1, p. 19-28), Boris O. Unbegaun ricorda che la letteratura russa moderna ha origine solo nel corso del XVIII secolo ed ha ben poco a che vedere con le precedenti produzioni letterarie moscovite.

Egli aggiunge anche che questa pretesa «rottura» è stata oltremodo esagerata, così come le presunte mutazioni subite dalla lingua.

I fattori di continuità sono stati infinitamente più numerosi rispetto agli elementi della rivoluzione: senza tutto ciò, il vecchio Russo non avrebbe dato origine al Russo… ma ad un sistema linguistico totalmente diverso.

La specificità del Russo classico sta nel fatto che esso non si è formato a partire da un dialetto particolare divenuto universale nel corso del tempo (come invece fu per altre lingue slave, ed anche per il Castigliano diventato Spagnolo o per il Fiorentino diventato Italiano), ma nel fatto di essere una creazione ibrida fatta di vecchio Russo e slavo ecclesiastico antico.

Lo stesso diciannovesimo secolo corrisponde ad un’epoca di grandi conquiste territoriali da parte degli Zar, che corsero verso Oriente, fino in Alaska!

Di fatto, questa diffusione della lingua classica russa ebbe il suo acme con l’URSS: il Russo serviva da lingua internazionale con i diversi stati satellite o alleati, ma anche, ovviamente, con le repubbliche sovietiche interne.

Sai tutto quello che devi sapere prima di partire per la Russia?

Il mondo russofono nel XXI secolo

Oggi giorno, il Russo è parlato da 145 milioni di locutori come lingua madre e da 135 milioni di persone come seconda lingua.

Il Russo è una delle lingue autoctone più parlate d’Europa.

Esso appartiene al gruppo slavo della famiglia delle lingue indo-europee. Il gruppo di lingue slave si divide in lingue slave occidentali (Ceco, Polacco e lingue sorabe), lingue slave del Sud (Bulgaro, Croato, Macedone, Serbo e Sloveno) e lingue slave dell’Est (Russo, Ucraino e Bielorusso).

Per gli anglofoni imparare la lingua di Mosca è più complesso di quanto non lo sia per gli altri europei occidentali (che parlano lingue neo latine). Anche se il Russo ha la reputazione di una lingua difficile da apprendere, è comunque meno complesso del Cinese!

Il Russo è una delle cinque lingue ufficiali delle Nazioni Unite e si classifica come la principale lingua mondiale insieme al Cinese, all’Inglese, allo Spagnolo e all’Indi.

Si tratta della lingua madre di 142 milioni di cittadini della Federazione russa, il più grande paese al mondo.

I Paesi russofoni sono numerosi e si concentrano nella metà nord dell’Asia e nell’estremità orientale dell’Europa.

Si tratta, risaputamente, delle zone: Abcasia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Transnistria, Gagauzia, Ossezia del Sud, Federazione di Russia e CEI, che hanno fatto del russo la loro lingua ufficiale.

Se è vero che esiste un Russo accademico (sotto la supervisione dell’Accademia delle scienze di Russia) esistono parallelamente diversi dialetti russi, raggruppabili in tre:

  • Russo settentrionale, con una cultura russa differente circa o, g e t;
  • Russo centrale, più imbastardito, rispetto agli altri;
  • Russo meridionale, più ammorbidito, fricativo e meno accentato.

Ecco cosa potrai ripassare per perfezionarti prima di un viaggio in Russia! Con queste basi storiche, ti resta solo da trovare un insegnante di Russo prima del tuo soggiorno linguistico! Ma non dimenticare i documenti necessari prima di partire!

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