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La teoria della musica si può imparare rapidamente?

Blog > Musica > Piano > Quanti Giorni per Apprendere il Solfeggio?

Fa paura, fa disperare, ti impone sacrifici e costrizioni, eccita la curiosità, stupisce, è intrigante, ti obbliga all’ordine, alla determinazione, è esigente. Stiamo parlando del solfeggio.

Inventato durante il Medio Evo, prima che spuntasse sulla scena musicale, le composizioni erano approssimative, la musica era poco accessibile e comprensibile, riservata quindi ad una élite ricca e acculturata.

Fu solo nel XII secolo che il monaco italiano Guido D’Arezzo mise a punto un sistema semplificato e codificato per imparare la musica e per suonare il pianoforte. Basata su di un sistema di note e ispirata ad un poema gregoriano, questa invenzione è evoluta molto rapidamente.

A piccoli passi, i compositori come Bononcini hanno aggiunto la loro pietra all’edificio musicale, con la popolarizzazione della portata, della mano guidoniana o trasformando la nota UT in DO.

Nel XX secolo, il solfeggio si impone in modo del tutto naturale come il riferimento universale della codifica della musica e il sistema di apprendimento della musica meglio perfezionato.

“Imparare un nuovo solfeggio attraverso ascolti sistematici di oggetti sonori di ogni specie” Pierre Schaeffer, La musica concreta (1967)

Oggi il solfeggio ha perso il suo antico splendore, in quanto almeno parzialmente abbandonato a vantaggio di altri metodi di apprendimento dai musicisti, tra cui anche pianisti e chitarristi.

Spinta dalla ricerca di produttività, dai nuovi media e dal digitale, la nozione di tempo è il valore più prezioso della nostra epoca contemporanea, per la maggior parte delle persone.

È proprio questa nozione che ci spinge ad interrogarci, al momento attuale, su quanto tempo sia necessario per imparare il solfeggio durante un corso di pianoforte.

Perché imparare il solfeggio?

Si tratta di un ottimo esercizio per chi inizi lo studio delle note e della musica in generale. Scrivere le note musicali leggendole ad alta voce è un ottimo esercizio di memorizzazione!

Imparare la teoria musicale durante le lezioni di solfeggio o da autodidatta non ha mai ucciso nessuno! Tanto più che si tratta di un metodo ottimo per imparare a leggere gli spartiti.

Secondo te la teoria musicale è obbligatoria?

Il solfeggio non gode di buona reputazione, da parecchi anni oramai.

Si pensa spesso che l’aspetto teorico, convenzionale o scolastico del solfeggio spinga:

  • I bambini apprendisti musicisti verso il disgusto o addirittura l’abbandono dell’apprendimento dello strumento;
  • Gli adulti apprendisti a girare le spalle al Conservatorio, alle lezioni di musica e ai corsi privati di pianoforte, per il timore di dover fronteggiare il solfeggio
  • I musicisti verso la perdita di talento e estro artistico.

Lo vogliamo dire una volta per tutte, sviluppare la propria comprensione della teoria musicale è la cosa migliore, sia per chi non abbia predisposizione innata alla musica, sia per chi invece abbia già esperienza, allo scopo di aprire i propri sensi alle possibilità che vengono loro offerte.

Per i pianisti affermati, coloro che non abbiano paura di lanciarsi in un assolo di jazz, il solfeggio offre un’autonomia che permetterà loro di essere più liberi nella creazione, esecuzione e registrazione in studio della loro musica.

E come padroneggiare una lingua straniera: anche se la si parla correntemente all’orale, ma non si conoscono le regole di grammatica, non si farà molta strada.

Quando avrai imparato a leggere la musica, capirai:

  • La chiave di sol
  • La chiave di fa
  • Cosa significhi do maggiore, diesis, bemolle, …

In musica è la stessa cosa: se non perfezioni il tuo solfeggio, molti aspetti, legati in particolare alla composizione su pianoforte, rimarranno lontani dalla tua comprensione. E la tua capacità di suonare sarà fortemente limitata.

Se proprio il solfeggio ti disturba e non hai voglia di applicartici, puoi sempre provare ad andare lezioni di teoria musicale applicati al piano.

Seguire una formazione musicale di questo tipo sarà un buon modo di abbinare la tua passione con la necessità di capire questo sistema di scrittura particolarmente vasto e complesso.

Essere in grado di associare i simboli, per identificare le altezze e la durata di un suono, così come le sfumature e i toni, non passa però necessariamente dal solfeggio.

E tu impareresti il solfeggio da solo?

Leggere le note per suonare il piano

Si tratta di trucchi, espedienti e tecniche che si imparano andando a lezione privata di pianoforte. Quando suoni il piano, è importante anticipare la nota successiva!

Anche se sembra chiaro e per quanto resti un passaggio obbligato, molti musicisti agli inizi, ma anche intermediari o avanzati trascurano l’apprendimento delle note…

Sfortunatamente per loro, e fortunatamente per te, noi sappiamo che prima o poi tutti i musicisti avranno a che fare con il solfeggio.

Il fatto di non saper leggere quello che è scritto sugli spartiti o non saper riconoscere la posizione delle note è pregiudizievole rispetto alla capacità di fare musica, soprattutto per il pianoforte.

Sei pronto a dare il tuo tempo, la tua pazienza e le tue energie? Poiché è importante saper leggere le note per diventare pianista, scopriamo cosa devi fare impararlo:

  • Ripeti i tuoi esercizi di solfeggio regolarmente e per massimo 5- 20 minuti al giorno;
  • Presta attenzione alla lettura delle note;
  • Riduci la velocità della tua lettura. Non sei qui per impressionare qualcuno, ma devi trattenere quello che leggi. Usa un metronomo per evitare degli errori;
  • Accelera progressivamente la velocità di apprendimento delle note aumentando le ottave (DO, RE, MI) e la difficoltà;
  • Seleziona con cura i tuoi spartiti. Non serve a nulla scegliere spartiti che raggruppino decine di misure all’inizio dello studio. Scegli degli spartiti di musiche che ti piacciano, perché la musica deve essere innanzitutto piacere.

Lavora sui difetti che riscontri. Avanza poco alla volta, riprendendo le note che ti pongono problemi, per capirle meglio. Alterna l’apprendimento delle chiavi: la chiave di Sol e la chiave di Fa devono essere imparate una alla volta.

Ascolta anche i pareri degli altri, se esperti: che si tratti di insegnanti di musica, di altri musicisti o di amici, a volte è necessario farsi correggere.

Imparare il solfeggio significa anche prendere il ritmo

Si tratta di uno degli esercizi più pesanti, soprattutto per i più piccoli, ma è fondamentale. Perché è importante capire il solfeggio?

Come parlare di musica, senza evocare i concetti di ritmo, groove, musicalità? Chiamalo come preferisci, il ritmo assicura il benessere della musica, è il cuore e il motore di un brano.

Delle star a livello mondiale, come Michael Jackson, Stevie Wonder o, in misura minore, Bruno Mars, sono riusciti spesso a fare la differenza grazie al ritmo della loro musica.

Lento o rapido, regolare o irregolare, il ritmo ha le sue ragioni musicali che la ragione non conosce.

Che ci sussurri, che ci parli o che ci gridi nelle orecchie, il ritmo è una nozione che ogni musicista deve essere in grado di prendere in considerazione per adattarvisi o per sentirselo addosso.

Ogni spartito, oltre alle note, possiede in sé delle indicazioni che evocano la velocità:

  • Con parole come “andante”, “adagio”, “forte”, …
  • Con numeri che affinano la precisione ritmica (60 di semiminima = un tempo al secondo)

Indissociabile dall’apprendimento delle note, l’apprendimento del ritmo si effettua in simultanea.

Considera che dovrai studiare qualche decina di ore, prima di riuscire a leggere i ritmi di uno spartito di piano, i quali si complicano con:

  • I ritmi a tre tempi;
  • L’esplorazione delle cellule ritmiche fondamentali.

Devi anche abituarti a scandire diversamente il tempo con le due mani.

Il piano, infatti, è uno strumento complesso che permette di suonare più elementi, sonorità e musicalità allo stesso tempo.

Si tratta di una nozione di comprensione abbastanza semplice:

  • Essere in grado di riprodurre un ritmo, battendolo con le mani, ad esempio;
  • Identificare un ritmo con il semplice ascolto.

Un altro punto importante da considerare risiede nell’importanza di associare l’aspetto teorica dei ritmi ad un apprendimento pratico, al fine di accelerare la decifrazione sulla tastiera per i futuri pianisti.

Puoi diventare pianista anche senza conoscere la teoria della musica!

Imparare il solfeggio: si può stabilire un tempo necessario all’apprendimento?

In realtà, per quello che riguarda il solfeggio, si parlerà più che altro della nozione di tempo, di ritmo e di note.

Effettivamente, le soluzioni miracolo proposte otterranno lo stesso risultato, che si tratti di dimagrimento o di musica: sono completamente inutili! Per imparare il solfeggio serve solamente tempo da consacrare, pazienza e allenamento regolare.

Qualsiasi siano i metodi che si utilizzino, il solfeggio non si può imparare in poche ore come provano a farti credere alcune pubblicità mendaci.

L’importante è non stancarsi mai di esercitarsi, suonare ore e ore, notte e giorno, per il piacere dei vicini di casa. Dopo aver studiato le note di un brano, le potrai suonare agevolmente!

Affermare che il solfeggio possa impararsi rapidamente o in un tempo ben preciso sarebbe non tenere in considerazione la personalità musicale e la facoltà di imparare di ciascuno di noi.

Deluso? Sappi che avrai bisogno di anni prima di padroneggiare il solfeggio, perché si tratta di una materia che necessita di un apprendimento continuo.

Imparare il ritmo senza apprendere prima la nozione di tempo è darsi la zappa sul piede che dovrà poi utilizzare il pedale del piano!

Mettiti bene in testa che prima riuscirai a leggere le note bene e rapidamente, più tempo avrai per concentrarti sulla musica, la sua composizione e la sua interpretazione. Esistono anche dei siti internet che ti aiuteranno ad imparare le basi del solfeggio.

Tuttavia, possiamo discutere del tempo quotidiano che dovrai riservare al solo solfeggio.

Così, senza esagerare, direi che potrai dedicare qualche decina di minuti al giorno al solfeggio, tramite una ripetizione ad intervalli: in questo modo migliorerai la memorizzazione delle note, del ritmo e imparerai a leggere tutto quello che si trova su uno spartito. Il tuo insegnante di pianoforte te ne sarà riconoscente.

Scrivere le note musicali leggendole ad alta voce è un ottimo esercizio di memorizzazione!

Si tratta di un ottimo esercizio per chi inizi lo studio delle note e della musica in generale.

Quando suoni il piano, è importante anticipare la nota successiva!

Si tratta di trucchi, espedienti e tecniche che si imparano andando a lezione privata di pianoforte.

Dopo aver studiato le note di un brano, le potrai suonare agevolmente!

L’importante è non stancarsi mai di esercitarsi, suonare ore e ore, notte e giorno, per il piacere dei vicini di casa.

Perché è importante capire il solfeggio?

Si tratta di uno degli esercizi più pesanti, soprattutto per i più piccoli, ma è fondamentale.

Ecco dove imparare il solfeggio online!

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