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Quando il coaching sportivo a domicilio si ispira ai film!

Di Igor, pubblicato il 30/12/2017 Blog > Sport > Personal Trainer > La Top 6 dei Film di Culto sul Personal Training!

Coach sportivo a domicilio, personal trainer online, allenatore privato all’aperto: vuoi sapere come fare per diventare coach sportivo e lanciarti nell’avventura dell’allenamento di un giovane sportivo imberbe?

Se sei uno sportivo di professione, sarai di certo specializzato in un sotto settore particolare.

Mai sai come fare per insegnare correttamente la tua disciplina?

Sapresti trasmettere la giusta motivazione, attimo dopo attimo? Sapresti assicurare l’incolumità di un allievo durante lo svolgimento della pratica sportiva?

Se non sai rispondere con fermezza a questi quesiti, noi di Superprof ti proponiamo nientepopodimenoché…di immergerti nella visione dei 6 film culto del coaching sportivo!?

E tu sai come scegliere un personal trainer?

La saga di Rocky: motivare ai fini di prestazioni eccellenti

Come dimenticare Rocky? Non si può. Dal primissimo film “Rocky”, uscito nell’ormai lontano 1976, scritto ed interpretato dal celebre Sylvester Stallone, a “Creed: L’eredità di Rocky Balboa” del recente 2016, la saga ha regalato a tutti, non solo ai fan sportivi di boxe e coaching, praticamente 7 film nell’arco di  40 anni. Un fenomeno considerevole, nella sua portata.

Tutti ben accolti dalla critica cinematografica, i film di Stallone sono stati da subito, e sempre, un must nella cultura degli aspiranti pugili. E non solo nella loro, a dire il vero.

I sette film della serie Rocky hanno fatto storia inpiù di qualche generazione di pugili. Un personal trainer per motivarti e salire sul ring della vita!

Se hai come obiettivo quello di aiutare i tuoi clienti a progredire, portandoli verso un benessere assicurato, se vuoi diplomarti in educazione fisica, se speri di diventare un personal trainer, allora il film Rocky, con la sua storia, potrebbe trasformarsi, per te, in una sorta di testo sacro.

Dalle lezioni in sala pesi, alla preparazione mentale, i sette lungometraggi ti saranno sempre di grande aiuto per poter intervenire in favore di sportivi che devono recuperare la forma fisica, perfezionandosi per raggiungere degli obiettivi.

Si può anche finire col riprodurre la scena culto della saga di Rocky: salire una scalinata lunghissima alla fine di un allenamento ultra intenso, concludendo con un salto trionfale all’arrivo, un grido di gioia a braccia alzate! Qualsiasi atleta ama questo genere di sfide e sognerebbe di incontrare un coach così creativo.

Coach Carter: il personal training secondo contratto e l’impegno

Un esempio di come dare fiducia ad un gruppo con obiettivi elevati. Rigore, fiducia e vicinanza: la ricetta del Coach Carter!

Forse non sarà il più noto, ma “Coach Carter”, pellicola del regista Thomas Carter, del 2005, è subito divenuto un classico per i fan del basket. Il film narra la vera storia di un liceo di Richmond (California), interessato da un’escalation di violenza e una diminuzione netta dei rendimenti sportivi e in ogni disciplina.

Un giorno sopraggiunge a scuola l’allenatore Carter, interpretato da Samuel L. Jackson. Costui si cimenterà a fondo per far progredire la squadra di basket e gli studenti, anche dal punto di vista del rendimento scolastico. Al tal fine, il nuovo allenatore imporrà degli allenamenti intensissimi e obbligherà gli studenti a studiare le diverse materie, pena l’esclusione dalla squadra. Un vero patto sarà siglato tra i giovani e il professore.

Non vogliamo svelarvi al storia per intero. Ma teniamo a dirvi che si tratta, qui, di un esempio di coaching sportivo dei più duri! Naturalmente, un personal trainer o preparatore sportivo non sigla di solito questo genere di contratti coi propri allievi. Notiamo, però, che emergono in questo film gli innumerevoli aspetti e risorse psicologiche su cui fare leva con un programma sportivo attuato da un allenatore (recupero della forma, perdita di peso, rinforzamenti muscolare…).

Il tutto accade con una certa durezza. Ma alla severità si accosta una vicinanza psicologica. Coach Carter insegna che occorre conoscere i propri allievi, i loro punti forti e le loro debolezze, per riuscire poi, con l’allenamento sportivo, a scolpire i loro corpi, tonificare i muscoli e mantenere la forma! Il coach individuale deve saper, infatti, che risorse può andare a mobilizzare nei propri allievi. Proprio come fa Samuel L. Jackson quando esige l’impossibile dai suoi giocatori di palla-canestro…

E tu vorresti trovare su internet un personal trainer come Carter?

La sfida più bella del personal training: lo spirito di squadra innanzitutto

Su uno sfondo fatto di disgregazione razziale e lotta tra bianchi e neri americani,  Il sapore della vittoria mette in scena Denzel Washington, coach Harman Boone, e la sua battaglia per avvicinare calciatori bianchi e calciatori neri in un liceo della Virginia. La nomina di Boone a capo della squadra, a sfavore di un altro allenatore bianco del posto, incendia gli spiriti della città ed anche gli spogliatoi.

Boone non si lascia intimidire, mette in opera tutto il possibile perché i giocatori di colore diverso finiscano col creare una sola e compatta squadra. La lotta è dura, ma egli riuscirà gradualmente nell’impresa.

La dimostrazione che un gruppo solido anche se con elementi diversi al proprio interno può seguire i consigli di un coach e arrivare lontano. Il trionfo del lavoro di equipe!

Se il contesto sociale, raziale e politico del film è sui generis (la trama si dispiega nel 1971), un coach sportivo a domicilio può benissimo prendere spunto da due o tre grandi inquadrature della pellicola Remember the Titans” (2000, regista Boaz Yakin, ispirato ad una storia vera), noto nel mondo intero.

E proprio rispetto allo spirito di quadra, si nota lo sforzo del coach per inculcarlo ai suoi calciatori.

Lo sport è anche questo. L’insegnante di educazione fisica deve saper instaurare un clima di fiducia e benessere perché gli allievi possano dare il massimo

Stabilire fiducia tra una squadra e il suo allenatore è la chiave di tutto. Solo così si può sperare di compiere un programma sportivo nella sua interezza.

Denzel Washington, attore protagonista, è intransigente, non si piega di fronte alle lamentele di nessuno. È sicuro del proprio operato sportivo.

Meglio palestra o coach sportivo?

L’arte di vincere: personal trainer attraverso i numeri

Anche in tal caso, si tratta di fatti veri. L’arte di vincere, realizzato nel 2011 da Bennett Miller, mette in scena Brad Pitt, Jonah Hill e il compianto Philip Seymour Hoffman. Siamo sempre nel rispetto della tradizione.

Statistica, scienza, sport e ... tanto impegno. Anche i piccoli possono arrivare al pari dei grandi. Brad Pitt nei panni di un educatore sportivo!

Si tratta della squadra di basketball Athletics Oakland. Non proprio talentuosa e con grossi problemi finanziari. Il futuro sportivo pare incerto ed oscuro. Il manager decide allora di applicare una strategia inedita.

Mancano i soldi?

Non fa nulla. Billy Beane (Brad Pitt) assume uno statistico (Jonah Hill)  che possiede un file coi nomi di giocatori di successo, ma non amati dalle altre squadre. Lo scopo: “costruire una squadra a tavolino, o meglio, al computer”!

L’arte di vincere evidenzia l’arte della strategia nello sport.

Un aspetto da non eliminare dal coaching sportivo.

Il programma sportivo deve tener conto dei dati oggettivi relativi al corpo umano, alle sue potenzialità, ai suoi punti deboli.

Quali sono i risultati concreti di tale e tal altro esercizio?

Soprattutto, il potenziamento muscolare, la perdita di peso, la preparazione fisica: sono tutti dati traducibili in numeri! Il coach professionista sa benissimo tutto ciò. Ha seguito delle formazioni specifiche: dietetica, crossfit, potenziamento muscolare.

In base ai bisogni e alle domande dell’atleta, il coach analizzerà i dati numerici: calorie, grassi, stress, quadro di vita. Sorveglierà anche l’apporto nutritivo ad ogni pasto e tra le diverse sessioni sportive! Spese e calorie consumate per ottenere risultati rapidi, dovranno essere ben computate.

Un approccio del tutto scientifico, insomma, dello sport e dei suoi correlati. Ma assicurati che il tuo personal trainer sia specializzato.

La domenica infernale: arte dialettica

Nel film un discorso di motivazione della durata di 4 minuti. Di che sentirsi incoraggiati ad affrontare anche i più forti. Al Pacino, uno che sa parlare alla propria squadra!

Altro film e altro attore legendario: Al Pacino in “Any given Sunday” (1999, regia di Oliver Stone), fa l’allenatore démodé, un po’ sopraffatto dal football americano moderno, da giocatori senza disciplina, dalle difficoltà di direzione. In “Any given Sunday” Pacino interpreta Tony D’Amato, coach dei Miami Sharks.

Il film comincia con l’infortunio del quarterback star della squadra, Dennis Quaid, rimpiazzato subito da un giovane quarterback ignoto, interpretato da Jamie Foxx. Un casting di gran lusso, se consideriamo anche Cameron Diaz nel ruolo della presidentessa ambiziosa degli Sharks, intransigente nei confronti dell’allenatore.

Any given Sunday” tratta delle difficoltà del coaching sportivo di fronte ad atleti poco concentrati o per niente inclini ad ascoltare i consigli per progredire.  Ogni maledetta domenica ha poi una scena mitica: il famoso discorso del coach sportivo prima del match più importante della vita. 4 minuti di parole profonde e trascendenti per condurre la squadra al traguardo supremo.

Il coach dev’essere il primo a possedere una grande motivazione! La rimessa in forma passa anche attraverso i discorsi. Parole e psicologia!

Se la fiducia in se stessi è in calo, la motivazione può assentarsi. Saranno le parole di un coach a fare la differenza tra un personal training mediocre ed una lezione di sport intensiva!

Con un personal trainer potrai ottenere i risultati sperati.

Million Dollar baby: raggiungere le cime partendo da zero

L’ultimo film culto per il coaching sportivo: Million Dollar Baby (2004, regia di Clint Eastwood). Così come Rocky, questo lungometraggio ha ottenuto l’oscar del miglior film.

Ricompensato poi da altri riconoscimenti: miglior regista, migliore attrice (Hillary Swank), migliore attore non protagonista (Morgan Freeman). Un casting d’eccezione per un film mitico, insomma.

Atleta e personal trainer: una quadra che funziona sempre!

Proprio come Rocky, ancora una volta, il film tratta di pugilato, in tutti i suoi aspetti e meandri: la motivazione, la solitudine sul ring e l’avversario, la povertà, la devozione totale nei confronti di uno sport spesso ingrato… Insomma: la lezione di Million Dollar Baby rima con mai abbondonare e credere sempre nei propri obiettivi.

Commovente, simpatico e tragico, il film insegna a qualunque coach a non lasciare mai che un atleta si arrenda.

Contano la volontà dell’atleta e quella del coach, insomma.

Trova, allora, il tuo stile personale di coaching!

Noi di Superprof, ovviamente, sappiamo di che si tratta!

Tanto più che la domanda è crescente: potenziamento muscolare, perdita di peso (cardiofitmess + dieta), consulenza dietetica, pratica sportiva regolare, addominali, mangiare sano grazie al coach, corsa, stretching, rilassamento, yoga, cyclette, ritonificazione muscolare

Allora, leggi la nostra guida sul personal training.

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